a: da classificare · Careno

CARENO, chiesa di S. Martino, da Italia Nostra – sezione di Como

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anni '50 · COATESA: frazione di Nesso · Riva di Castello, frazione di Nesso · STAMPE antiche

Coatesa, Riva, Riva di Castello, anni ’50

COATESA: frazione di Nesso · Orrido di Nesso · Ottocento · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tempo

Nesso, descritto dal sacerdote Santo Monti, 1895

Nesso (ab. 1450) è disposto come ad ordini o piani sopra un dirupo. Una cascata divide in mezzo il paese, con effetto stupendo.

L’Orrido di Nesso è bellissimo guar­dato di fianco, di mezzo, dal basso, dal­l’alto, ed ha esercitato il pennello di centinaia di paesisti.

Aveva un forte castello (il quale ha lasciato il nome a una parte del paese), che il Ballarmi (Stor. pag. 306) vuole edificato dai Romani, restaurato dai Longobardi e distrutto da France­sco Sforza duca di Milano. Nel 1124 i Comaschi assalirono il paese, uccisero molti abitanti e conquistarono la ròcca. La somma dell’amministrazione di Nes­so e sue pertinenze era affidata ad un podestà, che durò in ufficio sin quasi ai nostri tempi ; e nel borgo v’era anche un palazzo pretorio ove si amministra­va la giustizia-, e di cui si scorgono an­cora gli avanzi presso la collegiata. — La Chiesa è una delle più antiche della diocesi di Como ed è plebana e ma­trice di molte altre tanto sulla riva orientale, quanto su quella occiden­tale del lago di Como; fu però quasi interamente riedificata nel secolo XVII. Nel presbiterio si vedono due tele grandiose fermate nelle pareti me­diante cornici di stucco, dal lato dell’evangelo è rappresentato Gesù che consegna le Chiavi a S. Pietro, sim­bolo della concessagli facoltà di scio­gliere e di legare; dal lato dell’epistola S. Paolo, che predica nell’areopago di Atene il Dio ignoto, sotto di questo ultimo quadro si legge : Andina 1854; anche le pitture del vólto, condotte colla massima cura, sono del mede­simo autore. La Chiesa è di una sola navata, con cinque altari, tutti con pietra sacra. Sohvi in parrocchia, 1′ oratorio di S. Maria a Vico, e un altro oratorio a Castello dedicato a S. Lo­renzo.

Nesso è stato illustrato da Giùnio Bazzoni, nella sua novella il Falco della Rupe. Anche Un arciprete di Nesso, Pietro Antonio Tacchi da Zelbio lasciò manoscritta una sua memoria.

L’autografo è nell’ archivio parroc­chiale di Nesso, una copia incompleta è nella Biblioteca Comunale di Como.

Maggio 1895.

Sac. Santo Monti.

NESSO · Orrido di Nesso

Nesso, come era: Orrido, Ponte della Civera, Pontile …

NESSO

Nesso nel passato: Ponte e Ristorante dell’Orrido

CINEMA e TEATRO · Lugano

Piccolo mondo antico: film del 1941 diretto da Mario Soldati con Alida Valli. Girato in gran parte sulle sponde del Lago di Lugano

Piccolo mondo antico è un film del 1941 diretto da Mario Soldati, considerato uno dei capolavori del cinema italiano del periodo e capostipite del filone “calligrafico” per la sua cura formale e l’attenzione ai dettagli d’epoca. [1, 2, 3]

Caratteristiche Principali

  • Soggetto: Il film è un adattamento fedele dell’omonimo romanzo di Antonio Fogazzaro, ambientato in Valsolda durante il Risorgimento.
  • Protagonisti: Il cast vede Alida Valli nel ruolo di Luisa Rigey e un esordiente Massimo Serato in quello di Franco Maironi.
  • Ambientazione: Girato in gran parte sulle sponde del Lago di Lugano e negli studi Fert di Torino, il film ricostruisce con precisione le atmosfere della metà del XIX secolo. [1, 2, 4, 5, 6]

Trama in breve

La storia narra del matrimonio segreto tra il nobile Franco Maironi e la popolana Luisa, osteggiato dalla dispotica nonna di lui, la marchesa Orsola.

La loro unione è segnata da profonde tragedie personali, come la morte accidentale della figlia Ombretta, e dalle tensioni politiche della lotta contro l’oppressione austriaca in Lombardia. [4, 7, 8]

Rilevanza Storica e Critica

  • Opposizione al regime: Nonostante sia stato prodotto durante il fascismo, il film è interpretato da molti critici (come riportato da Il Cinema Ritrovato) come un’opera di sottile opposizione, poiché esalta i valori risorgimentali e la lotta per l’indipendenza nazionale.
  • Lancio di Alida Valli: La straordinaria interpretazione dell’attrice la consacrò come la “fidanzata d’Italia” e come una stella di livello internazionale. [2, 9, 10, 11, 12]

Dove vederlo

Il film è disponibile per la visione su piattaforme digitali come RaiPlay e in versioni integrali su YouTube. [13, 14]

fonti informative:

[1] https://it.wikipedia.org

[2] https://ilcinemaritrovato.it

[3] https://www.treccani.it

[4] https://www.longtake.it

[5] https://www.imdb.com

[6] https://www.internetculturale.it

[7] https://www.casadelcinema.it

[8] https://it.wikipedia.org

[9] https://www.facebook.com

[10] https://www.amazon.it

[11] https://www.raffaellieditore.com

[12] https://ilcinemaritrovato.it

[13] https://www.raiplay.it

[14] https://www.youtube.com

NESSO · Storia e Economia · STORIA LOCALE E SOCIETA'

La borgata di NESSO (lago di Como) , Notizie storiche, religiose e civili di Gaetano Ceruti, 1920

Architettura · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lanzo · Valle Intelvi

Villa Cirla è una storica villa situata a Lanzo d’Intelvi

Villa Cirla è una storica villa situata a Lanzo d’Intelvi, in Lombardia.

Costruita tra il 1915 e il 1917, la villa è stata progettata dall’architetto milanese Giuseppe Sommaruga per la famiglia Cirla, un’importante famiglia locale legata all’industria dei materiali da costruzione. La villa rappresenta l’ultimo progetto di Sommaruga, completato dai suoi collaboratori dopo la sua morte[2][7][9].

Caratteristiche Architettoniche

Villa Cirla è un esempio significativo dell’architettura residenziale del periodo, con elementi stilistici che riflettono il gusto dell’epoca. La villa è caratterizzata da dettagli decorativi elaborati e da una struttura che si integra armoniosamente nel paesaggio circostante[6][8].

Storia

Originariamente costruita per Giuseppe Morosini nel 1856, Villa Cirla fu acquistata nel 1896 da Sperandio Teodoro Cirla, che ne commissionò il restauro e l’ampliamento[5]. La villa ha quindi un’importante valenza storica e culturale per la comunità locale e per la regione.

Accessibilità

Attualmente, Villa Cirla è parte di un complesso più ampio e può essere visitata, anche se le informazioni specifiche sulla sua accessibilità attuale non sono sempre disponibili. Tuttavia, l’area circostante è generalmente accessibile[1].

In sintesi, Villa Cirla non è solo un importante esempio di architettura storica ma anche un simbolo della storia economica e sociale della zona di Lanzo d’Intelvi.


[1] https://sereniorizzonti.it
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO260-00009/
[3] https://catalogo.beniculturali.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO260-00011_R03
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO260-00011/
[5] https://patrimonio.luganocultura.ch/oggetti/3571-il-golfo-del-di-lugano-da-paradiso
[6] https://catalogo.beniculturali.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO260-00009_R03
[7] https://www.giuseppesommaruga.org/villa-cirla
[8] https://catalogo.beniculturali.it/detail/Lombardia/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/CO260-00010_R03
[9] https://xxcoecoinformazioni.files.wordpress.com/2016/07/xxco-212.pdf

L’architetto di Villa Cirla è stato Giuseppe Sommaruga, un importante esponente dell’architettura Liberty in Italia. Sommaruga progettò la villa per Anacleto Cirla, un imprenditore del settore dei materiali da costruzione, tra il 1915 e il 1917[1][3][5]. La villa rappresenta una delle ultime opere di Sommaruga prima della sua morte avvenuta nel 1917.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Sommaruga
[2] https://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-sommaruga_(Dizionario-Biografico)/
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO260-00009/
[4] https://xxcoecoinformazioni.files.wordpress.com/2016/07/xxco-212.pdf
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO260-00009/
[6] https://danielenaselli.altervista.org/la-regina-del-castello-di-pieve/
[7] https://www.palazzodelgigante.com/proprieta/castello-cirla.php
[8] https://www.sempionenews.it/cultura/giuseppe-sommaruga-un-protagonista-del-liberty/

BIOGRAFIA, biografie · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Valle Intelvi

biografia del parroco Bartolomeo Passerini, nato a Ramponio in Val d’Intelvi, 1762-1807

Bartolomeo Passerini è una figura storica significativa della Valle Intelvi, noto per il suo ruolo di parroco a Ramponio e per le sue attività politiche durante un periodo turbolento della storia italiana.

Biografia

  • Nascita e Formazione: Bartolomeo Passerini nacque nel 1762 a Ramponio. Dopo aver completato gli studi, tornò nella sua comunità come parroco nel 1788, dove si distinse per la sua cultura e il suo aggiornamento intellettuale[4][3].
  • Attività Politica: Durante il Triennio Repubblicano (1796-1799), Passerini si schierò attivamente contro le autorità oppressive. È noto per aver guidato una rivolta popolare nel 1806, in opposizione al regime napoleonico, insieme a suo cognato Bartolomeo Molciani. Durante questa insurrezione, Passerini esclamò slogan contro il tiranno, evidenziando il suo impegno per la libertà e la giustizia[5][7].

Impatto Culturale e Sociale

Passerini non era solo un religioso, ma anche un intellettuale che si preoccupava delle condizioni sociali e politiche del suo tempo. La sua figura è stata oggetto di studi storici che ne hanno messo in luce le inquietudini rivoluzionarie e il desiderio di cambiamento in una società oppressa[1][3].

La sua eredità continua a essere studiata e celebrata, con eventi commemorativi che ne ricordano l’importanza storica nella regione[1].

Citations:
[1] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Bartolomeo-Passerini-ovvero-le-inquietudini-rivoluzionarie-di-un-parroco-della-Valle-Intelvi/
[2] https://iltalentonellaquiete.com/938-2/
[3] https://www.mimesisedizioni.it/libro/9788857514796
[4] https://www.leccoonline.com/notizie/86362/scaffale-lecchese-228-il-professor-francesco-vigan-o-e-il-romanzo-storico-su-val-d-rsquo-intelvi-e-valsassina
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Ramponio
[6] https://irp-cdn.multiscreensite.com/92f820cf/files/uploaded/Valle%20Intelvi.pdf
[7] https://m4.ti.ch/fileadmin/DECS/DS/Rivista_scuola_ticinese/ST_n.78/ST_78_Martinola_primi_esuli.pdf
[8] https://books.google.com/books/about/Val_d_Intelvi_e_Valsassina_ossia_Molcian.html?id=yieVPRrfKO8C

La rivolta di Ramponio, guidata da Bartolomeo Passerini nel 1806, è stata descritta come un’insurrezione antinapoleonica caratterizzata da ambizioni grandiose ma con scarsa partecipazione popolare.

Descrizione della Rivolta

  • Origine e Pianificazione: La rivolta fu orchestrata da Passerini insieme al cognato Bartolomeo Molciani e ad altri sacerdoti locali. Il piano prevedeva una sollevazione che si estendeva a diverse vallate, con l’intento di liberare Napoli e catturare nobili e il viceré Eugenio di Beauharnais. Tuttavia, la realizzazione di tali ambizioni si rivelò velleitaria e sconclusionata[1][2].
  • Data e Partecipazione: L’evento fu fissato per il 28 ottobre 1806, ma alla chiamata si presentarono solo venticinque persone, evidenziando la scarsa adesione della popolazione locale. Nonostante gli intenti di liberare i valligiani dai fardelli del potere napoleonico, la comunità guardava con diffidenza le manovre del parroco[1][3].
  • Esito e Conseguenze: La rivolta fu rapidamente domata dalle autorità, e Passerini, dopo aver tentato di fuggire in Svizzera, fu arrestato. Il 5 maggio 1807, lui e Molciani furono giustiziati a Como. La loro condanna è oggi ricordata come un atto di coraggio contro l’oppressione[2][3].

Citations:
[1] https://www.leccoonline.com/notizie/86362/scaffale-lecchese-228-il-professor-francesco-vigan-o-e-il-romanzo-storico-su-val-d-rsquo-intelvi-e-valsassina
[2] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/ordine/la-sera-ramponio-dramma-italiano-o_2605907_11/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Ramponio
[4] https://iltalentonellaquiete.com/938-2/
[5] https://www.jstor.org/stable/pdf/26155037.pdf
[6] http://www.finanzalocale.eu/file/newsletter/strategie0903.pdf
[7] https://archive.org/stream/larivoluzionelo00ottogoog/larivoluzionelo00ottogoog_djvu.txt