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Categoria: Biblioteca comunale di Nesso
le recensioni di Gabriella D’Ina su Lo scaffale segreto della libreria Hoepli di Milano
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Intervista con Gabriella D’Ina (Feltrinelli) – La Repubblica
16 set 2000 – Il suo nome è sconosciuto al grande pubblico dei lettori ma una sua parola può decidere la sorte di un autore
GABRIELLA D’INA. GABRIELLA D’INA Ho lavorato subito dopo il liceo nell’editoria, occupandomi di realtà molto diverse: illustrazioni di fascicoli d’arte alla …
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Album Feltrinelli. 1955-2005
Cinquant’anni di storia culturale attraverso le immagini
Cura: Gabriella D’Ina
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In breve
Una storia illustrata della Casa editrice, della Fondazione e delle Librerie Feltrinelli. Un percorso culturale in cinquant’anni di storia, scandito anno per anno.
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Il libro
Dai primi libri pubblicati nel 1955, Il flagello della svastica di Lord Russell di Liverpool e l’Autobiografia di Nehru, si snoda la storia di un’impresa editoriale e culturale che non ha eguali in Italia, per la persistenza degli obiettivi, per il riscontro di pubblico, per l’apertura a tematiche letterarie, politiche, sociali, di avanguardia. Scorrono, come in un film, le immagini dei successi più clamorosi, Pasternak, Tomasi di Lampedusa, e delle avventure più singolari, dalla pubblicazione clandestina dei Tropici di Miller alla proposta di avanguardia del gruppo ’63 che vide schierati grandi intellettuali come Sanguineti e Pagliarani.
Nelle pagine scorre, come contraltare, una didascalia che contestualizza il momento storico, il qui e ora: nell’anno del Gruppo ’63 leggiamo, in questa sorta di titolo corrente, la notizia della morte di Kennedy, della tragedia del Vajont, del Kenya indipendente, del trattato dell’Eliseo, firmato da Adenauer e De Gaulle. Così, nel 1964, quando viene pubblicato La prossima volta il fuoco di James Baldwin, leggiamo in filigrana che si tratta dell’anno dell’intervento Usa in Vietnam, dell’anno in cui Cassius Clay è campione mondiale, dell’anno dei Beatles e dei Rolling Stones… Scorrendo la storia illustrata dei primi cinquant’anni della casa editrice vediamo affacciarsi alla ribalta letteraria autori come Tabucchi, Benni, Isabel Allende, Arbasino, Kapuściński, saggisti quali Maldonado, Cacciari, Foucault, Galimberti… vediamo la nascita della Fondazione Feltrinelli, delle Librerie, straordinario punto di aggregazione culturale, fino alle esperienze più recenti di nuove collane posizionate sui fenomeni dell’oggi. Una storia che si snoda attraverso centinaia e centinaia di fotografie, di copertine, di materiali editoriali, irripetibile come ogni storia, ma anche crocevia di storie diverse, di storie individuali, di storie sociali, di storie del pensiero. Un Album di come eravamo, ma soprattutto di come siamo, o meglio di come le parole e le immagini continueranno a cambiare la nostra vita. “Il grado di civiltà del nostro paese,” scriveva Giangiacomo Feltrinelli nel catalogo del 1965, dopo dieci anni di attività – dopo aver sintetizzato le direzioni della casa editrice verso il confronto delle idee, ma anche verso la cosiddetta letteratura d’evasione – “dipenderà anche, e in larga misura, da cosa, anche nel campo della letteratura di consumo gli italiani avranno letto”. |
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Approfondimento
“Cinquant’anni di Feltrinelli in un album fotografico: qui troverete momenti, luoghi, facce, grafiche che hanno reso tremendamente seria questa avventura. Naturalmente non c’è tutto, o meglio, c’è una piccola parte del tutto. Impossibile riproporre i quasi settemila titoli pubblicati dalla casa editrice dal 1955: e come riprodurre la competenza, la tenacia, la creatività di cosi tanti amici e collaboratori? E tutte le articolazioni di pensiero, di progetto, di vita che questa storia letteralmente inventata da Giangiacomo Feltrinelli ha prodotto? Davvero non si può cercare di esaurire in poche pagine il ruolo scientifico che svolge la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e, prima del decreto presidenziale del 1974, che ha svolto l’Istituto Feltrinelli. O l’avventura – alla quale rimango legatissima – delle Librerie Feltrinelli. Ma io che sono nata come fotoreporter (e non ho mai preteso di essere una vera fotografa) ho sempre amato quelle che in gergo si chiamano snapshots, che il mio dizionario traduce come “istantanee”. In un certo senso, questo album è una collezione di snapshotsche Gabriella D’lna ha ritrovato nei nostri archivi e ha affidato alle mani di Salvatore Gregorietti (inventore con Bob Noorda negli anni ottanta del nostro attuale marchio, con la effe a freccia). Guardo il lavoro che abbiamo fatto e il tempo mi restituisce il senso della progettualità che trova sempre il calco di una storia, la forma di un’idea. La precisa sensazione di un “caos organizzato” in cui mi riconosco. Siamo stati e continuiamo a essere sensori e generatori di cultura, dentro la modernità.”
Inge Feltrinelli |
SEGNI DELLA VITA, mostra fotografica di Masha Corabi, a Nesso sul Lago di Como, dal 6 al 19 agosto 2012
Segni della vita
Da lunedì 6 agosto – Nesso
Dal 6 al 19 agosto si tiene presso la sala consiliare del Comune di Nesso la mostra “Segni della vita”: una serie di fotografie di Masha Corabi.
Le intense fotografie presentate in questa mostra raccolgono ritratti di persone che vivono a Nesso e Careno, persone che nei loro anni hanno conosciuto esistenze diverse, hanno svolto mestieri diversi, hanno visto cose diverse. Ma tutte concorrono a comporre oggi il ritratto di una comunità. Leggere i molti aspetti di questa comunità sui loro volti di persone anziane significa avere la misura, al di là di ogni possibile dubbio, della complessità e della ricchezza della vita, presente e passata, del paese. Non c’è una vicenda che possa sovrapporsi a un’altra, esattamente come non c’è, su questi volti, un segno uguale a un altro; eppure tutti partecipano delle stesse vicende complessive.
Bisogna sforzarsi di individuare i tratti personali e di riconoscere le caratteristiche comuni. Bisogna, cioè, non limitarsi a guardare i volti di queste donne e questi uomini come generiche comparse di una messa in scena qualsiasi, ma metterli a fuoco come protagonisti di una ben precisa narrazione. Questi volti significano nomi, soprannomi, incontri, relazioni, racconti
Masha Corabi, autrice delle fotografie, è nata in Unione Sovietica; vive in Italia dal 1990 e dal 1996 risiede a Nesso. Appassionata di fotografia digitale da cinque anni, ha pubblicato immagini di still-life e architettura, ma la sua vera passione sono i ritratti e il reportage. Nel 2010-2011 ha partecipato con un’opera raffigurante le mani di un cittadino di Nesso al concorso fotografico “Confini” a Como.
La mostra sarà aperta il mattino dalle 10 alle 12, la sera dalle 20 alle 22 (chiusa il 15 agosto)
Nesso: Otto libri in quindici anni, a cura della Commissione Biblioteca di Nesso, lunedì 5 settembre 2011 – ore 18,30 alla Fiera del Libro di Como, Piazza Cavour
Otto libri in quindici anni
NodoLibri e Dominioni editore
a cura della Commissione Biblioteca di Nesso, lunedì 5 settembre 2011 – ore 18,30 alla Fiera del Libro di Como, Piazza Cavour
- Pietro Guzzetti, Claudio Pestuggia, Silvia Vaccani
Falco della Rupe Nesso. Cinquant’anni sulle ali della vittoria, Nodo Libri 2006
- Nesso: 900 anni 1095-1995. Ricerche e riflessioni in occasione del nono centenario della consacrazione della antica chiesa parrocchiale, a cura della Biblioteca Comunale di Nesso e della Parrocchia di Nesso
14 Novembre 2009 "Un amore di zitella" sabato a Nesso
14 Novembre 2009
“Un amore di zitella” sabato a Nesso“Un amore di zitella” di Andrea Vitali è un capolavoro di minuzia nel descrivere la quotidianità di Bellano anni Sessanta; una routine fatta di abitudini e piccoli riti provinciali, che la penna di Vitali mai tralascia, ma anzi sottolinea. Di Iole Vergara – la “zitella”, appunto – conosciamo fin nei minimi dettagli le giornate, trascinate tra la noia dell’ufficio, le serate passate davanti alla tv e i pettegolezzi del paese.
Da questo racconto nasce il progetto teatrale di Laura Negretti che, in più rispetto al romanzo di Andrea Vitali, indaga il come e il perché questa donna sia arrivata ad accomodarsi e a nascondersi in una vita talmente grigia da gioire solo per la finale del Festival di San Remo vista in tv. Una donna che per difendersi dalla monotonia di una vita spesa e persa nella tristezza di un’esistenza sempre uguale, arriva a costruirsi un universo d’emozioni e sogni inespressi. Una zitella che giungerà a sognare un grande amore e poco importa se sarà vero o presunto. Un uomo misterioso che nel romanzo di Vitali non appare, proprio perché non fa parte della quotidianità di Iole.
Non dunque due donne diverse, ma sempre Iole, vista da due punti di vista differenti.
Se Andrea Vitali con la parola scritta riesce a comunicare il tedio di certe giornate invernali trascorse tra le brume del lago, sul palcoscenico lo spettacolo restituisce la stessa atmosfera interiore fatta di uggia e malinconia.
“Un amore di zitella” – con l’interpretazione, oltre che di Laura Negretti, di Maddalena Balsamo, Antonio Grazioli e Franco Maino, e la regia di Marco Filatori – è in scena sabato 14 novembre 2009 alle ore 21 alla Palestra polifunzionale comunale di Nesso (via Binda, frazione Lissogno) organizzato dal Comune di Nesso; biglietto di ingresso a euro 10.
Fabio Cani, Nesso. Una scuola per i figli del popolo, NodoLibri, 11 ottobre 2009
Domenica 11 ottobre 2009 a Nesso si ricorda la storia centenaria dell’Asilo infantile, fondato nel 1909 per iniziativa del parroco don Anselmo Vanini.
Dopo il pranzo organizzato per raccogliere fondi a sostegno dell’iniziativa, alle ore 15, presso il salone dell’oratorio, si presenta il volume Nesso. Una scuola per i figli del popolo che racconta, attraverso i documenti, i 100 anni di vita dell’Asilo.
Scritto da Fabio Cani, il volume si inserisce nell’ormai corposa serie dedicata a vari aspetti della storia di Nesso. Proprio l’anno scorso era stato pubblicato il volume dedicato ai 110 anni della Cooperativa di Nesso: assieme, i due volumi contribuiscono a delineare un quadro della vita sociale di Nesso nel corso del Novecento attraverso le vicende per certi versi complementari e per altri alternative delle due istituzioni, una di iniziativa parrocchiale e l’altra socialista.
La ricerca dedicata all’Asilo mette in luce il lavoro di preparazione svolto dall’arciprete Vanini per oltre quindici anni, ma recupera anche numerosi squarci di un paese del lago alle prese con le ristrettezze della vita quotidiana ma aperto alle sfide della modernità. I documenti dell’Asilo consentono interessanti aperture su altri argomenti (per esempio vi si conservano i contratti di appalto per la costruzione dell’edificio nel 1901). Come per gli altri volumi della serie, il testo è accompagnato da una ricca selezione di immagini provenienti dall’archivio dell’Asilo ma anche da collezioni private.
Nesso. I nomi dei luoghi, 2003
Nesso. Il lavoro dell’acqua, 2005
Falco della Rupe Nesso, 2006
Nodo Snc
Via Volta, 38 – 22100 Como, Italia
Tel: +39031 243113 :: Fax: +39 031 273163
Email: info@nodolibri.it
FABIO CANI , NESSO: i consumi e il ritrovo. 110 anni di vita della cooperativa
FABIO CANI , NESSO: i consumi e il ritrovo. 110 anni di vita della cooperativa,
NODOLIBRI, BIBLIOTECA COMUNALE, COOPERATIVA SOCIALE DI NESSO, 2009
ricerca iconografica di Walter Morini
presentazione di Luisa Cribioli, Giordano Leoni, Gianfranco Garganigo

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Nesso (Como): incontri estivi di formazione e riflessione, 13/14 giugno 2009
FABIO CANI, RODOLFO VACCARELLA, NESSO, il lavoro dell’acqua. L’insediamento urbano e gli opifici a forza idraulica, Comune di Nesso/biblioteca comunale, Nodo Libri, 2005
FABIO CANI, RODOLFO VACCARELLA,
NESSO, il lavoro dell’acqua. L’insediamento urbano e gli opifici a forza idraulica
Comune di Nesso/biblioteca comunale, Nodo Libri, 2005
vai alla scheda del libro: http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/fabio-cani-rodolfo-vaccarella/nesso-il-lavoro-dellacqua-9788871851068-156069.html
ricostruisce la storia degli opifici dalla fine del XV alla metà del XX secolo. Oltre alle rilevazioni fiscali ed economiche sul territorio, non mancano ampi squarci di vita quotidiana, agganci alla vita familiare e informazioni sulla diffusione della tecnologia e delle consuetudini commerciali. Per contestualizzare queste vicende è inserito un capitolo introduttivo sullo sviluppo urbanistico del paese, con una serie di carte

COATESA (Cuatesa): il nome del luogo. In: Fabio Cani, NESSO: i nomi dei luoghi. Atlante della toponomastica storica, Nodo Libri, 2003, pagina 83 (libro edito per iniziativa del Comune di Nesso/Commissione biblioteca)
Cuatesa [Coatesa]
Coatesa, Coattesa [Lomb-Ven 1861],
Coattesa [Ter 1721],
Alla Coatese [Notarile 1257, 1599-09-28],
In la Choatexia [Notarile 937, 1584-02-08],
In contrata appellata la Choatexia [Notarile 937, 1582-11-02],
In la Covatesia [Estimo 1578],
In loco de la Coatexia [Estimo 1558],
Coatexa [Notarile 2, f. 4, 1419-09-13]
Ad Campos della Covatesia [Estimo 1578];
In cima la Choatexia [Notarile 943,1597-03-13],
In cima de la Choatexia [Notarile 940, 1588-03-10];
Strada di Coattesa [Cess 1899]
Ubicato sul versante settentrionale della stretta valle dell’orrido, è uno dei nuclei fondamentali del paese, per quanto in posizione subordinata rispetto alla triade Borgo – Castello – Vico.
Nei secoli passati (e fino alla metà del Novecento) fu sede di numerose manifatture, soprattutto folle da panno, e mulini.
II nome viene fatto derivare da Coa (“striscia “) della Tesa (“bosco recinto “), oppure nel senso di “coda rettilinea ” [Olivieri 1961, p. 181; Boselli 1993, p. 105].
La dizione riportata nelle citazioni cinquecentesche potrebbe però far pensare anche a Cova, nel senso di “luogo riparato dai venti “.
In Fabio Cani, Nesso: i nomi dei luoghi. Atlante della toponomastica storica, Comune di Nesso, Biblioteca comunale, Nodo Libri, 2003, p. 83
“ … nelle comunità tradizionali si può scorgere una fortissima identificazione tra luogo e persone (singoli, ma soprattutto gruppi familiari) e tra queste ultime e il loro ruolo sociale (in primo luogo la professione). Non è difficile imbattersi – scorrendo gli elenchi – nella “selvetta dell’Anna” o nella “casa del prete Agostino”. Il paese è la comunità che lo abita; particolarmente evidente è – per questo aspetto – la coincidenza tra nomi di famiglia e nomi locali: Lissogno e Lissogni, Nesso e Nessi, Castello e Castelli. Allo stesso modo la casa coincide con la famiglia residente (o proprietaria): quale riferimento migliore per trovare una casa che conoscere chi ci abita? Ma è bene sottolineare che queste due operazioni non sono diverse, bensì appartengono allo stesso orizzonte culturale: conoscere le persone è conoscere i luoghi, non c’è l’una cosa senza l’altra. Ancora oggi, nelle chiacchiere di paese la data persona è sempre “quella che abita lì, figlia del tale e della tal’altra, sposata con, impiegata a, proveniente da”, in un intreccio che non è possibile (e non ha senso) cercare di districare. Analogamente, al forestiero alla ricerca di un luogo in un paese del lago, conviene quasi sempre chiedere non dove si trovi la data via, ma la data persona.
Riflessi di una società chiusa, votata all’autoreferenzialità? Può darsi, ma certamente riflessi di una cultura basata sulla condivisione delle conoscenze e delle esperienze”
In op. cit. pag 19

Fabio Cani, NESSO i nomi dei luoghi. Atlante della toponomastica storica
Fabio Cani, NESSO i nomi dei luoghi. Atlante della toponomastica storica
Comune di Nesso/Biblioteca comunale, Nodo libri, 2003, pag. 143
scritto con la collaborazione di Pietro Caprani, Gianfranco Garganigo, Iginio Garganigo, Mario Invernizzi, Renato Longoni, Pietro Morini, Walter Morini, Daniele Scotti, Fausto Zambra

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Pietro Antonio Tacchi, Nesso e la sua Pieve. Memorie storiche annotate da Santo Monti (1895), con contributi di Sergio Bianchi, Fabio Cani, Saverio Xeres, Alessandro Dominioni editore, 2001
Pietro Antonio Tacchi,
Nesso e la sua Pieve. Memorie storiche annotate da Santo Monti (1895), con contributi di Sergio Bianchi, Fabio Cani, Saverio Xeres,
Alessandro Dominioni editore, 2001
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TEMPI DEL LAVORO


14 Novembre 2009