| Domani apre la Fiera di Sant’Abbondio, Il Corriere di Como
Si apre domani, alle 17, la Fiera di Sant’Abbondio
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Categoria: CULTURA e CULTURA LOCALE
28 pensieri su: PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo, in Angelicamente, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, p. 45-57
28 pensieri su “PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo, in Angelicamente, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, p. 45-57”
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Caro Paolo,
mi è arrivato il libro … sulle ali di un angelo!
Ho subito aperto al tuo saggio, l’esordio è bellissimo, e voglio avere un tempo di calma e leggerlo senza interruzioni. Vedrai che me lo trovo al più presto.
Grazie davvero!
A prestissimo con il mio feedback.
patrizia da milano -
Carissimo Paolo,
stamani ho iniziato a leggere qualcosa del Vostro libro e, confesso, mi sono interessato subito al tuo apporto. Fra le tante cose, ce n’è una in particolare che mi ha colpito: la similitudine fra il giardino e il lago. Ambedue luoghi recintati, ambedue parte della natura, ambedue con uno sbocco verso l’esterno: nel giardino, un cancello, una uscita, una stradicciuola conduce verso l’esterno, verso la Grande Natura, mentre il fiume che alimenta le acque del lago è la via che porta al mare, alle Grandi Acque.
Che meraviglia!
Luoghi concreti in cui materia “poco concreta”, gli Angeli, abitano e vivono, dove il passato fluisce e si trasforma quasi in un ciclo chiuso perfetto, vita nella Vita.
Che meraviglia!Un abbraccio e ancora un grazie.
Gaspare.
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in treno ho letto il capitolo sul Genius loci e sapete che cosa mi ha stupito? Che prima di arrivare alla conclusione mi sono chiesta che sarebbe bello se quel posto conservasse lo spirito che hai/avete contribuito a far prosperare anche quando non ci saremo più.
Mi ha dato un po’ i brividi scoprire che è esattamente in questo modo che si è chiuso.Grazie
alessandra -
Caro signore Ferrario,
Ê con tanto piacere che ho ricevuto il suo libro, sto ancora assaporando le parole scritte con tantissimo interesse.
Intatanto mi scuso per il mio italiano ( sopratutto quando scrivo ad un scrittore )purtroppo non ho mai studiato la vostra meravigliosa lingua senon durante i miei diversi studi qui a Como.
Abito qui da otto anni e con questa mostra ideata per me ( da una visione straniera )e poi con mia cara amica Nicoletta Brenna che è stato abbastanza pazza di seguirme in questa avventura, grazie alla sua sensibilità il nome della mostra ” Genius Loci “dal concetto architettonico, poi con l’aiuto imprescindibile della nostra curatrice Jessica Anais di Savoia.
La ringrazio molto per il suo libro e saro lieta di rimanere in contatto con lei, anticipandola la creazione di una pagina ” Genius Loci ” su Facebook dove vorremmo continuare questo interessante percorso.
Cari saluti,J a l i s c o
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cara jalisco pineda
la ringrazio molto per la sua lettera.
mi fa piacere donare questo libro: è la prima volta che scrivo di simboli.
girare per la vostra mostra è stata una esperienza davvero molto importante.
la vostra ricerca è molto vicina alla mia
sono “preso” dalla forza dei Luoghi e voi mi avete confermato che questa è una esperienza che provate con la mia stessa intensità
il chiostro di santa eufemia mi era sconosciuto. eppure vivo a como da più di 60 anni!
ma è così che succede: occorrono anime “angeliche” che con il loro tocco diano vita alle cose che ci circondano.
verrò al convegno del 23 ottobre e spero di incontrarla
intanto mi sto gustando il vostro libro Genius loci che mi emoziona ed interessa moltissimo
tengo parecchi blog (li uso come spazi per la memoria) e in uno dedicato al libro angelicamente ho messo come su un album di ricordi qualche traccia sulla mostra:
http://angelicamente.wordpress.com/2010/10/14/genius-loci-lo-spirito-dei-luoghi-a-cura-della-associazione-culturale-erodoto-como-coatesa-sul-lario-e-dintorni/
spero di avere occasione di incrociare ancora la vostra ricerca
a presto e un caro saluto
paolo ferrario -
caro signor Paolo,
le sono molto grata per il ricordo profondo che ha conservato nel cuore di quanto Carlo ha cercato di trasmettere con il suo teatro e le sue letture.
Leggo con piacere il prezioso libro che mi ha donato e, in particolare quanto lei ha scritto. Mi ha emozionato moltissimo trovarenelle sue riflessioni tanta parte del mio pensiero. Anch’io credo nell’Angelo come “genius loci” e in lui, attraverso la piccola casa che curo (i fiori, le piante del mio terrazzo, la gatta che ci ha fatto compagnia per anni e che ora mi rimane accanto come un dono) …. ancora e sempre.
Continuo a fare teatro con le parole che Carlo e io abbiamo amato e cerco di aggiungere qualcosa di nuovo al nostro percorso. Così mi sembra di non far morire tutto, insieme a lui.
Chssà ….!
Conservo copme un dono prezioso le sue registrazioni e la ringrazio ancora tanto, soprattutto perchè posso trasmetterle ad altri ed altri e oltre che amano la ricerca del Bello e del Sacro.
Un saluto e, mi permetta, un abbraccio
Nuvola
Lodi 19 ottobre 2010Mio Post Scriptum
le registrazioni cui fa riferimento sono questi audio del grandissimo e “unico” attore della Parola Carlo Rivolta:
http://www.carlorivolta.it/voce.htm -
il Genius Loci è più di un tema per me, ho diversi saggi e ricerche universitarie sull’ identità del luogo, soprattutto degli anni ’70, periodo veramente proficuo per gli studi approfonditi. Come sai, sono una collezionista cartacea per passione e compro molti testi e saggi nelle librerie antiquarie e on line. Trovo i saggi e le riviste di approfondimento del secondo Novecento di una profondità e di un lirismo puramente culturale invidiabile. Conosci la rivista Sfera della Sigma-Tau? Una vera perla,
simona di bologna-
Caro Paolo, in attesa del tuo dono e di farti avere un mio contributo, vorrei intanto condividere alcune riflessioni, che mi soggiungono spontanee. Il luogo si intride e si nutre di linguaggio e di spirito. Il luogo, come l’ho incontrato io, nel mio percorso, nasce come uno spazio, sia fisico che mentale, delimitato da un confine, da una rappresentazione. Sicuramente, lo studio sociologico e antropologico sono approcci fondamentali per comprendere i contorni, e l’Architettura e la sua valenza di rappresentazione di bisogni di necessità, elevati allo spirito o alla funzione, rappresenta altrettanto un necessario punto di partenza. Partendo da miti di Mircea Eliade, che identificò nella cosmogonia e nel ruolo della capanna, una delle prime forme di abitare-simbolico della civiltà, passando da Tommaso Moro a Camillo Sitte, urbanista austriaco, che studiò l’arte di costruire la città (città-giardino di Howard), arrivando alla letteratura fantastica di fine ottocento e del mio mito Borges, con i suoi labirinti e al nostro immaginifico Calvino, il luogo si intride di significanti e di di significati.(Caprettini e il suo “Simboli al bivio”) Evocativi, lirici, che ci inseguono come la nostra ombra e permangono nel nostro destino nel luogo per antonomasia che è il campo santo; il cimitero monumentale. Il luogo degli angeli. Mi sento di citarti un titolo per tutti:
Robert Pogue Harrison
Il dominio dei morti
http://www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=535
Perdona questa mia incursione disconnessa, mi riprometto di risponderti adeguatamente e se vorrai con tutti i riferimenti bibliografici che secondo la mia opinione e che appartengono al mio umile bagaglio culturale, potrò darti.
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grazie, simona
per le tue tracce che arricchiscono le mie mappe
gli architetti sono “vocati” al luogo. anche se talvolta hanno violato la loro vocazione.
mi fa grande piacere di avere con te lo stesso spirito di attenzione alla polivalenza dei simboli che si associano alla terra, alla terra costruita e ala necessità di attingere ai simboli più aerei per dare significato al nostro percorso di vita
riceverai presto il mio dono, che sarà ben custodito da te
a presto
paolo -
Caro Paolo,
grazie per più di una ragione. Perché quello che hai scritto contiene ed esprime bellezza e suggerisce l’idea che questa cosa di cui nei tempi che ci é dato vivere c’é un bisogno enorme, é possibile riconoscerla, se ce ne si dà la possibilità. Far diventare luoghi gli spazi. Penso che sì, bisogna ascoltare gli angeli fuori e dentro di noi. E forse – con la modestia del caso – essere angeli nella polis.
buon lavoro
Gianni-
ciao gianni
grazie tantissime per questo tuo commento
mi fa grandissimo piacere anche perchè mi conferma su questa necessità di vivere “in” un luogo e amarlo, perchè ci pre-esisteva e ci post-esisterà.
non sempre l’ambiente abitato che ci circonda suscita di per sè questi vissuti. però ho sperimentato che si può farlo guardando con attenzione.
continuo ad essere grato a baldo lami che mi ha suggerito questa connessione fra il “vissuto dell’angelo” e quello del genius loci
quanto a te ripensandoti sulla barca a remi comprendo bene che sei su questa sintonia psicologica
e allora: buona prevecchiaia a tutti noi! Tempo e Luogo, due pilastri per le provvisorie esistenza. Naturalmente assieme all’eros e alla polis. per stare dentro ai destini
un caro saluto e arrivederci
Paolo
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Carissimo Paolo,
sono qui con la pelle d’oca e traboccante di emozioni, sentimenti, pensieri dopo aver letto questa tua/vostra meravigliosa passeggiata.. nel tempo.. in compagnia dell’angelo .. tra i luoghi a voi cari.. Per me inaspettato l’inizio.. “l’evento”.. mi ha colpito davvero tanto.. è un’introduzione perfetta.. io non sarei mai riuscita a fare un articolo di questo spessore.. di tanta “INTELLIGENZA INTERIORE”.. E sono qui traboccante di gratitudine per il fatto di avermi riservato la lettura. Davvero grazie. Lo leggerò e rileggerò, lo mediterò, lo “ruminerò” e lo conserverò caramente.
Mah.. io non ho questa percezione così chiara e forte dell’angelo del “mio luogo”.. della casa cascina che sento essere il mio luogo.. forse anche perchè qui vivo spesso da trafelata.. qualche sera fa alle undici mi dicevo che avevo lavorato ininterrottamente 16 ore.. devi sapere che io ero molto attaccata alla mia casa/luoghi di ….. nel periodo in cui ho vissuto con le suore di Madre Teresa di Calcussa o con le piccole sorelle di Charles de Foucoult sentivo una profonda nostalgia della mia casa.. mi dicevo che non sarei mai riuscita a lasciarla per la vita.. quando abbiamo pensato ad una struttura per ampliare gli scopi della nostra associazione ne ho girati di luoghi, ma mi veniva l’angoscia al pensiero di trasferirmi.. poi è stata individuata questa casa cascina.. l’ho sentita profondamente per me.. l’ho sempre percepita “ariosa”.. l’aia.. la roggia.. la campagna.. da quando è stata individuata a quando ho potuto abitarla sono passati 10 lunghi anni.. e io non ce la facevo più ad aspettare.. pensa che ho provato parecchie volte a sognarla.. per poterla visitare interamente internamente senza farmi vedere strisciavo attraverso le tubature della fogna..
Quando poi ho incontrato … abbiamo provato a scavalcarla di notte per misurare i vari lotti con una bindella, per poter incominciare almeno a ragionare sul progetto architettonico.. . Siamo venuti ad abitare il giorno di Pasqua del 2004 e da quel giorno non sono mai più tornata nella mia casa di … tranne che per una breve visita o per qualche lavoro specifico. Eppure mi manca ancora qualcosa.. sentire l’angelo del luogo.
Incomincio a lasciare qui questo, devo lasciar decantare.. poi torno per aggiornarti..
a presto
buonanotte
Monica dello spirito educativo -
Mi è arrivato il libro. grazie paolo del pensiero e dell’invio, ho iniziato a leggere il tuo saggio,
non avevo pensato di assimilare genius loci alla sfera angelica ma perché no? hai ragione è un punto di vista che arricchisce il mio pensiero e il mio sentire,
in anni passati avevo scritto alcuni haiku sul tema angeli,
questa nozione infatti c’è stato un tempo, grazie anche alla poetica di Wenders, mi aveva attratto e tra l’altro di tutto l’imprinting delle preghiere da bambina mi è rimasta molto cara quella dell’angelo custode:angelo custode
illumina
custodisci
reggi
governa me
che ti fui affidata
dalla pietà celeste
e così siae posso confidarti con divertita sincerità che ho alzato il tiro e mi è capitato persino d’inaugurare una modalità innovativa quella di rivolgermi anche gli angeli personali delle persone vicine a me care, una sorta di cordata allargata perché il senso può avere un’amplificazione come noi piccole pedine non possiamo neanche immaginare!
La valenza poi di custode, di custodire è davvero immensa e beneficamente propizia, custodire ha un senso alto e dovrebbe vederci tutti in vibrazione partecipe intenti.
Ecco i miei haiku sul tema angelitrasfigurata
il viso di un angelo
radiosità31 agosto 2001
la luce inonda
piccole ombre sul cuore
dileguano30 maggio 2007
un fatto nuovo
sentire le voci
di uomini angeli31 gennaio 2005
Angeli persi
graffiti d’ombra cifra
dell’incompiuto.9 aprile 2001
fa capo al cuore
ogni angelo addestrato
all’incompiuto3 aprile 2009
per accedere a
dominio angelico.com
cliccare su sé14 aprile 2006
Perduti angeli
poi ritrovati..angeli
ci sono sempre25 giugno 2001
passa un angelo
dice AMEN nel tramonto
del sole viola12 febbraio 2001
Sono piccole cose ma per me qualcuno di essi è denso di significato e davvero l’emozione espressa in brevi frammenti ha una peculiarità soggettiva che forse ad un altro non può dire un granché, però giacché ti so sensibile su ciò non mi trattengo dal condividerli.
Un caro saluto che ti prego di estendere altrettanto caramente a Luciana,
a presto risentirci Laura di firenze
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grazie, laura
grazie tantissime
i tuoi haiku sono bellissimi e contribuiranno a costellare i miei pensieri su questo simbolo così bello e consolante
e ti ringrazio anche per avermi autorizzato a mettere qui la tua letterai tuoi haiku sono così belli che li prenderò uno ad uno e lascerò qui, su questo blog in lettura ai passanti
sono tracce angeliche, per l’appunto, che sono certo riempiranno di gioia e conferme anche baldo lami, lo psicoanalista curatore ed animatore di questa antologia
un abbraccio e ancora grazie
paolo -
Grazie Paolo,
mi sono veramente piaciuti in particolare questi:
Angeli persi
graffiti d’ombra cifra
dell’incompiuto.
9 aprile 2001Per accedere a
dominio angelico.com
cliccare su sé.
14 aprile 2006Un abbraccio,
Baldo -
che piacere Paolo che questi miei vecchi haiku ti siano piaciuti e che attraverso la tua bella idea di renderli visibili qui anche altri possano conoscerli, ringrazio perciò anche Baldo Lami del suo apprezzamento che tengo in gran conto,
l’angelo con tutta la sua sfera attinente in termini di simbolicità, di mistero spirituale, di metafora sull’essenza coadiuvante è anche una grande risorsa ad esempio quale spunto per appropriarci di una consapevolezza frutto anche di una intuitività che riguarda il nostro stesso essere “usati” come angeli, come canali energetici a cui l’esistenza tutta possa fare ricorso, quante volte veniamo aiutati da qualcuno che agisce da angelo ma che è in carne e ossa come noi e pure noi talvolta siamo stati artefici di aiuto a qualcun altro, un aiuto beninteso gratuito imprevisto sganciato da ogni logica di tornaconto ma generoso e immediato con quella bellezza insita nel tratto umano. A volte mi sono ritrovata a dirmi, in certi particolari frangenti, davvero ci sono gli angeli con noi in mezzo a noi e sto riferendomi ad altri esseri umani (non dico in questo caso di tutte quelle altre suggestioni che hanno a che fare con qualcosa che non ti spieghi e che una parte di te vorrebbe considerare legata in qualche modo a qualcosa di speciale fuori delle cose visibili e raziocinanti)sarà successo anche a voi? e dentro senti un senso di pienezza, è come venire a contatto a livello di coscienza con la realtà di essere tutti noi come nodi di una tessitura dove l’unicità del nostro esserci ha il suo posto nella trama assoluta, quando accade di sentire cioè in maniera intuitiva semplice e non altisonante che tutti siamo in un tutto, in una logica di coerenza esistenziale e di
ricerca di significazione che va a calmierare anche le nostre ansie ed angosce rispetto all’ineluttabilità della finitezza.
un gentile saluto!
laura -
cara laura
questo tuo commento è talmente bello, attinente allo spirito che baldo lami intende veicolare, e vicino ai sentimenti che pure me hanno ispirato che vorrei renderlo un post di questo blog
ti ringrazio tantissimo
un caro saluto anche da luciana che sta già pensando quale immagine associare al tuo scritto
buone ore e un affettuoso saluto
paolo -
Caro Paolo,
grazie per il libro, grazie per la tua dedica, grazie per il tuo saggio. Qualche momento di silenzio ricavato nelle mie ancora dense giornate, un viaggio in treno non devastato da cellulari, questa giornata che chiede tempi di pensiero, mi hanno permesso una lettura “riflessiva “.
Ho molto apprezzato che tu sia stato chiamato a far parte degli estensori del libro …angelica-mente impegnativo: non è frequente interessarsi degli angeli, ancor meno parlarne, e raro, e con qualche pudore, scriverne.
Tu hai scritto di un angelo particolare, che abita il tuo luogo di vita e d’elezione, ma anche i luoghi dei tuoi percorsi di studio e di ricerca. E’ la ricerca che segna il tuo scritto, nell ‘osservazione attenta e amorevole per la natura , nelle letture raffinate, e scelte ai confini fra letteratura e scienze dell ‘uomo.
Non hai finito il tuo percorso: ti aspettano tempi e luoghi dove continuare a produrre impegno civile, educazione e cultura.
Mi fa piacere che tu abbia la relazione che Catherine Chartier ha tenuto nel maggio scorso ad Assisi al Convegno di Biblia su “Gli angeli nella Bibbia “.
Il tuo Genius Loci è un custode esigente!Milena di Milano
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Caro Paolo, ho apprezzato molto il tuo brano sul luogo e ho percepito l’angelo nella foschia del tuo lago, non posso che condividere le tue citazioni letterarie, l’aver seppur sfiorandolo, colto il rapporto con l’abitare e l’essere dell’identità del luogo. Mi sono soffermata su di un concetto che per me racchiude tutta l’essenza dell’ identità: la soglia e forse mi immagino gli angeli sornioni e scherzosi a cavalcioni di un altalena nella terra di mezzo. Queste sono primissime emozioni ed intuizioni, ma le preferisco ad un ragionamento più razionale e didascalico fatto di rimandi letterali. La soglia, il labirinto, il giardino, il recinto dell’anima. L’isola di Bocklin. Feci un esame studiando la soglia e non finirò mai di darlo. La mia intuizione, la chiave che mi diede accesso al via del mio studio, proprio come per Lami fu il suo sogno, prese forma quando, una volta, seduta al finestrino di un autobus e guardando fuori verso un benzinaio, fui testimone di un gesto rivelatore; il benzinaio, avvicinandosi al cartello del chiusoaperto, con gesto solenne, lo ribaltò verso il chiuso…ed ecco quello che di colpo diventò..chiuso! Chiuso e di nuovo un colpo Aperto! Lì risiede la soglia e a cavalcioni l’Angelo, dove si toccano gli opposti, in un abbraccio cosmico.
Simona di Bologna
Unica nota bibliografica: Remo Bodei “Paesaggi Sublimi”
http://www.tecalibri.info/B/BODEI-R_paesaggi.htm -
grazie tante, simona
per le tue parole risuonanti e riverberanti
le terrò a me care
mi autorizzi a pubblicarle su angelicamente come “simona di bologna”?
il post del mio saggio è qui:
http://angelicamente.wordpress.com/2010/09/08/angelicamente-a-cura-di-baldo-lami-zephyro-edizioni-2010-%C2%AB-angelicamente-2/
tornerò a parlarti di queste tue reveries
ciao
un abbraccio
paolo -
Grazie caro Paolo, per le tue parole e per il loro senso lirico. Attendo con interesse il tuo parlarmi delle mie reveries,
ciao un abbraccio e a presto
Simona (kolonistuga) - Pingback: “Genius Loci”, per rappresentare l’essenza, l’anima, la forza di un luogo « Genius Loci(Modifica)
- Pingback: Varianti del Luogo: chiostri « Genius Loci, lo spirito del luogo (Modifica)
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Caro Paolo,
è ormai passata una settimana da quando ho ricevuto, già commossa per il gesto e le parole che lo accompagnavano, il tuo bel dono. Ho subito iniziato a leggerlo, ma, percependo quanto fosse denso, mi sono ripromessa di leggerlo con il debito tempo e la debita attenzione. L’ho fatto appena ho avuto un momento di calma, dentro e fuori intendo, solo ieri, e voglio dirti che me ne è rimasta un’impressione profonda. Perchè hai scritto qualcosa davvero di straordinario, per qualità della scrittura, per densità e profondità di contenuti, per capacità di evocazione.
Già mi avevi detto che a tuo giudizio è il tuo lavoro di scrittura migliore e quindi avevo aspettative elevate. Ma il tuo testo è andato al dilà. E’ come che intorno a questo tema tu fossi riuscito a condensare e coagulare tuoi diversi percorsi e tuoi diversi registri e, forse, nuove prospettive che si aprono, in un testo che direi davvero ispirato.
Grazie Paolo
Giuliana di Milano-
cara giuliana
volevo tornare su questa tua email che mi ha scaldato il cuore.
Hai ben compreso, da persona colta e sensibile, quale significato assuma l’accostamento fra “angeli” e “genius loci” in una persona sempre meno religiosa (mi riferisco alle religioni monoteiste dottrinarie) come tendo sempre più a diventare, anche in questo ultimo tratto di vita.
Pensa che le scritture sul libro da te coordinato e questo testo scorrevano in parallelo.
ho provato la vertigine della analisi di un microscopico aspetto della polis contemporanea (il sistema di welfare lombardo! …. santo cielo quanto è piccolo ed infinitesimo) e quello di riconoscere dentro le mie fibre fisiche ed intellettuali l’appello della terra e di fantasmi potenti che da lì emanano e che parte della umanità chiama “angeli”, anche quelli che abitano i luoghi
mi ha molto aiutato l’analisi e la sapienza di gustav jung in questa ricerca simbolica.
qualcuno cui ho donato il libro (e , pensa, siete prevalentemente voi, amici e colleghi della comunità di lavoro milanese) è rimasto attonito e stupito. in molti non mi hanno nemmeno ringraziato (ti giuro: non volevo ringraziamenti: era mio il piacere di donare un altro volto di me). come se fosse ben strano che paolo ferrario si occupasse di “angeli”!
ebbene ero confortato pensando a jung (bada: non ho deliri di onnipotenza!) quando in “ricordi sogni e riflessioni” dice ad un certo punto: “sono entrato nella stanza e ho visto il diavolo ed abbiamo parlato …”
te lo immagini freud parlare così di diavoli? impossibile per lui.
Jung e suoi intelligenti interpreti come hillman mi sono di conforto nel “sentirmi parte” di un mondo psico-culturale più ampio. e questo senza per nulla staccarmi dalle contingenze quotidiane: il telegiornale della 7, la comunicazione, politica, l’analisi dei flussi elettorali, la storia contemporanea, le regole istituzionali …
nella tua lettera (davvero piena di affetto e partecipazione e da me, prevecchio ed incline alla commozione, particolarmente sentita) dici“E’ come che intorno a questo tema tu fossi riuscito a condensare e coagulare tuoi diversi percorsi e tuoi diversi registri e, forse, nuove prospettive che si aprono”.
non so se sarà così. vedremo.
ma certe cose accadono
attorno a questo saggio ho conosciuto architetti e scultori che hanno fatto mostre sul genius loci, ho conosciuto il professore giulio maria chiodi che si occupa di “simbolica politica”, ….
vedremo
ho comunque vari “oggetti” da accudire e sentire
se altro si aggiungerà, forse sarà quel tocco dell’angelo che non mi è dato di vedere, ma che agisce dentro di me a attorno alle mie relazioni
un caro saluto e ancora grazie
paolo
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Ciao Paolo, ne parleremo a voce. Ma mi piace condividere con altri l’incanto che mi ha preso immergendomi,con calma, nella tua scrittura. Mi ha incantato la percezione che ho avuto del tuo percorso, solo apparentemente circolare, tu torni da dove sei partito ma tu sei cambiato e, necessariamente lo é anche il luogo, se non altro perché hai percepito la presenza dell’angelo che vi abita; mi ha incantato essere con te al
sacro Monte di Orta San Giulio – dove non sono mai stata – perché ho rivissuto esattamente l’emozione provata in luogo lontanissimo, alle rovine della chiesa di San Simeone Stilita in Siria nell’unico giorno di pioggia incontrato: anche lì entri – anche se il luogo é aperto, grandissimo, sotto il cielo – eppure stai “dentro”.
Mi ha incantato quello che scrivi sull’acqua che posso stare ore a
; e il ritorno a casa dove parli dell’etica verso la terra.
Mi sono venute in mente le parole di Hillman:
” Ciò che resterà quando noi vecchi ce ne saremo andati è quella bellezza, l’eredità per le nuove generazioni. Prima di andarcene, dobbiamo ottemperare alla nostra parte del patto di reciproco sostegno tra gli esseri umani e l’essere del pianeta, restituendo quello che abbiamo preso, assicurandoci che esso duri anche dopo di noi.”
a presto patrizia m.se-
cara patrizia
puoi immaginare quanto mi fanno piacere le tue parole!
hai colto quanto l’esercizio della scrittura è stato qui per me espressione psicologica di allargamento del campo della coscienza.
inoltre mi parli della potenza dei luoghi, della forza che essi esprimono, raccontando i tuoi vissuti alla chiesa di San Simeone.
certo è che occorre disponibilità ed immaginazione per sentire questi messaggi profondi
senza attenzione, apertura, ascolto il genius loci abbandona la terra
e allora siamo di certo più infelici, soli ed abbandonati a un destino insensato
a presto
ci vediamo, finalmente, dopodomani
un caro saluto
paolo
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COMO E DINTORNI , storia, arte, cultura, attualità, turismo
Basilio Luoni, EL FALO’



Abbondini d’oro 2012
Como, 2 Febbraio 2013 –
«È la prima volta per me e sento una forte emozione». Ha esordito così il sindaco Mario Lucini ieri mattina a Villa Olmo per la cerimonia di consegna della massima onorificenza cittadina, l’Abbondino d’oro.
Sono andati al professor Giorgio Luraschi, a Carlo Ferrario e a Giorgio Cavalleri gli Abbondini d’Oro 2012, la massima onorificenza cittadina assegnata questa mattina a Villa Olmo. Per la prima volta il premio è stato tributato alla memoria, l’onore è toccato a Giorgio Luraschi, professore di Storia del Diritto Romano e fondatore della Facoltà di Giurisprudenza a Como.
L’Abbondino premia quei cittadini che in qualsiasi modo abbiano giovato a Como, sia rendendone più alto il prestigio attraverso la loro virtù sia servendone con disinteressata dedizione le singole istituzioni.
Albo Abbondini d’Oro
1984 Giuseppe Butti, Piero Caldirola, Clotilde Cavalleri, Maria Azzi Grimaldi, Virgilio Mattiroli, padre Giovanni Battista Pigato;
1985 Ezio Chicchiarelli, Luigi Palma, Piero Collina, Augusto Protti, Mario Radice;
1986 A.V.I.S, Guido Bruno, Mario Martinelli, Nedda Mieli Grassi, Edoardo Nava;
1987 Carla Porta Musa, Antonio Ratti, Giordano Azzi, mons. Carlo Castelli;
1992 Bruno Amoletti, Bruna Cantoni, don Aldo Fortunato, Padri Somaschi “Collegio Gallio”, Paolo Maggi, Giusto Perretta;
1993 Graziella Lupo, Giovanni Corrado, Giuseppe Veca, mons. Ilario Cecconi, Associazione Carducci, Michele Moretti, Ico Parisi;
1994 Lino Gelpi, Mario Beretta, suor Onorata Cesana;
1995 Gisella Azzi, don Luigi Galli, fratel Luigi Brenna, Maria Pia Ratti, Antonio Spallino;
1996 Pietro Orefice, Enrico Rossi, Carla Bignami, Piercesare Bordoli, Società Ginnastica Comense 1872;
1997 Piccola Casa Federico Ozanam, Associazione Nazionale Alpini;
1998 Cesare Matteucci;
1999 Serafino Cavalleri;
2000 Orchestra a plettro “Flora”;
2001 A.I.S.M.;
2002 Società Archeologica Comense;
2003 Renzo Pigni, suor Giulia Zappa, Innocente Pozzoli;
2004 don Giambattista Levi, Ines Figini, Società Canottieri Lario;
2005 Giulio Fasana, Innocente Figini, Marte Ferrari;
2006 Felice Bernasconi, Servizio Elisoccorso Como, Associazione Comocuore;
2007 Centro Aiuto alla Vita, Severino Proserpio, Emilia Bordoni Marziano;
2008 Giulio Casati, Alberto Longatti, Suore Santa Maria Bambina;
2009 Stefano Borgonovo; 2010 Associazione Arte & Arte, Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata; Francesca Gatti e Samuele Sgrò;
2011 Banco di Solidarietà, Maria Pia e Roberto Zanchini, Davide Van De Sfroos;
2012 Giorgio Luraschi (alla memoria), Giorgio Cavalleri, Carlo Ferrario.
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Dal sito della NodoLibri:
A Giorgio Luraschi va il nostro ricordo;
a Giorgio Cavalleri e a
l’augurio di continuare con lo stesso spirito il loro lavoro importante per la crescita di Como
L’annuale benemerenza civica comasca verrà consegnatadomani, sabato 2 febbraio, con inizio alle 11:00, nel corso di una cerimonia pubblica presso le sale di Villa Olmo (Como, via Cantoni 1). I premiati sono Giorgio Luraschi (alla memoria), Carlo Ferrarioe Giorgio Cavalleri, così come deciso dalla Commissione consiliare competente lo scorso 13 dicembre.
Abbondino d’oro 2012
Domani alle 11:00, a Villa Olmo, la cerimonia
I premiati sono Giorgio Luraschi (alla memoria), Carlo Ferrario e Giorgio Cavalleri, così come deciso dalla Commissione consiliare competente lo scorso 13 dicembre.Si tratta di tre amici e autori cari a NodoLibri.
Giorgio Luraschi (purtroppo scomparso) ha contribuito con la sua autorevolezza e anche con qualche testo alla realizzazione della nostra impegnativa opera su Como: Como e la sua storia.
Giorgio Cavalleri ha, sin dal principio, creduto nella ricerca storica e nell’indagine sui temi della Resistenza e dei personaggi comaschi che hanno segnato la Storia nazionale e locale:Vescovo del ’68 (1990, intervista a Teresio Ferraroni), Un giorno nella storia. 28 aprile 1945 (1990, con Anna Giamminola, intervista a Michele Moretti), Le stagioni del Carducci (1990, intervista a Clotilde Cavalleri), Uomini, luoghi, politica (1990, intervista a Mario Martinelli), Storia del Neri e della Gianna (1991).
Carlo Ferrario, amico carissimo e nostro maestro, co-autore di tante manifestazioni culturali e di eventi artistici e musicali, ma soprattutto autore che NodoLibri ha pubblicato nel corso degli anni: Alfabeto comasco (1989, il primo libro pubblicato dalla nostra casa editrice), Le regole del gioco (1991, intervista ad Antonio Spallino), Andata e ritorno (2005), Una piccola deviazione(2007), Paganus (2008), L’allegro e il pensieroso (2009), Amici(2010) Quattro porte (2011), oltre ad aver collaborato a Como e la sua storia e a Sognato Lario, lunate sponde.
un po’ di verità e chiarezza sui TEMPI REALI DI LAVORO DEGLI INSEGNANTI
LA CIOCA, canzone dialettale del centro Lago di Como cantata da Lorenzo Terzoli che desidera condividerla con tutti. Video youtube a cura di Giancarlo Veronelli e del Coro Delphum
vai alla pagina Youtube:
CANZONE DIALETTALE DEL CENTRO LAGO DI COMO CANTATA DA TERZOLI LORENZO CHE DESIDERA CONDIVIDERLA CON TUTTI PERCHE’ NON SE NE PERDA IL RICORDO
Giancarlo Veronelli
Altro video dalla pagina Youtube di Coro Delphum:
Le tradizioni e le nostre personalità nel tempo attuale | di Paolo Ferrario, in Muoversi Insieme, 2012
“Ogni innovazione è una tradizione ben riuscita”. In questa incisiva frase di Carlo Petrini, il fondatore dell’associazione “Slow Food” e poi promotore dei meeting di Terra Madre, è contenuto in modo efficace il dilemma entro cui si sviluppano i cambiamenti dell’epoca in cui stanno vivendo le giovani e vecchie generazioni. In quest’articolo prenderemo in esame il tema della coppiatradizione/innovazione nelle loro conseguenze sulla vita quotidiana delle persone. E’ proprio in tempi di crisi come quelli che stiamo attraversando noi abitatori della vecchia Europa che si fanno più vive le domande “chi siamo ?” e “dove stiamo andando ?” … segue
tutto l’articolo qui: Le tradizioni e le nostre personalità nel tempo attuale | Muoversi Insieme.
Torna in città «Sapori di Terra, Sapori di Lago» – da Como7
Como – Dopo un anno di assenza torna a Como, nella nuova location di viale Corridoni, zona giardini a lago, l’iniziativa promossa dal Consorzio per la tutela dei prodotti tradizionali della provincia di Como «Sapori di Terra, Sapori di Lago: dall’azienda agricola alla città », che darà la possibilità ai comaschi e ai turisti di apprezzare e acquistare direttamente dalle aziende produttrici i prodotti tradizionali lariani. Semuda, vino Igt Terre Lariane, Missoltino, nocciolini di Canzo, masigott di Erba, braschino di Garzeno, la Resta di Como. |
da Torna in città «Sapori di Terra, Sapori di Lago» – Como7.
Antonio Ratti (1915-2002)
ANTONIO RATTI 1915 – 2002
Antonio Ratti, nominato Cavaliere del Lavoro nel 1972, Honorary Trustee del Metropolitan Museum of Art di New York, è stato uno degli esponenti più significativi dell’imprenditoria italiana, nonché uno dei mecenati più illuminati della scena nazionale e internazionale.
Oltre alla passione per l’arte della seta, che è diventata il fulcro della sua attività imprenditoriale, Antonio Ratti ha coltivato un forte interesse per l’arte in generale. Non a caso il suo nome è legato alle più grandi istituzioni culturali quali il Guggenheim, il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York, Palazzo Grassi di Venezia, Palazzo Reale e il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano.
Nato a Como il 22 settembre 1915, fonda nel 1945 la “Tessitura Serica Antonio Ratti” per la ideazione e la commercializzazione di tessuti per cravatte e foulard in seta. È la prima tappa di una lunga attività imprenditoriale che culminerà nella creazione del Gruppo Ratti – attualmente presieduto da sua figlia Donatella – uno dei più importanti produttori al mondo di tessuti ad alto contenuto tecnologico-creativo.
Dotato di una spiccata sensibilità verso l’innovazione e la ricerca non solo industriale, nel 1985 Antonio Ratti crea a Como l’omonima Fondazione, dedicata interamente alla ricerca culturale e storica nell’ambito del tessile (collezione di tessuti antichi, mostre tematiche e forum) e alla promozione dei migliori talenti nell’ambito delle arti visive.
Nel 1995 Antonio Ratti decide di finanziare la creazione al Metropolitan Museum of Art di New York di un centro per la conservazione, il restauro e la catalogazione delle collezioni tessili di proprietà del museo americano,precedentemente ospitate presso i singoli dipartimenti del Museo stesso.
Nasce così l’Antonio Ratti Textile Center al Metropolitan Museum of Art, una delle strutture più grandi e meglio attrezzate, oggi aperte al pubblico nei musei d’arte, per lo studio e la conservazione dei tessili.
Nel novembre del 1998 viene inaugurato il Museo Tessile della FAR – successivamente denominato Museo Studio del Tessuto – che ospita la collezione di tessuti antichi raccolta con passione e lucidità da Antonio Ratti durante tutta la sua vita.
A succedergli alla guida della FAR, dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2002, è sua figlia, Annie Ratti.
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RADICI E RICORDI LARIANI accoglie testi, racconti e descrizioni di ricordi personali e di tradizioni lariane, fino agli anni ottanta del secolo scorso, a cura di Luciana Bianchi Cavalleri
RADICI E RICORDI LARIANI
Radici comasche… e radici lariane: storia, memorie, immagini, vicende e racconti. Per ricordare com’ era il Lario della nostra infanzia… quello dei nostri genitori … dei nostri nonni.

