COMO città · Ville

Villa Imbonati, a Cavallasca, in provincia di Como

Villa Imbonati si trova a Cavallasca, in provincia di Como, ed è un esempio significativo di architettura storica. Costruita tra il 1656 e il 1657 da Carlo Antonio Imbonati, un facoltoso uomo d’affari, la villa fu eretta in occasione delle sue nozze con Giulia Odescalchi, cugina del futuro Papa Innocenzo XI.

Storia e Cultura

Nel corso degli anni, Villa Imbonati ha ospitato numerosi scrittori ed eruditi. Tra questi, Alessandro Manzoni vi soggiornò e nel 1805 dedicò la sua lirica “In morte di Carlo Imbonati” al proprietario della villa, amico della madre. La villa è caratterizzata da uno stile che riflette le influenze Barocche, Rococò e Neoclassiche, visibili nelle sale e nei dipinti murali.

quindi non solo un luogo di interesse architettonico ma anche un’importante testimonianza della storia culturale italiana.


[1] https://www.villeaperte.info/ville-aperte/villa/305

Villa Olmo · Ville sul Lario

Villa Saporiti, a Como

Villa Saporiti, conosciuta anche come “La Rotonda”, è una storica villa situata a Como, sulla sponda occidentale del Lago di Como, precisamente in Via Borgovico, 150. Costruita tra il 1790 e il 1793 su commissione della marchesa Eleonora Villani, la villa è un esempio significativo di architettura neoclassica lombarda.

Architettura e Design

La villa presenta una struttura a forma rettangolare sviluppata su due piani, con un imponente corpo centrale tondeggiante che si affaccia sul lago. Questo elemento distintivo è accompagnato da un salone d’onore di forma ellittica, che rappresenta il cuore dell’edificio e riflette l’influenza del rococò[1][2][3]. La facciata rivolta verso il lago è caratterizzata da decorazioni elaborate, tra cui colonne doriche e statue di divinità classiche, mentre il prospetto su Via Borgovico appare più sobrio[1].

Storia

L’area su cui sorge la villa era originariamente parte dei beni dell’Ordine dei padri Filippini e delle monache di S. Agostino. Dopo le riforme religiose del XVIII secolo, i marchesi Villani acquistarono il terreno per costruire una residenza estiva[1][2]. Nel 1858, la villa passò alla famiglia Rocca Saporiti, da cui deriva il nome attuale. Durante la sua storia, Villa Saporiti ha ospitato personaggi illustri come Napoleone Bonaparte nel 1797[2][3].

Uso Attuale

Oggi, Villa Saporiti è di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Como ed è utilizzata come sede per uffici amministrativi. Nonostante ciò, mantiene gran parte del suo aspetto originale e alcuni spazi sono accessibili al pubblico[1][4]. La villa è circondata da un ampio giardino all’inglese che si estende fino al lago, offrendo splendide viste e spazi per eventi pubblici.

Accessibilità

Villa Saporiti è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici. È situata vicino alla stazione ferroviaria di Como San Giovanni e dispone di un molo per l’accesso via lago[3][4].


[1] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00014/
[2] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/parchi_ville/ville/villa_saporiti/
[3] https://lariusway.com/punti-di-interesse/ville-giardini/como/villa-saporiti/
[4] https://www.villeaperte.info/ville-aperte/villa/550

Villa Olmo · Ville · Ville sul Lario

Villa Gallia, a Como

Villa Gallia è una storica villa situata a Como, precisamente in Via Borgovico 154. Costruita tra il 1615 e il 1622, è considerata la villa più antica del quartiere Borgovico e fu commissionata dal prelato Marco Gallio come residenza estiva. La villa sorge sulle rovine del Museo Gioviano, fondato dall’umanista Paolo Giovio nel XVI secolo[1][2].

Architettura e Design

La struttura di Villa Gallia presenta un impianto a blocco, con un ampio salone che occupa due piani dell’edificio. Attorno a questo salone si trovano diverse salette minori, mentre le facciate sono caratterizzate da profonde logge a triforio con colonne doriche binate. Il tetto è a padiglione e gli ingressi sono adornati da logge a triplice fornice[1].

Affreschi e Decorazioni

All’interno, la villa è decorata con affreschi di grande valore artistico. Il salone principale è coperto da un magnifico soffitto ligneo a lacunari e presenta un caminetto in marmo di Varenna. Al piano nobile, cinque sale conservano cicli di affreschi che risalgono all’epoca della costruzione, anche se l’attribuzione degli autori rimane incerta[1][2].

Storia e Ristrutturazioni

Villa Gallia ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli. Nel 1815, l’architetto Simone Cantoni curò un ampliamento neoclassico per conto di Carolina di Brunswick. Ulteriori modifiche furono apportate alla fine dell’Ottocento dall’ingegner Robecchi, mentre l’ultima ristrutturazione significativa avvenne negli anni ’60 per ospitare gli uffici dell’Amministrazione provinciale di Como[1].

Uso Attuale

Oggi, Villa Gallia funge da sede per uffici amministrativi ed è di proprietà della Provincia di Como. La villa è aperta al pubblico in determinati orari, offrendo l’accesso gratuito ai visitatori[2].


[1] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00016/
[2] https://www.visitcomo.eu/en/discover/parks_villas/villas/villa_gallia/index.html

Ville · Ville sul Lario

Villa Revel Parravicini, sulle sponde del Lago di Como

Villa Revel Parravicini è una storica dimora situata sulle sponde del Lago di Como, nota per la sua bellezza architettonica e il suo affascinante giardino all’italiana. Costruita nel 1770 per volere del Conte Alessandro della Torre di Rezzonico, la villa è stata successivamente acquistata nel 1902 dal generale Genova Thaon de Revel e, nel 1950, è passata agli attuali eredi, i Conti Parravicini Sossnovsky[1].

Caratteristiche della Villa

  • Architettura: La villa presenta uno stile neoclassico con affreschi pregiati e pavimenti in mosaico che arricchiscono gli interni. Dispone di quattro ampi saloni, il più grande dei quali, la Sala delle Colonne, può ospitare fino a 90 persone[1].
  • Giardino: L’ampio giardino è ideale per eventi all’aperto e offre una vista spettacolare sul lago. È dotato di salottini intimi circondati da siepi di bosco, perfetti per momenti di relax[1].
  • Darsena privata: La villa possiede una darsena che consente arrivi scenografici via lago, aggiungendo un tocco romantico agli eventi[1].

Servizi Offerti

Villa Revel Parravicini è particolarmente apprezzata per l’autonomia che offre nella pianificazione degli eventi, permettendo ai clienti di scegliere fornitori esterni per catering e musica. Inoltre, uno staff altamente qualificato è disponibile per assistere nella realizzazione di matrimoni e altri eventi[1].

Recensioni

Le recensioni degli ospiti lodano frequentemente la location per la sua bellezza e l’ottimo servizio ricevuto. Molti sottolineano l’atmosfera romantica e intima della villa, rendendola una scelta ideale per matrimoni non troppo numerosi[1].

In sintesi, Villa Revel Parravicini rappresenta una delle location più affascinanti sul Lago di Como, combinando storia, eleganza e un servizio personalizzato che la rende perfetta per eventi speciali.


[1] https://www.matrimonio.com/ville-matrimoni/villa-revel-parravicini–e226135

Villa Olmo · Ville sul Lario

Villa Olmo, a Como

Origini e Costruzione

La Villa Olmo, situata sulla riva occidentale del Lago di Como, è un’importante residenza storica progettata dall’architetto ticinese Simone Cantoni. La costruzione iniziò nel 1782 e fu completata nel 1797, commissionata da Innocenzo Odescalchi, marchese di Fino Mornasco, appartenente a una nota famiglia romana[1][3]. La villa fu concepita come residenza estiva per i marchesi Odescalchi e si distingue per il suo stile neoclassico, caratterizzato da un corpo centrale prominente con colonne ioniche e archi d’ingresso[3][4].

Architettura e Design

L’architettura della villa riflette un elegante equilibrio geometrico, seguendo le teorie della “bellezza ideale” di Johann Joachim Winckelmann. L’imponente edificio è circondato da un ampio giardino affacciato sul lago, che è stato ristrutturato nel corso degli anni[2][3]. Il nome “Olmo” deriva dalla presenza storica di un grande albero di olmo nell’area, che non esiste più[1].

Ospiti Illustri e Eventi Storici

Nel corso della sua storia, Villa Olmo ha ospitato molte figure illustri. Nel 1797, il marchese Odescalchi invitò il generale Bonaparte e sua moglie Giuseppina, anche se la coppia scelse di alloggiare in un’altra villa[1][2]. Altri ospiti notabili includono Ugo Foscolo e membri della famiglia imperiale austriaca[2][3]. Dopo la morte di Odescalchi nel 1824, la villa passò alla famiglia Raimondi, che continuò a ospitare eventi di rilievo.

Passaggio al Comune di Como

Nel 1925, Villa Olmo fu ceduta al Comune di Como, che la trasformò in un centro per manifestazioni culturali e mostre d’arte. Nel 1927, la villa ospitò l’Esposizione Internazionale in onore di Alessandro Volta, dedicata alle innovazioni tecnologiche[1][4]. Da allora, ha continuato a essere un importante spazio espositivo, accogliendo mostre significative e eventi culturali.

Il Parco e l’Uso Attuale

Oltre alla villa, il parco circostante è considerato uno dei più importanti della provincia. Presenta una varietà di alberi secolari e strutture storiche come serre in ferro risalenti al XIX secolo. Oggi, Villa Olmo è aperta al pubblico e continua a fungere da sede per eventi culturali e mostre d’arte, contribuendo alla vita culturale di Como[3][4].


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Olmo
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00068/
[3] https://mylakecomo.co/it/attrazioni/villa-olmo-como/
[4] https://www.in-lombardia.it/it/turismo-in-lombardia/como-turismo/monumenti-como/villa-olmo

Cambiamenti nella Configurazione dei Giardini di Villa Olmo

Origini e Progettazione Iniziale

La configurazione dei giardini di Villa Olmo ha subito notevoli cambiamenti sin dalla sua costruzione tra il 1782 e il 1787, progettata dall’architetto Simone Cantoni. Inizialmente, il parco si estendeva per quasi cinque ettari, caratterizzato da un giardino all’italiana con aiuole regolari e una balaustra che si affacciava sul lago. Il giardino era ornato da statue di divinità pagane e una fontana centrale, creando un ambiente elegante e armonioso[2][3].

Ristrutturazioni e Modifiche

Dopo la morte del marchese Odescalchi nel 1824, la villa passò alla famiglia Raimondi, che apportò modifiche significative al giardino. Nel 1829, l’architetto paesaggista Luigi Sada ristrutturò il parco in stile inglese, introducendo nuove piante e alberi monumentali, tra cui ippocastani secolari. Queste modifiche hanno contribuito a creare un paesaggio più naturale e panoramico[2][4].

Nel corso del XIX secolo, furono aggiunti elementi come un tempietto neoclassico e nuove fontane, che arricchirono ulteriormente la bellezza del parco. Tuttavia, la costruzione della Strada statale 340 Regina negli anni ’60 del Novecento compromisse parte della configurazione originale, isolando alcune aree del giardino dalle serre ornamentali[2][3].

Restauro Contemporaneo

Negli ultimi anni, a partire dal 2016, il Comune di Como ha avviato un’importante ristrutturazione del parco. Questo restyling ha mirato a ripristinare i parterres storici e a migliorare l’accessibilità per i cittadini. L’intervento ha incluso la creazione di un nuovo orto botanico nella parte nord del parco, dedicato alla coltivazione di piante storiche locali[1][4].

Oggi, Villa Olmo ospita uno dei parchi pubblici più grandi di Como, con una varietà di alberi monumentali e arbusti, mantenendo al contempo un forte legame con la sua storia. La ristrutturazione ha reso il parco non solo un luogo di bellezza naturale ma anche uno spazio culturale attivo, con eventi e manifestazioni che richiamano visitatori da tutta la regione[1][2].


[1] https://www.foodeviaggi.it/villa-olmo-a-como-quando-il-neoclassico-incontra-il-futuro/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Olmo
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00068/
[4] https://www.quicomo.it/social/lago-como-villa-olmo-storia-parco.html

Cernobbio · Ville sul Lario

Villa Brambilla Durini, a Cernobbio, sul Lago di Como

Villa Brambilla Durini, situata a Cernobbio sul Lago di Como, è una storica villa che rappresenta un esempio significativo dell’architettura e della cultura della regione. Questa villa è parte del patrimonio architettonico che caratterizza la zona, insieme ad altre illustri dimore.

Storia e Architettura

La Villa Brambilla è datata al XIX secolo e si distingue per il suo stile neoclassico. È circondata da un ampio parco, che contribuisce a creare un’atmosfera incantevole e rilassante, tipica delle ville affacciate sul lago. La sua posizione offre una vista panoramica sul Lago di Como e sulle montagne circostanti, rendendola un luogo ideale per eventi e celebrazioni[2][3].

Caratteristiche

  • Architettura: La villa presenta elementi tipici dello stile neoclassico, con dettagli architettonici raffinati e decorazioni interne di pregio.
  • Giardini: Il parco che circonda la villa è curato e ospita diverse specie vegetali, creando spazi ideali per passeggiate e momenti di relax[4].
  • Eventi: Villa Brambilla è spesso utilizzata per matrimoni e ricevimenti, grazie alla sua bellezza scenografica e alla disponibilità di spazi adatti per accogliere gli ospiti[1].


[1] https://www.matrimonio.com/castelli-matrimoni/villa-castello-durini–e32987
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Tavernola_(Como)
[4] https://lakecomoville.altervista.org/le-ville/

Cernobbio · Villa Erba, Cernobbio · Ville sul Lario

Villa Erba, a Cernobbio , sul Lago di Como

Villa Erba: Un Tesoro Storico a Cernobbio

Localizzazione e Storia

Villa Erba si trova a Cernobbio, sul Lago di Como, ed è considerata una delle più importanti ville della regione. Costruita tra il 1894 e il 1898 su progetto degli architetti Angelo Savoldi e Giovan Battista Borsani, la villa fu commissionata da Luigi Erba, un noto industriale farmaceutico dell’epoca[1][2].

La proprietà sorge sull’area di un antico monastero femminile dedicato a Santa Maria, fondato nel 930 e soppresso nel 1784. Nel corso degli anni, la villa ha subito varie trasformazioni e ampliamenti, diventando un simbolo di eleganza e prestigio[1][2].

Architettura e Design

Villa Erba è caratterizzata da uno stile neorinascimentale con elementi manieristi. La struttura si sviluppa su due piani con una pianta quadrata, ampie scalinate che scendono verso il lago, un portico d’ingresso e una torretta panoramica.

Le decorazioni interne ed esterne sono state curate da Angelo Lorenzoli, mentre gli affreschi sono opera di Ernesto Fontana[1][3]. La villa ospita anche un insolito bagno-doccia con sei rubinetti, evidenziando l’attenzione ai dettagli tipica dell’epoca[1].

Funzione Attuale

Oggi, Villa Erba funge da centro esposizioni e congressi, nonché sede del Museo delle Stanze di Luchino Visconti.

È circondata da un vasto parco secolare che include anche un’area verde precedentemente utilizzata come galoppatoio[3][4].

La villa è spesso scelta per eventi prestigiosi come matrimoni, conferenze e rassegne culturali. Durante la pandemia di COVID-19, è stata utilizzata come hub vaccinale fino ad agosto 2021[1].

Eventi e Cultura

Villa Erba ospita regolarmente eventi significativi, tra cui il Concorso d’Eleganza Villa d’Este per auto d’epoca e concerti musicali.

È stata anche utilizzata come set per vari film e video musicali, tra cui “Ocean’s Twelve” e il video di Gwen Stefani per “Cool”[1][3].

La villa continua a essere un luogo vibrante per la cultura e l’arte, attirando visitatori da tutto il mondo.

In sintesi, Villa Erba rappresenta non solo un’importante testimonianza storica ma anche un centro dinamico per eventi culturali e sociali sul Lago di Como.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Erba
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO260-00245/
[3] https://mylakecomo.co/it/attrazioni/villa-erba/
[4] https://www.villaerba.it

Villa Erba a Cernobbio ha una lunga e affascinante storia come location cinematografica, con numerosi film girati nei suoi eleganti spazi. Ecco alcuni dei titoli più significativi:

  • Ocean’s Twelve (2004): Diretto da Steven Soderbergh, questo film d’azione con un cast stellare, tra cui George Clooney e Julia Roberts, utilizza Villa Erba come opulenta dimora di un collezionista d’arte[1][4].
  • Murder Mystery (2019): Questa commedia con Jennifer Aniston e Adam Sandler presenta diverse scene ambientate a Villa Erba, contribuendo a far conoscere la villa a un pubblico globale attraverso Netflix[1][2].
  • Il giorno più bello del mondo (2019): Il film di Alessandro Siani è stato girato in parte a Villa Erba, mostrando scorci della villa e del suo parco[1][2].
  • La partita – La difesa di Lužin (2000): Questo film, basato sul romanzo di Nabokov, utilizza Villa Erba come hotel dove soggiornano i protagonisti, intrecciando la bellezza della villa con la storia d’amore dei personaggi[2][4].
  • Morte a Venezia (1971) e Il Gattopardo (1963): Sebbene non siano stati girati direttamente a Villa Erba, elementi decorativi della villa sono stati utilizzati in queste opere di Luchino Visconti, che trascorse molte estati nella villa durante la sua infanzia[1][5].

Villa Erba è anche stata scelta per vari spot pubblicitari e videoclip musicali, rendendola un punto di riferimento non solo per il cinema ma anche per la cultura popolare.


[1] https://www.ilgiorno.it/como/cronaca/cernobbio-villa-erba-cinema-6c3416fb
[2] https://mylakecomo.co/it/guide/cernobbio-al-cinema/
[3] https://siviaggia.it/luoghi-da-film/cinema-lago-como/452760/
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/percorsi/ville-como/5.2/
[5] https://www.avvenire.it/agora/pagine/visconti

Cernobbio · Ville sul Lario

Villa d’Este, a Cernobbio, sul lago di Como

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Villa d’Este, situata a Cernobbio sulle rive del Lago di Como, è una storica residenza patrizia rinascimentale, originariamente conosciuta come Villa del Garovo. Costruita tra il 1565 e il 1570 per il cardinale Tolomeo Gallio, la villa è diventata un hotel di lusso dal 1873, noto per la sua eleganza e il suo fascino senza tempo.

Storia della Villa

  • Origini: La villa fu eretta sul sito di un convento femminile fondato nel 1442. Dopo la demolizione del convento, Gallio commissionò la costruzione della villa a Pellegrino Tibaldi.
  • Trasformazioni: Nel corso dei secoli, la villa ha subito numerosi rimaneggiamenti. Sotto la famiglia Calderara, nel XVIII secolo, fu creato un giardino all’italiana e furono apportate modifiche architettoniche significative.
  • Acquisto da Carolina Amalia di Brunswick: Nel 1815, la villa fu acquistata dalla principessa Carolina Amalia, che apportò ulteriori cambiamenti al parco, trasformandolo in stile inglese.

Posizione

Villa d’Este si trova in Via Regina, 40 a Cernobbio. La sua posizione privilegiata offre una vista spettacolare sul Lago di Como ed è facilmente accessibile da Como e altre località circostanti.

La villa non è aperta al pubblico come attrazione turistica generale; tuttavia, gli ospiti dell’hotel possono godere della bellezza dei suoi giardini e delle strutture esclusive[3][5].


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_d’Este_(Cernobbio)
[2] https://www.trivago.it/it/oar/hotel-villa-d-este-cernobbio?search=100-101228
[3] https://mylakecomo.co/it/attrazioni/villa-este-cernobbio/
[4] https://villa-d-este-como.hotelmix.it
[5] https://www.villadeste.com/it/

Storia della Villa d’Este sul Lago di Como

La Villa d’Este, situata a Cernobbio sulle rive del Lago di Como, è un esempio emblematico di architettura barocca e ha una storia ricca e affascinante che risale al XV secolo.

Origini e Costruzione

  • Convento Femminile (1442): Inizialmente, la villa fu costruita come convento femminile dal Vescovo di Como[1][3].
  • Trasformazione in Villa (1568): Nel 1568, il Cardinale Tolomeo Gallio commissionò la costruzione della villa attuale, progettata dall’architetto Pellegrino Tibaldi. La villa venne chiamata inizialmente “Garrovo”, in riferimento al torrente che attraversa i giardini[1][2][4].

Proprietà e Ristrutturazioni

  • Declino e Riscatto: Dopo la morte di Gallio, la villa passò in eredità ai suoi familiari, che la lasciarono in stato di abbandono. Fu utilizzata dai gesuiti per esercizi spirituali fino a quando nel 1769 fu acquistata dagli Odescalchi[1][3].
  • Acquisto da Carolina di Brunswick (1815): La principessa Carolina di Brunswick acquistò la villa nel 1815, ribattezzandola “Villa d’Este”. Sotto la sua proprietà, la villa subì significativi lavori di restauro e decorazione, rendendola un luogo di ritrovo per l’aristocrazia europea[2][6].

Periodo Moderno

  • Zarina Maria Fedorowna (1868-1870): Dopo vari passaggi di proprietà, tra cui il barone Ippolito Ciani, la villa fu affittata dalla zarina russa Maria Fedorowna, che contribuì a riportarla al suo antico splendore attraverso feste sontuose[3][6].
  • Trasformazione in Hotel (1873): Nel 1873, grazie all’iniziativa del sindaco di Milano e di alcuni senatori del Regno d’Italia, la villa fu trasformata in un hotel di lusso. Da allora, è diventata una delle mete preferite dall’aristocrazia e dai turisti internazionali[1][4].

Architettura e Giardini

La villa è circondata da un parco di circa 10 ettari che ospita splendidi giardini in stile barocco, con elementi rinascimentali e romantici. Tra le attrazioni principali ci sono il Ninfeo, la Fontana dell’Ercole e il Tempietto di Telemaco[4][5].

Conclusione

Oggi, Villa d’Este è non solo un prestigioso hotel cinque stelle ma anche un simbolo della bellezza storica e architettonica del Lago di Como. La sua storia riflette le trasformazioni sociali e culturali dell’Europa attraverso i secoli, rendendola un luogo di grande interesse storico e turistico.


[1] https://www.lanostra.it/vacanze-cosa-visitare/villa-deste-un-esempio-barocco-sul-lago-di-como/
[2] https://www.harpersbazaar.com/it/lifestyle/viaggi/a40482217/villa-d-este-como-storia/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_d’Este_(Cernobbio)
[4] https://www.villadeste.com/it/hotel-di-lusso-sul-lago-di-como/
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/percorsi/ville-como/7.5/
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO260-00239/

Cernobbio · Giardini (in genius loci) · Giardini del lago di Como

Il Giardino della Valle, a Cernobbio, sul lago di Como

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Il Giardino della Valle è un incantevole giardino botanico situato a Cernobbio, sul lago di Como, precisamente nell’alveo del torrente Garrovo. Questo spazio verde è nato negli anni Ottanta grazie all’impegno di Ida Lonati Frati, affettuosamente conosciuta come “Nonna Pupa”, che ha trasformato una discarica abusiva in un’oasi di bellezza naturale.

Storia e Trasformazione

La storia del Giardino della Valle inizia con la visione di Nonna Pupa, che, infastidita dalla presenza di rifiuti nella zona, ha chiesto al Comune di Cernobbio il permesso di “adottare” l’area. Dopo anni di duro lavoro e con l’aiuto della nipote Giulia e di altri volontari, la discarica è stata bonificata e trasformata in un giardino ricco di flora e fauna. Oggi, il giardino ospita oltre 130 specie diverse di piante, sculture artistiche e spazi per la lettura e il relax[1][2].

Importanza Culturale

Il Giardino della Valle non è solo un luogo di bellezza naturale ma anche un centro culturale attivo. L’associazione “Il Giardino della Valle”, fondata da Nonna Pupa e dai suoi collaboratori, si occupa della manutenzione e dell’organizzazione di eventi. Questo spazio è diventato un punto d’incontro per la comunità locale e per i turisti che visitano il lago di Como[5][6].

La storia di questo giardino è stata anche raccontata nel documentario Il Giardino di Nonna Pupa, che ha ricevuto riconoscimenti a livello internazionale, evidenziando l’importanza del progetto nel contesto ambientale e sociale[1].

In sintesi, il Giardino della Valle rappresenta un esempio straordinario di riqualificazione ambientale e comunitaria, dove la passione per la natura si unisce all’arte e alla cultura.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Giardino_della_Valle
[2] https://www.in-lombardia.it/it/turismo-in-lombardia/lago-di-como-turismo/il-giardino-della-valle
[3] https://mylakecomo.co/it/attrazioni/giardino-della-valle-cernobbio/
[4] https://ilgiardinodellavalle.it
[5] https://lariusway.com/ville-e-giardini/il-giardino-della-valle/
[6] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g194728-d3545485-Reviews-Il_Giardino_della_Valle-Cernobbio_Lake_Como_Lombardy.html

Cernobbio · Villa Pizzo, Cernobbio · Ville sul Lario

Villa Pizzo, a Cernobbio, sul lago di Como

Villa Pizzo è una storica dimora situata a Cernobbio, sul lago di Como, nota per la sua bellezza architettonica e il vasto parco circostante. Ecco una panoramica dettagliata della villa.

Storia e Architettura

Origini: La villa ha origini che risalgono al XV secolo, quando Giovanni Muggiasca, un mercante di Como, acquistò il terreno nel 1435. Inizialmente, fu costruito un modesto edificio rurale per le soste durante le visite alla proprietà[1][2]. Durante la peste del 1630, la villa divenne rifugio per molti cittadini in fuga dalla malattia, e in questo periodo iniziarono i lavori di ampliamento del parco[2][3].

Ristrutturazioni: Nel corso dei secoli, la villa ha subito numerosi rimaneggiamenti. L’ultimo dei Muggiasca a vivere nella villa fu Giovanni Battista, che contribuì all’arredamento neoclassico e al monumento dedicato ad Alessandro Volta presente nel parco[1][2]. Nel XIX secolo, la villa passò sotto la proprietà del viceré Ranieri d’Austria e successivamente della nobildonna francese Elise Mousard, che apportò ulteriori modifiche e abbellimenti[3][4].

Caratteristiche del Parco

Il parco di Villa Pizzo si estende in lunghezza tra i terrazzamenti montani e il lago. È suddiviso in diverse aree giardiniere, ognuna con caratteristiche uniche. Tra le principali attrazioni ci sono:

  • Giardini all’italiana: Ordinati vialetti e aiuole fiorite.
  • Fontane e statue: Elementi decorativi che risalgono al Seicento.
  • Darsena: Un’area dedicata alle imbarcazioni storiche[1][2][4].

Visite e Eventi

Villa Pizzo è attualmente una residenza privata utilizzata per matrimoni ed eventi aziendali. Le visite sono disponibili solo su prenotazione e offrono un’esperienza immersiva nella storia della villa e dei suoi proprietari[5][8]. Il parco, con oltre 10 chilometri di sentieri, è ideale per passeggiate botaniche[5].

Posizione

La villa si trova lungo la Via Regina a Cernobbio (CO), a circa 5 km dal centro di Como e 7 km dal confine svizzero[1][3]. La sua posizione panoramica offre spettacolari vedute sul lago di Como, rendendola una delle dimore più affascinanti della regione.

In sintesi, Villa Pizzo rappresenta non solo un importante patrimonio storico ma anche un luogo incantevole per eventi speciali, immerso nella bellezza naturale del lago di Como.


[1] https://villago.it/product/villa-pizzo-di-cernobbio-co-xix-secolo/
[2] https://www.quicomo.it/social/villa-pizzo-patrimonio-lago-como.html
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Pizzo
[4] https://www.in-lombardia.it/it/turismo-in-lombardia/como-turismo/villa-pizzo-la-madonna-del-lago
[5] https://mylakecomo.co/it/eventi/visita-guidata-a-villa-pizzo/
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/percorsi/ville-como/7.6/
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO260-00252/
[8] https://mylakecomo.co/it/attrazioni/villa-pizzo-cernobbio/
[9] https://www.villapizzo.com
[10] https://www.villapizzo.eu

Alberi · Alberi · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · MEDITAZIONE nel Tempo

Mancuso Stefano, La versione degli alberi, Einaudi, 2024

scheda dell’editore:

Gli abitanti di Edrevia sono divisi in clan, e ognuno di loro abita in una zona ben precisa: le alture dei Gurra, la pianura dei Dorsoduro, la valle dei Cronaca, le colline dei Guizza e dei Terranegra.

È una società in pace, quella degli alberi, con le sue assemblee moderate e intelligenti, i suoi tempi millenari, i suoi rituali e i suoi continui scambi d’informazioni attraverso le radici.

Da qualche tempo, però, gli equilibri dei clan sono minacciati dalla crisi climatica: Laurin, Lisetta e Pino, i nostri amatissimi eroi, questa volta dovranno uscire da Edrevia e avventurarsi nel mondo di fuori, alla ricerca di una nuova casa per la tribú degli alberi.

Un viaggio avventuroso e spericolato, pieno di incontri e di imprevisti. Sarà l’occasione per scoprire nuove società e nuovi modelli di vita, per attraversare deserti e scalare montagne, per mangiare dolcetti deliziosi e farsi nuovi amici che parlano dialetti incomprensibili. In una parola, per abbracciare il diverso.

Perché se c’è una cosa che gli alberi sanno fare – e che provano a insegnarci – è adattarsi.

Con il suo secondo romanzo, Stefano Mancuso torna ad aprirci le porte del suo mondo verde, allargandone ancora i confini: alla divertentissima comunità della Macchia e a quella perfetta dei Fitonidi, alla cosiddetta Microvalle con la sua portentosa biblioteca-labirinto e pure alla cupa terra dei Valdora, dove gli alberi sono diventati materia prima degli «esseri dannosi».

Tra il romanzo picaresco e l’apologo, sempre con grande rigore scientifico, Mancuso ci racconta ciò che conosce meglio: la natura e le piante, il nostro piú grande patrimonio.

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Berra Pietro (a cura di), Lettere sul Lago di Como. Il mito del Lario negli epistolari dei grandi autori da Plinio al Novecento, Sentiero dei Sogni editore, 2024. Indice del libro