Chiave di volta · Teatro Sociale

Martedì 22 ottobre – Teatro Sociale ore 17.30 visita al teatro accompagnati da Fabio Cani, Luca Ambrosini, Marco Leoni ore 18.30 in teatro Scenografie dell’Illuminismo in Como: la città si rinnova Philippe Daverio dialoga con Darko Pandakovic

INCONTRO CON PHILIPPE DAVERIO

Teatro Sociale, piazza Verdi 1, ore 18.30, ingresso libero (alle 17.30 visita al teatro accompagnati da Fabio Cani, Luca Ambrosini e Marco Leoni)

Scenografie dell’Illuminismo in Como – la vita cittadina si rinnova. Personaggio stravagante, amatissimo dai fan e conteso dalle forze politiche, Philippe Daverio che non si può solo definire un critico d’arte, sarà il protagonista della tavola rotonda. Daverio dialoga con l’architetto e paesaggista Darko Pandakovich, presidente dell’associazione Chiave di Volta.

22 OTTOBRE: ”LA CITTÀ SI RINNOVA”
Con CHIAVE DI VOLTA in occasione delle celebrazioni dei 200 anni del Teatro Sociale

22 OTTOBRE 
l’ultimo dei cinque appuntamenti dedicati da CHIAVE DI VOLTA al Neoclassicismo e al tema
LA CITTÀ SI RINNOVA”, in occasione delle celebrazioni dei 200 anni del Teatro Sociale.

[Il Teatro Sociale di Como. 1813-2013, edito da NodoLibri – http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=252]

Martedì 22 ottobre – Teatro Sociale
ore 17.30 visita al teatro accompagnati da Fabio Cani, Luca Ambrosini, Marco Leoni

ore 18.30 in teatro
Scenografie dell’Illuminismo in Como: la città si rinnova
Philippe Daverio dialoga con Darko Pandakovic

Il rinnovarsi delle forme dell’architettura, degli arredamenti e degli abiti, della poesia è conseguente alla diffusione di un pensiero. A Como, come in tutta la Lombardia, l’alternanza tra Francesi e Austriaci confluisce presto nella Restaurazione. Il senso di modernità è la forza intrinseca che esprime l’innovazione. Il Teatro Sociale è una tessera, la più importante per la città, con il Liceo Classico, di questa dinamica evoluzione.

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INFO: http://www.chiavedivolta.org/images/pdf/lacittasirinnova.pdf

Chiave di volta · Teatro Sociale

Martedì 22 ottobre, Teatro Sociale ore 17.30 visita al teatro accompagnati da Fabio Cani, Luca Ambrosini, Marco Leoni ore 18.30 PHILIPPE DAVERIO dialoga con Darko Pandakovic sul tema: “Scenografie dell’Illuminismo in Como: la città si rinnova”

DAVWERIO

Berra Pietro · ex teatro Cressoni · Nodo Libri

sul teatro CRESSONI: Pietro Berra, La scena immaginata. Storia di un teatro che non c’è, NodoLibri

Pietro Berra, La scena immaginata. Storia di un teatro che non c’è[http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=77]

Dall’ottobre del 1998 al maggio del 2000, una parte della città di Como si è prodigata per salvare lo storico teatro Cressoni. Questa battaglia, qui documentata attraverso 76 articoli, ha fatto discutere la città sul futuro della cultura e ha recuperato dall’oblio la figura di Annibale Cressoni.
Il volume è edito per iniziativa del Teatro Città Murata.

NodoLibri, 2002

da  NodoLibri – NodoLibri ha condiviso la foto di NodoLibri Como..

Cineforum · Teatro Sociale

“Lake Como Film Festival”, presentato ieri nella sala Bianca del Teatro Sociale

Classici del cinema, anteprime, incontri e approfondimenti, opere di maestri come Malick, Herzog e Skolimowski, un omaggio a Morricone, ma anche il nuovo format di Davide Van De Sfroos.

Svelato definitivamente il contenuto dell’attesissimo “Lake Como Film Festival”, presentato ieri nella sala Bianca del Teatro Sociale e la location non deve sorprendere: anche questa manifestazione, come il festival “Como città della musica”, con cui si concatena nell’ultimo appuntamento, si svolgerà nell’Arena del Sociale che verrà inaugurata alla fine di giugno.

tutto l’articolo qui: Da Malick al De Sica sul lago Pronto il Como Lake Festival – Cultura e Spettacoli – Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

Teatri

Il linguaggio di un paggio, RECITAL DI MARCO BALLERINI Teatro Don Bosco, via Battisti 14, Bollate, ore 21

RECITAL DI MARCO BALLERINI

Teatro Don Bosco, via Battisti 14, Bollate, ore 21, biglietti a 10 sacchi
Il linguaggio di un paggio di e con Marco Ballerini
Spettacolo / recital con poesie, filastrocche, monologhi, scioglilingua su testi di Montale, Queneau, Petrolini, Corso, Ballerini, Giusti, Mameli, Zavattini, Plauto, Leopardi, Benni, Palazzeschi, Neruda, Gassman, Gozzano

Immagine
Teatro Sociale

Monica Guerritore presenta Oriana Fallaci in Mi chiedete di parlare di e con Monica Guerritore. Produzione Festival di Spoleto, Corriere della Sera e Compagnia Mauri Sturno.

 

STAGIONE NOTTE

Teatro Sociale, piazza Verdi 1, ore 20.30, biglietti a 27 sacchi (platea e palchi), a 19 sacchi (IV galleria, parapetto), a 17 sacchi (V galleria, parapetto), a 15 sacchi (IV galleria, ranghi) e a 13 sacchi (V galleria, ranghi)

Monica Guerritore presenta Oriana Fallaci in Mi chiedete di parlare di e con Monica Guerritore. Produzione Festival di Spoleto, Corriere della Sera e Compagnia Mauri Sturno.
La pièce, scritta dalla stessa Guerritore, porta al centro della scena la figura di Oriana Fallaci. Anzi, Monica Guerritore è Oriana Fallaci. Un personaggio enigmatico e controverso, che ha lasciato una profonda traccia nella cultura italiana e che ancora oggi fa discutere. Una vera indagine che vuole togliere il velo ai cliché e ai pregiudizi che ruotano attorno a una delle più grandi giornaliste e scrittrici del Novecento. Monica Guerritore ci racconta una donna che per molti è stata scomoda ma sempre determinata e caparbia. Una moderna “guerriera” che niente poteva turbare. Una donna che si è sempre scontrata con la morte. Ma mentre questa è la Fallaci, Oriana era una donna diversa, riservata, che non si è mai concessa davvero al  mondo, a coloro che le stavano accanto. Una donna che se ne stava rinchiusa nella casa di New York, che per lei era un rifugio, un’estensione di se stessa.

http://www.teatrosocialecomo.itImmagine

Basilica di San Fedele · Camminare in COMO città · Centro Storico di Como · Duomo di Como · Natale, Capodanno, Epifania · Teatro Sociale

Vigilia del giorno di Natale: camminando nel centro storico di Como attorno alle 22

Como, attorno alle 22, alla vigilia del giorno di Natale.

Ieri sera ho camminato fra il Duomo, piazza Verdi, Via Vittorio Emanuele, Piazza San Fedele, Via Cesare Cantù e Piazza Vitoria

Se volete, camminate anche voi

Buon Natale

Teatro Sociale

Si avvicina un anno importante per il Teatro Sociale di Como, che quasi 200 anni fa apriva il proprio sipario

da http://www.200tsc.com/

Cantù · Teatri

Alla corte di un giullare, diretto e interpretato da Christian Poggioni, al Teatro San Teodoro, via Corbetta 7, Cantù, ore 21

STAGIONE TEATRALE DI CANTÙ

Teatro San Teodoro, via Corbetta 7, Cantù, ore 21, biglietti a 18 sacchi (ridotti a 16 sacchi)

Alla corte di un giullare, diretto e interpretato da Christian Poggioni con Simone Mauri e Claudio Colombo.
Lo spettacolo è una giullarata popolare, ovvero un insieme di monologhi che traggono spunto dai vangeli apocrifi, dalla novellistica medievale e anche dalla mitologia antica. È recitato in una lingua reinventata che miscela diverse cadenze e parole dei dialetti del nord Italia, dando vita in alcuni casi ad un linguaggio fortemente onomatopeico detto grammelot. Canzoni popolari e canovacci della commedia dell’arte completano la drammaturgia di uno spettacolo il cui stile, irriverente e portato all’eccesso, richiama le rappresentazioni medioevali eseguite sulle piazze da saltimbanchi e cantastorie.
http://www.teatrosanteodoro.it

Teatri

“Dio galleggia in acque internazionali”, la più recente fatica teatrale della cooperativa AttivaMent al Nuovo di Rebbio

torna in scena a Rebbio, al teatro Nuovo, sabato sera alle 20.45.

Si tratta di “Dio galleggia in acque internazionali”, la più recente fatica teatrale della cooperativa AttivaMent

da Il paradosso va in scena sabato al Nuovo di Rebbio – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

Politeama

Politeama in rovina

«Se continua a essere ignorato si può trasformare in una “Ticosa 2″». Davide Fent, presidente della Società del Politeama Srl, lancia l’allarme per il destino dello storico cineteatro, dal 2000 di proprietà comunale per l’81,6%, e contestualmente un appello: «Mettiamo attorno al tavole tutte le forze imprenditoriali e culturali della città, dall’Unione Industriali alla Camera di Commercio, per salvare quello che a mio avviso è un patrimonio non solo comasco, ma dell’umanità».
Ieri mattina lo stesso Fent ha effettuato un sopralluogo assieme ad altri componenti della Società Politeama, di nomina comunale, e all’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno. 
Quando si mette piede in sala, il fascino delle decorazioni liberty e della copertura apribile progettata dal celebre architetto Federico Frigerio ancora prevale sul degrado, che comunque avanza a passi da gigante. Ma avventurandosi nel retropalco e salendo nelle stanze ai piani superiori, fino a sbucare sul tetto, sembra di essere in un film horror. 
I camerini e le stanze (in tutto 11 camere e 3 appartamenti) che hanno ospitato tanti celebri protagonisti della musica, del teatro e dell’operetta (da Duke Ellington ad Adriano Celentano, da Pirandello a Macario) hanno persiane ridotte a scheletri, materassi rovesciati, abiti di scena che coprono i pavimenti da chissà quanto tempo. 

Qua e là fanno capolino bottiglie di vini e liquori pregiati degli anni Sessanta, ancora chiuse. Ma si notano anche passaggi più recenti, di senzatetto alla disperata ricerca di un rifugio. Lo rivela un wc intasato da un giornale ingiallito e anche il pessimo odore che si sente nell’appartamento all’ultimo piano in cui visse Alfredo Gaffuri, fino al giorno in cui passò a miglior vita lasciando in eredità il “suo” cineteatro a tutti noi.

da Politeama in rovina Appello per l’ex teatro – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

Teatri · Teatro Sociale

LA COOPERATIVA trasposizione teatrale e regia di Fulvio Schiano, opera tratta dal film SI PUO’ FARE , soggetto di Fabio Bonifacci, al Teatro Sociale, 10 maggio 2012

da un carteggio email

cara g.b.l.

di ritorno dal teatro sociale volevi ancora ringraziarti per l’invito.
la rappresentazione teatrale mi è piaciuta molto. sono riusciti a rendere bene le dinamiche delle cooperative di lavoro e bene (anche se necessariamente in modo semplificato )  i problemi psicologici e familiari (come la madre “suicidante”)

mi è venuta una grande “tristezza politico sociale” ai vani accenni alla “difficile situazione economica”. è vero: nelle nostre economie europee si va restringendo sempre più l’area del “lavoro di mercato”. la nostra è una crisi da eccesso di produzione e il lavoro si riduce
questo ha effetti molto problematici sugli inserimenti dei disabili
temo che stia finendo un ciclo della politica dei servizi, così come l’abbiamo conosciuta a partire dagli anni ’70. 
sono sicuro che una via d’uscita ci sarà . ma in questa fase andiamo a tentoni e si sta intervenendo per evitare un baratro ben più pesante

insomma: il racconto teatrale mi ha commosso e divertito. ma il contesto mi mette alquanto in depressione

comunque gli attori sono stati davero bravissimi e spero abbiato percepito il calore dell’applauso

un caro saluto e buoni giorni
Ho percepito anch’io la tua stessa sensazione. Non ti ho visto altrimenti ti avrei salutato volentieri.Partrecipo fin dall’inizio al tavolo di “lavoro e psiche”,quando Cariplo ha finanziato il progetto erano tempi diversi, le aziende ora si sottraggono per evidenti motivi, le cooperative fanno fatica, non so nemmeno io cosa pensare per il futuro. Speriamo in un modello produttivo che non poggi soltanto sulla competizione, se no per i disabili non c’è spazio. Un caro saluto anche a Luciana.  G.B.L.
oggi ero a coatesa di nesso

di ritorno (sotto un sole estivo che mi cuoceva) ho sentito uno che parlava al telefonino (era un giardiniere/manutentore) 
diceva: “non riusciamo a stare dietro al lavoro … siamo in ritardo su tutto … sento che non c’è lavoro … e noi ne abbiamo troppo”
ero consolato e nello stesso tempo spaesato
mi dicevo : ma allora il problema non è “il lavoro” in quanto tale (il “lavoro di mercato di cui parlava la rappresentazione teatrale) , ma sono i tipi di lavoro , è l’incontro fra domanda e offerta …
d’altra parte c’è questo dato macroeconomico altamente indicativo: negli ultimi 10 anni mentre decresceva il nostro lavoro (per le persone attorno ai 40 e 50 anni e soprattutto per i giovani) cresceva a dismisura il lavoro immigrato.
nello stesso decennio: e si parla di milioni di posti di lavoro
c’è da riaggiustare un po’ tutto
“pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà” diceva antonio gramsci
un caro saluto
paolo