fonte informativa:
https://www.espansionetv.it/gate/2019/02/13/politeama-di-como-viaggio-nellex-cineteatro/
fonte informativa:
https://www.espansionetv.it/gate/2019/02/13/politeama-di-como-viaggio-nellex-cineteatro/






La singolare vicenda dei cavalli liberi del Bisbino. Incontro con Luigi Carlo, architetto, presidente associazione Cavalli del Bisbino onlus e Maria Chiara Lietti, medico veterinario, responsabile sanitario dei Cavalli del Bisbino. Con poiezione del documentario Nitriti di libertà di Gianni Volonterio.
fonte della informazione
https://www.bibazz.it/la-settimana-incom/martedi-12-febbraio/
MAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario
ATRIKE, in collaborazione con il medico di base e il pediatra di libera scelta, offre assistenza in famiglia a domicilio oltre a supportare nella prevenzione, nella cura, nelle terapie e nelle procedure amministrative.
Infermiere di famiglia.
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via Atrike – Poliambulatorio con servizi di qualità – Assisstenza in famiglia
dal Luogo del Destino:
“Forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago“
Wallace Stevens
La “tonalità affettiva” degli scritti, audio e video del Blog si ispira a questa scena del film “Smoke” di Wayne Wang:
Trascrivo il dialogo:
Auggie: “Quattromila fotografie dello stesso posto, l’angolo tra la Terza e la Settima, alle otto di mattina. Quattromila giorni con tutti i tipi di clima possibile. È per questo che non vado in vacanza, devo stare qui ogni mattina, alla stessa ora. Ogni mattina nello stesso posto alla stessa ora.” (…)
Paul: [sfogliando velocemente] “È un po’ ossessivo.”
Auggie: “Non capirai mai se non vai più piano, amico mio.”
Paul: “Cosa vuoi dire?”
Auggie: “Voglio dire che vai troppo veloce, non guardi neanche le foto.”
Paul: “Ma… sono tutte uguali!”
Auggie:
“SONO TUTTE UGUALI, MA OGNUNA E’ DIFFERENTE DALL’ALTRA.
Ci sono delle mattine di sole, delle mattine buie; ci sono luci estive e luci autunnali; giorni feriali e fine settimana;
c’è gente con l’impermeabile e le galosce
e gente.. con la maglietta e i pantaloncini; qualche volta la stessa gente,
e qualche volta differente;
qualche volta quelli differenti diventano uguali, e la stessa gente scompare.
La Terra gira intorno al Sole, e ogni giorno la luce del Sole colpisce la Terra da un’angolazione differente.”
Questo blog è creato e accudito da due Abitatori del Lario che amano molto questa poesia di Emily Dickinson (ricordata da SILVIO RAFFO, in IO SONO NESSUNO. Vita e Poesia di Emily Dickinson, Le Lettere, 2011):
Io sono Nessuno – e tu chi sei?
Sei Nessuno anche tu?
Allora siamo in due
non dirlo, potrebbe spargersi la voce!
Com’è pesante essere Qualcuno!
Così volgare –
come una rana che gracida il tuo nome tutto Giugno
ad un Pantano in estasi di lei!
lo scrivono ed aggiornano questi due “Nessuno”,
ai quali il Destino (questa volta benefico) e le precedenti generazioni hanno consentito di vivere a Coatesa sul Lario per vari mesi dell’anno:









Grazie Paolo, possiamo darci del tu.
La città ha bisogno di riflettere e di agire.
Gerolamo
scrivevo:
cordiali saluti e buone progettazioni
Scrive Tino Tajana a Paolo Ferrario
Carissimo Paolo,
volevo spiegare la mia posizione tecnica sul progetto Ticosa con calma; l’altra sera ero nervoso perché per trent’anni mi sono occupato di Ticosa e piangendo l’ho vista demolire con i fuochi d’artificio!.
Como ha lì la sua “necropoli”: lo straordinario cimitero monumentale.
Gli Etruschi costruivano i loro abitati e il tempio in cima al colle e le necropoli alla base di esso; vicino alle necropoli insediavano i luoghi di lavoro: le fucine del ferro, la produzione di vasellame, ma mai le abitazioni.
Veniamo al caso Ticosa.
L’area era la pertinenza agricolo-produttiva del borgo di San Rocco sino a fine ‘800 (cereali e ortaggi); poi la industria tessile ha iniziato a costruire un primo opificio e si è incrementata sino a occupare l’intera area da San Rocco a San Rocchetto. Quindi la produzione agricola si è convertita nella produzione tessile senza la presenza di alcuna abitazione.
L’idea di Officina di farci un luogo di alta innovazione tecnologica e di creatività è ottima, perché questa è l’unica ipotesi di produzione proponibile oggi per far fronte alla disoccupazione giovanile.
L’errore sta nel volervi costruire le residenze con l’obiettivo dell’housing sociale, che può essere giustamente applicato in tutte le parti di una città articolata come Como.
Nessuno dei dieci urbanisti europei , che ho conosciuto in decenni, ha ritenuto l’area idonea alla residenza perché male esposta e perché la residenza è “antipolare” e chiuderebbe (per difesa) la permeabilità del comparto; peraltro contribuirebbe alla eccessiva cementificazione di un’area che deve riavere una consistente dotazione di verde.
Ho lavorato in questi anni presso ComoNext a Lomazzo, dove sono stati realizzati nel complesso ex-Somaini molti alloggi che sono quasi tutti vuoti, ma i pochi abitati non lo sono da parte dai creativi che lavorano in ComoNext.
L’idea di far abitare il “people” vicino ai posti di lavoro è del capitalismo ottocentesco e l’interpretazione illuminata che ne ha dato nel ‘900 Adriano Olivetti è anch’essa fallita (vedasi Ivrea).
Nessun creativo vorrà abitare in Ticosa (area non attraente) ma preferirà, come hai fatto tu, abitare in città murata o in riva al lago.
Ne deriva che la proposta lodevole di Officina si basa su presupposti produttivo/innovativi validi, ma su prospettive residenziali non corrette.
Molto meglio le riconversioni abitative ipotizzate da te e da Garganigo! (riferimento a: https://tinyurl.com/y5bj8zs8)
Teniamo conto inoltre che a Como vi è una infinità di vani residenziali vuoti e che si potrebbe intervenire proprio lì con l’housing sociale.
Ritengo inoltre che in questa città, divisa tra Guelfi e Ghibellini in continua guerra, la Ticosa potrà avere una soluzione fattibile solo nella ricerca della “solidarietà comunale” come è avvenuto a livello nazionale nello stendere la Costituzione e a livello locale nelle amministrazioni delle vicine città pedemontane.
Scusami della foga dell’altra sera, ma ho molto sofferto quando ho visto demolire la Ticosa e l’appena restaurato edificio a shed dove, anche con il mio appassionato lavoro, era stata realizzato lo spazio mostre più interessante e richiesto della Provincia!
Con stima e affetto. TINO TAJANA
Risponde Paolo Ferrario a Tino Tajana
Pensa che la demolizione del vecchio macello e stato un delitto artistico e storico.
Aveva all’ interno pilastri gotici in marmo a zebra bianco di Musso e nero di Varenna come il Broletto.
E anche le 2 rampe d accesso in salita per gli animali e carri che li trasportavano segnalavano l’ antichità medievale.
San Nazaro, già nell’ intitolazione, denotava l ‘ antichita di fondazione. Nazaro e Celso coppia di santi ambrosiani nel cuore della città avversa a Milano e filo barbarossa
Ma tantè: a Milano c è la bellissima basilica di S.Maria presso S.Celso. Si chiama così. e se S.Maria è del 1000 S .Celso era antecedente. Nazaro e Celso coppia di santi come Gervasio e Protasio i cui corpi rinvenuti da S .Ambrogio a fine 300 d.c.hanno dato luogo alla fondazione dell’ attuale basilica di S.Ambrogio a Milano perché fondata da lui proprio per custodire le reliquie dei 2 santi. O a Como Proto e Giacinto Cavalieri, le cui reliquie sono all’ interno dell’ altare gotico del Duomo.
Liberata e Faustina monache emiliane venute a monacarsi e fondare loro monastero di S Maria Antiqua attuale ristorante Forchetta d’ oro in via Borsieri e forse anche attiguo all’ ex Ristorante Le Catene. Sbircia il chiostro dal portone della rientranza di via Borsieri attigua a Le Catene : calpesterai un luogo claustrale del 700 d.c.regnante Liutprando o Desiderio dei Longobardi….
sono finito lontano dalla Cortesella…
Ciao
vedi anche
Como: la demolizione del quartiere della CORTESELLA (1938-1946), VIDEO dell’allora “Cineguf”
“Il ruolo dell’area ha un chiaro valore strategico: ingresso urbano, di facile accesso e limitrofo al centro storico, al comparto monumentale di Sant’Abbondio, alla sede universitaria di Giurisprudenza, al Parco della Spina Verde. Un’area di grande ampiezza e potenzialità e, in particolare, di pubblica disponibilità”, scrive Pierpaoli, nella quale dovranno avere un “ruolo preminente” appunto “le funzioni pubbliche insediabili, di forte valore contenutistico e simbolico.
Tra queste funzioni non bisognerà trascurare il ruolo fondamentale che dovranno avere gli spazi pubblici aperti e le zone verdi”.
Perché questo possa accadere, spiega ancora il presidente dell’Ordine degli architetti, sarà determinante “il ruolo” del Comune che dovrà essere “soggetto attivo e protagonista nella definizione delle scelte”.
Idee da sviluppare e “da compiere attraverso un percorso di metodo” che possa portare a collocare il “progetto Ticosa” all’interno di un “quadro strategico urbanistico della Città”.
Passare da “piani finanziari e gestionali che possano prevedere eventuali cooperazioni ideative ed economiche attraverso strumenti di pubblica evidenza, il tutto anche mediante la nascita di un eventuale organismo operativo ad hoc”.
da