Torri principali della Città Murata di Como Il centro storico di Como conserva un sistema difensivo medievale con torri integrate nelle mura federiciane (XII secolo) e strutture interne di epoche diverse:
Porta Torre (Torre di Porta Vittoria) Costruzione: 1192, alta tra i 34[1] e i 40 metri[3]. Funzione: Ingresso principale meridionale, con quattro ordini di arcate interne[7]. Lato esterno massiccio, interno alleggerito da aperture per la difesa attiva[7].
Torre Gattoni (Porta Nuova) Ubicazione: Angolo sud-occidentale delle mura[9]. Caratteristiche: Pianta pentagonale, rinforzata da contrafforti[5]. Deve il nome a Giulio Cesare Gattoni, che nel XVIII secolo vi allestì un laboratorio scientifico frequentato da Alessandro Volta[9].
Torre di San Vitale Posizione: Estremità sud-orientale[4]. Dettagli: Alta 36 metri, affiancata al Museo Archeologico Paolo Giovio e a un giardino con reperti romani[9].
Strutture interne e vestigia
Castello della Torre Rotonda: Resti visibili dietro il Teatro Sociale, costruito dai Rusca nel XIII secolo come simbolo del potere signorile[9].
Torri private medievali: Numerosi edifici storici (es. case-torri) sono inglobati nel tessuto urbano, sebbene meno evidenti[7].
Porta Pretoria: Resti della porta romana sotto Largo Miglio, erroneamente chiamata “Pretoria”[7], accessibile nel cortile del Liceo Classico[5].
Sistema difensivo integrato Le mura federiciane, ancora conservate per il 70%[9], includevano un fossato esterno e rivellini aggiunti nel XIV-XVI secolo[1][5]. La disposizione delle tre torri principali (Porta Torre, Gattoni, San Vitale) rispondeva a esigenze militari contro Milano[5].
L’impegno caritatevole del cappuccino Francesco da Calabria e di alcuni nobili, legati soprattutto al fondatore dei Somaschi, Gerolamo Miani, permise la fondazione di questo pio edificio. Durante la carestia e l’epidemia del 1539-40 distribuirono cibo ai poveri di Como e ai quaranteneti. Nel 1540 ottennero il riconoscimento dalle autorità cittadine e dal governatore di Milano, che ne approvarono il primo statuto. Nel 1544 i deputati della Casa della Misericordia acquistarono un edificio dove edificarono un oratorio dedicato a San Paolo; due anni dopo, Giovanni Antonio Odescalchi donò a questa associazione una casa. Essa sorgeva accanto alla chiesa e aveva come scopo la fondazione di una scuola, con rette gratuite per i bambini poveri e obbligatorie per i nobili. Oltre all’assistenza ai miseri e all’attività educativa, i membri dell’associazione fornivano anche assistenza medica gratuita agli ammalati e ai poveri della città; fornivano persino doti alle ragazze indigenti. A partire dal 1594, in ottemperanza all’ultima volontà di Ludovico Tridi, l’attività educativa si estese anche ai giovani disadattati di Torno. Dopo la chiusura delle scuole nel 1787, l’amministrazione pubblica rimase stabile fino alla fine dell’Ottocento.
Luigi Zuccoli è stato un architetto italiano, nato a Milano il 12 novembre 1907 e morto a Como il 22 marzo 1985. Trasferitosi a Como nel 1922, si diplomò perito edile nel 1925 e iniziò la sua carriera collaborando con lo studio di un architetto locale dal 1927 al 1943
Carriera e Collaborazioni
Zuccoli è noto soprattutto per essere stato un collaboratore e amico stretto dell’architetto Giuseppe Terragni, uno dei principali esponenti del razionalismo italiano. La sua vicinanza a Terragni lo ha reso parte di un gruppo di giovani architetti influenzati dal suo stile innovativo
Impegno Politico e Rifugio
Luigi Zuccoli fu anche un militante comunista. Durante la seconda guerra mondiale, fu costretto a rifugiarsi a Vevey, vicino a Losanna, in Svizzera. Da lì evase per continuare il suo impegno politico e lavorare per il Partito Comunista
Contributo Culturale
Zuccoli credeva che l’architettura potesse risolvere problemi sociali, come la distribuzione degli spazi abitativi. Il suo lavoro e la sua figura sono stati celebrati in vari volumi, tra cui “Quindici anni di vita e di lavoro con l’amico e maestro architetto Luigi Zuccoli”
In sintesi, Luigi Zuccoli è stato un architetto che ha lasciato un segno significativo nella storia dell’architettura italiana, sia per la sua collaborazione con Terragni sia per il suo impegno politico e sociale.
Tra il 1959 e il 1962, l’Unione Industriali di Como ha subito un importante progetto di ristrutturazione della sua sede. Questo progetto è stato guidato dall’ingegnere Mario Valli e dall’architetto Piero Clerici. Successivamente, l’architetto Manouk Manoukian ha contribuito alla ristrutturazione degli spazi
Nel settembre del 2013, l’Unione Industriali di Como si è fusa con l’Associazione Piccole e Medie Industrie (API) per formare Unindustria Como
In generale, l’Unione Industriali di Como ha avuto un ruolo significativo nella promozione delle attività industriali e nella formazione professionale nel territorio comasco. La sua storia include la fondazione nel 1926 e la rifondazione nel 1945 dopo la Liberazione