COATESA: frazione di Nesso · NESSO · Ottocento · Riva di Castello, frazione di Nesso · STAMPE antiche

Coatesa e Riva di Castello, stampa In Ricordo di Como, edito in occasione dell’Esposizione voltiana del 1899, ripubblicata da Actac, 1995





Borgo de’ più pittoreschi del lago sulla riva destra a 15 chilometri da Como. Si arrampica su dirupi, tra cui si frangono strepitando le acque delle valli del Tufo e di Nosée a formarvi l’Orrido sua principale bellezza. Antichissima ne è l’origine, e il nome Naxus parrebbe giustificare l’opinione di coloro che l’attribuiscono ad una delle famiglie greche condotte a Como da Giulio Cesare. Fu sempre abitato da gente robusta ed audace, amante di libertà e d’indipendenza, cui seppe difendere e colle proprie braccia e col ben munito castello, di cui restò il nome alla parte del borgo più avanzata nel lago. — L’ antica basilica di S. Pietro credesi consacrata da papa Urbano’II nel 1095 e vi fu sepolto Rainaldo vescovo di Como morto nel castello di Nesso, dove riparò per fuggir le ire de’ faziosi cittadini. Ma la vecchia basilica più volte restaurata cedette alla fine il posto al tempio attuale. — Fa celebre Nesso la leggenda di Falco della rupe, gran fautore delle arrischiate imprese di Giangiacomo Medici castellano di Musso, l’intrepido e simpatico eroe del racconto di Giambattista Bazzoni, vero o suppósto che sia.

Nesso Un tempo coltivò la manifattura de’ pannilani, ed ora le acque del suo torrente animano opifici serici, frantoi d’olive, macine di mulini, ecc.

Chi va su per la valle giunge all’ameno paesello di Zelbio e di là al Pian del Ti vano spaziosissima altura a m. II59 coronata dalle cime de’ monti della Vallassina e del Lario, fra le quali spicca gigante il cono del S. Primo (1693 metri); nel mezzo del Piano s’apre la misteriosa caverna detta il Buco della Nicolina, grande imbuto scolatore delle acque piovane.

This is a small pictoresque town on the right bank of the lake, abont 15 kilometers from Como. After climbing the steep precipices, one reaches the = Orrido = formed by the tumultuous rushing waters which drain the valteys of Tufo and osee, which forms, it chief attraction. The origin of this town is lost in antiquity and its name Naxus seems to ju-stify the opinion of those who attribuì* it to a Greek family conducted to Como by Jùlms Ccesar. It has-always been inhabited by robust and hardy people, lovers of freedom and independence, which* theyknew how to defend by arms and a well fortifted castle whose name is stili that pf the part of the town, which *juts out into the lake. It. is beheved that the ancient church Was consecrated by Urban II in 1095,- and Rainaldo bishop of Como who died at the castle pf-Nesso, where he had fled to escape the anger of the re-, volted cittzens, wasburied there. But the old.tempie many times renovated made way at last for the àctual church. The legend pf ss Falco della Rupe ss abettor of the risky undertakings of Giangiacomo Medici, the fendal lord pf Musso has rendered this place celebrated. It is not known whether this intrepid and syrapatine herp of the romance by Giambattista Bazzoni e ver existed. Nesso at one tane manufactured cloth, and now the waters of its torrents tura the wheels of various silk mills, olive crushing mills, and flour mills, etc. He who goes up the valley will reach the pleasant little hamlet of Zelbio and beyond the spacious plateau of the- = Pian del Tivano ss at the heighth of 1159 meters crowned by the summits of the Valassina and Lario Mouuts, among which thrones’the immense cone of St. Primo (1693 meters); in the middle of the plateau is to be seen the mysterious cave called the- « Buco della Nicolina, » a great funnel serving to carry off the surface waters.

C’est un des bourgs les plus pittoresques du lac, sur la rive droite à 15 ki-lomètres de Còme. Il grimpe sur les rochers entre lesquels heurtent bruyainment les eaux des vallées du Tufo et de Nosée formànt l’Orrido, son premier attrait. L’origine e,p est ancienne, et le noni de Naxus paralt justifier 1* opinion de ceux qui la font remonter à une des familles grecques conduites à Còme per Jules Cesar. Ce bonrg fut toujours habité par des gens robustes et audaces, aimant la liberté et l’indépendance, liberté et indépendance que les habitants surent défendre de. leurs bras et de leur chàteau bien fortifié, Ce chàteau laissa son nom à la partie du bourg plus avancée dans le lac. — L’ancienne basilique de St. Pierre a été consacrée, dit on, par le pape Urbain II en 1095, et contient les restes de Rainaldo, évèque de. Cóme, mort dans e chàteau de Nesso, où il s’est enfui pour se soustraire à la haine des factions. Mais . la vieillè basilique, souvent restaurée, laissa enfin la place à l’égllse actuelle. Nesso a été célèbre par la legende de Falco della Rupe, gran fauteur des entreprises hardies de Jean Jacques Medici seigneur de Musso, l’intrepide et sympatique héros vrai on. suppose du roman de Jean Baptiste Bazzoni. r*r Nesso cultiva, dans le temps, la raanufacture des étoffes en laine, et à présent les eaux’ de son torrent mettent en mouvement des machines pour l’industrie de la soie, des moulins à olives, à blé, etc. Celui qui pénètre dans la vallèe arri ve au riant village de Zelbio, et de là au Pian del Tivano, élévation très spacieuse à II59 mètres, couronnée par les pointes des montagnes de la Valassina et du Larius* parmi lesquels se dresse comme un géant le còne de S. Primo (1693 mètres) ; au milieu du Pian del Tivano s’ouvre la caverne mystètieuse nommée le « Buco della Nicolina » grand entonnoit, pour ainsi dire, d’où écoulent les eaux des pluies,

Einer der malerischsten Oste un rechten Seeufer, 15 Kilometer von Como. Er hangt Iseo, zwischen denen sich die den Tufo-und Nosée-Thàlern entstrotosend Bahn brechen, und die wilde Kluft des Orrido, seine Hauptschon-r Ort ist uralt, und der Name Naxus scheint denen Recht zu geben, die ler griechisched Famili’en herleiten, welche Julius Caesar hier ansiedelte. iuhuen. Bewohner. liebten stets ihre Freiheit und Selbsiandjgkeit, ùnd : dem Schwette za yerteidigen, wie auch mittelst der stark befestigten cher der am weitesten in den Sae vorspringende Xeil des Ortes benannt : Basilica S. Pietro soli vom Papst UrbanII flevreiht worden sein. und b des Bischofi Rainaldo voa Como, der Vs^.atHìiaFcahrerischen Burgern be’- ^eflùchtet. Nàch méhrmaliger Restaufierùng musste die alte Basilica rempel Platz machen. Nesso ist auch beriihnit’geworden dnrch die

delta Rupe (Falk vbm Fel&en), der die gewagten TJnternehmungen Gian-‘s, des Schlossherrn von Musso, kcaftig untersttttzte, und der furchtlose, Id einer wahren oder .erdicbleten ErzSMung des Giambattista Bazzoni hatte Nesso viete Tuchfabriken, jetzt wird die Kraft des Bergstromes •reien, Oelpressen, Miihlen u. s. w. benutzt. — Wenn man d%s Thal hinauf man nach dem hiibschen Djorfchen Zelbio und von da nach dem Pian ler weiten, IIJ9 Meter hohen FlSche, ilber die sich die Berggipfel der des Lario erReben, unter denen der Hegel des S. Primo wie ein Riese 3 Meter). In der Mitte des Piano òffnet sich das Buco della Nicolina, dai * die Regenwasser in sich aufuimmt.



In Ricordo di Como, edito in occasione dell’Esposizione voltiana del 1899, ripubblicata da Actac, 1995

Palanzo

Palanzo: IL TORCHIO

COATESA: frazione di Nesso

Nesso, frazione Coatesa: il pontile della navigazione lariana

MAPPE · Prealpi

Carta dei sentieri e rifugi: Brianza e Prealpi lombarde

COATESA: frazione di Nesso · NESSO · Orrido di Nesso · Storia e Economia · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo

Nesso: scheda storica di Annalisa Borghese, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Editoriale del Drago, 1992, p. 331

Lo chiamavano il “Falco della rupe”. E doveva essere un tipo determinato, deciso, un vero con­dottiero, se Gian Giacomo Medi­ci, detto il Medeghino, se l’era scelto come luogotenente. Siamo ai primi del Cinquecento e tutto il territorio del Lario è in mano a lui, al Medeghino, che dirige le operazioni dalla sua roccaforte di Musso.

Il “Falco” è invece di qui, di Nesso, dove è nato e da dove con­trolla il ramo comasco del lago. A Nesso c’è un castello, e dall’alto delle sue torri il “Falco” deve sen­tirsi sicuro e protetto.

Il “Falco della rupe” è anche il titolo del romanzo storico di Gian Battista Bazzoni, che nell’Otto­cento consegnerà il “Falco” se non alla gloria almeno alla fanta­sia dei lettori. Del castello poi è ri­masto ben poco. L’avventura del “Falco” non dovette finir bene: i Milanesi smantellarono le fortifi­cazioni nel 1532. E le tre torrette che oggi fanno bella mostra di sé tra i ruderi delle muraglie sono state edificate il secolo scorso.

Nesso, a 300 metri d’altezza sulla sponda orientale del ramo comasco, oggi è semmai nota per l’orrido formato dai torrenti Nosé e Tuf, che qui si uniscono in un’u­nica fragorosa massa d’acqua e di­ventano una cascata. Sono così impetuosi i torrenti di Nesso, che in passato la loro forza è stata im­piegata per far funzionare alcune cartiere e due stabilimenti di seta, e poi mulini, magli e torchi per l’olio. Attività poi in gran parte abbandonate. Oggi a Nesso ci so­no alcuni stabilimenti edili e di­verse attività artigianali della la­vorazione del filo di ferro.

Ma il borgo di Nesso respira so­prattutto di storia. Nella guerra decennale tra Como e Milano (1118-1127) il borgo si schierò contro Como, alleandosi all’Isola Comacina. I Comaschi strinsero d’assedio l’Isola, non riuscirono ad espugnarla e rivolsero le loro attenzioni a Nesso, che distrusse­ro con le sue fortificazioni nel 1124.

La storia si respira anche nella chiesa parrocchiale dei Santi Pie­tro e Paolo, che potrebbe essere stata consacrata addirittura da un papa, quell’Urbano II che nel 1095 transitò dal Lario diretto in Francia al Concilio di Clermont. In quegli anni il vescovo di Como, Guido Grimoldi, risiedeva qui, e all’interno della chiesa ancora og­gi chiamata “dom”, duomo (il luo­go dove celebra Messa il vescovo), sono conservate le spoglie del suo predecessore, il vescovo Rainaldo, che resse la diocesi dal 1062 al 1084. La chiesa fu ultimata molti anni dopo, tra il 1654 e il 1706. Il campanile va osservato con atten­zione: si dice che per costruirlo abbiano abbattuto le mura del borgo e utilizzate le sue pietre.

da: Annalisa Borghese, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Editoriale del Drago, 1992, p. 331

Andrea C. (1945-2023) e i suoi disegni · arrivare a Coatesa · DIARIO di Amaltea

arrivavamo ad Amaltea attraverso il sentiero di Via Coatesa, 1991

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · nevicata

Nesso frazione Coatesa: nevicata del 1991

COATESA: frazione di Nesso · Orrido di Nesso · STAMPE antiche

Veduta della cascata dell’Orrido di Nesso, sul lago di Como (da un ritaglio cartaceo trovato nella biblioteca di casa)

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Lario interiore. #lagodicomo

Al ritorno da ogni viaggio che mi abbia portato in luoghi meravigliosi e felici, sento il bisogno di fare una capatina sulle nostre rive: una specie di affettuosa ricognizione per controllare se il lago di Co­mo regga ancora il confronto con gli scenari famosi e i grandi panorami.
Col Corno d’Oro, l’isola di Patmos o Venezia negli occhi, neanche l’amore per le patrie sponde potrebbe indurmi a stravedere, ma il verdetto è ogni volta gioiosamente positivo… Ricordo un consigliere pro­vinciale di Gravedona che, andato in Croazia per una battuta di caccia, liquidò quella pur amena re­gione con una battuta che mi è rimasta in mente: « Sì, bell… ma che passa i nost sit… ».
Io non sono così campanilista, ma sono lieto che i nost sit siano qui a portata di vista, e penso con un certo sgomento a due brutte ipotesi: quella, per for­tuna assai remota, di un diverso comportamento del ghiacciaio abduano, dal cui progressivo ritiro si for­mò il Lario (bastava che lo sperone di Bellagio avesse un fronte pia ampio, e il lago si sarebbe formato più a Nord…) …

Carlo Ferrario, Alfabeto comasco, Nodo Libri, Como 1989, p. 61

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo

citazione di Gianfranco Miglio, in Il mito del Lario, Larius, 1959

Non è facile – come sanno i più – stabilire quando appros­simativamente l’uomo si sia affacciato per la prima volta sulle rive del Lario; venne quasi certamente dal Sud, e pro­babilmente non prima del terzo (e forse neppure del secondo) millennio avanti Cristo. Ma chiunque esso fosse – ligu­re-mediterraneo, o d’altra stirpe oggi ignota – non possiamo pensare senza emozione a questo nomade dell’età neolitica che – cacciando il cervo, il cinghiale ed il lupo nelle nostre fore­ste, e la lontra sulle ripe selvagge delle nostre acque – primo ascoltò il ritmico pulsare delle onde del Lario, il fragore lontano dei torrenti, i richiami delle fiere in libertà, il rombo del tuono ri­percosso dall’eco delle valli ancora in­violate e misteriose: negli occhi di que­st’uomo si specchiarono per la prima volta, striati dagli stormi lamentosi dei lamentosi uccelli acquatici, gli stessi placidi tramonti che decine e decine di secoli più tardi avrebbero commosso i grandi poeti dell’età romantica. (…) Fra gli ultimi letterati e viaggiatori dell’Ottocento, (…) il lettore ne troverà alcuni che si pongono esplicitamente la domanda: d’onde nascono la fama e l’innegabile incanto del Lario? Fra le diverse risposte una sembra oggi ri­scuotere maggior credito: è quella che indica nella melanconìa l’attrattiva più patetica ed efficace esercitata dal Lago di Corno sugli spiriti di ogni tem­po. Ma è una spiegazione che non reg­ge. La sottile tristezza è appannaggio di ogni paesaggio lacustre; rivelata specialmente dai gusti letterari dell’età romantica, giustifica in genere il “laghismo” ottocentesco, non la fortu­na di sponde che, come le nostre, di­vennero celebri già nel gaio clima della Rinascenza (…). Se il Lario ha un suo fascino segréto, questo sta invece nella straordinaria, inesauribile ricchezza di particolari del suo paesaggio. Tale ricchezza dipende dell’incontro di due fattori: l’uno naturale, l’altro storico ed umano. (…).
Il Lago di Corno – già lo sappiamo – fu, in ogni età e sopra tutto, un corridoio fra Nord e Sud, un itine­rario frequentato e consueto: e questa condizione fece sì che molto per tempo – fin dalla tarda antichità classica – le nostre riviere apparissero intensa­mente popolate».

Gianfranco Miglio, Il mito del Lario, Larius, 1959

Foliage · Ponte della Civera

Ponte della Civera, a Nesso sul Lago di Como

Ponte della Civera, Nesso, Lake Como, Italy
Ponte della Civera - Nesso - myLakeComo.co
Ponte della Civera, un 'orrido' spettacolo a Nesso
Lago di Como: l'armoniosa magia del Ponte della Civera in ...

Il Ponte della Civera è uno dei simboli storici e paesaggistici più suggestivi del borgo di Nesso, situato sulla sponda orientale del Lago di Como. Questo ponte collega la frazione Coatesa a Riva del Castello e si trova proprio all’imbocco dell’Orrido di Nesso, una spettacolare gola naturale formata dalla confluenza dei torrenti Tuf e Nosè, che qui precipitano in una cascata di circa 200 metri prima di gettarsi nel lago789.

Caratteristiche architettoniche

  • Origine e storia: Il ponte ha origini romane, ma la sua struttura attuale risale al Medioevo. Nel corso dei secoli è stato più volte ristrutturato, mantenendo sempre la sua caratteristica sagoma ad arco perfetto, progettata per resistere alle piene e alle alluvioni357.
  • Struttura: Si tratta di un ponte in pietra, ad arco unico, che attraversa la profonda gola scavata dai torrenti. La sua posizione e la forma ad arco lo rendono particolarmente scenografico e fotogenico, tanto da essere spesso scelto come soggetto per fotografie e selfie378.

Contesto naturale e culturale

  • Orrido di Nesso: Il ponte sovrasta uno degli orridi più spettacolari del Lario, dove le acque impetuose dei torrenti hanno modellato nei secoli una gola stretta e profonda, con una cascata che rappresenta una delle attrazioni naturali più amate del lago97.
  • Importanza storica: Il Ponte della Civera è menzionato anche nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e fu immortalato da numerosi artisti tra il XVIII e il XIX secolo5. In passato, la forza dell’acqua alimentava mulini, cartiere e fucine, fondamentali per l’economia locale fino all’avvento del turismo78.
  • Accessibilità: Il ponte è raggiungibile solo a piedi, percorrendo un suggestivo itinerario tra le case storiche del borgo, lungo via del Castello. Questo percorso ad anello permette di immergersi nell’atmosfera autentica di Nesso e di godere di scorci unici sul lago e sull’orrido87.

Curiosità

  • Il nome “Nesso” sembra derivare dalla divinità celtica delle acque ‘Ness’, a testimonianza dell’antico legame tra il paese e i suoi corsi d’acqua78.
  • Il ponte è stato anche location cinematografica e continua a essere uno dei luoghi più fotografati del Lago di Como, soprattutto in autunno, quando i colori rendono il paesaggio ancora più suggestivo8.

fonti informative

  1. http://www.larioonline.it/lago-di-como/Ponte%20della%20Civera
  2. https://fondoambiente.it/luoghi/l-orrido-di-nesso-e-il-ponte-della-civera-nella-frazione-di-coatesa?ldc
  3. https://mylakecomo.co/it/attrazioni/ponte-della-civera-nesso/
  4. https://www.paesionline.it/italia/monumenti-ed-edifici-storici-nesso/ponte-della-civera
  5. https://coatesa.com/category/coatesa-frazione-del-comune-di-nesso/ponte-della-civera/
  6. https://it.wikipedia.org/wiki/File:Nesso_-_Ponte_della_Civera_-_202209170825_2.jpg
  7. https://www.madeinbrianza.it/turismo-brianza/ponte-della-civera/
  8. https://www.quicomo.it/social/lago-di-como-magia-ponte-civera-nesso-autunno.html
  9. https://lariusway.com/luoghi-e-borghi/nesso/orrido-di-nesso/
  10. https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-SW3x1-0000170/
  11. https://www.quicomo.it/social/lago-como-ponte-civera-foliage.html

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COATESA: frazione di Nesso

La frazione Coatesa di Nesso, febbraio 1989

La frazione Coatesa di Nesso è un piccolo borgo situato sulla riva del lago di Como, in Lombardia, Italia.

Il borgo è famoso per il suo ponte medievale, noto anche come Ponte della Civera, che collega la frazione Coatesa di Riva del Castello alla frazione di Nesso 1. Il ponte è stato costruito in epoca romana e rappresenta una delle principali attrazioni turistiche della zona.

Il borgo di Coatesa è anche famoso per l’Orrido di Nesso, una cascata formata dalla confluenza dei torrenti Tuf e Nosè 1.

L’Orrido di Nesso è visibile dal Ponte della Civera e offre un percorso tra gole strette e profonde, modellate dallo scorrere incessante delle acque. Durante i secoli, la forza delle acque dell’Orrido è stata sfruttata da fabbriche e opifici per produrre forza motrice; per il paese di Nesso, l’Orrido è stato di importanza vitale per lo sviluppo dell’industria manifatturiera, mulini, cartiere, filatoi, oleifici, tutti alimentati dall’energia idraulica della cascata 1.

L’Orrido di Nesso aveva attirato anche l’attenzione di Leonardo da Vinci, che lo descrisse come “terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte” 1Nel XVIII e XIX secolo, quando il Lago di Como richiamava personalità culturali da tutto il mondo, l’Orrido è stato citato e rappresentato da molti artisti, tra cui Federico e Carolina Lose in una delle celebri acquetinte 1. Lo scrittore Giambattista Bazzoni ambienta il suo romanzo Falco della Rupe o la Guerra di Musso del 1829 proprio in queste zone.

Se vuoi saperne di più sulla storia e le attrazioni turistiche della frazione Coatesa di Nesso, ti consiglio di visitare il sito web del FAI (Fondo Ambiente Italiano) 1.