memoria · Mi ricordo

Ricordare è importante: Maria Colombo, nel 1968 e 1969 e a Coatesa sul Lario, nei primi anni ’90

Ricordare è importante.

Maria Colombo a Coatesa sul Lario: è lei che fotografa il marito, il figlio, Luciana e me.

E nel 1968 e 1969 scriveva sul quotidiano studentesco LA VASCA

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Enzo · infarto · Mi ricordo

lettera a E.

caro ***
che bello ricevere il tuo messaggio
conservo nella memoria ricordi splendidi di te. negli anni ’60 (fine anni ’60) io ero un pò emarginato nella classe della cumacini. i compagni mi vivevano come “debole” ed “estraneo” (e infatti farò poi tutt’altra carriera nella vita). Tu invece eri brillante, forte, bravo nel disegno e nel calcolo.
però mi scegliesti come amico.
e la mia vita scolastica cambiò in meglio
poi ricordo tuo padre che trasformo in un piccolo capolavoro un mio racconto narrativo.
e poi ricordo i tuoi racconti dei viaggi di andata e ritorno in liguria.
mi fermo qui, ma c’è ancora altro
questo per dirti che sono felice di averti incontrato per strada qualche mese fa e ora di avere intessuto questo nuovo filo relazionale
la mia vita, dopo l’infarto, cambia alla insegna della LENTEZZA
spero però che questa estate ci sia occasione di una vostra visita nel nostro “buen retiro” di coatesa sul lario (http://coatesa.com)
cari saluti a te e a Lidia
infarto · lettere e email

carteggio email con Christiane e Thomas: una vicenda biografica parallela

per una singolare coincidenza sincronica siamo stati ricoverati nella stessa stanza nei difficili tre giorni della fase acuta post operatoria
stesse traiettorie biografiche: due coppie che si amano molto
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Thomas e Paolo: “fratelli” nella malattia
Christiane e Luciana: “sorelle” nell’amore per l’amato
manterremo il contatto tramite email
piacere di avervi conosciuto
 
Thomas and Paul: “brothers” in sickness
Christiiane and Luciana sisters in love for the beloved
we will maintain contact via email
pleasure to have met you
il mio blog sul lago di como:
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Caro Paolo,
I hope that you are doing very well today!
Although under bad circumstances, it was so nice meeting You and Luciana.
I had a quick look at your blog on the Lario (coatesa.com) – it is wonderful.
See You soon in ospedale, tanti auguri,
Christiane
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cara christiane
anche noi siamo felici di questo nostro incontro
quando ti ho vista accanto a thomas , soprattutto nei difficili primi giorni, mi hai tanto ricordato la mia amata luciana
preferiamo fornire agli amici questa specie di “bollettino medico”, invece che dare a ciascuno la stessa informazione
così resta più tempo per noi due
se tornerete a como, in buona salute, vi faremo conoscere la bellezza di Coatesa (è una frazione del comune di Nesso)
cari saluti e buon futuro a voi e a noi
paolo
liebe christiane 
Auch freuen wir uns, dieses Treffen haben 
wenn ich neben thomas sah man, vor allem in den schwierigen Anfangszeit, ich habe mich so sehr an meinen geliebten Luciana erinnert 
wir lieber an Freunde, diese Art von “medizinischen Bericht” geben, anstatt so dass jeder die gleichen Informationen 
so mehr Zeit für die beiden von uns 
wenn Sie como zurückkehren, bei guter Gesundheit, werden wir Ihnen die Schönheit der Coatesa wissen lassen (ist ein Dorf in der Gemeinde von Nessus) 
Grüße und gute Zukunft für Sie und uns 
paul
infarto · Luciana Quaia · salute e malattie

Il 10 maggio 2014, nel giorno di sabato, è arrivata la “mazzata”. La diagnosi sarà: INFARTO. “Infarto preso in tempo”

 

Il 10 maggio 2014, nel giorno di sabato, è arrivata la “mazzata”.
La mazzata, in una magnifica espressione linguistica di Severino, è l’esperienza del dolore e della morte.

Leggerò, poi, queste sue righe:

“L’uomo può cominciare a vivere solo se vuole trasformare sé stesso e il mondo da cui è circondato, Se non fa questo non può nemmeno compiere quella trasformazione di sé che è il respirare in senso letterale. E muore. Vive solo se si fa largo nella Barriera che gli impedisce di trasformare sé e il mondo”

in Emanuele Severino, La potenza dell’errare, Mondadori 2013, p. 44/45.

Arriva il momento in cui “non ci si può fare largo”. L’ho sperimentato.

Io e Luciana eravamo a Coatesa, nel luogo del destino (nel Link c’è il racconto e il vissuto di Luciana, il mio amore).
Già all’arrivo c’erano segnali del corpo. Discontinui, ma mai provati fino ad allora.

E mi decido a parlarne, dicendole subito: “Qualsiasi cosa accada, ricordati che ho vissuto al meglio ogni attimo della nostra vita assieme”
Poi un dolore forte, lancinante, trafittivo all’altezza del cuore: come una coltellata che arriva dall’interno. Diverso da tutti i tipi di dolore fino ad allora provati.

Torniamo a Como. A posteriori so che guidare una automobile in quelle condizioni è stato un rischio. Ma resistevo alla idea che fosse arrivato “quel” momento.
Devo solo a Luciana se, successivamente, ho preso la decisione di andare al pronto soccorso: le mie “resistenze” alla sfida che stava arrivando mi avrebbero portato alla probabile morte. Devo a Luciana ancora un po’ del tempo che resta.
Il pronto soccorso è quello dell’ospedale Valduce, lo stesso in cui venni operato di tonsille, nel 1951 o 1952.

Da questo momento la techne medica prende in mano la mia vita.
Il sistema istituzionale, le procedure, probabilmente i DRG, i professionisti preposti ai vari pezzi organizzativi (ognuno di loro ha svolto con efficacia il proprio compito: grazie) hanno funzionato sia come meccanismi interni (“funzionamento”), sia come raggiungimento degli obiettivi (“funzionalità”). Un successo organizzativo, pensando che era di sabato pomeriggio, circa attorno alle 17.

La diagnosi sarà: infarto. “Infarto preso in tempo”

Nella sala operatoria della divisione di cardiologia mi dicono: “tutte e tre le coronarie sono ostruite al 99%. Il dolore è provocato da questo: il cuore non riceve sangue”.
L’intervento di  “coronaroplastica”  cardiologica consiste nell’inserire un “retino”: di fatto un anello (“Stent”) che allarga l’arteria principale. Dovrò fare lo stesso intervento per almeno una seconda coronaria nei prossimi mesi.

Nella prima fase di questa vicenda ho verificato i fattori storici e culturali della techne medica, alla quale noi moderni affidiamo le nostre vite. Si tratta della stretta connessione fra:

1 diagnosi efficace

2 terapia adatta, standardizzata e validata.

Non sempre la medicina (che è costituita da un pensiero ed una prassi entrambi ipotetici) è in grado di esibire quella connessione.

Abbiamo così:

1 le “diagnosi incerte e controverse”

2 la gamma delle “terapie possibili” e cariche di ansiogene alternative

La cardiologia, nell’ambito delle scienze mediche, è maggiormente in grado di stabilire procedure standardizzate e verificate. Forse in questa parte del corpo la medicina ha amplificato la sua (ipotetica, ripeto) capacità di “rimedio”

Vengo trasportato su un letto monitorato della unità coronarica. Di fatto isolato dal resto del mondo, perché da quel letto non mi posso muovere. Mi manca del tutto quel rapporto con internet e il web, che ormai costituisce una “estensione necessaria” del mio cervello. E’ una sensazione di sospensione dalle relazioni comunicative ormai più consistenti di questi ultimi anni. Mi fa sentire “spaesato”.

E Luciana, adattandosi alla situazione, si trasforma nel dio Ermes mediatore e farà in modo di “tenere i fili” di quelle relazioni , imparando in condizione estrema perfino ad usare la bacheca di facebook. Gli elenchi dei messaggi che mi e ci sono arrivati hanno costituito una grande sorpresa interpersonale. E il sentimento è spesso sconfinato nelle lacrime.

Le fasi terapeutiche sono dunque queste:

  • diagnosi in emergenza;
  • intervento di chirurgia cardiovascolare angioplastica;
  • controllo immediatamente post operatorio in letto monitorato (primi tre giorni);
  • spostamento nelle attigue stanze, nelle quali si accresce la libertà di movimento (lo spazio-barriera ora è la stanza, mentre prima era il letto);
  • poi ci sarà la dimissione
  • e uno stile di vita che dovrà essere diverso.


La fase della terapia intensiva è stata un problema, in particolare per le funzioni escretorie: “pappagallo, “padelle” e “comode” sono protesi utili, ma troppo esposte al “pubblico”. Qui è il “privato” a essere contaminato.

Anche le cosiddette “visite” sono un problema. Sono due ore al giorno con un visitatore per volta.

E io ho bisogno di vedere solo Luciana. Sottraggono tempo alla mia relazione primaria.

Per cui ho chiesto che non ci fossero: e sono state ampiamente sostituite, con esiti comunicativi sorprendenti, dalla messaggistica internettiana, che acquista un valore empatico di solito inavvertito in altri momenti.
“Sentire” così tante persone che partecipano al mio molecolare evento, è stato bellissimo, commovente e importante.

La notte è lunga. La notte non passa mai. Ottimo il registratorino Olympus e l’ascolto degli Audiolibri. Strumenti davvero capaci di dare un altro segno alla lentezza e palpabilità delle ore. Nina Simone, Antony and the Jonsons, Emanuele Severino (indispensabile), Massimo Cacciari, le letture poetiche di Domenico Pelini …  aiutano. Aiutano molto nelle notti cariche di buio e di luci.

In uno dei “giorni dell’immobilità un improvviso e forte temporale ha riattivato l’angoscia. Paura per l’orto, per la solitudine della tartaruga, per la stanza sul centro storico. Paura dell’incontrollabile e dell’imprevedibile. Paura che la “mazzata” ritorni. Paura che la vita intera sia in balia degli eventi caotici.
E’ nell’immobilità dello stare costretto su un letto che comprendo che la libertà consiste proprio nel gesto semplice di potere muoversi e agire sul mondo.

Osservo il monitor che calcola (sempre in modo ipotetico e probabilistico) le mie funzioni vitali: basta uno sforzo e le linee si impennano. Poi si mettono a battere le frequenze che stanno nella norma:
“l’uomo può cominciare a vivere”, Emanuele Severino, La potenza dell’errare, pag. 44


Ho la chiara cognizione che da sabato 10 maggio cambia tutto (o molto) nella mia quotidianità: sarò un po’ meno il regista delle mie azioni. Le attività più penalizzate saranno certamente quelle legate ai lavori pesanti di giardinaggio a Coatesa. Non certo quelle internettiane, per le quali anche una mobilità lieve è sufficiente.
La percezione netta è quella di un “rallentamento” costellato anche da “interruzioni imprevedibili”.
Non ci sono strade alternative: occorrerà adattarsi soggettivamente alla nuova situazione oggettiva. Scoprirò (poi) che anche Epitteto aiuta.

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone

Ricordo di un professore che un giorno non arrivò più a scuola, di Renzo Romano, in Corriere di Como 27 aprile 2014

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Terapia psicoanalitica (1978-1991)

l'io minimo dei fanatici del "pensare differente"

ai fanatici del “pensare differente”:
nel ciclo di vita mi basta “PENSARE”.

Pensare=applicare processi di comprensione su ciò che accade”

pensare anche a quanto sono tristi. minimi, vendicativi, supponenti quelli che pretendono, dal loro infinitesimo io, esercitare il letale “pensiero critico”
e soprattutto imporlo agli altri

(riflessione indotta da: http://www.altracomo.it, da cui tenersi alla larga)

Politica e autobiografia

Criminal minds (della recente politica italiana)

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Politica e autobiografia

Sentimento della Polis: Le manifestazioni di strada e piazza sono il luogo dove muore il pensiero

Le manifestazioni di strada e piazza sono il luogo dove muore il pensiero.

Non c’è una sola idea che nasce in una manifestazione.
Non c’è nulla di più solitario della folla

Luciana Quaia · Paolo Ferrario

Politiche sociali e servizi, 2014: prima recensione di Tartarugusa

… da una lettera di  Tartarugosa a G.D’I.

Per quanto riguarda il libro di Paolo, è un manuale tecnico sulle politiche sociali e i servizi socio-sanitari-educativi destinato ai suoi studenti. Praticamente sostituisce quello precedente fermo al 2001 e lo aggiorna su tutte le problematiche di bisogno (su 18 capitolo, 8 sono dedicate a specifiche monografie dedicate a famiglia, psichiatria, disabilità, dipendenze, anziani, demenze, bioetica, migrazioni). Stai certa che paolo te ne farà sicuramente dono: sulla comprensione non ho dubbi, sull’interesse forse risulterà un po’ troppo tecnico nella parte che riguarda la legislazione. In ogni caso utilissimo per comprendere il funzionamento istituzionale.

BIOGRAFIA, biografie · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Nodo Libri · Paesaggio · STORIA LOCALE E SOCIETA' · triangolo lariano

Luca Grassi, L’ultima estate. Comunità, attività umane, vita quotidiana dei paesi tra Lario e monte San Primo sul filo dei ricordi, NodoLibri edizione, 2013

vai alla scheda dell’editore

https://www.nodolibri.com/narrativa/104-l-ultima-estate-.html

Sul filo dei ricordi di famiglia e della comunità, il racconto della cultura tradizionale, delle attività economiche e della vita quotidiana del territorio al centro del Lago di Como, sulle sponde del Triangolo lariano e lungo le pendici della Valassina e del monte San Primo. I centri abitati e la toponomastica, il lavoro sui campi, in collina e in montagna, sui pascoli, sul lago, all’aperto e in bottega, con i forestieri, gli alberghi e le infrastrutture turistiche, la scuola e le osterie, i giochi e le devozioni, le bande e la cucina tradizionale. Senza nostalgia e con molto affetto per una terra che cambia ma che conserva le tracce significative della sua storia.

Mi ricordo

la cena di Capodanno 2013

RICORDARE è importante

Mi ricordo · Politica regionale e locale · violenza politica

per ricordare questa giornata: Prévert aveva capito tutto: «Non bisogna guardarlo non bisogna ascoltarlo conviene andare avanti fingere di non vederlo fingere di non sentirlo…» , da La Stampa – Berlusconi

Prévert aveva capito tutto:

«Non bisogna guardarlo non bisogna ascoltarlo conviene andare avanti fingere di non vederlo fingere di non sentirlo…»

piuttosto nella giornata di oggi sarebbe meglio rilegegre quanto diceva la sua ultima moglie: https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Y1f5GH5dzn8#at=19 (non posso più stare con uno che va con le minorenni)

La Stampa – Berlusconi.