La programmazione del Carducci, settore Teatro, propone il primo evento teatrale del 2022.
“Quand finìssen i semafor” di e con Daniele Gaggianesi, il poeta dei Navigli.
Quando finiscono i semafori” è il titolo della prima raccolta di poesie in dialetto milanese del XXI secolo di Daniele Gaggianesi, già vincitrice del Premio Tirinnanzi poesia.
In questo spettacolo di teatro canzone, si presenterà accompagnato dalla sua chitarra.
Il dialetto milanese, lingua antica in via di estinzione, è usato per creare un corto circuito con l’affresco di personaggi invischiati nella metropoli iper informatizzata, per guardare con altri occhi, ironici e straniati, le gioie e le miserie quotidiane di centro e periferia, tra sale slot machine e gru dell’Expo, app. d’incontri e miracoli sconosciuti, seguendo i riders che sfrecciano sudati lungo le rive di un Naviglio che qualcuno, nonostante tutto, continua a ritenere natabile.
I “forestee” che non conoscono il dialetto non si scoraggino, saranno dolcemente guidati in questo viaggio.
Daniele Gaggianesi è un poeta e canta-attore. Ha ricevuto il Premio Testori con il poema “qohèlet rejected”.
Il “Poeta dei Navigli”, racconta la città di oggi utilizzando la sua lingua di ieri. In questa spettacolo scopriremo i diversi aspetti di un artista che è attore, musicista e poeta, che scrive libri e intrattiene il suo pubblico in spettacoli live, che unisce cultura e attività sportiva con sensazionali performance in cui recita poesie e cammina o corre per le strade…quando non è in un teatro.
Si prega di prenotare l’eventuale presenza in Segreteria, di munirsi di Green Pass rafforzato e di mascherina ffp2.
Sperando di avervi con noi.
a cura di Miriana Ronchetti, responsabile settore Teatro del Carducci
Sul palcoscenico, nello spettacolo Come farfalle, la regista e interprete Miriana Ronchetti tenta, in una rapida e coinvolgente successione di scene, di rappresentare gli altalenanti vissuti che contraddistinguono ogni famiglia che si trovi improvvisamente in contatto con la malattia che causa la progressiva perdita dell’identità. Le due attrici e la rappresentazione scenica arrivano a noi attraverso la dimensione poetica. “Lo fa apposta, non darle retta, è sempre stata un’eccentrica”, sono le parole del padre che trasmetterà alla figlia, dall’altro capo del telefono. Una figlia interpretata dall’ attrice Domitilla Colombo che tenta, nella più totale solitudine, di ascoltare i suggerimenti paterni e correggere quella bizzarra madre che strappa in minuscoli pezzi i giornali, indossa la sottoveste sopra la gonna, chiede un catino… chissà perché. I risultati non sono quelli attesi. Nella rinuncia al progetto matrimoniale per non abbandonare a se stessa l’anziana donna, la figlia si accorge che le parole smarrite non vanno respinte, ma accolte e amate insieme a quegli sguardi, baci, carezze che lei per prima dalla madre ha ricevuto e che ora è giunto il tempo di restituire. Non è contrastando la volontà del malato che se ne può migliorare l’esistenza, ma è esattamente l’opposto che creerà una nuova relazione tra le due donne. Certo un po’ stramba, come quelle farfalle indicate dalla donna che però non si riescono a vedere. Ma perché ostinarsi a credere che non esistano? Il male non ha mai l’ultima parola, se lo sguardo va oltre ciò che appare. Per la donna malata, sognatrice smemorata ma madre attenta e premurosa, l’orologio si è fermato a quel tempo in cui, per soddisfare i desideri della sua bambina, un catino pieno d’acqua diventa il mare in cui pescare. E anche adesso, quando il tempo non ha più importanza, quel gioco può ritornare a essere un dono prezioso, perché l’amore non svanisce mai e, nel buio che avanza, madre e figlia lo possono illuminare gettando nell’acqua canne luminose e cullando i loro sogni in un abbraccio senza fine.
Grandi scrittori
I grandi scrittori sono in continuo aumento
Quelli che scarseggiano sono gli scrittori.Giuseppe Pontiggia, Prima persona, Mondadori2002
Nel corso degli ultimi anni (purtroppo solo dal 2004) ho registrato alcune sue interpretazioni e letture.
Il 14 giugno 2006, a Erba (Como), lesse alcune pagine di Giuseppe Pontiggia (1934-2003, 69 anni).
Il luogo era suggestivo: Il Castello di Pomerio.
La situazione di memoria era particolarmente emozionante: Pontiggia era morto nel 2003 e in sala c’erano la moglie ed il figlio da lui raccontato nel libro Nati due volte. Lo stile letterario di Pontiggia e la sua nitida e precisa scrittura che tratteggia due biografie locali vengono fatti risuonare dalla voce di Rivolta in questo modo:
Corridoni Alfredo viene alla luce alle due di notte a Erba il 5 aprile 1988. E’ secondogenito …
Ghioni Ludovico nato in una notte di pioggia il 19 novembre 1905 nella campagna di Pontelambro …
arriviamo in piazza Verdi dominata alla nostra destra dall’imponente mole del Teatro Sociale. Il teatro costruito tra il 1813 e il 1821 ha avuto l’onore di ospitare una stagione della Scala di Milano quando questa fu gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il Teatro è anche ricordato negli aneddoti di Mary Shelley nel suo libro A zonzo per la Germania e per l’Italia quando vi si reca per assistere alla Lucia di Lammermoor e può ammirare il velario con il ritratto di Plinio il Vecchio dipinto da Alessandro Sanquirico. La frequentazione dei territori lariani aveva offerto alla scrittrice il sottofondo culturale per la più famosa delle sue opere, Frankenstein o il moderno Prometeo. I rimandi a Volta e ai Plinii, si trovano già nel primo capitolo quando il dottore Frankenstein resta colpito dagli studi sull’elettricità al punto da abbandonare le letture dei naturalisti del passato, eccetto «Plinio e Buffon, tanto utili quanto interessanti». Inoltre, nella seconda edizione del romanzo, Mary Shelley, cambia la storia della moglie-sorellastra dello scienziato, facendola diventare la figlia di un patriota italiano incarcerato dagli asstriaci e adottata durante un soggiorno a Como.
Domenica 23 maggio alle ore 18.30 nel contesto del parco di Villa Olmo, a cura dell’Associazione Carducci di Como e in particolare di Miriana Ronchetti, responsabile del dipartimento teatro, si terrà il recital itinerante “Dante Spiritualmente” organizzato a memoria del settimo anniversario della morte del sommo Poeta.
L’iniziativa ha ottenuto numerosi consensi tra i quali il patrocinio morale del Comune di Como e dell’Università dell’Insubria, a conferma della validità dello spettacolo, che, al di la della recita dei sonetti più significativi della Vita Nova, intende riproporre il viaggio ideale di Dante attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.
In tale contesto saranno rievocati gli episodi di Paolo e Francesca, di Ulisse, del Conte Ugolino (Inferno), di Manfredi, di Sordello da Goito (Purgatorio), di San Bernardo (Paradiso), grazie anche alla disponibilità degli allievi del corso di recitazione di Teatroarte.
Il Presidente dell’Associazione Carducci Prof. Manlio Siani introdurrà il recital, soffermandosi in particolare sull’attualità del capolavoro dantesco, che trova ancora sicure affinità con i tempi nostri.
In sostanza trattasi di un recital semplice, ma nel contempo ricco di momenti emozionali coinvolgenti, grazie all’interpretazione degli attori Corrado Bega e Miriana Ronchetti, alle arie cantate da una giovane soprano Stefania Butti, ai movimenti ritmati delle dodici comparse sapientemente coordinate dalla danzatrice Gigliola Foglia.
La regia segue un filo dinamico programmato da un percorso a tappe in mezzo al parco secolare di Villa Olmo, nel quale si è soprattutto voluto evidenziare, al di là dell’indiscutibile validità poetica, il temperamento del sommo Poeta.
E’ in lui evidente l’indubbia connessione tra intelletto e sentimento, grazie al quale gli intensi affetti vengono disciplinati, mentre a loro volta gli ideali passano nella sfera affettiva divenendo appassionate convinzioni.
Lo spettacolo proposto prenderà le mosse proprio da questi presupposti.
Inoltre l’esperienza viva del cammino in natura di circa un’ora sta nell’intento della regia simboleggiare il percorso della vita dal buio alla luce e camminare insieme diventerà così un modo concreto per fare unità in questo difficile momento, condividendo tutti insieme versi dalla bellezza senza tempo.
Programma:
Letture interpretate da “La vita Nuova”:
Sonetti XIII, XIX, XX, XXI, XXIII, XXVI
Da “La Divina commedia”
Inferno: canto I – canto III – canto V
Canto XXVI (85-142) – canto XXXIII (1-90)
Purgatorio: canto III (88-145) – canto VI (58-151)
Paradiso: canto XXXIII
Interpreti: Corrado Bega, Miriana Ronchetto, Stefania Butti, soprano Presentazione: professor Manlio Siani, presidente dell’Associazione Giosuè Carducci
Un grazie alle persone che si sono rese disponibili come Comparse: Daniela Notari, Paola Ferrari, Luisella Longhi, Graziella Bellieni, Mara Cacciatori, Manuela Luvrano Dustin Battistini, Michele D’Argenio, Diego Rizza, Marco Posa, Piero Danieletti. Coordinamento gestuale, Gigliola Foglia
Scena e immagine, Pietro Introzzi
Costumi: Claudia Colombo
Collabora come aiuto regia, Manuela Luvrano
Grafica, Laura Catelli
Sito web, Leone Ilaria
Regia e testo, Miriana Ronchetti
Si ringrazia l’azienda Pinto, Le Officine, Factory di Via Scalabrini, per i tessuti.
Secondo appuntamento di Teatro Carducci Primavera:
Venerdì 18 Giugno ore 18,30 Sala Musa del Carducci: ABOUT MARYLIN – Un recital interamente dedicato a una donna della quale si sa tutto e nulla. Marilyn Monroe