ANIMALI

Como Scodinzola, Chi siamo

Siamo una piccola associazione di Como composta da persone che hanno semplicemente deciso di fare qualcosa per aiutare i cani senza casa.

Ci occupiamo di adozioni di cani cuccioli e adulti e anche di gatti. Al momento stiamo seguendo un rifugio in provincia di Benevento gestito da una sola volontaria e dove c’è bisogno di tutto, dal cibo alle coperte ai farmaci.

Ognuno di noi si è avvicinato al volontariato in maniera diversa ma tutti siamo accomunati dalla volontà di cambiare la vita dei cani che non hanno futuro.

Per questo abbiamo frequentato corsi di cultura cinofila e stage presso la Scuola Cinofila BJ sotto la guida di Sergio Ghidelli. Questo ci permette di avere l’approccio corretto verso i nostri cani e di trovare il compagno adatto a qualunque tipo di famiglia.

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Sorgente: Chi siamo | Como Scodinzola

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Storia e Economia

ciclo TESSUTO e COLORE: magico incontro. 1° lezione di Giorgio Mondelli: dal colore ai coloranti, INCONTRI DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 15.30 7.3.2017. APPUNTI

INCONTRI DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE
Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 15.30, ingresso libero

Primo appuntamento con il ciclo Tessuto e colore: magico incontro. La storia tessile è storia principalmente di colore. Questo pomeriggio il relatore, Giorgio Mondelli, terrà la relazione Dal colore ai coloranti illustrando il cammino compiuto dall’uomo dentro la natura e nell’essenza del colore per scoprire come riprodurlo e applicarlo alle creazioni tessili.

Sorgente: BiBazz | Martedì 7 marzo

TESUTO COLORE111

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Camminare in COMO città · Luca N · STORIA LOCALE E SOCIETA' · torrente Cosia · Via Giovio

Camminare per Como e rievocare la storia:  “Se pensi che solo 60 persone in linea retta, di padre in figlio, ci separano dai nostri avi contemporanei di Ottaviano Augusto – quando Novocomun era già stata ri-fondata, dopo il Comun Oppidum celto insubre dell’attuale località Prestino – non sembra anche a te di poter sollevare la mano nel gesto Ave! di saluto e rivolgergli la parola?”, da un carteggio con L.N.

Carteggio con L. N.

caro L.
ho da chiederti un piacere
mi piacerebbe che mi facessi o per iscritto o a mezzo audio un tuo
ragionamento sul “camminare per il centro storico”
ricordo benissimo che ne avevi parlato quella sera al …
ma purtroppo allora non avevo registrato la tua analisi
dicevi che camminando per como camminiamo nella storia e sotto “vivono” gli antenati di questa straordinaria città

ciao e grazie

ciao Paolo eccomi qui.
Dunque camminare per il centro storico….
Sì è vero camminare per il centro storico di Como,visto che siamo nati e
viviamo a Como.
Anche se per me è un sentimento di coscienza storica che và al di là
di questa azione, posto che tale coscienza ne è particolarmente
sollecitata, compiendo l’azione del movimento meditando.
Circa 30 anni fà, alla fine dei miei studi superiori e nell’intermezzo
prima di iniziare a lavorare, cioè nei mesi estivi, avevo condotto in
prima persona una ricerca genealogica sulla mia famiglia, di padre in
figlio, sui registri anagrafici parrocchiali di S.Agata in Como.
Molto aiutato dalle vicende della mia famiglia paterna, che non si è
mai mossa per secoli dall’ambito territoriale di Como, circoscritto al
Burghett, che è la via Gio Andrea Perlasca, quella piccola e corta
vietta che mette in comunicazione Viale Lecco con Via Dante nei pressi
della chiesa di S.Orsola.
Oggi tagliata fuori dal traffico, ma fino all’800 era l’imbocco fuori
dalle mura dell’unica strada che saliva al monte di Brunate,non
esistendo la via Tomaso Grossi nel suo primissimo tratto,che è stata
aperta appunto nella prima metà dell’800.
Non a caso proprio in corrispondenza della via Perlasca esiste sulle
mura un’apertura antica, la porta di S.Vitale,ora separata dalla via
Perlasca dalla ferrovia, che all’epoca non era ancora stata tracciata
E non a caso la piccola via è una rampetta in ripida salita, in quanto
in corrispondenza del suo sbocco in Via Dante esisteva il ponte di
valico del Torrente Valduce che scorre sotto la Via Dante.
Poi la via di salita coincideva grossomodo con l’attuale ulteriore
tratto della via Tomaso Grossi.
S.Orsola infatti è la chiesa superstite di 2 chiese distinte esistenti
in loco,la seconda era quella di S.Vitale ubicata esattamente
sull’attuale sede della ferrovia ed abbattuta (ahimè) proprio per
creare il varco di passo alla strada ferrata.
Mentre S.Orsola era la chiesa conventuale delle monache
Umiliate, S.Vitale di più antica fondazione (lo testimonia la dedica a un
santo martire romano il cui culto proviene dall’Esarcato di Ravenna
dove esiste la celeberrima Basilica di S.Vitale con mosaici bizantini
subito post-caduta dell’Impero Romano – il corteo di Giustiniano e
quello di Teodosia sua moglie) era la primitiva sede della vicaria
locale, vicaria di S.Agata, diventata parrocchia a sua volta negli
anni 70 del 1700,in epoca di soppressioni di enti ecclesiastici da
parte di Maria Teresa d’Austria, a S.Agata aveva sede altro convento
di monache Agostiniane.
S.Agata a sua volta succedeva come parrocchia a quella di
S.Martino,sita presso il ponte di S.Martino in riva al fiume Cosia in
Via Pannilani, eretta come parocchia dal vescovo Lazaro Carafino nel
1630 circa, succedendo a sua volta alla parte extra-moenia della
parrocchia di S.Sisto-attuale ex-cinema Lucernetta, di fronte a
Palazzo Giovio, attuale Museo.
Fin dal Medioevo le parrocchie erano situate solo intra-moenia ed
avevano giurisdizione territoriale anche sulla parte di territorio
abitato extra-moenia,nelle loro vicinanze.
Da qui il fatto che il territorio delle parrocchie era denominato
“intus” o “foris”, sottinteso moenia.
Ciò per dirti che la mia ricerca genealogica di padre in figlio si è
arrestata al 1639, data in cui è stata eretta la parrocchia di
S.Martino,in quanto i suoi registri sono conservati a S.Agata, dove è
stata traslato l’istituto giuridico parrocchiale.
La creazione della parrocchia di S.Orsola è infatti molto
recente -1907- scorporandola dalla parrocchia di s.Agata.
Ma venendo a me,solo mio padre è nato in parrocchia di S.Orsola,già
mio nonno nacque nel 1886 ancora in parrocchia di S.Agata e abitando
ancora al Burghett, dove hanno abitato sempre i suoi e miei avi, almeno
a partire dal 1639, data in cui si interrompono le mie
ricerche-creazione della parrocchia di S.Martino.
E’ stato infatti il mio bis-nonno, suo padre, ad acquistare il progetto
già redatto di casa  …
Attuale sede dell’Istituto S.Croce (appunto) dell’Opera Don Folci, casa di riposo per sacerdoti anziani ed una volta,quand’ero
bambino,sede di pre-seminario per i chierici provenienti dalla
Valtellina che frequentavano i Seminari Diocesani di Como.
Don Folci era nativo di Colorina in Valtellina.
Ti ho fatto un piccolo excursus di ciò che storicamente si chiamano i
Borghi di Como-o almeno di un Borgo-(ed una volta erano Borghi e Corpi
Santi, denominando così la miriade di conventi di cui era costellata
Como subito fuori dalle mura,oltre a quelli in Città Murata (per questo
Como era nota come la città dei conventi).
Te ne ho infatti nominati quasi una decina tra casa mia, ponte di
S.Martino e le mura.
Dalla ricerca geneaologica ho tratto circa 12-14 persone da cui
discendo in linea diretta, di padre in figlio.
Conoscere i loro nomi,le loro date precise di esistenza, me le ha fatte
contestualizzare una per una nel periodo storico in cui hanno vissuto,
fino al più antico che mi è noto, tale … vivente negli
anni ’30 del ‘600 e quindi contemporaneo di Renzo e Lucia e della
peste manzoniana del 1630.

Contemporaneo del Cardinal Federigo Borromeo.
Qualificato negli atti parrocchiali come “faber ferrarius”, il tuo
patronimico!!! guarda che coincidenza!.
Il fatto stesso che su uno dei pochissimi atti pubblici che lascia
traccia di quest’uomo qualunque, vien registrato menzionando la sua
professione, è di rilevanza notevole.
Faceva parte di una corporazione,probabilmente.
E doveva aver reso dei servigi notevoli a gente importante
dell’epoca, come i Giovio, se un personaggio noto in Como come Donna
Calidonia Giovio e suo marito, un Della Porta (altra famiglia nobile
comasca dell’epoca),si erano prestati a essere madrina e padrino di
battesimo di una sua figlia.
Di Calidonia Giovio esiste al Museo Giovio (loro dimora avita) un
ritratto a figura intera,in ricchi abiti neri spagnoleggianti e
gorgiera di pizzo,con 1 o 2 figli,con alle spalle un orologio da
tavolo,simbolo di ricchezza ma anche del fatto che “tempus fugit” o
“ruhit hora”, memento in contrasto con la bellezza austera di questa
donna ritratta sui 30 anni.
Guardando questa donna io posso guardare negli occhi l’effige di una
persona che in vita ha visto negli occhi il mio avo.
Ed il legame diretto con il mio avo,che sento quasi fisico e
tangibile,è stabilito.
Come è stabilito con le 14 persone una dopo l’altra,una sopra l’altra
in linea verticale come si disegna un albero genealogico,costituiscono
il mio “stipite” o asse genealogico che conosco nome per nome.
Per questo le posso sentire sempre in linea verticale sotto i miei
piedi,quando calpesto “i piood” del selciato del centro storico.
Il riferimento dal sopra passa al sotto,luogo fisico e metafisico
dell’archeologia.
In particolare quando passo davanti a Palazzo Giovio, da cui il
Burghett dista un tiro di sasso attraverso la via Serafino Balestra o
Contrada dalle Orfanelle, uscendo dalle mura per la porta di S.Vitale.
Ecco il nesso logico-logistico per cui il faber ferrarius mio avo ha
potuto probabilmente lavorare per la Gens Iovia o Giovio.
Se pensi che solo 60 persone in linea retta,di padre in figlio,ci
separano dai ns avi contemporanei di Ottaviano Augusto-quando
Novocomun era già stata ri-fondata,dopo il Comun Oppidum celto insubre dell’attuale località Prestino-non sembra anche a te di poter
sollevare la mano nel gesto Ave! di saluto e rivolgergli la parola?
Con questa coscienza posso camminare per Como in consapevolezza di
camminare sulla testa dei miei avi,non di persone qualunque e
sconosciute,ma proprio dei miei ascendenti,coloro senza la cui
esistenza non potrei essere “hic et nunc” a scriverti questa storia.
Questo è attualizzare la storia, la grande attraverso la micro, e viceversa.

L’ho presa un po’ alla lontana, ma spero di essere riuscito a farti
scorrere un film di immagini davanti agli occhi,attraverso i secoli
che hanno prodotto oggi la nostra stessa esistenza e persona.
Riuscire a farti intravvedere il profilo di un tuo “ferrarius”
contemporaneo del mio “faber ferrarius” dell’epoca dei Promessi
Sposi,su quel ramo del Lago di Como che volge a Occidente,verso l’urbs
cancrina (le braccia di Geno e di Borgovico).

a questo punto ti saluto con un “vale”.

Luca

a: da classificare · Mostre

JAPAN ROOM PROJECT, di Moeko Machida, alla galleria MAG di Como, Via Vitani 31, da 9 al 31 marzo 2017, Inaugurazione giovedì 9 marzo ore 18,30

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Como, 07/03/17
con grande orgoglio possiamo dare il via al progetto della stanza permanente giapponese presso la galleria MAG di Como.
L’inaugurazione avverrà giovedì 9 marzo alle 18:30 con la mostra personale di Moeko Machida presso la galleria MAG di Como in Via Vitani, 31, dove sarà presente l’artista che ci delizierà oltre che con le sue 20 opere, anche con una performance di danza in silenzio, che fa parte della tradizione nipponica.

 

Grazie all’attività di scouting di Tomoharu Aoyama, nostro socio e direttore della galleria TOMO; la galleria MAG raddoppia il calendario espositivo già ricco, aprendo la Japan Room Project, dove verranno proposti durante la stagione, alcuni giovani e brillanti artisti giapponesi con alle spalle solo una o due mostre, ma con un innato talento.
In questa prima esposizione in Italia e in Europa, la giovane Moeko Machida presenterà una serie di opere che rappresentano quelle che sono per lei le varie energie vitali del mondo naturale.
Elementi naturali si ripetono in tutti i suoi dipinti, a volte chiari e diretti come la terra, gli alberi e le rocce, mentre altre volte circondati da campiture fluttuanti e sensoriali di energie che avvolgono lei stessa e la natura della Madre Terra. Dice l’artista: «Quando sento il suono del vento, seguo con lo sguardo lo scorrere dell’acqua e sento sulla mia pelle il calore del sole, provo la sensazione di penetrare io stessa nel movimento del vento, dell’acqua e della luce. Con l’ascolto totale delle percezioni del mio corpo raggiungo l’essenza della natura che mi circonda.»
I disegni delle rocce e i pigmenti derivati da pietre, sono due aspetti stilistici e tecnici che seguono sempre le sue creazioni perché la sua sensibilità, la porta a sentire che essi hanno una vitalità simile a quella degli esseri viventi, che quindi crescono e irradiano calore perché sono elementi della terra viva. Attraverso la percezione del suo corpo lei esprime la vitalità dei minerali sulla superficie di un dipinto, che in realtà é una metafora dell’espiazione/redenzione della sua esperienza fisica e dell’energia vitale della natura.

cid:Q2FydG9saW5hIEZyb250ZSBsaWdodC5qcGc$1091126$899632@marsiglioneartsgallery

 

CONTATTI PER LA STAMPA E INFORMAZIONI PRATICHE
MAG – Marsiglione Arts Gallery
Via Vitani, 31 22100 Como
Tel. +39 328 7521463 info@marsiglioneartsgallery.com Social network: @MAGComo
Vernissage della mostra Moeko Machida giovedì 9 marzo 2017 ore 18:30
Orari di apertura dal 10 al 31 marzo 2017
Martedì – sabato 10:00 -13:00 e 15:00 – 19:30
terremoti

Una scossa forte, fortissima. Magnitudo 4.4. Il sisma si è verificato intorno alle 21.12 in Svizzera, sul lago di Zurigo. Immediata la rifrazione del terremoto è stata avvertita anche nel comasco – da Espansione TV 7.3.2017

Una scossa forte, fortissima. Magnitudo 4.4. Il sisma si è verificato intorno alle 21.12 in Svizzera, sul lago di Zurigo. Immediata la rifrazione del terremoto è stata avvertita anche nel comasco. Decine le segnalazioni arrivate in redazione da quasi tutti i quartieri della città, da Cernobbio, Appiano Gentile, Lora, Lipomo, Moltrasio, Cantù, Senna Comasco, Albavilla, Merone e Valle d’Intelvi (tanto per citare le prime indicazioni arrivate ma evidentemente tutto il territorio è stato colpito). Il contraccolpo è stato molto forte dunque: analoghe segnalazioni anche nel bergamasco, nel milanese e in altre zone lombarde.

Sorgente: Terremoto a Zurigo, avvertito nitidamente anche nel comasco. Decine di segnalazioni – Espansione TV

a: da classificare

Silvia Mariana De Marco, Psicologia e architettura: studio multidisciplinare dell’ambiente, Aletti editore, 2015. Presentazione a cura del Gruppo Caffè e Psicoanalisi, al Vicolo Bar Bacco in Via Vittorio Emanuele 27, Como, 5.3.2017, APPUNTI e AUDIO dell’incontro

a: da classificare · SERVIZI SOCIALI e SANITARI

Tossicodipendenze a Como, i dati del Sert, marzo 2017

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a: da classificare · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Poesie

gruppo letterario ACARYA, Programma Marzo-Giugno 2017, al Centro civico di Via Achille Grandi, Como

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a: da classificare · SERVIZI SOCIALI e SANITARI · STORIA LOCALE E SOCIETA'

200 ANNI della CA’ D’INDUSTRIA: la celebrazione nel Duomo di Como, articolo di Maria Grazia Gispi in La Provincia 4.3.2017

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a: da classificare

Fermati … sei bello, Johann Wolfgang GOETHE

fermatibello

Libri su Como e il Lario · NESSO · Nodo Libri

Libri su NESSO (provincia di Como) pubblicati da NodoLibri editore, Como. #lagodicomo

Il Palio delle Frazioni di Nesso – 34 edizioni in 40 anni di storia dal 1974 al 2014

Il Palio delle Frazioni di Nesso

Autori vari

formato: Libro
In un paese di poco più di un migliaio di persone il campo sportivo parrocchiale è il vero centro delle attività ricreative: attorno a questo rettangolo diverse generazioni hanno vissuto la propria infanzia e la loro adolescenza.
€ 20,00
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Nesso – Una scuola per i figli del popolo. 100 anni di vita dell’asilo infantile

Nesso

Fabio Cani

formato: Libro
L’Asilo di Nesso entrò ufficialmente in funzione nel maggio 1909, ma la sua storia comincia circa quindici anni prima, quando in paese si costituì un comitato per dare vita a una scuola per l’infanzia che venisse incontro alle esigenze delle molte famiglie di lavoratori impossibilitati a seguire i figli piccoli durante la giornata.
€ 12,00
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Nesso. L’economia della terra – Le molte forme dell’economia in un paese del lago

Nesso. L'economia della terra

Fabio Cani

formato: Libro
La vita economica (ma anche, ovviamente, quella culturale) di un paese del lago nelle fasi che precedono la piena affermazione della modernità è tutt’altro che semplice e appiattita su un solo modello di sviluppo.
€ 12,00
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Nesso. I consumi e il ritrovo – 110 anni di vita della Cooperativa

Nesso. I consumi e il ritrovo

Fabio Cani

formato: Libro
La Cooperativa di Nesso è una delle più antiche delle provincia e quasi sicuramente la più antica tra quelle che – senza soluzione di continuità – continuano a operare tuttora.
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Nesso. Il lavoro dell’acqua – L’insediamento urbano e gli opifici a forza idraulica

Nesso. Il lavoro dell’acqua

Fabio Cani, Rodolfo Vaccarella

formato: Libro
Promosso dalla Biblioteca Comunale di Nesso, il volume, grazie a una approfondita ricerca d’archivio, ricostruisce la storia degli opifici dalla fine del XV alla metà del XX secolo.
€ 12,00

Sorgente: Risultati della ricerca

Bellagio · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

Itinerari: da Como a Bellagio, in ICOM_062. ICOMOGRAFIE:

iCOMOgrafie. Da Como a Bellagio: ancora giardini e splendide ville

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Sorgente: ICOM_062. ICOMOGRAFIE: Itinerari: da Como a Bellagio