Elisabetta C · Giorgio Cavalleri (1940-2026) · Poesie

ricordo ritrovato: LI PUMA, Come pietre lucenti, Blu Aretusa, donato da Giorgio ed Elisabetta il 19 agosto 2013

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BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Gabriella d.i

CON GLI OCCHI CHIUSI FEDERIGO TOZZI E LA SUA CAPACITÀ VISIONARIA: I BOSCHI, LE NUVOLE, LE CAMPAGNE COME MIRAGGI IN UN DESERTO, seminario a cura di Gabriella D’Ina, Lua libera università dell’autobiografia, Anghiari, 8-10 maggio 2015

8-10 maggio a cura di Gabriella D’Ina

CON GLI OCCHI CHIUSI
FEDERIGO TOZZI E LA SUA CAPACITÀ VISIONARIA: I BOSCHI, LE NUVOLE, LE CAMPAGNE COME MIRAGGI IN UN DESERTO

Federigo Tozzi scrittore senese (1883-1920) si colloca con almeno due opere Con gli occhi chiusi (1919) e Ricordi di un impiegato (1920) tra i maestri europei del Novecento. Per primo Pirandello ha segnalato lo sguardo dell’autore come “sguardo dal di dentro”del mondo rappresentato. Una veduta bassa o rasoterra sulle cose. Veduta che porta sempre in primo piano particolari isolati dal fondo. Ed è un’ottica che consente allo sguardo di soffermarsi su tutto ciò che è infimo, insignificante, brulicante: la foglia secca, il ramo caduto, le formiche, la mosca e perfino “un filo d’erba che si crolli percosso da un insetto” (L.Pirandello). “L’ottica rasoterra”, sono parole di Gianni Celati che ha studiato e scritto sull’autore, “parifica tutto quello che incontra, dando un uguale peso emotivo a cose, persone o animali. Ma non è un azzeramento di tutto, come avverrà in altre forme di scrittura moderna, bensì un lavoro attivo della visione per dare importanza a ogni cosa.”

FINALITA’ 
Il seminario si pone la finalità di scoprire o riscoprire, attraverso gli scritti di Tozzi, quello sguardo interno sulle cose, l’attenzione all’ambiente naturale e a se stessi , la messa fuoco di ciò che sia piccolo, inerme, dentro e fuori di noi. Tozzi è un visionario: nei suoi testi c’è sempre un’emozione che si volge ugualmente ai fenomeni naturali, alle sensazioni corporee, ai pensieri e ai comportamenti. Un’emozione che può rivolgersi a qualsiasi aspetto e “abbracciare anche le cose che sembrano meno suscettibili di essere scritte” (F. Tozzi in un articolo del 1918 su San Bernardino da Siena, suo maestro di scrittura).
A supportare questa ricerca verranno proposte anche immagini d’arte, di pittura in particolare, coeve o immediatamente successive a Tozzi. I silenzi, ad esempio di Casorati o di Lalla Romano, che facciano emergere la naturalità delle cose.

METODO 
Per ciò che concerne il laboratorio autobiografico, verrà proposta e commentata una scelta di frasi specifiche dai testi di Tozzi, tali da indurre la riflessione e la scrittura. Es.: “ […] ed egli poteva vedere quel che non avevano visto i suoi occhi. Egli ora vedeva da dentro le cose, e non da fuori”. Con la stessa finalità verranno mostrate immagini attinenti al tema dello sguardo dal di dentro.

La docente
Gabriella D’Ina,già Direttore editoriale ed editor, è attualmente docente al Master in editoria IULM. E’ Counsellor con indirizzo rogersiano, conduce Gruppi di lettura e opera nel campo letterario.

da

Libera Universita’ Autobiografia – 8-10 maggio – D’Ina – Con gli occhi chiusi.

Gianfranco Gentile detto Tato, e Luigi Piotti

AMORE LUNARE di Gian Franco Gentile del ’48 detto Tato, Ottobre 1980

 

Una notte, svegliandomi per un dolore,

mi accorsi che la Luna cambiava colore.

Aprii bene gli occhi per meglio vedere

quello spettacolo di mille chimere.

Vidi il Sole che intorno girava

alla Luna e la corteggiava

mentre lei, rossa in viso,

da un cratere gli mandò un sorriso.

E mentre la Terra, un poco scocciata,

faceva la faccia dell’abbandonata,

c’era la stella dell’Orsa Maggiore

che pettegolava con le altre signore.

Dicevano tutte: “Hai visto quel pallone gonfiato

che dopo tant’anni ora s’è stancato

di corteggiare la Terra amata

senza raggiungere mai la sua meta”?

“Però non sta bene che quella mondana

rubi tepore alla sua amica vicina,

certo anche lui non dovrebbe lasciare

la sua bella Terra per andarla a scaldare”.

“Ma cosa volete amiche mie care

cambiano i tempi e cambia anche il Sole

e se staremo ancora a guardare

vedremo la Luna  con tutta la prole” !

Ottobre 1980

(Gianfranco è l’amico ritrovato: l’ho conosciuto a 13 anni, agli inizi degli anni ’60)

AUDIO e VIDEO · Biblioteca comunale di Nesso · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Gabriella d.i · Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024) · NESSO · Storia e Economia

BASILIO LUONI e MAURO VACCANI, LA VITA LA GHE VA ‘DREE A LA CAMISA. La vita a Lezzeno alla fine della civiltà contadina 1900-1950. Modera l’incontro GABRIELLA D’INA , incontro a cura della Biblioteca del Comune di Nesso, 5 dicembre 2014. VIDEO e AUDIO della presentazione

REGISTRAZIONE AUDIO:

Locandina tratta dal sito del Comune di Nesso:

http://www.comune.nesso.co.it/po/mostra_news.php?id=144&area=H&x=

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INDICE del libro:

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Altri ricordi di  BASILIO LUONI:

https://coatesa.com/category/autori/luoni-basilio-1941/

BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Pifferi Enzo

ERAVAMO IN BIANCO E NERO volume III, immagini dell’archivio Brunner selezionate da Enzo Pifferi, presentazione il 24 novembre 2014

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Gianfranco Gentile detto Tato, e Luigi Piotti · Ponte della Civera

LUIGI PIOTTI, pittore. Il Ponte della Civera a Coatesa sul Lario, nel comune di Nesso, 27 settembre 2014

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Lucia A, 1963 · Luna

Z. con gatta Luna, 2014

CitazionI · Flo · Mi ricordo

Un ricordo di Fl., con la citazione del 2014

Davide Van De Sfroos:

Dove andrai a cadere foglia bruna
dove ti porteranno il vento e la fortuna
dondolando sopra il mio ramo
non ci ho ancora pensato
e anche se poi io ci penso
non potrò averlo saputo;
per il momento io danzo
fino a quando mi dovrò staccare
e dovunque io vada a cadere
dirò che ho volato.
 
Agosto · amici nei giorni di Coatesa

visita pomeridiana nella casa di Gabriella, Peggy e Luna. E affacci sulla baia di Coatesa, lunedì 25 agosto 2014

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Agosto · amici nei giorni di Coatesa

visita di Marzia e Franco a Coatesa sul Lario

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Agosto · amici nei giorni di Coatesa · Giorgio Cavalleri (1940-2026)

lo storico Giorgio Cavalleri arriva a Coatesa con Elisabetta, giovedì 14 agosto 2014

clicca sulla prima immagine per vederle in sequenza:

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Giorgio Cavalleri - 10 anni (1935-1945) Giorgio Cavalleri
10 anni (1935-1945)Como, 2014
Collana: In prima persona
Pp. 232, F.to cm. 16×12
Giorgio Cavalleri (1940-2026)

Giorgio Cavalleri mi presta da leggere: Adriano Bianchi, Ritorno al Ponte di Falmenta (1944-2007) editore Tarara

Giorgio Cavalleri mi presta da leggere:

Adriano Bianchi, Ritorno al Ponte  di Falmenta (1944-2007) editore Tarara

Il libro è arricchito da splendide fotografie in bianco e nero di Carlo Meazza.

Si tratta di un libro di memorie e biografia personale sulla storia della resistenza partigiana in Val d’Ossola, Val Vigezzo, Val Cannobina. La fine di quel periodo duro  e pericoloso è così descritta:

“Le strade erano polverose e l’Italia appariva dissestata, disordinata, bellissima.

L’acqua azzurra e limpida del Ticino, che scendeva con me dalla Svizzera, scorreva nella campagna verde e tutta coltivata come un orto.

La pianura finalmente, ampia e soffice senza più barriere e orizzonti chiusi, mi accoglieva eterna nella calura.

La discesa alla riva del Po fu lenta, si sprofondava nella polvere impalpabile che penetrava ovunque, tingeva di giallo il cielo, copriva i volti sudati di belletto grigio.

I ponti erano abbattuti, rovesciati nell’acqua e una lunga coda era in attesa per il passaggio sulle barche.

Autocarri, vetture, carretti trainati da cavalli, tricicli, biciclette amano e centinaio di persone a piedi.

La folla variopinta, allegra, semivestita pareva, a distanza, un addensamento di indigeni a guado di un fiume africano.

La conferma della continuità, la sicurezza della ripresa venne dalle risaie, intatte nei riquadri verdastri, tra gli arginelli di terra nuda, con l’acqua limacciosa che si indovina, scura, fra gli steli e le dense file delle pianticelle.

La conferma veniva dai campi d granoturco, pettinati, con le pannocchie piene, coronate da tenere pelurie; delle marcite sapienti, che avevano resistito ai secoli, col velo d’acqua continua, che dai canaletti tracciati al colmo del dosso scorre giù nell’erba rasata, per le prode inclinate fino ai fossi di raccolta.

Al guado del Po, lungo le strade, nei paesi, passava la folla sorprendente di adolescenti, di donne giovani.

Le ragazze mi parvero di bellezza consolante, riconoscevo la dimenticata finezza dei visi, esaltata dalla esplosione della gioia, dall’ansia di cominciare a vivere. Poco vestite, disinibite, come non le ricordavo, i capelli sciolti, i visi abbronzati, senza trucco, agili e scattanti per il molto lavoro e il moto, a piedi e in bicicletta, snelle per la dieta involontaria.

(p.108)

Adriano Bianchi è nato nel 1922 a Tortona. E’ stato comandante di compagnia del Brigata partigiana Generale Perotti. Fu gravemente ferito a Bagni di Craveggia il 18 ottobre 1944 ed è medaglia d’argento al valor militare.

E’ stato consigliere regionale del Piemonte e impegnato nella formazione dello Statuto e degli atti di fonazione della regione