Campane · Corenno Plinio

Campane di Corenno Plinio, sul Lario

Lago

a Fox Talbot l’idea di fotografare venne mentre faceva schizzi sul lago di Como | da Brezzadilago di Elena T.

talbot

Lago di Como: l’idea di fotografia è nata qua … | Flickr – Condivisione di foto!

 

Fox Talbot

GENIUS LOCI

James Hillman: GIARDINO E PSICHE

“Noi oggi tendiamo a dimenticare che l’anima non è solo dentro di noi, ma anche fuori di noi.

E quando siamo in un giardino si manifesta qualcosa dell’ anima mundi

da James Hillman IL PIACERE DI PENSARE, intervista con Silvia Ronchey, Rizzoli, 2001, pag. 7-8

GENIUS LOCI

anche su James Hillman, L’ANIMA DEI LUOGHI

Lago · Lario

Alla scoperta di UN LAGO SEGRETO, con Giuseppe Guin, regia di Paolo Lipari, supplemento ordinario al quotidiano La Provincia, 2012

http://www.laprovinciadicomo.it/videos/Video/23328/

GENIUS LOCI · Paesaggio

Le sei fasi del Paesaggio. Intervista con Domenico Luciani | Greenews.info

Le sei fasi del Paesaggio. Intervista con Domenico Luciani

novembre 22, 2012 EventiIdee

Ha preso il via ieri, al Castello del Valentino di Torino, la quarta edizione del ciclo di seminari “Incontri con il paesaggio“, organizzati con il patrocinio di UNISCAPE nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale interateneo in Progettazione delle Aree Verdi e del Paesaggio,che vede coinvolti quattro atenei: l’Università di Milano, quella di Genova e l’Università e il Politecnico di Torino, la città che ospiterà, nel 2016, la 53esima edizione del Congresso Mondiale degli Architetti Paesaggisti.

Ma la tematica del paesaggio e della sua salvaguardia è molto attuale in tutta Italia: il grido di Salvatore Settis in seguito al D. Lgs. sulle nuove disposizioni in materia di aree agricoledenuncia una situazione sempre più critica. “Dopo i campi di sterminio, stiamo assistendo allo sterminio dei campi”, afferma lapidario il noto storico dell’arte e archeologo, in un recente articolo.

Ne abbiamo parlato, in occasione del convegno, con Domenico Luciani, architetto paesaggista e presidente dell’Associazione Accademia di Paesaggioche lavora per la costruzione, aTreviso, di una vera e propria “Università del Paesaggio“.

D) Luciani, l’architetto Uta Zorzi Muhlmann definisce il paesaggista come un acrobata che, con difficili salti, tenta di consegnare il neonato ‒ il progetto ‒ a destinazione. Si riconosce in questa descrizione?

R) La figura del paesaggista ancora non esiste in Italia ed ancora poco in Europa, al di qua della Scandinavia: quello che vogliamo fare è formare figure professionali che siano adeguate a rapportarsi con il patrimonio naturale ed antropico. Purtroppo sono ancora poche le personalità che, con convinzione, hanno promosso il dialogo tra le discipline all’interno di ordinamenti formativi già esistenti: per tale ragione, ritengo necessario formare un curriculum nuovo per coloro che si occuperanno di paesaggio. Un nuovo tipo di formazione non deve far parte di una filiazione della facoltà già esistente, come accadeva negli anni ’20 all’architettura, figlia di ingegneria civile e delle belle arti: ma deve nascere a sé stante. Il paesaggista non è un tecnico specializzato, ma si occupa di luoghi nella condizione di crisi della modernità, nella nuova importanza assunta dai margini e dalle periferie, dando forma e vita al paesaggio come da una nebulosa senza forma si giunge ad una struttura delineata…

D) Da tempo l’architettura fa fatica a immaginare e progettare la città e il suo contesto: vista la facilità con cui la società moderna costruisce e decostruisce, in che modo l’architetto paesaggista si deve relazionare?

R) Si può dire che oggi si sia formata una koinè scientifica che indica una terza via tra l’idea di territorio e di spazio da un lato come una lavagna pulita, libera da ogni segno, e dall’altra come un elemento puramente da contemplare. Bisogna però rendersi conto che la natura non è fatta né per essere contemplata, né abusata, ma studiata attraverso elementi storicizzati. La questione fondamentale è però il dialogo con la comunità esistente nel luogo, in quanto il sapere è diffuso nella società ma ha la stessa forza statutaria di un sapere esperto. Il paesaggista è colui che contribuisce a fornire saperi esperti a coloro che realmente hanno davvero la responsabilità della governanceterritoriale: per tale ragione, egli deve stare al servizio della comunità e può influire in modo positivo con le sue conoscenze con un processo maieutico verso un concetto più alto di erudizione. Molto spesso la percezione di coloro che vivono direttamente i luoghi è differente rispetto a chi li studia:migliorare il gusto della comunità locale sin dai primi passi, quindi a partire dal coinvolgimento in un processo virtuoso già alle scuole elementari, assume un ruolo determinante nei processi poi di trasformazione del paesaggio.

D) Come giudica l’arte del paesaggio oggi in Italia, dove, da tempo, la rassicurante rappresentazione di un ideale equilibrio tra uomo e natura si è sostituito ad un quadro di paesaggio sempre più discontinuo?

R) Considerando che il paesaggio si compone di un patrimonio materiale ed immateriale, dobbiamo considerare la presenza di un terzo elemento accanto a memoria e natura: così come suggeriva Heiddeger, tutto ciò che si è radunato nei secoli, nei grovigli del tempo, costituisce la componente antropologica del luogo. Nella Convenzione Europea del Paesaggio si dà una chiara responsabilità individuale e collettiva: ci dobbiamo occupare dei nostri luoghi perché c’è di mezzo la condizione umana. Nella storia dell’idea antropologica di paesaggio si possono individuare almeno sei fasi di un processo culturale europeo: la prima fase fa riferimento al contesto austriaco, in cuiRiegl affermava che ogni cosa che ci viene tramandato dalle generazioni precedenti, diventa una nostra responsabilità. Si sviluppa a seguire negli anni Venti, in Italia, l’idea di tutela del luogo come protezione della patria. Si arriva poi alla dichiarazione, all’interno della Costituzione, che la Repubblica è la prima a dover valorizzare la cultura e la tutela dei paesaggi; gli Anni Sessanta sono poi quelli dei grandi movimenti ecologisti,e da questi si giunge ad una quinta fase in cui vi è l’inizio di un interesse sul paesaggio e sui giardini storici. Ultima fase, la più recente e quella ancora in atto, inizia con la CEP di Firenze, nel 2000, grazie alla quale nasce una vera e propria filosofia del paesaggio. Credo che in questo momento storico dobbiamo prenderci maggiormente cura dei nostri territori, considerando in questi anche l’eredità dei segni e delle presenze che con il tempo si sono accumulate. Dobbiamo fare ordine nel rapporto tra gli elementi costitutivi del nostro ambiente: per dirlo in termini di proporzioni, il paesaggio sta al Paese come il giardinaggio sta al giardino. Se il giardinaggio è conoscenza, cura e disegno del giardino, il paesaggio è conoscenza, cura e disegno del Paese.

D) Tornando alle denunce di Settis: come si prospetta oggi l’idea di paesaggio, visti gli scempi al Belpaese?

R) Oggi non si pone più soltanto la questione della cementificazione: la superficie agraria ad esempio è diminuita, rispetto agli anni ’20, di circa un terzo del suo totale iniziale e sono molte le superfici che abbiamo perduto in ragione dell’insediamento e dell’abbandono. Dato sconcertante, mapossiamo affermare che in Italia è maggiore la quantità di suolo degradata che non quella occupata dal processo di cementificazione. Viviamo gli strascichi di una politica di territorio che esaltava il gigantismo macchinistico e agevolava la speculazione edilizia: dobbiamo ritrovare il senso del limite. Est modus in rebus, dicevano gli antichi latini: si deve interagire con il paesaggio introducendo con misura la trasformazione. Oggi dobbiamo avere la consapevolezza della limitatezza delle alterazioni dell’ambiente, oltre le quali viene messo in crisi il sistema stesso. Il territorio subisce continui cambiamenti, processo inarrestabile e naturale (oltre che una deformazione dell’aspetto dei luoghi irreversibile) che non deve essere interpretato come a lungo si è fatto con il restauro dei monumenti: il dov’era e com’era. Al paesaggio va donata una terza vita: la prima è come si presentava all’inizio, la seconda è come è stato cambiato dall’uomo e la terza è la vita che necessita per continuare a dialogare con l’uomo e la sua continuità esistenziale in qualità di bene comune. Un paesaggio viene riconosciuto come bene comune quando, al di là del suo statuto comunitario, una comunità lo assume come elemento costitutivo della propria identità. La vera salvaguardia del territorio non nasce dalla ferita alla maestà di un monumento, ma dalla consapevolezza del degrado della condizione umana nei paesaggi.

Valentina Burgassi

da   Le sei fasi del Paesaggio. Intervista con Domenico Luciani | Greenews.info.

autunno · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Lago · Scale

Un pomeriggio autunnale a Coatesa sul Lario

GENIUS LOCI · Paesaggio

Darko Pandakovic, ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO VEGETALE, edizioni Unicopli – Dipartimento di Progettazione dell’Architettura, 2004 (prima edizione 2000)

il processo di pensiero sottostante ai contenuti del libro

espresso attraverso il suo indice:

Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · città

CHIAVE DI VOLTA: “Cosa rappresenta per te la Città Murata?, tavola rotonda di sabato 24 novembre, ore 9, a Palazzo Volpi

La Città Murata, nel bene e nel male, è sempre stata risultato di molteplici contributi, individuali e collettivi.  Nella tradizione italiana le città, fin dall’epoca dei comuni, sono espressione della vita comunitaria.
Questi antichi valori sono oggi certamente messi in crisi, ma un primo atto di partecipazione da parte di noi tutti è la presa di coscienza di cosa rappresenti per noi questo patrimonio storico e culturale, quale contributo ha dato alla nostra vita, quali felicità e quali delusioni….

Gli  storici dell’urbanistica e dell’arte, gli economisti e i sociologi, gli esperti di animazione nonché i promotori commerciali possono dare le loro opinioni, ma il destino futuro della città murata dipende pur sempre dalla partecipazione e dall’adesione della gente ad un modo di sviluppo piuttosto che un altro, a sottolineare un significato piuttosto che una perdita di senso.

Invitiamo ciascuno a indicarci GLI ASPETTI PIU’ BELLI E QUELLI PIU’ BRUTTI, OGGI, DELLA CITTA’ MURATA, inviandoci una mail (admin@chiavedivolta.org,) contenuta in 300 battute, che corrispondono a quattro righe del presente testo,
entro martedì 20 novembre. Gli interventi raccolti saranno sintetizzati nella parte conclusiva della tavola rotonda di 
sabato 24 novembre, ore 9, a Palazzo Volpi
 !

Al link che segue il programma aggiornato
http://www.chiavedivolta.org/images/pdf/obiettivocittamurata.pdf

c’è una teoria medica che dice: “diecimila passi al giorno migliorano la salute”. 

la cosa più bella della città murata è camminarci dentro e contemporaneamente fare un corso di storia attraverso la visione delle pietre, dei portoni, dei vicoli delle piazze. E, per l’appunto, occuparsi della propria salute
la cosa più brutta è osservare l’anestesia (nel senso di “abolizione della sensibilità”) personale, culturale, sociale della gran parte di vecchi e soprattutto nuovi abitatori nei confronti della “potenza di luogo” espressa dal centro storico di Como

Paolo Ferrario (1948- ), NON pensionato, vive a Como
  
Acqua · AUDIO e VIDEO · FOTOGRAFIE · Lago

“Un lago segreto”, in vendita con il quotidiano a partire da martedì prossimo 20 novembre. Realizzato dal giornalista Giuseppe Guin e dal regista Paolo Lipari, il video racconta l’emozione del lago di Como vissuto nelle ore più inconsuete, quelle serali e notturne: un lago che affascina con le sue innumerevoli bellezze

Alla scoperta di UN LAGO SEGRETO
Presentazione DVD

Diego Minonzio, direttore del quotidiano La Provincia di Como, è lieto di invitare alla
presentazione del DVD “Un lago segreto”,
in vendita con il quotidiano a partire da martedì prossimo 
20 novembre.LUNEDI’ 19 NOVEMBRE 2012 ALLE ORE 18:45 
presso la sede della Scuola cine-video Dreamers c/o Villa Sucota
(via Per Cernobbio 17, Como).Durante l’incontro verrà proiettato il video.
Seguirà rinfresco curato da Oliver Twist.
Realizzato dal giornalista Giuseppe Guin e dal regista Paolo Lipari,
il video racconta l’emozione del lago di Como vissuto nelle ore più inconsuete,
quelle serali e notturne:un lago che affascina con le sue innumerevoli bellezze,

al riparo dai rumori e dalle preoccupazioni

della vita di tutti i giorni. I pescatori della notte, i sotterranei di Villa Pliniana,

le an tiche cave di sasso,

le vecchie darsene, le fortificazioni, gli orridi, le chiese nascoste, i viottoli bui,

i temporali improvvisi,

l’incanto di una Lucia che naviga ancora nell’oscurità

Immagine

Acqua · FOTOGRAFIE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Nodo Libri

Bruno Bianchi IL LAGO , NodoLibri

Bruno Bianchi
IL LAGO

Il “lago” è quello di Como, visto attraverso gli occhi attenti di un suo profondo conoscitore, interessato tanto agli aspetti più noti e appariscenti (le ville, i giardini…) quanto a quelli più quotidiani e segreti (i viottoli, la vita, il lavoro…).

Un testo sospeso tra storia e poesia, tra racconto e analisi, diretto sia alla valorizzazione di quanto di autentico il lago conserva tuttora, sia alla denuncia dei rischi di snaturamento e rovina.

Un lago percorso senza fretta e illustrato da una voce esperta in sottofondo.

Promosso dalla Delegazione di Lecco del FAI – Fondo Ambiente Italiano, il volume (NodoLibri, 2009) è arricchito da un album di vedute del lago tratte dalla rivista inglese The Studio, edita all’inizio del Novecento.

Immagine News Nodo

 

GENIUS LOCI · Terra

MATER TERRA: Letture da Esiodo, Lucrezio, Virgilio, Seneca, Goethe, Nietzsche, Schmitt. Interpretazione: Monica Guerritore e Roberto Herlitzka. Commentano: Massimo Cacciari e Cornelia Isler-Kerényi

Centro Studi “La permanenza del Classico”- Università di Bologna, Dipartimento di Filologia Classica e Medioevale.
“Madri” (2007).
Giovedì 10 maggio 2007.
“Mater terra”
Commentano: Massimo Cacciari e Cornelia Isler-Kerényi.
Letture da Esiodo, Lucrezio, Virgilio, Seneca, Goethe, Nietzsche, Schmitt.
Interpretazione: Monica Guerritore e Roberto Herlitzka.
Fonte video: sito internet Università di Bologna.