Basilio Luoni è nato a Como il 30 maggio 1941. Vive sul lago a Lezzeno, dove dagli anni Sessanta dirige una Compagnia teatrale di “dilettanti”, per la quale ha tradotto commedie di Molière, Regnard, Beaumarchais, Aristofane, Plauto, Cecov, Puskin. Sempre per la Compagnia ha scritto un ‘mistero’: El Natal, e una rivisitazione dell’ Odissea El Baloss.
Ha tradotto varie opere per Rizzoli, Rusconi e Guanda: Les Tragiques di d’Aubigné, Le mille e una notte e un’ampia scelta di fiabe del Cabinet des Fées.
Ha riunito alcune traduzioni molieriane nel Molière travestito, stampato dalla Nodo Libri di Como. Per la stessa casa editrice ha pubblicato El Natal.
Dante Isella ha presentato alcune composizioni di questoLibrô di figur nell’Almanacco dello Specchio 1993 (Mondadori). Un poemetto in dialetto El ball de la garigôla è stato pubblicato dalla editrice Lythos con litografie di Donato Bocelli. Incisioni di Bocelli accompagnano anche le liriche italiane raccolte nella plaquette Sparizioni e nel volumetto Amor vitae, amor mortis per i tipi dell’editore Dominioni.
al seguente link tutte le mie “tracce di memoria su Basilio Luoni:
Hitchcock girò le scene della luna di miele in un paesino pittoresco sul lago di Como, Coatesa sul Lario, comune di Nesso. I fotogrammi sono un documento dell’aspetto del borgo ai primi del Novecento. In essi si riconoscono scorci delle case aggrappate sulla roccia, la piazzetta e il caratteristico ponte della Civera
«Era ferito a morte, ma è tornato indietro per morire vicino al suo collega». Sembra la scena di un film, ma è la storia di Diesel, pastore belga di 7 anni. È l’unica vittima tra le forze di polizia nella retata di questa mattina a Saint Denis. Gli uomini del Raid (Recherche Assistance Intervention Dissuasion, le “teste di cuoio” francesi) stavano dando la caccia a Abdelhamid Abbaoud, mente degli attentati di Parigi. Il cane-eroe è stato il primo a entrare nel covo dei jihadisti, tra rue de la République e rue de Corbillon, mandato in avanscoperta a caccia di bombe. Ma gli hanno subito sparato, ferendolo mortalmente.
La città visibile. Poesie da affrancare di Pietro Berra e Francesco Osti (Lietocolle, 2015). Un libro singolare, inusuale: vere cartoline che si possono staccare e spedire.
Pietro Berrà e Francesco Osti sono due poeti nati negli anni Settanta. In questa raccolta rileggono il cambiamento dell’Italia attraverso 30 cartoline simboliche, cui si sono ispirati per scrivere altrettante poesie. Osti ha scelto il periodo del boom economico: l’epoca dell’emigrazione dal Sud al Nord e della speculazione edilizia, con la costruzione di palazzoni che oggi non rispondono più al gusto estetico medio, mentre allora venivano riportati sulle cartoline come segno di progresso. Il poeta si è lasciato suggestionare da queste immagini e le ha passate attraverso la lente della sua esperienza e sensibilità. Berra ha optato per un periodo più ampio, dalla Belle Époque agli anni Ottanta del Novecento, circoscritto a un microcosmo, Brunate, villaggio di contadini trasformato in piccola Ville Lumière con il sudore degli opera