Centro Storico di Como

Como: Liceo classico e Porta Torre

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CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival

12 OTTOBRE 2104: ”FAI LUCE!” Alessandro Volta protagonista della manifestazione in programma a Como

Immagine 12 OTTOBRE: ”FAI LUCE!”
Alessandro Volta protagonista della manifestazione in programma a Como

“Un, due, tre, VOLTA!”, uno slogan che impazzerà per le vie di Como per tutta la giornata del 12 ottobre, quando i figuranti e i ciceroni del Fondo ambiente italiano daranno vita a uno spettacolo di strada fatto di storia e di cultura, di arte e di architettura.
Il FAI – delegazione di Como ha infatti in programma, nell’ambito della FAI Marathon (l’annuale appuntamento organizzato in contemporanea in tutta Italia), il percorso FAI Luce,Il meeting  point è in Via Cesare Cantù  davanti al Liceo Classico, alle 10.00 e  si snoderà per tutta la città ripercorrendo  la vita di Alessandro Volta “incontrandolo di persona” nei luoghi che ne hanno accompagnato esistenza e fama. In  ogni luogo la Delegazione FAI Como degli Apprendisti Ciceroni volontari scelti nelle scuole della provincia di Como ed adeguatamente formati dai loro docenti.

Tappa conclusiva del percorso l’omonima piazza dello scienziato, dove ad attendere gli atleti ci saranno laboratori didattici realizzati dalla Prof. Michela Prest ma gestiti interamente da tutor studenti universitari.

[CONTINUA QUI]

Cani · Ferrario Carlo · Gatti

Carlo Ferrario, Molti i miei cani e i miei gatti amici con altre bestioline belle e buone, 8 ottobre 2014

Molti i miei cani e i miei gatti amici
con altre bestioline belle e buone:

TITO, gattone bianco che nel mese
d’agosto traslocava nella villa di un vicino
per tornare poi a casa, dove l’aspettava
BOBI un cockerino marrone
suo grande amico col quale divideva
(o piuttosto) occupava il cuscino

ALEX, schnauzer fin troppo affettuoso
e un po’ nevrotico che se lo si lasciava
per mezz’ora solo, arrabbiato stracciava
tutti i giornali e si avvolgeva
mugolando in una sciarpa del padroncino
(ma che provvedeva a riscaldare i mici
nati da ZILDA, gatta molto assente)

NATALINO trovatello svizzero-siamese
sempre acciaccato e freddoloso
ma che campò sedici anni e MARMALUOT un pacioso
soriano…

Tra i gatti ci fu anche
GILDA, un’oca padovana
dalle penne mezze nere e mezze bianche

MAGDA, un’azzurra capretta tibetana
che se non sorvegliata devastava l’orto

e SCHIPA un merlo canterino
che fischiava Maramao perché sei morto?”

Per qualche giorno comparve un agnellino
che saltellava belando
ma che scomparve il Venerdì Santo:
non sto a raccontare il pianto
di chi (settant’anni fa) era un bambino
fin troppo ingenuo e sensibile, quando
a Pasqua lo vide su un piatto di portata
tra le patate arrosto e l’insalata
con in bocca una mela e un po’ di rosmarino…

Sono sicuro che li ritroverò festanti
con salti, trilli, miagolii, belati e fusa
quando conclusi gli anni declinanti,
un’eterna e nuova infanzia mi sarà dischiusa.

Carlo Ferrario

Trasporti

Una metropolitana in Alta Brianza. I pendolari: rilanciamo la linea Como-Lecco, 8 ottobre 2014

Merone (Como), 7 ottobre 2014 – Non come una metropolitana ma quasi. Da Cantù a Como in 10 minuti, così come da Erba a Cantù in 15 minuti, con qualche aggiustamento sulla linea ferroviaria Como-Lecco.

Ora il comitato ha deciso di passare dalle proteste alle proposte di soluzione e di miglioramento e potenziamento del servizio. «Questa linea che qualche volta purtroppo sembra abbandonata ha invece delle grandi potenzialità – spiega Cristina Vaccani, del Comitato dei pendolari che viaggiano sulla Como-Lecco -. Ovviamente con questa offerta non si va da nessuna parte ma anche senza grandi investimenti la linea sarebbe in grado di attrarre tanti nuovi viaggiatori, soprattutto in tempi di crisi e con il costo della benzina alle stelle.

In passato sono stati proposti dei progetti faraonici che non hanno portato a nulla ma basterebbe una manutenzione ordinaria e un’offerta più decente. Se non ci fossero quei buchi di ore fra una corsa e l’altra le persone sarebbero invogliate a utilizzare il treno»

da Una metropolitana in Alta Brianza. I pendolari: rilanciamo la linea Como-Lecco – Como – Il Giorno – Quotidiano di Milano, notizie della Lombardia.

autunno

Giardino di primi Ottobre: congedi

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Giunta Mario Lucini · Politica locale - Como

Lorenzo Spallino, assessore all’urbanistica del Comune di Como: “A me sembra che di grigio ci siano stati molti anni prima del 2012. Che questi primi due anni di amministrazione siano serviti a rimettere in moto la macchina e che adesso si incomincino a vedere i frutti “

Lorenzo Spallino

Eventi, gente, attrattività

Kilometro della conoscenza, Giro di Lombardia, Orticolario, mercatini. Domenica Como ha fatto il pieno. Di iniziative e di gente. Qualcuno si lamenterà per il traffico, qualcuno dirà che non è potuto uscire di casa per paura di essere investito dalle biciclette, qualcuno dirà che per terra era sporco. Qualcuno in campagna elettorale dipingeva Mario Lucini come un sindaco ^grigio^. A me sembra che di grigio ci siano stati molti anni prima del 2012. Che questi primi due anni di amministrazione siano serviti a rimettere in moto la macchina e che adesso si incomincino a vedere i frutti. Tutto questo si concretizza in termini di rinnovata e maggiore attrattività, che cominciamo a toccare con mano. Non è un caso, perciò, che giovedì si discuta del progetto che Daniel Libeskind ha donato a Como [info]. Non ad altri. Vogliamo realizzarlo in tempo per Expo, risolvendo insieme il problema della diga foranea, gravemente lesionata nel 2009. Ci sarete?

ARTE

LE CINQUE ANIME DELLA SCULTURA, L’esposizione avrà sede presso gli spazi di Officinacento5. (Viale Lecco 105, Como) dal 18 ottobre al 31 ottobre 2014

Le Cinque anime della scultura è la nuova mostra nata dalla collaborazione fra Studio Tablinum e Officinacento5.

L’esposizione avrà sede presso gli spazi di Officinacento5. (Viale Lecco 105, Como) dal 18 ottobre al 31 ottobre 2014 e proporrà un percorso visivo – emozionale pensato per coinvolgere i visitatori alla scoperta delle diverse declinazioni scultorie rappresentate dalle opere dei cinque artisti selezionati non solo in base alla propria eccellenza stilistica ma anche in considerazione delle suggestioni trasmesse al fruitore.

L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 18 Ottobre alle ore 19.00


LA MOSTRA:

Cinque diverse anime d’artista che, attraverso le opere esposte, svelano cinque diverse visioni del mondo, cinque modi di entrare in contatto con la materia e di plasmarla secondo le proprie suggestioni.

Il numero cinque è simbolo di una mente polimorfa, costantemente votata all’intelligenza e alla curiosità. Fin dai tempi antichi questo numero è stato associato all’atto di sperimentare, alla conoscenza concreta dei fatti, del cambiamento, del “mutamento di stato” di una situazione.

Gli antichi greci lo riconducevano a Hermes, messaggero degli dei, tramite tra cielo e terra.

Non dimentichiamo, però, che questo numero conserva in sé la forza dell’auto-espressione. E Infatti, le componenti fisiche corrispondenti alla capacità di parlare, sono esattamente cinque: lingua, denti, palato, labbra e gola.

Proprio per la complessa interazione tra intelletto e parola, il cinque suggerisce di utilizzare ogni tipo di disciplina interiore ed esteriore, al fine di “traghettare” la nostra personalità, da uno stato di disagio, di ricerca di un “aliquid”, allo stato desiderato. Solo governando bene la comunicazione, l’espressione di idee, sentimenti e fatti, è possibile giungere a uno scambio equilibrato e crescere. Cinque sono i sensi che fanno da bussola all’essere umano nella propria esistenza: da un punto di vista emotivo, mentale e fisico, a una condizione sempre nuova.

Una simbologia tanto intensa che trova le sue diverse impressioni nelle opere di questi cinque scultori. Armonia e contrasto, ricerca e sublimazione si fondono nelle loro sculture in un’esposizione che accompagna il visitatore attraverso un percorso visivo – emozionale, in una declinazione fatta di suggestioni che si concretizzano in cinque diverse anime d’artista: la scultura di Antonietta Moschi tende, come filo d’oro, alla meravigliosa interpretazione del mondo che ci circonda e del quale l’artista, interprete privilegiato, è legato e allo stesso tempo sospeso al di là.

Le sculture di Carlo Pazzaglia racchiudono in sé una storia emotiva di emozioni sublimate in un perfetto equilibrio di semplicità e sintesi. I materiali, dal marmo ai sassi di fiume, dal ferro al legno, sono plasmati al ritmo dell’energia primordiale di cui l’artista si fa straordinario artefice; dalle sculture di Brigitte Cabell si sprigiona l’energia primitiva che è propria degli archetipi: una scultura, che non astrae la realtà ma, piuttosto, ne svela il suo nocciolo più intimo; un meraviglioso bestiario dal sapore esotico è quello a cui danno vita Cristian Baroso & Monica Viglietti trasformandosi in novelli demiurghi di un mondo che ci affascina con la propria imponenza realistica; mentre, nelle opere di Vincenzo Vallone è il valore della memoria a trovare una propria sintesi riscoprendo una formula speciale di sculture in cui il segno e le chincaglie, il taglio e la manualità ricreano il connubio tra bassorilievo e pittura.

da LE CINQUE ANIME DELLA SCULTURA.

Gatti

Frida parla della gatta Frida: “Irradia un senso di maestosa quiete e di abbandono. Senza mai una sbavatura, un’esagerazione. Trasuda bellezza questa micia intraprendente, intrepida e impertinente che ha sfiorato le fauci della morte senza lasciarsi inghiottire..”

oggi sono 4 anni che Frida è con me.
E’ lì, sullo schienale del divano, quell’angelo nero dalle ali di velluto, tutta avvolta su se stessa.
Ogni tanto l’oscurità di quel gomitolo è trafitta dal verde smeraldo che trapela dalle fessure degli occhi.
Sonnecchia, a tratti socchiude quelle fatali asole per sbirciare, rispondere a un rumore insolito, che irrompe ovattato nel silenzio di questo grigio pomeriggio festivo a turbare il suo meritato torpore.

Scruta severa e indolente senza spalancare gli occhi, controlla il suo piccolo universo con l’austerità regale di una pantera. A volte ammicca apprendo una due volte le palpebre e quando posa su di me i suoi luminosi dardi è dolce, complice, affettuosa. Li
richiude appagata; si riassesta con lievi, misurati quasi voluttuosi movimenti.
Irradia un senso di maestosa quiete e di abbandono. Senza mai una sbavatura, un’esagerazione.
Trasuda bellezza questa micia intraprendente, intrepida e impertinente che ha sfiorato le fauci della morte senza lasciarsi inghiottire.
Non è mai scomposta, mai perde la sua eleganza: quel senso etereo di chi, senza alcuna fatica, sfugge all’ordinaria forza della gravità.
Quando si stira in tutta la sua agile lunghezza, è una ballerina graziosa, leggera e composta che si estende sino a sfiorare l’infinito come un sogno.
Quanti ricordi! Ancora non so perché la scelsi, perché proprio lei.
La vedo ancora piccina nelle foto del sito che gioca con qualcosa.
Il primo incontro: appena ci lasciasti sole iniziò a fusare rannicchiata in un
cassetto di un enorme tavolo.
L’incontro con Pablo: la metamorfosi di un’ostilità che diventa gioco, amicizia, corse domestiche, groviglio di corpi, zampe e code.
Frida, la mia “Soul Gatta”. La mia gatta dell’anima: sconosciuta ai più, solo a me si rivela e mi concede la grazia di viverci assieme.
Gagliarda non si arrende. Un “No” le passa indenne tra i baffi, con la coda incalza il suo proibito proposito e lo porta a compimento.
Adora ispezionare il lavandino e poi lasciare le sue impronte bagnate ovunque, farsi le unghie sul divano e chissà cos’altro ancora!
Saluta il risveglio con mille giravolte e mugolii, già carica di energia. Sa essere una trottola che piroetta per casa o un batuffolo tutto fusa e morbidezza.
Nelle notti che si rigirano su se stesse, guidata da un misterioso intuito felino, viene ad appollaiarsi su di me: il peso della presenza. Chiamo così questo suo gesto amico, che scaccia le mie malinconie e mi ricorda che non sono
sola.
Mi perdo nel suo sguardo, nel suo lucente scuro mantello. Mi incanta la sinuosità che accompagna ogni sua movenza. Il suo tepore mi riscalda l’anima.
Con la coda mi saluta e mi accarezza e con il muso viene a scrutare il mio umore.
Non so perché l’ho fatto. Perché la presi. Tornassi in dietro, però, lo rifarei miliardi di volte, senza alcuna esitazione. Ad occhi chiusi, anche nel mezzo della nebbia o della tempesta, saprei quale direzione prendere.

Cineforum

sabato 11 ottobre alle ore 21.00, presso il Cinema Astra di Como. In collaborazione con Il Cinecircolo, il centro formativo Starting Work, la scuola cinevideo Dreamers di Como e l’Hotel Terminus, sarà proposta una serata con un ospite d’eccezione: l’attore Gianni Cavina

In avvicinamento all’importante traguardo del decennale, il Festival del Cinema Italiano di Como festeggia l’evento offrendo al pubblico comasco una serie di appuntamenti speciali dedicati al cinema di qualità con INGRESSO GRATUITO.
Il prossimo è in programma sabato 11 ottobre alle ore 21.00, presso il Cinema Astra di Como. In collaborazione con Il Cinecircolo, il centro formativo Starting Work, la scuola cinevideo Dreamers di Como e l’Hotel Terminus, sarà proposta una serata con un ospite d’eccezione: l’attore Gianni Cavina.  Dal 1970 volto centrale nella filmgrafia di Pupi Avati, Cavina è attualmente impegnato sul set di “Una grande famiglia”, serie televisiva ambientata nel nostro territorio.  Per l’occasione sarà proiettato il film che lo impose all’attenzione del pubblico e della critica: “Atsalut pader” di Paolo Cavara, un intenso ritratto di frate Padre Lino da Parma, figura storica di stretta attualità (http://cinema.ilsole24ore.com/film/atsalut-pader/).
Nel corso della serata sarà inoltre 
presentato il volume “Paolo Cavara. Gli occhi che raccontano il mondo” di Fabrizio Fogliato prima pubblicazione su un autore meritevole di attento recupero.

Gianni Cavina

Nella speranza di vederci all’Astra, un carissimo saluto
 
 
Francesca Lipari
Ass. Culturale SGUARDI
Mostre

Mostra di Roberto Biondi, PIANO LIBERO, presso Villa Bernasconi, in via Regina 7 a Cernobbio (CO)

Giovedì 2 ottobre 2014 alle 18.00 presso Villa Bernasconi, in via Regina 7 a Cernobbio (CO), verrà inaugurata una personale di Roberto Biondi intitolata Piano libero.

La mostra, a cura di Roberto Borghi, potrà essere visitata tutti i giorni
fino a domenica 12 ottobre, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 23, sabato e domenica dalle 11 alle 23. L’ingresso sarà gratuito.

Piano libero ovvero una superficie sulla quale agire senza vincoli, uno spazio da sondare, modellare, colorare con un estro in sintonia con le intuizioni delle seconde avanguardie, e di quella spazialista in particolare.

Le circa 30 opere su carta o su metallo, realizzate da Roberto Biondi tra il 2013 e il 2014, si richiamano infatti alle ricerche sui confini del linguaggio pittorico, e sulle interazioni tra materiali e colori, condotte negli ultimi decenni del ‘900. Questa tradizione espressiva, nel lavoro di Biondi, viene però rielaborata in chiave architettonica e contaminata con forme attinte dalla natura.

Roberto Biondi è nato a Como nel 1953. L’influenza esercitata su di lui dalle passioni paterne (architettura, arte, musica classica) e la frequentazione di numerosi artisti, in particolare lo scultore Eli Riva, lo hanno spinto a dedicarsi prima a Venezia, poi a Firenze, agli studi di architettura, terminati nel 1978. Nel 1983 ha aperto a Como ABACO, atelier di design e spazio culturale presso il quale ha organizzato per più di un decennio mostre d’arte, incontri musicali e spettacoli teatrali. L’incontro con Pierantonio Verga, di cui ha frequentato i corsi presso l’Accademia Aldo Galli IED Como, lo ha convinto a dedicarsi alla pittura. Dal 2009 a oggi ha partecipato a numerose collettive in gallerie milanesi. Piano libero è la sua prima personale.

Nell’ambito della mostra di Roberto Biondi si terranno incontri ed eventi musicali.

Venerdi 10 ottobre alle 21.15, Dorian Battaglia, Marco Vido e Stefano Seneca si confronteranno sul percorso creativo che conduce Dall’architettura all’arte.

Sabato 11 ottobre alle 20.00 sarà la volta di un concerto jazz per sax, chitarra e basso del Trio Quadroni Schiavo Cervellino.

Read more at http://www.wherevent.com/detail/Roberto-Biondi-Piano-Libero-Mostra-personale-di-Roberto-Biondi-a-cura-di-Roberto-Borghi#9wEZGypYClJVyLmP.99

Cineforum

Ombra del silenzio (Italia, 2014) di Matteo Malavasi, venerdì prossimo 10 ottobre alle ore 21.00, presso la Piccola Accademia di via Castellini 7 a Como

Cari amici,
vi segnaliamo con molto piacere che venerdì prossimo 10 ottobre alle ore 21.00, presso la Piccola Accademia di via Castellini 7 a Como, avrà luogo la proiezione dell’
Ombra del silenzio (Italia, 2014), il primo lungometraggio del regista comasco Matteo Malavasi.
Matteo viene da una formazione musicale ed è approdato prima al video, poi al cinema, anche grazie alla frequentazione assidua della Libreria del cinema, dove abbiamo avuto il piacere di conoscerlo e di seguire da vicino la messa a punto del suo discorso estetico, che non temeva di confrontarsi con i modelli più alti del cinema d’autore (da Bergman a Béla Tarr, da Rossellini a Bresson).
L’ingresso alla proiezione è di € 5.00, con prenotazione. Per prenotazioni telefoniche rivolgersi al 339/1965074 o via e-mail all’indirizzo info@teatrogruppopopolare.it.
Andrea
Architettura

Pratiche e forme dell’arte nello spazio urbano, A cura di Francesca Guerisoli Storica e critica dell’Arte, Docente presso l’Università Milano-Bicocca. Venerdì 10 Ottobre 2014 ore 18:15 Como – Villa Olmo

presenta la conferenzaPratiche e forme dell’arte
nello spazio urbano
A cura di Francesca Guerisoli
Storica e critica dell’Arte, Docente  presso l’Università Milano-Bicocca.

Venerdì 10 Ottobre ore 18:15

Como – Villa Olmo

Nella città di oggi è sempre più facile imbattersi in forme e pratiche artistiche che si collocano negli spazi comuni. L’arte contemporanea viene infatti investita di diverse funzioni, quali rendere un luogo più attraente, migliorarne la qualità sociale degli spazi, favorire la lettura critica del presente, costituirsi come forma di lotta politica. L’incontro affronta alcuni degli aspetti più dibattuti dell’arte fuori dal museo attraverso l’illustrazione di casi-studio, soprattutto italiani, dalle nuove forme del monumento ai giardini e parchi d’arte, dalle pratiche relazionali “community based” agli interventi performativi.

Francesca Guerisoli è specializzata in Storia dell’arte contemporanea. I suoi studi sono incentrati sul museo contemporaneo, le ultime tendenze artistiche e il rapporto dell’arte con la dimensione sociale e politica. Curatrice indipendente, giornalista pubblicista, tra le ultime pubblicazioni: “La città attraente. Luoghi urbani e arte contemporanea” (con M. Colleoni, Egea, Milano 2014).

INGRESSO GRATUITO A ESAURIMENTO POSTI
prenotazione:
organizzazione@ritrattidicitta.comIn collaborazione con: