Politica regionale e locale

Elezioni regionali in LOMBARDIA 2013: RISULTATI

reg13-1 reg13-2 reg13-3

BIOGRAFIA, biografie · Centro Storico di Como · Cinquecento · Libri su Como e il Lario · Novecento · Ottocento · Seicento · Settecento · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Cristina FONTANA, COMO A LUCI ROSSE. La prostituzione dall’epoca romana ai nostri giorni , Sampietro editore, 2012

scheda del Libraccio: https://www.libraccio.it/libro/9788887672343/cristina-fontana/como-a-luci-rosse-prostituzione-dall’epoca-romana-ai-nostri-giorni.html

vedi anche: https://coatesa.com/2013/02/25/i-luoghi-della-prostituzione-nel-corso-della-storia-della-citta-murata-di-como-percorso-organizzato-da-guidecomo-it-basato-sul-libro-di-cristina-fontana-como-a-luci-osse-a-cura/

coluciross125

centrostorico122 centrostorico123 centrostorico124


Dai lupanari dell’antica città romana alle escort digitali che adescano clienti su Internet. È la realtà, sfaccettata, del mestiere più antico del mondo, la prostituzione, così come veniva e viene praticata a Como, ossia la Como a luci rosse.

 Così la definisce fin dal titolo un’informata indagine storica di Cristina Fontana, collaboratrice del “Corriere di Como” e già autrice di vari volumi dedicati a storie e memorie locali. L’argomento prostituzione non è solo pruriginoso, come vorrebbe suggerire l’immagine erotica sulla copertina del volume. È soprattutto arduo: occorre raccontare in poche pagine (ma neanche pochissime, sono oltre 240) infinite storie di “vita”, tra case di tolleranza, marciapiedi e altre situazioni equivoche, mantenendo la giusta distanza dell’atteggiamento storico senza dimenticare che si sta cercando di circoscrivere una piaga sociale, per quanto atavica. Raccontata da figure mitiche come – degne di una poesia del Porta – la “Giovannina”, la “Marzellina”, la “Luigia”, la “Gigogin” e la “Gorlin”, di esile statura, che batteva in via Italia Libera. Ma è un rosario di «commercio libidinoso» – come lo definisce un documento dell’Archivio di Stato di Como – fatto soprattutto di solitudine, dolore, miseria, malattia, a volte anche morte. Mai fatto di quell’aura romantica di cui certo maschilismo ha ammantato il fenomeno, con la retorica nostalgia per l’epoca in cui “quelle signore” erano regolamentate in lager di Stato, e sopporta omertosamente quelle di oggi per le strade, esposte al libero arbitrio della malavita e dei suoi vari clan.
Qualcosa dei vecchi bordelli della Como novecentesca si respira nel romanzo di Piero Chiara Il pretore di Cuvio, da cui si vuole trarre un film per il centenario dello scrittore luinese nel 2013. È la storia appunto di un pretore, Augusto Vanghetta, ossessionato dal sesso. Tanto da essere «sempre indaffarato a visitar femmine», e questo nonostante l’aspetto tutt’altro che invitante. «Alto poco più di un metro e mezzo, curvo e quasi gobbo, già grasso e occhialuto a vent’anni, e simile a un coleottero o a uno scarabeo stercorario per la sua tendenza a cacciarsi nel sudicio», annota la penna di Chiara. Intrisa di veleno ma al tempo stesso di pietà per le sorti degli umani che si immergono nel brago della solitudine e dell’egoismo quel tanto che basta da aver bisogno di pagare per ottenere un po’ di compagnia. Augusto riesce ad avere comunque successo costante presso vari generi di donna, dalla perpetua alla nobile. Ma riceverà uno smacco dalla consorte, cornificata per anni. L’apprendistato erotico di Vanghetta avviene appunto nei lupanari della “sconcia suburra” della Cortesella, il quartiere di Como rivoluzionato dal “piccone risanatore” del fascismo negli anni Trenta. Certo, i primi passi nella professione forense li compie tra Cantù ed Erba. Ma in città, nei postriboli della malfamata zona attorno al Duomo – il romanzo è ambientato negli anni Trenta, nei primi anni del fascismo – Vanghetta (nomen omen?) viene iniziato ai piaceri dell’eros a pagamento: si reca di buon mattino nelle “case”, grazie a speciali “pass” per accedere alle grazie delle ospiti prima dell’ora di apertura ufficiale. 
Ma dalle fantasie letterarie, sfogliando il libro di Cristina Fontana, pubblicato da Sampietro di Menaggio, siamo richiamati con prepotenza all’esattezza della cornice storica, scandita pagina per pagina da documenti d’archivio di varia fonte. 
Il marciapiede si batteva metaforicamente parlando già sotto i romani. Scopriamo che, all’epoca dei due Plinii, Como aveva un suo edificio per il meretricio pubblico: era tra via Benzi e viale Varese. 
E qui emerge subito il ritratto di un “tipo” sociale ben definito. Scrive Fontana: «Le meretrici erano costrette a indossare una tunica corta, simile alla tonaca degli uomini, perché si distinguessero dalle donne oneste, ma col tempo le leggi sul loro abbigliamento divennero meno rigide, al punto che esse furono tra le donne più eleganti e appariscenti, grazie anche alle cure che dedicavano al corpo».
Passiamo al Medioevo, in cui dilaga la corruzione e in cui i bagni pubblici – in città erano nei pressi dell’attuale basilica di San Fedele – diventano sempre più un centro di prostituzione. A tal punto, chiosa l’autrice, che «le autorità cittadine, al fine di impedire ogni attività sessuale illecita, si battono per la separazione dei sessi e per la periodica ispezione degli stabilimenti. Ma, nonostante questi tentativi, la prostituzione continua a dilagare al punto che la parola “bagno” diventa sinonimo di “bordello”».
Passiamo al ’400 e alla creazione dei veri e propri postriboli di cui il volume fornisce una sintetica mappa sulla base dei dati storici sin qui raccolti. Como decide di costruire il primo lupanare civico nel 1465, dove “calmierare” la presenza di prostitute fino ad allora libere di esercitare la professione in casa o nei luoghi pubblici sollevando scandalo (meretrix erratica), ricorrendo anche a stratagemmi come travestimenti da uomo per adescare i potenziali clienti. Il postribolo “fisso” segnò così la nascita della prostituzione legalizzata e regolarmente tassata. La struttura sorse nei pressi della chiesa di San Provino, in uno stabile della nobile famiglia cittadina dei Rusconi: «Aveva un buon numero di camere – annota Cristina Fontana – altri locali adatti all’uso richiesto e si estendeva fino alle mura, permettendo così di entrarvi con minore vergogna». 
Segno distintivo delle meretrici dell’epoca era il mantelletto di fustagno, che doveva essere indossato per legge ed era probabilmente ispirato a quello delle “colleghe” milanesi. Nemmeno la chiesa era esente dal problema: il curato di Musso, a fine ’500, teneva in casa «oltre la massara» anche «done al suo servitio, maridate e non, giovane, il che rende scandolo a molte persone», come si legge negli Atti della visita pastorale del vescovo Feliciano Ninguarda alle pievi comasche del 1591. A Como nacque in seguito l’esigenza di istituire una struttura atta alla redenzione delle giovani e meno giovani “traviate” sulla strada del meretricio. Fu il “Luogo Pio del Soccorso” fondato «a beneficio di quelle povere figlie che stanno in pericolo di perdere la pudicità», dal gesuita Paolo Sfrondati. Più tardi, nel “Reclusorio del gambero” di via Natta, attestato dal 1819, vennero curate le prostitute infette dalla «nefanda professione”

 

Tour turistici organizzati nella vecchia Como a luci rosse

 
Il Giorno ‎- 3 giorni fa
La traccia della visita è stata offerta dalle pagine del bel libro di Cristina FontanaComo a luci rosse, che partendo dai Romani ricostruisce 
 

Como percorso di ” Como a luci rosse ” ovvero i luoghi dov’erano i postriboli (Foto by © Carlo Pozzoni – Como)

COMO Comaschi sempre più interessati alla storia della città, in particolare quando si va alla scoperta della “Como a luci rosse”. Ieri, all’appuntamento organizzato dall’associazione Guide erano presenti più di 50 persone.
In compagnia del cicerone Cristina Fontana hanno fatto tappa nelle principali zone “hard” del centro cittadino, quelle cioè interessate dal fenomeno del meretricio, dove erano ubicate le case di piacere. Ossia: il vicolo Duomo, l’edificio a fianco della Torre Pantera e via Volpi famosa per “Il Dollaro” la casa di tolleranza chiusa nel 1958 per effetto della legge Merlin

Elena D’Ambrosio

Fra le novità presenti quest’anno alla Fiera del Libro da poco conclusa, figurava il libro di Cristina Fontana, “Como a luci rosse”, una vera e propria ricerca storica che affronta per la prima volta il tema della prostituzione nella nostra città partendo dall’epoca romana ed estendendo l’indagine, basata sulle carte d’archivio, fino ad oggi.
Raiuno sta proponendo in questi giorni, vai a   http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cultura%20e%20Spettacoli/707406/

“Como a luci rosse. La prostituzione dall’epoca romana ai nostri giorni” è un saggio storico-sociologico di Cristina Fontana, pubblicato da Sampietro Editore nel 2012. Il volume analizza l’evoluzione della prostituzione nella città di Como, tracciandone la storia dalle origini romane fino all’era digitale. [1, 2, 3]

Dettagli dell’opera

  • Autrice: Cristina Fontana.
  • Editore: Sampietro (Menaggio).
  • Anno di pubblicazione: 2012.
  • Pagine: 253.
  • Codice ISBN: 9788887672343. [4, 5, 6]

Contenuti principali

Il libro documenta come il fenomeno si sia trasformato nel tempo sul territorio lariano:

  • Epoca Romana: L’autrice cita il ritrovamento di resti di un antico lupanare romano situato sotto l’area dell’attuale “Pirellino” a Como.
  • Medioevo: Descrive la presenza delle prostitute “erratiche” (senza fissa dimora) che si riunivano lungo le mura della città, vicino a viale Lecco o nei pressi delle chiese.
  • Il Primo Lupanare Civico (1465): Un momento di svolta nella gestione pubblica del fenomeno. Il Comune decise di istituire un postribolo “fisso” in uno stabile della famiglia Rusconi, vicino alla chiesa di San Provino, per regolarizzare e tassare l’attività.
  • Età Moderna e Contemporanea: Il testo ripercorre l’epoca delle case di tolleranza fino alla loro chiusura con la Legge Merlin del 1958, arrivando a trattare le moderne forme di prostituzione, incluse le “escort digitali”. [3, 7, 8]

Il libro è disponibile presso i principali rivenditori online come La Feltrinelli, Libraccio e Amazon. [9, 10, 11]

Ti interessa approfondire un periodo storico specifico della città di Como o cerchi informazioni su altre opere dell’autrice?

[1] https://mappeser.com

[2] https://www.lafeltrinelli.it

[3] https://coatesa.com

[4] https://bookdealer.it

[5] https://www.sampietrografiche.com

[6] https://www.dimanoinmano.it

[7] https://comozero.it

[8] https://coatesa.com

[9] https://www.amazon.it

[10] https://coatesa.com

[11] https://www.lafeltrinelli.it

Brienno · Cinquecento · Novecento · Ottocento · Settecento

ROVEDA GUIDO, Ricerca e documentazione per la storia di BRIENNO, Tipografia Editrice Cesare Nani, Lipomo/Como, 1991, pagg. 450

copertina184

brienno180 brienno181 brienno182 brienno183

Politica nazionale

Liste Mario Monti in provincia di Como

COMMONTI

Informazione locale

Como, rogo in via Peltrera Brucia la casa dei disperati – Cronaca – La Provincia di Como

Rogo in via Peltrera. i mezzi dei vigili del fuoco sono intervenuti tra via Peltrera e via Prudenziana per un incendio divampato nel pomeriggio all’interno della villa abbandonata e diventata il rifugio dei disperati.

 

da Como, rogo in via Peltrera Brucia la casa dei disperati – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

BIOGRAFIA, biografie · Centro Storico di Como · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · STORIA LOCALE E SOCIETA'

i luoghi della prostituzione nella storia della città murata di Como, percorso organizzato da Guidecomo.it basato sul libro di Cristina Fontana, COMO A LUCI ROSSE

Visite guidate nella Como a luci rosse (Cusa)

Visite guidate nella Como a luci rosse (Cusa)

Como, 24 febbraio 2013 – Risulta difficile immaginare una Como licenziosa dietro l’aspetto fin troppo tranquillo e per bene della città di confine cui tutti siamo abituati. Eppure fino a tutti gli anni 50 e anche dopo, negli anni del contrabbando e della prostituzione, la città specie per chi arrivava dalla provincia profonda era un piccolo bengodi di tutti i piacericompresi quelli carnali. Un volto inedito al centro ieri pomeriggio di un tour per le vie del centro storico, alla ricerca di quei luoghi di piacere riscoperti grazie alla giornata nazionale dedicata alle guide turistiche. La traccia della visita è stata offerta dalle pagine del bel libro di Cristina Fontana, Como a luci rosse, che partendo dai Romani ricostruisce duemila anni di vita in città di quelle signorine che poi a leggere bene le loro storie tanto liete non erano.

All’epoca di Plinio i lupanari erano concentrati tra via Benzi e viale Varese, relativamente ai margini rispetto alle zone centrali della città. Nel Medioevo diventano luogo di incontri fugaci i bagni pubblici nell’area di San Fedele. Per avere il primo lupanare moderno in città occorrerà attendere il 1465

tutto l’articolo qui  Tour turistici organizzati nella vecchia Como a luci rosse – Il Giorno – Como

Politica regionale e locale

Usanze del PDL (partito delle LORO libertà): Bruni attacca Rinaldin «Ha aggredito mio figlio»

vai a  Bruni attacca Rinaldin «Ha aggredito mio figlio» – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

Criminalità e microcriminalità · Informazione locale · Sorico

Sorico: violentata dagli amici con l’aiuto del fidanzato

A tenerla bloccata sarebbe sarebbe stato il fidanzato. Anziché difenderla, aveva fatto in modo che due amici la aggredissero, e che uno dei due la violentasse

da  Incubo alla festa in casa: violentata dagli amici con l’aiuto del fidanzato – Il Giorno – Como.

Politica regionale e locale

Il mio voto alle elezioni regionali in Lombardia: Lista Monti, e cioè MOVIMENTO LOMBARDIA CIVICA. E voto di lista a Maria Luisa Cribioli

anche laddove tu non riesca a definire un senso, puoi cercare di agire come se in quel momento ne andasse della tua vita nella sua interezza. Noi siamo chiamati comunque a decidere, a risolverci. L’interrogarci è una risoluzione“, Massimo Cacciari

Fino a cinque minuti fa ero per il VOTO DISGIUNTO alle elezioni regionali in Lombardia: voto alla lista Monti e voto al Presidente Ambrosoli.

Poi ho visto con minuziosa attenzione le liste che sostengono Ambrosoli Presidente e ho capito che NON POSSO VOTARE una coalizione che contiene al suo interno partiti ideologici del tutto opposti tra di loro e del tutto culturalmente incapaci a tenere sul lungo periodo una alleanza di governo.

lombCS

Sono cosciente che l’esito elettorale sarebbe una spaventosa Lombardia legaiola. Ma i partiti di sinistra-centro (non di centro-sinistra) dovevano pensarci prima e offrire una vera alternativa a Formigoni. Che non è certo quella di una rinnovata “gioiosa macchina da guerra” , sia pur guidata da un (quotidianamente ricattabile) galantuomo come Umberto Ambrosoli.

In queste condizioni mi resta solo la possibilità di misurare la consistenza, anche in Regione Lombardia della lista Monti

I partiti che mi disgustano e obbligano a votare la Lista Monti – Movimento Lombardia civica ed il suo candidato presidente sono, nell’ordine:

  • Di Pietro Italia dei valori: perchè i magistrati che fanno politica alterano il principio democratico dell’equilibrio fra i poteri e perchè Di Pietro è anche colui che ha selezionato i Scilipoti e i Razzi

Una testa e un voto.

Questa volta c’è una offerta politica alternativa alle due coalizioni antagoniste (destre e sinistre) che stanno avvelenando il sistema politico italiano.

Paolo Ferrario

sceltaqcivica

Lista Movimento Lombardia Civica Albertini Presidente
1 Alessandro Colombo
2 Maria Luisa Cribioli
3 Pierluigi Mascetti
4 Deborah Caramazza
5 Francesco Gentile

cribioli

Politica regionale e locale

Trenord, martedì sciopero Ventiquattr’ore di disagi

in tempi di crisi del lavoro si è penalizzati da chi il lavoro lo ha già (i sindacati da tempo  tutelano solo i garantiti)  ed avendolo danneggia chi ha bisogno di usare i mezzi di trasporto per lavorare nella precarietà

Mi fate abbastanza schifo

Paolo Ferrario

Trenord, martedì sciopero Ventiquattr’ore di disagi – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

Politica regionale e locale

ELEZIONI REGIONALI LOMBARDIA 2013: tutte le liste e tutti i candidati

Lista Con Ambrosoli Presidente – Patto Civico 

1 Darko Pandakovic
2 Laura Barresi
3 Maurizio detto Moritz Mantero
4 Simonetta detta Roveda Simona Sottocasa
5 Mauro Oricchio
——————————————————-

Lista PD – Partito Democratico – Ambrosoli Presidente 
1 Luca Gaffuri
2 Savina Marelli
3 Mirko Baruffini
4 Rosangela Arrighi
5 Christian Di Fiore

Lista Partito Socialista Italiano – Ambrosoli Presidente 
1 Salvatore Bruccoleri
2 Lara Conti
3 Claudio Guadagni
4 Rossella Pera
Lista Di Pietro – Italia dei Valori – Ambrosoli Presidente 
1 Paolo Ceruti
2 Donata Maria Tortolato
3 Roberto Macavero
4 Patrizia Virgone
5 Santo Occhipinti
Lista Per un’altra Lombardia – Etico a Sinistra 

1 Danilo Lillia
2 Lina Annoni
3 Fabrizio Baggi
4 Fernanda Donchi
5 Luca Frosini

Lista Fare per Fermare il Declino 
1 Filippo Bernasconi
2 Roberta Cantaluppi
3 Alessandro Leonardo Celuzza
4 Francesca Maria D’Asta
5 Alberto Livraghi

Lista Sinistra Ecologia Libertà con Vendola 
1 Vittorio Bergna
2 Ida Angela Sala
3 Giovanni Colzani
4 Francesca Viganò
5 Eugenio Guido Secchi
Lista Alleanza Ecologia – Lombardia Popolare 
1 Carlo Bassi
2 Gioconda Santaromita Villa
3 Mauro Pallera
4 Annalisa Bassi
5 Domenico Carmine Tassone

Lista Maroni Presidente 

1 Maria Daniela Maroni
2 Alberto Conconi
3 Maria Elisabetta Raggi
4 Alfredo Caminiti
5 Daniela Galli
Lista Pensionati 
1 Dario Crocco
2 Silvana Bracchetti
3 Simone Adolfo Sofia
4 Rosa Rega
5 Nicola Frassino
Lista Fratelli d’Italia – Centrodestra Nazionale 
1 Andrea Bianchi
2 Isabella Stanca
3 Francesco detto Franco Dotti
4 Maria Giulia Manzeni
5 Andrea Lapenna
Lista Movimento 5 Stelle – Beppegrillo.it 
1 Giovanna Serpico
2 Antonio Endrizzi
3 Patrizia Casagrande
4 Angelo Nicotra
Lista Centro Popolare Lombardo
1 Paolo Frigerio
2 Valentina Grohovaz
3 Marco Curtoni
4 Silvana Verga
5 Matteo Mezzalira
Lista Unione Di Centro 
1 Fiorenzo Consonni
2 Roberta Maria Cristiani
3 Attilio Stellini
4 Giovanna Beretta
5 Luciano Fustinoni
Lista Lega Nord – Lega Lombarda Padania 
1 Dario Bianchi
2 Erica Rivolta
3 Mario Angelo Sala
4 Evelina Arabella Grassi
5 Elio Rimoldi
Lista Movimento Lombardia Civica Albertini Presidente
1 Alessandro Colombo
2 Maria Luisa Cribioli
3 Pierluigi Mascetti
4 Deborah Caramazza
5 Francesco Gentile
Lista Lavoro e Libertà – Tremonti 3L 
1 Edoardo Arrigoni
2 Silvana Pinerolo De Septis
3 Maurizio Silvestro Andrea Soletta
4 Claudia Innocenzi
5 Domenico Biancullo
Lista Amnistia Giustizia Libertà 
1 Paola Caspani in Rusconi
2 Aldo Guffanti
3 Bruna Colacicco
4 Claudio Malfatto
Lista Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente 
1 Alessandro Fermi
2 Federica Bernardi
3 Girolamo Simonetta
4 Simona Saladini
5 Patrizio Tambini
Lista La Destra Storace per la Lombardia
1 Antonio Mosca
2 Irene Russo
3 Mauro Ciancone
4 Elena Gaddi
5 Alberto Giughello
Lista Movimento Bunga Bunga 
1 Marco Di Nunzio
2 Karina Sierra Nunez
3 Roberto Iuretig
anni '50 · Novecento · PERSONE e DESTINI

Marco Guggiari presenta il libro Comaschi ­ persone e fatti del Novecento dialogando con Davide Cantoni, ALLA UBIK Piazza San Fedele 32 (2° piano), ore 18

ALLA UBIK

Piazza San Fedele 32 (2° piano), ore 18, ingresso libero

Marco Guggiari presenta il libro Comaschi ­ persone e fatti del Novecento dialogando con Davide Cantoni. Guggiari, vicedirettore del Corriere di Como, racconta con rigore e in forma narrativa le vicende di una quarantina di personalità significative per il Novecento lariano. Brevi “medaglioni” rievocano le figure di architetti come Sant’Elia e Terragni, scienziati come Grassi, imprenditori come Ratti, Mantero e Catelli, letterati come Fogazzaro e Pontiggia, e tanti altri: artisti, ministri, sportivi, uomini e donne della solidarietà e della fede. Alcune storie riguardano coloro che hanno involontariamente segnato momenti tragici del secolo scorso e ne sono rimasti vittime: Cristina Mazzotti, rapita e uccisa dall’anonima sequestri o la famiglia Mauri, morta nella strage della stazione di Bologna

Immagine