Un Mese Al Lago (A Month By the Lake) anno 1995 Cast: Vanessa Redgrave, Edward Fox, Uma Thurman, Alida Valli, Alessandro Gassman, Carlo Cartier, Natalia Bizzi, Carlotta Bresciani, Paolo Lombardi, Sonia Martinelli Regia: John Irvin

Un Mese Al Lago (A Month By the Lake) anno 1995 Cast: Vanessa Redgrave, Edward Fox, Uma Thurman, Alida Valli, Alessandro Gassman, Carlo Cartier, Natalia Bizzi, Carlotta Bresciani, Paolo Lombardi, Sonia Martinelli Regia: John Irvin Sceneggiatura: Trevor Bentham Link: http://www.fondoambiente.it/beni/villa-del-balbianello.asp http://como.appassionati-navigazionelaghi.it/piroscafi/concordia.php http://www.vademecumturistico.com/photogallery/Cernobbio/cernobbiopiazzaimbar…

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Sulle rive del lago – XIV La Kunsthalle più bella del mondo – 4 novembre 2011

Sulle rive del lago Quattordicesimo incontro THE MOST BEAUTIFUL KUNSTHALLE IN THE WORLD Un progetto per il Centro delle Arti Contemporanee di Como 4 novembre, ore 18 Fondazione Antonio Ratti Villa Sucota, Via per Cernobbio, 19 – Como Il quattordicesimo incontro della “Kunstahlle più bella del mondo” avrà come protagonisti i rappresentanti di tre prestigiosissimi centri dedicati all’arte contemporanea ospitati nella città di Bregenz (Austria), Lugano (Svizzera) e Vassivière (Francia) Queste tre località sono tutte caratterizzate da un centro urbano di limitate dimensioni, da una fiorente industria turistica e dal trovarsi collocate sulle rive di un lago. Proprio come Como. Quali sono le ragioni per cui questi tre piccoli centri hanno potuto dotarsi di infrastrutture tanto autorevoli nel campo dell’arte contemporanea? Qual’è il pubblico particolare a cui queste istituzioni si riferiscono? In quale modo la particolare situazione geografica contribuisce a definire il carattere di questi centri? In quale modo le peculiari architetture dei tre centri (Peter Zumthor a Bregenz, Aldo Rossi a Vassivière, Ivano Gianola a Lugano) contribuiscono al loro successo? Quale cammino deve essere intrapreso a Como per poter dare vita a un Centro dedicato alle arti contemporanee? Di questi temi discuteranno: Rudolf Sagmeister (Chief curator di Kunsthaus Bregenz) Fédéric Legros (Assistant Curator Centre international d’art et du paysage de Vassivière) Marco Franciolli (Direttore Museo Cantonale d’Arte di Lugano)

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Quel ramo del lago di Como … Alessandro Manzoni, I promessi sposi

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien quasi a un tratto a restringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda ricomincia per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni… da “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni

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Il Genius loci ovvero lo spazio vissuto, da Contributi a una cultura dell’Ascolto CAMMINARSI DENTRO di Gabriele De Ritis

Un grazie fortissimo al mio amico Gabriele De Ritis che, il 14 agosto, mi ha dedicato questo post sul suo sito CAMMINARSI DENTRO PAOLO FERRARIO, Passeggiando in un giardino a terrazze sul lago * Presentazione del volume Angelicamente. Il significato dell’Angelo nella cultura del nostro tempo (edito da Zephyro Edizioni nel 2010) – Paolo Ferrario qui illustra il senso del suo saggioIl Genius Loci come angelo del luogo, pp.45-57  * Via della Vite, Via delle Barche, Via all’Orto  Via del Caco, Largo del Noce, Via del pollaio  Largo della Pergola, Orto Verde, Terrazza, Largo del Tiglio  da Contributi a una cultura dell’Ascolto CAMMINARSI DENTRO (226): Il Genius loci ovvero lo spazio vissuto : Ai confini dello sguardo.

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Il balenottero felice dentro la grotta di Coatesa

Una porta aperta è inizio  di scoperta del mondo interiore di chi abita quel luogo. Se poi dietro il chiavistello si snoda una galleria tra le viscere della roccia, sospesa tra profondità interna e scorci esterni, le sorprese sono ancora maggiori, poiché la storia diventa anche traccia di un passato industriale alimentato da acqua idrica, tubi, turbine, ruote gigantesche di cemento, salti nella voragine. Dovendo assimilare questo avvincente anfratto a una parte della casa (è invece “porta sola”) potremmo definirlo scantinato, sotterraneo, laboratorio, un po’ legnaia, un po’ cantina, un po’ bottega, un po’ officina. Insomma, uno di quegli spazi in cui l’odore muschioso e la temperatura sempre fresca rendono gradevole lo stare operoso durante le giornate di intensa calura, ma anche uno di quegli spazi tipici di una permanenza maschile, dedita all’affaccendamento, allo stivaggio, alla riparazione ed al restauro. Perché è proprio la natura selvatica dell’antro che invita ad un rapporto rudimentale, al contatto con gli elementi primi degli artefatti umani, allo smontaggio di prodotti finiti nei suoi composti essenziali per integrarli in nuove invenzioni. Le volte che poggiano su giganteschi blocchi di roccia mostrano l’umana fatica di addomesticare un ambiente sì ostile, ma contemporaneamente appetibile per via di quell’impervio salto dell’acqua il cui rumore, per le case lì affacciate, è diventato dolce cullare. Tanti oggetti, molti sconosciuti, raccontano la passione e l’interesse del nostro ospitante abitatore. E’ proprio lui che, con meravigliato stupore, ci dà notizia di come […]

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