bianco · Cigni

CIGNI DI LAGO

Succedeva nel 2011, in una tarda e fredda mattina mentre camminavamo sul lungolago.

La bellezza annidata in un’ansa: 22 cigni.

Alcuni veleggiano con la sicurezza della loro eleganza  fra i riflessi del sole e altri, sulla battigia, sono intenti nella minuziosa pulizia di zampe ed ali  e untamento (questa parola è rubata a Carlo Emilio Gadda) delle piume.

Si mescolano silenziosi i candidi adulti e i curiosi novellotti, le cui striature grigiastre rammentano il loro non lontano ingresso nel mondo.

I passanti, anche se frettolosi, volgono loro di striscio lo sguardo, qualche madre indugia trattenuta dal bambino che tiene per mano e che punta l’indice con esclamazioni di gioia.

Una clocharde sminuzza il suo pane, circondata da quella nuvola bianca impegnata ad afferrare i brandelli.

Per imitazione e per assecondare il ciclo della nutrizione entro in un bar e ne esco con qualche brioche e faccio gli stessi gesti, attento a ben distribuire i bocconi.

I cigni  vengono e vanno e, infine, tuffano nel biancore il lungo collo e si cullano nel sonno.

Viviamo in un luogo di straordinaria geografia, cui fa da contrappeso una più modesta antropologia.

Paolo

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  • Fotografie di Luciana
Mirtillo · ORTO: lavori, cure, manutenzione · Sorbo

Paolo acquista: MIRTILLO, SORBO

Paolo acquista: MIRTILLO, SORBO, vaso per pomodori (ora a Como), concimi

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Poesie

Europa in versi, Tra poesia e conoscenza, 3° edizione del festival di poesia, Como, 12-13 aprile 2013

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verde

IL COLORE VERDE, 14 aprile 2013, racconto di Luciana

Se confronto la verde distesa del prato all’inglese con i selvatici prati dei corridoi del mio giardino, sorrido. Di me stesso, ovviamente.

Non che io rincorra la speranza di ottenere, prima o poi, la lussureggiante erbetta verde dagli steli allineati alla stessa altezza. Per dire la verità, ogni anno, almeno vicino alla panca in cui si ama soggiornare, distribuisco generosamente duecentocinquanta chili di terra e spargo, a mo’ di seminatore dalla larga bracciata, qualcosa come due pacchi da 1000 grammi ciascuno di semenza.

Non succede mai nulla, se non l’arrivo di colonne di formiche e panciuti uccelli che probabilmente si rifanno le scorte dopo la penuria invernale.

Il mio prato ha un carattere esattamente opposto a quello che mi contraddistingue. Lui, è di buon temperamento. Accogliente e tollerante. Non fa distinzioni di generi e razze. Tutti sono benvenuti. E così si presenta con un manto assai variegato, dove in pacifico adattamento convivono erbe infestanti, erbe urticanti, erbe aromatiche. Tutte con al seguito il proprio corredo colorato che rallegra la vista e l’umore.

Solletica i sensi, il mio prato.

La vista. Il suo verde disordinato racchiude gioielli e colori infiniti. PRATOLINE, TARASSACO e VIOLE sono quelli che so distinguere.

Anche il TRIFOGLIO conosco, nelle sue due versioni bianco e violetto. E pure i cespugli di ORTICHE, che non necessitano certo delle infiorescenze viola per esprimere, attraverso il tatto, la loro presenza.

E carezzevoli ancora al tatto risultano le vellutate foglie della MALVA, con il loro fiore il cui colore assume lo stesso nome della pianta che lo produce. Poi la BRUNETTA, la CAMPANULA,la BUGULA, l’ACETOSA, la GINESTRINA e altre ignote erbe offrono le loro viaropinte corolle agli occhi di chi le sa guardare.

Fa rumore il mio prato. Sì. Perché nel verde dominante non spunta solo l’umile ma variopinto omaggio floreale. Nel silenzio del pomeriggio, se contemplo le calme acque del lago, l’ uditosi appresta a discriminare altri suoni. Di colore in colore si sposta il ronzio di api, bombi e calabroni.

Fra i resti delle foglie secche, un fruscio rapido e leggero annuncia la schiusa delle uova delle lucertole. Di tutte le dimensioni balenano velocissime, sparendo e riapparendo fra i sassi del muro, o mimetizzandosi fra i fili dell’erba novella, o nascondendosi tra i rami della salvia, o in ogni dove.

Se volessi inoltre accostare il mio orecchio alla nuda terra, potrei ascoltare il frenetico lavorio di infiniti insetti che si mescolano fra semi, radici e minerali, inerti e ignari del loro futuro.

Già, perché nel rumore del prato c’è anche il rumore della morte.

E’ armonioso per il mio udito, perché prodotto da gioiosi volatili che scendono a terra quando inizio a vangare e a rimuovere le zolle per preparare lo spazio dell’orto.

Ma questo suono melodioso è un annuncio funereo per gli abitanti della profondità terrena. Qualche volta però anche agli alati amici la sorte non arride.

Il vento, o un attentato di matrice felina, possono abbattere il nido sapientemente costruito con voli e voli di trasporto faticoso di selezionato materiale. Questa primavera la coppia proprietaria di questo cestello intrecciato cercherà inutilmente la propria dimora al calare della sera.

E’ odoroso il mio prato. Nelle giornate di pioggia il mio olfatto raccoglie il profumo della terra bagnata che sprigiona odori intensi e pregnanti. Vicino all’orto il secchio che raccoglierà il macerato di ORTICHE non mancherà di elargire il suo efficacissimo contributo dalle putride esalazioni.

E’ buono il mio prato. Qualcosa di suo entra dentro di me, lusingando il mio gusto.

TARASSACO, foglioline di MALVA, RUGHETTA selvatica e qualche grumolo risparmiato nel campo della CICORIA si danno finale appuntamento in generose terrine di salutare misticanza. L’artefice è Luciana che, dopo silenziose e attente passeggiate nelle macchie imprecise del verde dei corridoi terrosi, sa unire l’opera del suo raccolto in deliziosi piatti che titillano il palato con sapori forti, pungenti, croccanti e gradevolmente amari.

Questo è il mio prato. Un piccolo mazzo rubato con discrezione appare nella casa di città ad allietare le colazioni del mattino, a ricordarmi che dopo qualche giorno lo potrò ritrovare là, dove l’ho lasciato.

Fotografie di Luciana (quella di apertura è stata scattata a Salisburgo nel 1988)

Ciliegio · Orto Zen verde di Luciana · ORTO: lavori, cure, manutenzione · Patate

lavori nell’orto, domenica 14 aprile 2013

Luciana lavora all’orto verde: preparati 6 vasconi

Paolo prepara il campetto per le patate

Il ciliegio è in fiore

Architettura

architetti: Darko Pandakovic su ANTONIO SANT’ELIA, a cura di Chiave di Volta, alla Pinacoteca di Como il 5 aprile 2013

Link alla Mostra su Sant’Elia Como 24 marzo-14 luglio 2013

Luoni Basilio (1941-2024)

Basilio Luoni: La Rusalka di Alexander Pushkin – Venerdì 12 aprile ore 21,presso Associazione Carducci Via Cavallotti 7, Como

vai a La Casa della Poesia di Como – Blog.

Brunate · Strada Regia · Torno

Escursione. Lungo la Strada Regia: da Brunate a Torno Con la guida di Fabio Cani, Domenica 21 Aprile, a cura della Associazione Territori

Domenica 21 Aprile: Escursione. Lungo la Strada Regia: da Brunate a Torno
Con la guida di Fabio Cani
Ore 09.00 Ritrovo presso funicolare di Como 
Partecipazione gratuita per i soci. Tessera obbligatoria per i non soci (10 euro)
Locandina: http://associazioneterritori.files.wordpress.com/2013/03/stradaregia21aprile.pdf

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Cineforum · Moltrasio

Cooperativa Moltrasina venerdì 12 aprile 2013, ore 21:00 – OLTRE LO SGUARDO Proiezione del film L’ONDA Diretto da DENNIS GANSEL

Cooperativa Moltrasina

venerdì 12 aprile 2013, ore 21:00 – OLTRE LO SGUARDO

Proiezione del film L’ONDA
Diretto da DENNIS GANSEL
L’esperimento di un professore: trasformare la propria classe in una dittatura funzionante.
Presso:
COOPERATIVA MOLTRASINA
Via Francesco Raschi 9 – MOLTRASIO
La visione del film richiede il tesseramento in sede al costo di 3 €.
La tessera sarà valida per tutte le proiezioni a Moltrasio e nei cinecircoli Oltre Lo Sguardo in provincia di Como per tutta la stagione 2012/2013.
Per i minori di 16 anni il tesseramento è gratuito.
 
PER INFORMAZIONI E AGGIORNAMENTI:
Oppure scrivete a ols.moltrasio@gmail.com
Cineforum

IL CINEMA ITALIANO – 8. FESTIVAL A COMO, al Cinema Astra – Venerdì 12 aprile

IL CINEMA ITALIANO – 8. FESTIVAL A COMO

Cinema Astra, viale Giulio Cesare 3, ingresso con tessera dell’associazione Sguardi a 18 sacchi (valida per tutte le proiezioni)

Programma di oggi:

– ore 10 Il sole dentro (Italia, 2012, 100 minuti) di Paolo Bianchini con Angela Finocchiaro, Giobbe Covatta,Francesco Salvi, Diego Bianchi e Gaetano Fresa
1999. Yaguine e Fodé, due adolescenti della Guinea, decidono di scrivere una lettera “alle loro Eccellenze i membri e responsabili dell’Europa” per descrivere la condizione dei bambini nel loro Paese e chiedere aiuto. Vogliono però consegnarla personalmente e, per far ciò, si nascondono nel vano carrello di un aereo che ha Bruxelles come destinazione. 2009. Thabo, ragazzino prelevato dal suo villaggio guineiano come possibile promessa del calcio, viene abbandonato in mezzo a una strada perché ritenuto non sufficientemente dotato. Il compagno di allenamenti Rocco lo rintraccia e inizia con lui un avventuroso viaggio verso N’Dola il luogo in cui Thoba ha la sua famiglia.

– ore 18 Poesie in 8 millimetri. Cortometraggi di Franco Piavoli.

– ore 21 Concorso Rivelazioni: Dimmi che destino avrò (Italia, 2012, 80 minuti) di Peter Marcias con Luli Bitri, Salvatore Cantalupo, Andrea Dianetti, Vesna Bajramovic e Fadil Sulejmanovic
Alina è una ragazza di origini rom che vive da anni a Parigi. Rientrata nel campo dei genitori, nei pressi di Cagliari, incontra il commissario di polizia della città, a cui è stata affidata l’indagine su un caso di rapimento interno al campo. Tra i due nasce un’amicizia dapprima guardinga poi sempre più stretta. In cambio della sua collaborazione alle indagini, Alina chiede al commissario di non limitarsi a stare ai bordi della sua comunità ma di conoscerla dall’interno, allenando un gruppo di piccoli calciatori. Saranno presenti il regista Peter Marcias e l’interprete Luli Bitri.

NdA: attenziò, annunciaziò: vi sarà pure un’anteprima delLake Como film festival che terrassi dal 15 luglio…
http://www.dreamersonline.it

GENIUS LOCI · Monti Sibillini

Minime Storie: Letteralmente… infatati, il resoconto del workshop sui Sibillini, di Alessandra Cicalini

Le premesse c’erano tutte: il progetto appassionante, il luogo magico, il periodo pasquale e la neve. Del resto, l’avevo anche scritto, sempre su questo spazio, poco prima di partire per 

Castelluccio di Norcia, un paesino abbarbicato appena sotto il Redentore, la cima appartenente alla montagna del Vettore,

la più alta di tutta la catena dei Sibillini. 

Già sapevo insomma quanto mi sarei fatta coinvolgere e quanto avrei continuato a pensarci anche dopo, scrutando i monti dalle finestre di casa mia, tuttora imbiancate, nonostante i primi rondoni che via via si avvicinano sempre di più alle nostre grondaie

tutto l’articolo ed il ricordo è qui:  Minime Storie: Letteralmente… infatati, il resoconto quasi impossibile del workshop sui Sibillini.

Momenti salienti della lezione di Cesare Catà tenuta durante il workshop “Letteralmente fotografia” ideato e condotto dal fotografo Giovanni Marrozzini a Castelluccio di Norcia (Perugia), dal 28 al 31 marzo 2013, con la collaborazione della giornalista Alessandra Cicalini. Cesare Catà, filosofo, è autore, tra gli altri del libro intitolato “Filosofia del fantastico. Escursione tra i monti Sibillini, l’Irlanda e la Terra di Mezzo”, Edizioni il Cerchio.
Nella lezione si è soffermato sui Mazzamurelli, le fate caprine e la loro regina Sibilla, e sul Guerrin Meschino, il romanzo di Andrea da Barberino scritto nel secolo XIV sulla base di preesistenti leggende orali:

ARTE

Carla Badiali (1907-1992), certo la più importante artista del Novecento lariano, catalogo NodoLibri

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News Nodo

Carla Badiali – Disegnare il tessuto

Per celebrare il centenario della nascita di Carla Badiali (1907-1992), certo la più importante artista del Novecento lariano, la Fondazione Antonio Ratti ha organizzato nel 2007 la mostra “Carla Badiali – disegnare il tessuto“, che per la prima volta ha esposto la sua attività nel campo del disegno per tessuti, con materiali in gran parte inediti.

Il catalogo,  ideato e pubblicato in collaborazione con NodoLibri, presenta non solo tutti i materiali esposti, integralmente riprodotti a colori, ma anche tre saggi che ripercorrono l’iter creativo e personale di Carla Badiali.

“Dal disegnatore al designer per tessuti“, di Francina Chiaraillustra l’evoluzione della progettazione del tessuto dal Medioevo alla modernità, fino al momento in cui la produzione tessile accoglie nel suo percorso la figura del designer propriamente detto.

“Per Carla Badiali: raccontare l’astrazione e il sentimento” di Fabio Cani, inserisce la vicenda di Carla Badiali nel contesto comasco del periodo, approfondendo il rapporto con l’avanguardia artistica e architettonico e con la drammatica situazione politica del regime fascista e della guerra.

“Carla Badiali, l’altra metà“, di Margherita Rosina, infine, illustra i caratteri generali della produzione tessile della Badiali, in una dialettica continua con le istanze artistiche e imprenditoriali tra anni trenta e sessanta.