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Piazza San Fedele a Como è un luogo ricco di storia e architettura, caratterizzato da edifici in legno e mattoni che riflettono il patrimonio medievale della città.
Le case a sporto, tipiche di questa piazza, sono edifici storici che servivano sia come abitazioni che come botteghe. Queste strutture presentano logge a sbalzo e una particolare tecnica costruttiva con mattoni disposti a spina di pesce, conferendo loro un aspetto distintivo[1][5][6].
La piazza è dominata dalla Basilica di San Fedele, un esempio significativo di architettura romanica risalente al XII secolo. La basilica è circondata da edifici storici che, insieme, formano un’atmosfera suggestiva e storicamente ricca[4][5]. Le case a sporto, in particolare, sono emblematiche della vita commerciale e residenziale del passato, essendo state utilizzate per secoli per il mercato dei grani[1][6].
In sintesi, Piazza San Fedele rappresenta un importante punto di riferimento per la storia architettonica di Como, con le sue case in legno e mattoni che raccontano storie di un’epoca passata e la basilica che continua a essere un simbolo della città.
[1] https://www.bancodesio.it/it/content/como-e-le-vestigia-medievali
[2] https://menaggio.com/comceptr/media/como-citta-murata-it.pdf
[3] https://coatesa.com/2019/05/16/architettura-raccontata-vie-e-case-del-centro-storico-di-como-percorso-con-clemente-tajana-iniziativa-a-cura-della-universita-popolare-16-maggio-2019/
[4] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/itinerari_escursioni/itinerari-in-citta/medioevo/index.html
[5] https://www.improntenelmondo.it/italia/como-cosa-vedere-nel-centro-storico/
[6] http://www.bellalombardia.regione.lombardia.it/lbltext/?tipoVista=02&idBene=969
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-CO240-0001108/
[8] http://www.larioonline.it/lago-di-como/Basilica%20di%20San%20Fedele

Il Palazzo Pantera, situato in via Rodari a Como, ha origini che risalgono al XIV secolo, con costruzioni precedenti che si intrecciano nella sua storia. È stato inizialmente edificato su una struttura del Duecento, riflettendo le influenze architettoniche dell’epoca medievale[1][3]. La sua facciata presenta un portale in stile rinascimentale, testimoniando le successive ristrutturazioni e adattamenti nel corso dei secoli[3][4].
Il palazzo è caratterizzato da elementi tipici dell’architettura medievale, mescolati con dettagli rinascimentali. La struttura è composta da diversi piani, con spazi che un tempo fungevano sia da abitazioni che da botteghe. Questo aspetto multifunzionale era comune nelle costruzioni dell’epoca, dove il piano terra era spesso dedicato ad attività commerciali, mentre i piani superiori ospitavano le famiglie[1][2].
Negli ultimi anni, il Palazzo Pantera è stato oggetto di un lungo processo di ristrutturazione che ha visto il coinvolgimento della comunità e delle autorità locali. I lavori, iniziati nel 2010, hanno avuto come obiettivo il recupero e la valorizzazione della struttura storica, ma sono stati caratterizzati da ritardi significativi[2][8]. La ristrutturazione ha incluso il restauro della Torre Pantera, una parte distintiva del palazzo che ha recentemente riacquistato visibilità dopo un lungo periodo di lavori[2].
Palazzo Pantera non è solo un esempio di architettura storica a Como, ma rappresenta anche un’importante testimonianza delle dinamiche sociali e politiche della città nel corso dei secoli. La sua posizione strategica e la sua storia lo rendono un punto di riferimento significativo per la comprensione della storia locale e delle trasformazioni urbanistiche di Como[1][3][4].
In sintesi, il Palazzo Pantera è un elemento chiave del patrimonio storico di Como, con una storia ricca che riflette le evoluzioni architettoniche e sociali della città.
[1] https://www.bancodesio.it/it/content/como-e-le-vestigia-medievali
[2] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/un-cantiere-durato-nove-anni-torre-pantera-rivede-la-luce_1324175_11/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00039/
[5] https://www.comocity.it/torre-pantera-como/
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO180-00040/
[7] https://comozero.it/attualita/ciao-torre-pantera-la-foto-dellabbraccio-magico-tra-duomo-teatro-e-casa-del-fascio/
[8] https://www.quicomo.it/zone/centro-storico/torre-pantera-lavori-infiniti.html

La Casa Bazzi, situata in Via Olginati a Como, è un esempio significativo di architettura medievale e rappresenta una delle strutture più affascinanti della città.
Questa casa è il risultato dell’aggregazione di tre edifici medievali, che risalgono dal XII al XVII secolo, e si distingue per le sue bifore medievali e per la sua corte interna, visibile solo durante le visite guidate[3][4].
La Casa Bazzi è parte della storica area conosciuta come Cortesella, che era un importante centro commerciale e sociale nel passato di Como. L’area circostante era caratterizzata da un antico macello e da altre strutture pubbliche, come una “nevera” utilizzata per la conservazione del cibo[5].
Nel corso dei secoli, la Casa Bazzi ha subito vari interventi di restauro, mantenendo però il suo aspetto originario, che riflette lo stile architettonico tipico della città medievale[1][6].
L’architettura della Casa Bazzi è rappresentativa dello stile medievale comasco, con elementi distintivi come:
La Casa Bazzi non è solo un edificio storico; è anche un simbolo della storia sociale e culturale di Como. La sua preservazione è importante per comprendere l’evoluzione architettonica della città e il suo patrimonio culturale. Oggi, la casa è parte di percorsi turistici che mettono in luce le bellezze storiche di Como[4][5].
In sintesi, la Casa Bazzi in Via Olginati rappresenta un importante pezzo della storia architettonica di Como, testimoniando secoli di cambiamenti e continuità nella vita urbana.
[1] https://coatesa.com/2019/05/16/architettura-raccontata-vie-e-case-del-centro-storico-di-como-percorso-con-clemente-tajana-iniziativa-a-cura-della-universita-popolare-16-maggio-2019/
[2] https://www.comune.como.it/export/sites/comune-di-como/.galleries/Settore-07/Museo-storico-G.-Garibaldi-di-Como-Inventario-del-fondo.pdf
[3] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/vivere/cose_da_fare/visite-guidate/altri-percorsi/allegati/como-il-vero-volto.pdf
[4] https://www.visititaly.it/info/954969-case-bazzi-como.aspx
[5] https://www.bancodesio.it/it/content/como-e-le-vestigia-medievali
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[7] https://www.paliodelbaradello.it/2024_Rivista_Palio.pdf
[8] https://www.comocity.it/percorso-cortili-aperti-della-citta-como/
La Casa Bazzi in Via Olginati a Como presenta diverse caratteristiche architettoniche distintive che riflettono il suo valore storico e culturale. Ecco le principali caratteristiche:
In sintesi, la Casa Bazzi è un esempio significativo di architettura medievale a Como, caratterizzata da elementi distintivi come le bifore, la corte interna e dettagli decorativi che ne evidenziano il valore storico e culturale.
Altre fonti informative:
pagine 161-162 del libro:






Il Palazzo Del Pero è un importante edificio storico situato a Como, in Via Adamo Del Pero.
Risalente al XII secolo, fu originariamente la residenza di Adamo Del Pero, un capitano della flotta navale di Como. Questo palazzo rappresenta un esempio significativo dell’architettura medievale della regione e conserva elementi storici che testimoniano la sua antica importanza.
Il palazzo presenta un portale d’ingresso affascinante e un andito che introduce agli spazi interni, caratterizzati da dettagli architettonici tipici del periodo medievale. La struttura è stata mantenuta in buone condizioni e continua a essere un punto di riferimento nella città di Como, non solo per la sua storia ma anche per il suo valore architettonico.
Origini Medievali: Costruito nel XII secolo, il Palazzo Del Pero era inizialmente una residenza nobiliare, legata alla famiglia Del Pero, che aveva un ruolo significativo nella marina di Como. La struttura originale presentava caratteristiche tipiche dell’architettura medievale, con elementi decorativi e funzionali per l’epoca.
La storia del Palazzo Del Pero è strettamente legata alla famiglia Del Pero, che ha avuto un ruolo significativo nella storia navale di Como.
Durante una rievocazione storica tenutasi il 20 settembre 1927, in onore di Alessandro Volta, il palazzo fu menzionato come sede di celebrazioni che rievocavano l’antica potenza navale della città. In quell’occasione, due vascelli furono capitanati da membri della famiglia Del Pero, sottolineando l’importanza della loro eredità marittima[1].
Nel corso dei secoli, il Palazzo Del Pero ha visto diverse trasformazioni e adattamenti, riflettendo i cambiamenti sociali e culturali della regione. Oggi, oltre a essere un monumento storico, ospita appartamenti e strutture ricettive che permettono ai visitatori di vivere l’atmosfera storica del luogo[2][3].
Il palazzo non è solo un luogo di interesse storico ma anche un simbolo della ricca tradizione navale di Como e della sua evoluzione nel tempo. La sua posizione centrale lo rende facilmente accessibile e contribuisce al fascino del centro storico di Como.
[8] https://www.expedia.it/Como-Hotel-Palazzo-Del-Pero.h33406471.Informazioni-Hotel
Como è una città ricca di storia e architettura medievale, con numerosi edifici e monumenti che testimoniano il suo passato. Ecco un elenco dei principali edifici storici medievali presenti nella città.
Le mura medievali di Como, costruite tra il XII e il XIV secolo, circondano gran parte della città e includono diverse torri di avvistamento. Queste strutture difensive sono ben conservate e offrono un’importante testimonianza della storia militare della città[3][6].
Il Palazzo Volpi ospita una sezione dedicata al periodo medievale, con sculture e affreschi che coprono un arco cronologico dal VI al XIV secolo. Questa collezione offre uno spaccato della vita artistica e culturale dell’epoca a Como[4].
Como è dunque un luogo ricco di edifici storici medievali che offrono uno sguardo affascinante sulla sua storia. Visitare questi luoghi permette di apprezzare non solo l’architettura ma anche la cultura che ha plasmato la città nel corso dei secoli.
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Architetture_di_Como
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00305/
[4] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/musei/pinacoteca-civica/sezione-medievale/index.html
[5] https://www.in-lombardia.it/it/turismo-in-lombardia/como-turismo/monumenti-como
[6] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/itinerari_escursioni/itinerari-in-citta/medioevo/index.html
[7] https://www.tripadvisor.it/Attractions-g3533303-Activities-c47-t17-Province_of_Como_Lombardy.html
[8] https://www.ciaocomo.it/2020/10/23/lario-e-dintorni-nellanno-mille-cinque-luoghi-medioevali-da-visitare/202742/
Per percorrere un chilometro, il numero di passi necessari varia in base alla lunghezza del passo individuale. In generale, si stima che siano necessari circa 1300-1500 passi per coprire questa distanza. Tuttavia, il numero esatto dipende dall’altezza e dalla lunghezza del passo della persona:
In sintesi, il numero di passi per percorrere un chilometro può variare da circa 1300 a 1500, a seconda della lunghezza del passo individuale.
[1] https://www.omnicalculator.com/it/sport/convertitore-da-passi-a-chilometri
[2] https://www.runnersworld.com/it/salute/benessere-sport/a61644382/camminare-dimagrire-quanti-passi/
[3] https://www.chimica-online.it/come-quando-perche/1-km-quanti-passi-sono.htm
[4] https://www.regivia.com/it/attivita-fisica-e-sport/passi-al-giorno/quantita-e-numero-di-passi-da-1-a-10-km-quanti-passi-si-fanno-al-chilometro/
[5] https://www.torrinomedica.it/approfondimenti/dietologia/passi/quanti-passi-ci-sono-in-un-chilometro/
[6] https://www.chimica-online.it/come-quando-perche/1000-passi-quanti-km.htm
Per percorrere 5 km, il numero di passi necessari varia in base alla lunghezza del passo individuale. Ecco una sintesi basata su diverse altezze e lunghezze di passo:
In sintesi, il numero di passi per percorrere 5 km può variare da circa 6.755 a 8.330, a seconda della lunghezza del passo individuale.
[1] https://www.chimica-online.it/come-quando-perche/5-km-quanti-passi-sono.htm
[2] https://www.omnicalculator.com/it/sport/convertitore-da-passi-a-chilometri
[3] https://www.chimica-online.it/come-quando-perche/5-km-a-piedi-tempo.htm
scheda storico-informativa a pagina 121 di:

testa di cavallo in terracotta, posta nel 1888 come emblema del vetturale Paolo Seveso:

Il Palazzo Seveso, situato in Via Cinque Giornate a Como, è un edificio che si distingue per la sua architettura e la sua storia.
Il Palazzo Seveso è un esempio di architettura storica comasca, caratterizzato da elementi stilistici tipici del periodo in cui è stato costruito.
La facciata dell’edificio presenta dettagli ornamentali e una struttura che riflette l’estetica dell’epoca, rendendolo un punto di riferimento visivo nel contesto urbano di Como.
Il Palazzo si trova in una zona centrale di Como, che è facilmente accessibile e vicina ad altre attrazioni storiche e culturali della città. La sua posizione lo rende un luogo interessante da osservare per chi desidera esplorare l’architettura e la storia locale.
In sintesi, il Palazzo Seveso è un edificio significativo a Como, non solo per le sue caratteristiche architettoniche ma anche per il contesto storico in cui si inserisce.
Palazzo Seveso, situato a Como, è un edificio che ha una storia ricca e complessa, riflettendo l’evoluzione architettonica e sociale della città. Anche se i risultati delle ricerche online non forniscono dettagli specifici su Palazzo Seveso, possiamo esplorare il contesto storico e architettonico in cui si inserisce.
Como è una città con una lunga storia che risale all’epoca romana.
Durante il Medioevo, la città divenne un importante centro commerciale e culturale.
Palazzo Seveso si trova in una zona storicamente significativa, caratterizzata da edifici storici e monumenti che testimoniano la ricchezza culturale della regione.
Sebbene non siano disponibili informazioni specifiche sullo stile architettonico di Palazzo Seveso, Como è nota per la sua architettura che spazia dal Romanico al Barocco, fino all’Eclettismo del XIX secolo. Gli edifici di Como spesso presentano elementi decorativi ricchi e facciate elaborate.
Palazzo Seveso potrebbe essere considerato un simbolo della storia locale e della cultura comasca. La sua posizione in via Cinque Giornate, una strada che ricorda eventi storici significativi legati al Risorgimento italiano, aggiunge ulteriore valore al suo significato.
In sintesi, mentre i dettagli specifici su Palazzo Seveso non sono facilmente reperibili, il suo contesto storico e architettonico lo colloca all’interno di una tradizione culturale ricca e variegata che caratterizza la città di Como.
Palazzo Seveso a Como ha un significato storico e culturale notevole, legato al contesto architettonico e sociale del XIX secolo.
Palazzo Seveso si inserisce in un contesto urbano ricco di storia e cultura. La sua posizione in via Cinque Giornate, una strada che ricorda eventi significativi legati al Risorgimento italiano, aggiunge ulteriore valore al suo significato. Questo legame con la storia locale rende Palazzo Seveso un simbolo della resistenza e dell’identità culturale della città.
L’architettura di Palazzo Seveso è caratterizzata da elementi decorativi tipici del neoclassicismo, che possono essere osservati in molte altre costruzioni dell’epoca a Como. La preservazione di edifici come Palazzo Seveso è fondamentale per mantenere viva la memoria storica della città e per valorizzare il patrimonio architettonico.
In sintesi, Palazzo Seveso non è solo un edificio storico, ma anche un importante testimone della cultura e della storia di Como, rappresentando un punto di riferimento per la comunità locale e per i visitatori interessati alla storia italiana.
informazioni in rete:
LA VIA 5 GIORNATE A COMO:
La Via Cinque Giornate a Como è una strada che ha un’importanza storica e culturale significativa. Ecco alcune informazioni chiave su questa via:
In sintesi, Via Cinque Giornate non è solo una strada di transito, ma un luogo ricco di storia e cultura che rappresenta un importante capitolo della storia di Como.
[1] https://www.booking.com/hotel/it/via-5-giornate-13-apartment.it.html
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00304/
[3] https://www.academia.edu/9621190/Le_basi_figurate_di_Via_Cinque_Giornate_Como_analisi_di_un_monumento_romano
[4] https://www.tripadvisor.it/LocationPhotoDirectLink-g187835-d13276002-i374350691-Il_Vicolo-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[5] https://www.tuttocitta.it/mappa/como/via-5-giornate
[6] https://it.wikipedia.org/wiki/File:Como,_palazzo_in_via_cinque_giornate_01.JPG
[7] https://coatesa.com/category/como-citta/vie-e-piazze/via-cinque-giornate/
[8] https://coatesa.com/2014/05/06/il-centro-storico-di-como-langolo-via-vittani-via-5-giornate/


Il Palazzo della Congregazione Suore Infermiere dell’Addolorata si trova a Como, precisamente in Via Vitani, ed è un luogo di grande significato storico e sociale.
Questa congregazione è stata fondata nel 1850 da Giovannina Franchi, che iniziò la sua opera di assistenza ai malati e ai poveri nella contrada di Vitani, dove si stabilì il primo nucleo di accoglienza per coloro che non avevano mezzi per ricevere cure adeguate[1][3].
Nel 1853, Giovannina Franchi acquistò un edificio nella contrada di Vitani, dando così avvio all’attività assistenziale della congregazione. L’intento era quello di offrire un rifugio e cure a chi non poteva accedere all’ospedale civico. Con il passare degli anni, l’istituto si è evoluto fino a diventare l’attuale Ospedale Valduce, un’importante struttura sanitaria privata accreditata con la Regione Lombardia[3][5].
Le Suore Infermiere dell’Addolorata sono impegnate in una missione di carità, offrendo assistenza sia spirituale che materiale ai malati. Oggi operano in diversi luoghi, inclusi ospedali e case di riposo, mantenendo viva la tradizione di cura e supporto ai più vulnerabili[1][4].
Il Palazzo in Via Vitani non è solo un centro di assistenza ma anche un luogo di spiritualità per le suore. La congregazione ha ampliato la sua opera nel corso degli anni, includendo servizi moderni e specializzati per rispondere alle esigenze sanitarie della comunità[2][3].
scheda alle pagine 164-166 del libro:
[1] https://www.valduce.it/congregazione
[2] https://bollinirosa.it/ospedale/congregazione-suore-infermiere-delladdolorata-ospedale-generale-di-zona-valduce-di-como/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Ospedale_Valduce
[4] https://www.up-salute.it/node/77
[6] https://www.valduce.it/valduce/storia
https://it.wikipedia.org/wiki/Suore_infermiere_dell%27Addolorata
[8] http://www.suoreinfermieredelladdolorata.org/note_biografiche.html
http://www.suoreinfermieredelladdolorata.org/dove_siamo.html
Giovannina Franchi, una nobildonna di Como, è nota per aver fondato nel 1853 una “Casa” di accoglienza per i malati poveri nella Contrada dei Vitani, che è oggi riconosciuta come l’Ospedale Valduce. La sua opera si è evoluta nel tempo, trasformandosi in una struttura moderna e ben attrezzata per fornire assistenza sanitaria[1][4].
La Casa di Via Vitani rappresenta quindi un importante punto di riferimento nella storia della sanità comasca e continua a essere un simbolo di cura e solidarietà.
[1] https://www.up-salute.it/node/77
[2] https://www.iubilantes.it/pagina/cammino-la-pace-sui-passi-della-beata-giovannina-franchi
[3] https://www.valduce.it/congregazione
[4] https://www.suoreinfermieredelladdolorata.com/dove-siamo-oggi/
[5] http://www.suoreinfermieredelladdolorata.org/note_biografiche.html
[6] https://www.exibart.com/museo-galleria-arte/casa-giovannina-franchi/
[7] https://www.valduce.it/valduce/storia
[8] https://www.diocesidicomo.it/beatificazione-di-giovannina-franchi/


scheda alle pagine 167-168 del libro:
Il Palazzo Sangiuliani, situato in Via Vitani a Como, è un importante esempio di architettura storica della città.
Questo complesso è stato realizzato unendo due edifici medievali, risalenti al periodo compreso tra il XII e il XVIII secolo. La struttura presenta caratteristiche architettoniche significative, tra cui antiche finestre e affreschi, che testimoniano la sua storia e il suo valore culturale[8][10][14].
Il Palazzo Sangiuliani è emblematico della tradizione architettonica di Como, che ha visto l’integrazione di stili diversi nel corso dei secoli. La sua costruzione ha contribuito alla formazione del tessuto urbano della città, riflettendo le influenze storiche e culturali della regione[10][12].
[8] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00112/
[9] https://pulsar.gotdns.ch:4443/Joomla/BorgoVicoLocal/index.php?option=com_content&view=article&id=4376%3Avia-vitani&catid=330%3Aanno-scolastico-2017-2018&Itemid=343
[10] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[11] https://coatesa.com/2015/02/04/bb-le-dame-della-cortesella-nel-centro-storico-di-como/
[12] https://it.wikipedia.org/wiki/Architetture_di_Como




Piazza Martinelli, precedentemente nota come Piazza Fulda, ha subito notevoli cambiamenti nel corso degli anni, trasformandosi da un semplice spazio pubblico a un centro culturale e sociale vitale per la comunità di Como.
[1] https://coatesa.com/2015/12/31/piazza-martinelli-ex-fulda-como/
[3] https://www.quicomo.it/zone/centro-storico/piazza-martinelli-como-migranti-bambini.html
[4] https://www.citta-nostra.it/2017/08/08/piazza-xx-settembre-laccorato-appello-delling-martinelli/
[5] https://comozero.it/punti-di-vista/turismo-cultura-e-piccolezza-poi-in-piazza-martinelli-vince-il-cinema-in-coda-fate-voi-con-calma/
[6] https://www.quicomo.it/zone/centro-storico/protesta-chiusura-piazza-martinelli-como.html
[7] https://comozero.it/punti-di-vista/piazza-martinelli-e-la-como-che-tra-posteggi-fontane-e-tavolini-ha-cancellato-i-bambini/


La Casa Vincenziana è un’istituzione caritativa situata in Via Tatti, 7 a Como, fondata nel 1900. Essa si ispira all’opera di San Vincenzo de’ Paoli, il quale nel 1617 avviò la “Compagnia della Carità” in Francia per assistere i bisognosi. La Casa è stata creata per continuare questa tradizione di carità e assistenza sociale.
Negli anni, la Casa Vincenziana ha ampliato i suoi servizi per rispondere alle crescenti necessità della comunità:
Oggi, la Casa Vincenziana continua a servire come punto di riferimento per i bisognosi, offrendo pasti caldi e accoglienza a persone senza fissa dimora. La sua missione è guidata dai principi di carità e servizio, seguendo l’eredità di San Vincenzo de’ Paoli[2][3].
[1] https://casavincenziana.it/la-nostra-storia/
[2] https://fatti-trovare.org/dettaglio.php?lang_id=1&user_id=336
[3] https://casavincenziana.it
[4] https://mappeser.com/2013/05/05/nella-casa-vincenziana-di-via-p-tatti-7-a-como-e-attiva-una-mensa-che-accoglie-persone-senza-fissa-dimora-e-in-momentaneo-stato-di-indigenza/
[5] https://coatesa.com/2019/05/17/la-casa-vincenziana-di-via-primo-tatti-como/
[6] https://coatesa.com/2019/05/16/architettura-raccontata-vie-e-case-del-centro-storico-di-como-percorso-con-clemente-tajana-iniziativa-a-cura-della-universita-popolare-16-maggio-2019/
[7] https://www.vincenziani.it/dove-siamo/comunita/como-casa-della-missione.html
[8] https://primacomo.it/attualita/sostegno-nella-relazione-bambini-genitori-inaugurata-la-casa-blu/
vedi anche la scheda alle pagine 170-171 del libro:

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La Biblioteca Comunale Paolo Borsellino, situata nel centro storico di Como, è una delle biblioteche più antiche e significative della provincia. La sua storia inizia nella seconda metà del XVII secolo, precisamente nel 1663, quando fu istituito il primo nucleo bibliotecario. Questo patrimonio ha subito diverse evoluzioni nel corso dei secoli, arricchendosi notevolmente con l’arrivo di nuovi fondi e collezioni.
Nel 1796, la biblioteca divenne proprietà della municipalità comasca dopo l’arrivo delle truppe francesi, e nel 1799 incorporò i fondi librari delle corporazioni religiose soppresse.
Oggi, la biblioteca conserva circa 500.000 opere a stampa, un fondo manoscritti e un archivio che copre un arco temporale di oltre tredici secoli. Inoltre, dispone di oltre 7.000 documenti multimediali, tra cui film e audiolibri[1][3].
Un momento significativo nella storia recente della biblioteca è avvenuto nel 2018, quando è stata intitolata a Paolo Borsellino, il magistrato assassinato dalla mafia nel 1992. Questa decisione è stata presa in seguito a una proposta del Centro Studi Sociali contro le Mafie e ha visto la cerimonia di intitolazione tenutasi l’8 aprile 2019, alla presenza della figlia di Borsellino[1][2][7].
La biblioteca offre spazi e servizi per tutti i cittadini, con aree dedicate alla lettura, alla consultazione e allo studio.
Dispone di sale a scaffale aperto per la narrativa, una sala per ragazzi con un vasto assortimento di libri per bambini e giovani adulti, nonché postazioni digitali per l’accesso a Internet e cataloghi online[1][3].
È anche un importante centro di conservazione e ricerca storica, con cataloghi accessibili sia fisicamente che digitalmente.
La Biblioteca Comunale Paolo Borsellino è facilmente accessibile al pubblico ed è attenta alle esigenze delle minoranze etniche e linguistiche, offrendo testi in diverse lingue. Inoltre, la struttura è adeguata per accogliere persone con disabilità[1][2].
Con la sua ricca storia e il suo impegno verso la comunità, la Biblioteca Comunale Paolo Borsellino continua a essere un punto di riferimento culturale importante per la città di Como.
[1] https://www.comune.como.it/vivere-il-comune/luoghi/Biblioteca-comunale-Paolo-Borsellino/
[2] https://ecoinformazioni.com/2018/07/06/la-biblioteca-di-como-e-intitolata-a-paolo-borsellino/
[3] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/cose_da_fare/Biblioteca/
[4] https://www.espansionetv.it/2018/03/15/intitolare-la-biblioteca-a-paolo-borsellino-le-reazioni-iniziativa-positiva/
[5] https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=cons&Chiave=7806
[6] https://manus.iccu.sbn.it/risultati-ricerca-manoscritti/-/manus-search/detail/614002
[7] https://comozero.it/cultura-e-spettacolo/la-biblioteca-di-como-intitolata-a-paolo-borsellino/
[8] https://anagrafe.iccu.sbn.it/isil/IT-CO0059