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Questa mattina ho avuto il privilegio di seguire Tino Tajana in una sua lezione di analisi architettonica della Basilica di San Fedele
Fra gli appunti annoto questa frase:
“I beni culturali non sopportano le ideologie”
(in tema di “conservazione”)




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Tino Tajana, autore del restauro della Fabbrica del Duomo, che ha riportato alla luce dei comaschi il più importante edificio comasco, racconta le vicende artistiche del Duomo sul Lago
AUDIO della lezione di TINO TAJANA del 4 marzo 2016

Fotografie di Adriano Rovi

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AUDIO DEGLI INTERVENTI:
Visto il grande successo della presentazione del 16 gennaio scorso,
abbiamo deciso di fare un nuovo incontro con altri interlocutori.
Venerdì 30 gennaio, alle ore 18.30
in via Maurizio Monti, 41, a Como
Carlo Pozzoni Fotoeditore presenta il libro
Intervengono:
Roberto Borghi, autore del libro
Umberto Montin, giornalista del quotidiano La Provincia
Clemente Tajana, direttore dell’Accademia Galli dal 2003 al 2014, tutt’ora docente di Storia dell’Architettura e del Restauro presso lo stesso istituto.
Modera Ilona Biondi
“Il simbolo non è neutro” raccoglie tre saggi, già in parte editi, dedicati al rapporto tra la cultura simbolista e le avanguardie storiche, e un testo inedito in cui si ricostruisce la storia della prima traduzione in italiano dello “Spirituale nell’arte” di Kandinsky: una vicenda editoriale che si intreccia con alcuni eventi enigmatici e cruciali per la storia dell’Italia della prima metà del Novecento.
Nella biblioteca di Aldo Galli (interamente donata dagli eredi dell’artista alla Biblioteca Civica di Como) figurava anche “Della spiritualità nell’arte, e particolarmente nella pittura”, la prima traduzione in italiano dello scritto di Kandinsky che ha lasciato un solco profondissimo nella storia dell’arte del Novecento. Il volume venne pubblicato nel nostro paese solo nel 1940, cioè quasi 30 anni dopo la sua uscita in Germania, e solo grazie alla tenacia e all’intervento economico del suo traduttore, il duca Giovanni Antonio Colonna di Cesarò. Ministro delle Poste durante il primo governo Mussolini, e in seguito acceso avversario del fascismo in nome dei principi liberali, Colonna di Cesarò è stato un interessante e misconosciuto protagonista della storia politica e culturale d’Italia: il suo nome è legato al primo e fallito attentato alla vita di Mussolini, ma anche a delle acute ricerche sul significato dei simboli, e alla diffusione del pensiero teosofico e antroposofico nel nostro paese. La ricostruzione della avventurosa vicenda editoriale di “Della spiritualità nell’arte”, presente nel primo dei saggi che compongono il libro di Roberto Borghi, si intreccia con un’indagine sull’influenza dei principi teosofici sulla cultura e sull’arte italiana del primo Novecento (in particolare sul futurismo), all’insegna del connubio tra spiritualismo e modernità scientifica.
Gli altri tre saggi raccolti nel libro si focalizzano sul legame tra il simbolismo e le avanguardie storiche, sul rapporto tra la pittura di Malevič e la tradizione dell’icona, e sulle opere tarde di Klimt: tre momenti della storia dell’arte dello scorso secolo nei quali un certo concetto di simbolo (“non neutro”, e anzi capace di “tenere insieme”, come prescrive il suo significato etimologico, il visibile e l’invisibile, il noto e il radicalmente ignoto) mostra la sua persistente fecondità.
Il libro viene presentato in collaborazione con il Circolo Cultura e Arte di Como.
Fotografia di Carlo Pozzoni
IL 21 NOVEMBRE SERA ALLE ORE 21 A VILLA IMBONATI, CAVALLASCA
Da ICO PARISI ALL’ARTE AMBIENTALE,
relatore CLEMENTE TAJANA
ICO PARISI (Biografia 1916-1996) fa parte dell’avanguardia artistica che nell’immediato dopoguerra ritiene che non si possa fare più distinzione tra architettura, scultura e pittura e che l’arte debba coinvolgere contemporaneamente le tre discipline. Dopo aver preso parte al Razionalismo comasco prima della seconda guerra mondiale, si dedica dagli anni ‘40 al design, alle installazioni (spesso provocatorie), sino ad essere un protagonista della ”arte ambientale”. Essa comprende le manifestazioni artistiche che dialogano sia col territorio urbano che col territorio naturale ed in essa si inseriscono la pop-art ambientale, la land-art, il campo urbano, la fotografia territoriale e tutte le sperimentazioni artistiche nell’ ambiente, che Ico Parisi aveva già intuito tra i primi nel mondo occidentale
a cura di Quartodecimo Pittura Scultura Fotografia
Audio della relazione di Clemente Tajana:
Link diretto al file mp3 relazione tajana
CLEMENTE TAJANA
Nato a Como nel 1941.
Laurea in Ingegneria edile al Politecnico di Milano nel 1966
ed in Architettura al Politecnico di Milano nel 1974.
Assistente alle esercitazioni di Architettura Tecnica al Politecnico di Milano negli anni ‘60/’70.
Dirigente Settore Urbanistica del Comune di Como dal 1972 al 1988
Ingegnere Capo del Comune di Como dal 1988 al 2001.
Cura restauri monumentali a Como: Cattedrale, Chiostro di S.Abbondio, Palazzo Natta, ex-Convento di Santa Teresa, Sala Nobel, Asilo Sant’Elia.
Progetta l’Asilo “Lina e Riccardo Mantero”e il giardino pubblico con percorso urbano da via V.Emanuele a p.za S. Fedele.
Docente di Storia dell’architettura alla Accademia di Belle Arti “A. Galli” di Como.
Autore di pubblicazioni di architettura, urbanistica, restauro.
Presidente del Comitato scientifico dell’Archivio Cesare Cattaneo Cernobbio-Como.
Dipinti sacri nella Villa Imbonati di Cavallasca: