da Corriere della Provincia (inserto del Corriere della Sera):
Scaletta della serata
Saluto del Sindaco Massimo Morini e della presidente della biblioteca Cristiana Gambotti
lettura di una poesiatratta dal libro: Poesie dal fronte, a cura di Pietro Berra, Nodolibri editore, 2015 (legge Anna Morini)
Coro: Ave Maria.
intervistaa Cesare Scotti su dati storici della guerra ed in particolare sulla partecipazione dei soldati di Nesso.
Proiezione diapositivedi Luigi Marzocchi (a cura di Fausto Zambra)
Lettura: Cola Settimio e descrizione di un assalto
Lettura: Molinari Rodolfo
Coro: Monte Canino
Lettura Leoni Nicola
Lettura Pestuggia Saverio
Coro: Testamento del capitano
Lettura dei 3 fratelli Gussoni
Coro: La penna dell’alpino
Lettura: Colombo Natale
Lettura: Longoni Luigi
Coro: e tu Austria
Lettura: Cadenazzi Marco
Lettura: Longoni Giuseppe
Coro: Benia Calastoria
Saluti finalie ringraziamenti
Coro: Signore delle cime.
LE CAUSE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE.
Diverse furono le cause nella prima guerra mondiale. Il blocco degli imperi centrali, Germania e Austria-ungheria era in contrasto per motivi legati ad occupazioni territoriali e coloniali con Francia e Inghilterra.
L’Austria inoltre voleva controllare i Balcani contrastando l’espansionismo della Serbia che voleva unire tutti gli slavi in unica nazione. L’impero ottomano,in decadenza, non era più in grado di controllare i Balcani.
Ma la causa principale fu la nascita in tutti i paesi europei di un forte movimento nazionalistico accompagnato in Germania Austria ad un esasperato militarismo.
Il nazionalismo fu il male del secolo scorso, sopratutto nella prima metà, fu la conseguenza dell’insorgere di diverse dittature e provocò due sanguinose guerra mondiali con decine di milioni di morti.
Già dall’inizio del novecento in Europa si aveva la sensazione che da un momento all’altro potesse scoppiare un conflitto.
Due blocchi si contrapponevano: la Triplice Alleanza Germania, Austria-Ungheria e Italia) e gli Stati dell’Intesa (Impero britannico, Francia, Russia )
Il pretesto fu l’assassinio a Seraievo dell’erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando e della moglie da parte di un nazionalista serbo il 28 giugno del ’14.
Dopo un mese l’Austria dichiarò guerra alla Serbia, la Russia accorse in aiuto alla Serbia visto i legami fra popoli slavi, la Germania si schierò con l’Austria provocando l’intervento di Francia e Inghilterra.
ITALIA
L’Italia era legata ad una triplice alleanza con Germania e Austria. Era un patto difensivo, cioè se uno stato alleato fosse stato aggredito gli altri due andavano in soccorso. Essendo stata l’Austria la prima a dichiarare guerra, l’Italia preferì restale neutrale.
Intanto nel paese stava sorgendo un movimento interventista, formato da nazionalisti, destra e socialisti dissidenti, guidato da D’Annunzio e Mussolini. Ma nonostante che fossero in minoranza di fronte ai neutralisti, erano piuttosto rumorosi, occuparono le piazze per convincere il governo ad entrare in guerra contro l’Austria, nemica storica, e liberare Trento e Trieste, compiendo l’Unità d’Italia.
Nel frattempo il governo italiano trattava segretamente sia con l’Austria sia con Francia ed Inghilterra. L’Austria per tenere l’Italia neutrale offerse il Trentino ma non Trieste, Francia e Inghilterra per portare l’Italia dalla parte dell’Intesa offrirono il Trentino, il SudTirolo(Alto Adige), Trieste, la Venezia Giulia con l’Istria e una parte della Dalmazia.
Il 20 maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria- Ungheria ed il 24 seguente entrò in guerra a fianco degli Stati dell’Intesa.
NESSO
Nesso nel 1915 era un paese di circa 1550 abitanti, molti contadini e diversi immigrati stagionali nella vicina Svizzera.
Essendo l’esercito italiano formato in maggior parte da contadini Nesso contribuì con diversi uomini.
I soldati di Nesso chiamati alle armi durante la prima guerra mondiale furono 137 divisi in 22 classi dal 1878 al 1899. Le classi più anziane (78-80) furono riservate alla milizia territoriale impiegati nelle retrovie. Tutti gli altri inviati al fronte compresi il ragazzi del ’99 che entrarono in guerra alla fine del 1917 a 18 anni.
I morti di Nesso nella grande guerra furono 33, 14 in combattimento, tra i quali tre dispersi,19 deceduti per cause inerenti alla guerra( ferite o malattia).
Due soldati di Nesso sono sepolti in sacrari militari: Morini Vincenzo presso il Sacrario Militare del Tonale e Pertusini Saverio nel Cimitero Monumentale Italiano di Bligny nella zona di Reims in Francia.
Cosa si sapeva della guerra a Nesso
L’arciprete di Nesso divenne il tramite tra i soldati e le famiglie. Riceveva le lettere dei soldati e le comunicava alle famiglie, interveniva per presso i comandi per sapere di soldati che da tempo non davano notizie, domandava sussidi per le famiglie dei soldati caduti, per ottenere speciali licenze o per togliere dalla prima linea soldati in particolari situazioni.
Ed infine aveva il gravoso compito di comunicare alla famiglia la morte in guerra di un congiunto.
Tutto questo l’arciprete Manzoni l’ha registrato in un diario per tutto il periodo della guerra.
Dopo Caporetto e fine della guerra.
Fino all’ottobre del 1917 il conflitto con l’Austria era rimasta sostanzialmente stabile sulle posizioni di partenza nonostante sanguinose scontri : 11 battaglie sull’Isonzo e la battaglia dell’Ortigara. Ogni volta dai 10 ai 20 mila soldati morti ed in alcune fino a 40mila morti.
Il 24 ottobre 1917 a Caporetto gli Austriaci, con l’aiuto di armate germaniche, sfondarono il fronte italiano catturando un intera armata(300.000 prigionieri) dilagando nella pianura friulana-veneta. Il fronte si attestò sul Grappa ed il Piave in difesa. Due battaglie le battaglie difensive importanti: a novembre del ’17 la battaglia d’arresto e a giugno ’18 la battaglia del solstizio. L’invasione fu fermata.
Ad un anno esatto da Caporetto, il 24 ottobre del 1918 l’esercito italiano iniziò un offensiva sul Grappa e sul Piave, la battaglia di Vittorio Veneto. L’esercito austro-ungarico cedette e l’Austria chiese l’armistizio. Il 4 novembre 1918 la guerra era terminata.
Determinanti furono i ragazzi del ’99, diciottenni che vennero schierati al fronte per sostituire i paurosi vuoti che si erano creati dopo Caporetto.
Vogliamo raccontare la storia di due ragazzi del’99 di Nesso, di Vico. Entrambi alpini del battaglione Morbegno morti in modo diverso. Il primo Cadenazzi Marco, fece parte dei reparti degli arditi, reparti d’assalto per missioni pericolose cadde in combattimento sull’altipiano di Asiago, al secondo, Longoni Giuseppe, la guerra gli distrusse la mente e morì nel manicomio di Mombello a Limbiate poco più che 18enne.
da Corriere della Provincia (inserto del Corriere della Sera):
Scaletta della serata
Saluto del Sindaco Massimo Morini e della presidente della biblioteca Cristiana Gambotti
lettura di una poesiatratta dal libro: Poesie dal fronte, a cura di Pietro Berra, Nodolibri editore, 2015 (legge Anna Morini)
Coro: Ave Maria.
intervistaa Cesare Scotti su dati storici della guerra ed in particolare sulla partecipazione dei soldati di Nesso.
Proiezione diapositivedi Luigi Marzocchi (a cura di Fausto Zambra)
Lettura: Cola Settimio e descrizione di un assalto
Lettura: Molinari Rodolfo
Coro: Monte Canino
Lettura Leoni Nicola
Lettura Pestuggia Saverio
Coro: Testamento del capitano
Lettura dei 3 fratelli Gussoni
Coro: La penna dell’alpino
Lettura: Colombo Natale
Lettura: Longoni Luigi
Coro: e tu Austria
Lettura: Cadenazzi Marco
Lettura: Longoni Giuseppe
Coro: Benia Calastoria
Saluti finalie ringraziamenti
Coro: Signore delle cime.
LE CAUSE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE.
Diverse furono le cause nella prima guerra mondiale. Il blocco degli imperi centrali, Germania e Austria-ungheria era in contrasto per motivi legati ad occupazioni territoriali e coloniali con Francia e Inghilterra.
L’Austria inoltre voleva controllare i Balcani contrastando l’espansionismo della Serbia che voleva unire tutti gli slavi in unica nazione. L’impero ottomano,in decadenza, non era più in grado di controllare i Balcani.
Ma la causa principale fu la nascita in tutti i paesi europei di un forte movimento nazionalistico accompagnato in Germania Austria ad un esasperato militarismo.
Il nazionalismo fu il male del secolo scorso, sopratutto nella prima metà, fu la conseguenza dell’insorgere di diverse dittature e provocò due sanguinose guerra mondiali con decine di milioni di morti.
Già dall’inizio del novecento in Europa si aveva la sensazione che da un momento all’altro potesse scoppiare un conflitto.
Due blocchi si contrapponevano: la Triplice Alleanza Germania, Austria-Ungheria e Italia) e gli Stati dell’Intesa (Impero britannico, Francia, Russia )
Il pretesto fu l’assassinio a Seraievo dell’erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando e della moglie da parte di un nazionalista serbo il 28 giugno del ’14.
Dopo un mese l’Austria dichiarò guerra alla Serbia, la Russia accorse in aiuto alla Serbia visto i legami fra popoli slavi, la Germania si schierò con l’Austria provocando l’intervento di Francia e Inghilterra.
ITALIA
L’Italia era legata ad una triplice alleanza con Germania e Austria. Era un patto difensivo, cioè se uno stato alleato fosse stato aggredito gli altri due andavano in soccorso. Essendo stata l’Austria la prima a dichiarare guerra, l’Italia preferì restale neutrale.
Intanto nel paese stava sorgendo un movimento interventista, formato da nazionalisti, destra e socialisti dissidenti, guidato da D’Annunzio e Mussolini. Ma nonostante che fossero in minoranza di fronte ai neutralisti, erano piuttosto rumorosi, occuparono le piazze per convincere il governo ad entrare in guerra contro l’Austria, nemica storica, e liberare Trento e Trieste, compiendo l’Unità d’Italia.
Nel frattempo il governo italiano trattava segretamente sia con l’Austria sia con Francia ed Inghilterra. L’Austria per tenere l’Italia neutrale offerse il Trentino ma non Trieste, Francia e Inghilterra per portare l’Italia dalla parte dell’Intesa offrirono il Trentino, il SudTirolo(Alto Adige), Trieste, la Venezia Giulia con l’Istria e una parte della Dalmazia.
Il 20 maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria- Ungheria ed il 24 seguente entrò in guerra a fianco degli Stati dell’Intesa.
NESSO
Nesso nel 1915 era un paese di circa 1550 abitanti, molti contadini e diversi immigrati stagionali nella vicina Svizzera.
Essendo l’esercito italiano formato in maggior parte da contadini Nesso contribuì con diversi uomini.
I soldati di Nesso chiamati alle armi durante la prima guerra mondiale furono 137 divisi in 22 classi dal 1878 al 1899. Le classi più anziane (78-80) furono riservate alla milizia territoriale impiegati nelle retrovie. Tutti gli altri inviati al fronte compresi il ragazzi del ’99 che entrarono in guerra alla fine del 1917 a 18 anni.
I morti di Nesso nella grande guerra furono 33, 14 in combattimento, tra i quali tre dispersi,19 deceduti per cause inerenti alla guerra( ferite o malattia).
Due soldati di Nesso sono sepolti in sacrari militari: Morini Vincenzo presso il Sacrario Militare del Tonale e Pertusini Saverio nel Cimitero Monumentale Italiano di Bligny nella zona di Reims in Francia.
Cosa si sapeva della guerra a Nesso
L’arciprete di Nesso divenne il tramite tra i soldati e le famiglie. Riceveva le lettere dei soldati e le comunicava alle famiglie, interveniva per presso i comandi per sapere di soldati che da tempo non davano notizie, domandava sussidi per le famiglie dei soldati caduti, per ottenere speciali licenze o per togliere dalla prima linea soldati in particolari situazioni.
Ed infine aveva il gravoso compito di comunicare alla famiglia la morte in guerra di un congiunto.
Tutto questo l’arciprete Manzoni l’ha registrato in un diario per tutto il periodo della guerra.
Dopo Caporetto e fine della guerra.
Fino all’ottobre del 1917 il conflitto con l’Austria era rimasta sostanzialmente stabile sulle posizioni di partenza nonostante sanguinose scontri : 11 battaglie sull’Isonzo e la battaglia dell’Ortigara. Ogni volta dai 10 ai 20 mila soldati morti ed in alcune fino a 40mila morti.
Il 24 ottobre 1917 a Caporetto gli Austriaci, con l’aiuto di armate germaniche, sfondarono il fronte italiano catturando un intera armata(300.000 prigionieri) dilagando nella pianura friulana-veneta. Il fronte si attestò sul Grappa ed il Piave in difesa. Due battaglie le battaglie difensive importanti: a novembre del ’17 la battaglia d’arresto e a giugno ’18 la battaglia del solstizio. L’invasione fu fermata.
Ad un anno esatto da Caporetto, il 24 ottobre del 1918 l’esercito italiano iniziò un offensiva sul Grappa e sul Piave, la battaglia di Vittorio Veneto. L’esercito austro-ungarico cedette e l’Austria chiese l’armistizio. Il 4 novembre 1918 la guerra era terminata.
Determinanti furono i ragazzi del ’99, diciottenni che vennero schierati al fronte per sostituire i paurosi vuoti che si erano creati dopo Caporetto.
Vogliamo raccontare la storia di due ragazzi del’99 di Nesso, di Vico. Entrambi alpini del battaglione Morbegno morti in modo diverso. Il primo Cadenazzi Marco, fece parte dei reparti degli arditi, reparti d’assalto per missioni pericolose cadde in combattimento sull’altipiano di Asiago, al secondo, Longoni Giuseppe, la guerra gli distrusse la mente e morì nel manicomio di Mombello a Limbiate poco più che 18enne.
GLORIA E LA PROF di Nicoletta Martirano e Gloria Sini
motivazione:
Un toccante racconto a due voci che affronta il delicato tema della disabilità da una prospettiva inconsueta, quella di coloro a cui la vita ha portato in dono un fratello o una sorella “speciali”.
Protagoniste due giovani donne i cui rispettivi ruoli di studentessa e professoressa sembrerebbero suggerire distanze e incomunicabilità, e che invece si scoprono unite (galeotto fu un tema di italiano) dalla non comune condizione di siblings. Una inattesa “sorellanza” che le porterà ad affrontare insieme un percorso di crescita ed esperienze condivise e ad abbandonare a poco a poco difese e reticenze, fino a rispecchiarsi l’una nell’altra.
Una storia dal sapore autentico e sincero, raccontata con freschezza e originalità, grazie anche alla sapiente orchestrazione a voci alterne della narrazione. Ma soprattutto un racconto in cui la scuola e la vita si fondono in uno scambio fecondo di opportunità, perché, da una parte o dall’altra della cattedra, abbiamo tutti comunque qualcosa da imparare con l’aiuto degli altri.
Secondo racconto classificato:
TRE RINTOCCHI BREVI, DUE LUNGHI, di Annamaria Fusco
motivazione:
2009, L’Aquila, ore 3.32, tre rintocchi lunghi, due brevi: una scossa di magnitudo 6.3 distrugge uno dei centri più antichi d’Italia. La vita di Giuliana, la protagonista del racconto, è affidata a Giuggiola, una cagnetta bruttina che nessuno, tranne lei, aveva voluto adottare, sottraendola al canile. Per la verità non a Giuggiola, ma al suo fantasma che, inatteso, chiede a Giuliana, quella notte, di uscire di casa.
In un crescendo di toni che prepara, senza mai anticiparla, la rivelazione finale, il racconto lascia al lettore un dono: la certezza che l’amore incondizionato, anche quello per un animale, è inevitabilmente ricompensato. Gli angeli esistono e, talvolta, hanno l’aspetto di una cagnetta bruttina
Terzo racconto classificato:
L’ESAME DI STORIA DEL CINEMA, di Valeria Mezzar
Ci sono incontri nella vita che cambiano la prospettiva e portano nel proscenio ciò che era sfuocato, in secondo piano, misconosciuto o dimenticato come una vecchia amicizia.
Il racconto non lo svela subito, ma accompagna alla scoperta di ciò che conta davvero a piccoli passi, nel farsi di una vicenda quotidiana, ordinaria, come un esame.
Poi il consueto si squarcia, ma solo per un momento, si apre una memoria, un frammento di ricordo e questa scheggia innesca nella protagonista altro, un cambiamento, appunto. Dimostrando come il titolo del concorso possa trovare corrispondenza in episodi che appartengono alla vita di tutti, ma che non tutti sanno coglierli come occasione di cambiamento
per la sezione giovani:
IL RAGAZZO D’ARIA, di Camilla Lazzati
POESIE
CARCIDIOMA, di Assunta Spedicato
VIA ROMA 48, di Cristian Bonomi
RIMANENZE, di Luigi Besana
Le motivazioni scritte da Mauro Fogliaresi:
La poesia ci attraversa e ne veniamo attraversati, basta catturarne l’attimo e coglierne “l’assoluto e il sublime”, l’immortalità del momento.
“Carcidioma”, l’elaborato vincente, sposa forma e contenuto in modo autentico e capace. Il tema del dolore si scioglie in una carezza irreversibile senza tempo e “il cancro resterà terra lontana “.
“Parole rimaste come armi sul campo “ si colgono piacevolmente in Via Roma 46la seconda arrivata.
Altra stagione racconta“ lungo la vita che scrivevi sulle foglie “ la lirica “Rimanenze” posizionatasi terza.
Una menzione speciale a “Controcanto a Piergiorgio Welby “ un poemetto poetico di rara delicatezza e autenticità .
Pietro Berra Poesie dal fronte Dalla Grande Guerra all’Afghanistan. Vite in versi di soldati semplici
Non solo Ungaretti, Rebora, Sbarbaro e gli altri grandi poeti italiani che, al fronte, hanno scritto alcune tra le loro liriche più intense e immortali. Anche tanta gente comune, che nella vita ha fatto tutti i mestieri fuorché il letterato, ha sentito l’esigenza di comporre poesie durante la guerra.
Il volume raccoglie e organizza proprio questo eterogeneo materiale, salvato dall’oblio del tempo – e di molti polverosi cassetti – prima che scomparisse, purtroppo, assieme ai propri autori. Il progetto, un riuscito tentativo di dimostrare quanto possa essere elevato il valore della scrittura popolare, è stato reso possibile grazie al rigoroso e appassionante lavoro di selezione svolto dall’autore, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini, la Camera del Lavoro di Como, il sindacato Spi-Cgil.Le poesie, scritte su tutti i fronti, assumono il valore di frammenti di storia in presa diretta, vere schegge di emozione che, non di rado, si accendono di illuminazioni poetiche folgoranti. Leggendole, si può cogliere l’affresco di una nazione che, anche quando scrive in dialetto, è unita da una lingua che è espressione di corale umanità. Molti interessanti spunti possono essere ritrovati anche sotto il profilo sociologico, antropologico e linguistico.La vera costante che corre tra i versi dei poeti che hanno vissuto la guerra in prima linea, dal Carso fino al Kosovo, è l’assenza totale di qualsiasi accenno che esalti il conflitto: emergono, invece, il deciso rifiuto della violenza, la più netta esecrazione della follia della battaglia, la fortissima condanna dell’insensatezza dello scontro fratricida tra esseri umani. Una lezione morale da considerare, oggi come allora, sempre attuale e universale.
Como, 2015
Edizione: NodoLibri
Pp. 216, F.to cm. 16×24
Confezione: Brossura fresata
ISBN: 9788871852645
4Passi tra gli Orti: un appuntamento e una giornata a Montepiatto, il “balcone” sul lago sopra Torno.
Dopo il successo della serata tenutasi lo scorso 9 marzo, dedicata all’Agroecologia, un’esperienza sul campo.
Il 23 giugno Daniel Coret della Facoltà di Agraria dell’Università di Milano 4Passi tra gli Orti a Montepiatto
ci condurrà alla scoperta degli orti e dei frutteti di Montepiatto dove si applicano i principi di una coltura attenta al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente.
La salita a piedi da Torno a Montepiatto, lungo una facile stradina, è accessibile a tutti, si effettua in poco più di mezzora e conduce a una località che nel fresco dei suoi 600 metri di altitudine con il suo borgo e i suoi spazi nella natura è davvero una continua sorpresa.
Non mancate il 23 giugno a 4Passi tra gli Orti a Montepiatto
Il programma
Per salire a Montepiatto in compagnia: Ore 10.00 ritrovo a Torno, Piazzale degli Alpini.
Ore 11.00 Ritrovo a Montepiatto, davanti al Crotto e inizio di 4Passi tra gli Orti.
Ore 13.00 fine di 4Passi tra gli Orti
Per partecipare: abbigliamento e calzature comode. 4Passi tra gli Orti si svolgerà solo in caso di bel tempo per adesioni:viadebenzi17@gmail.com
La partecipazione a 4Passi tra gli Orti a Montepiatto è gratuita
Per colazioni e ristoro: Crotto di Montepiatto tel. 031 419446
Concerto del Gruppo Musica Popolare d’Altrocanto di Como
Il confine tra musica di tradizione popolare e musica d’autore. Questa la proposta del concerto del Gruppo Musica Popolare d’Altrocanto che ha iniziato circa 30 anni fa a costruire un repertorio di canti e brani musicali provenienti da diverse tradizioni e territori: Nord, Centro e Sud Italia, ma anche Cantone Ticino e Francia.
Il concerto prevede l’esecuzione di una serie di brani di tradizione intercalati da brani che sono certamente d’autore (De André, Branduardi, De Gregori, Jannacci …) ma che hanno con ogni evidenza un’ispirazione popolare (pensiamo soltanto a Bocca di rosa o Sfiorisci bel fiore). Lo spettacolo ha lo stesso titolo del CD del Gruppo d’Altrocanto “Terra di confine – Tra musica popolare e d’autore” e gioca anche sul fatto che viviamo in un territorio sul confine tra Italia e Svizzera: la prima oramai dominata dalla canzonetta di pronto consumo, la seconda in effetti più capace di valorizzare le tradizioni locali.
Un appuntamento da non perdere.
— Via de Benzi 17 – Associazione Culturale Via de Benzi 17 22020 Torno CO I viadebenzi17@gmail.com