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Appunti su: la storia della Casa Vincenziana, Via Tatti, Como

La Casa Vincenziana è un’istituzione caritativa situata in Via Tatti, 7 a Como, fondata nel 1900. Essa si ispira all’opera di San Vincenzo de’ Paoli, il quale nel 1617 avviò la “Compagnia della Carità” in Francia per assistere i bisognosi. La Casa è stata creata per continuare questa tradizione di carità e assistenza sociale.

Fondazione e Sviluppo

  • 1900: L’associazione delle Dame della Carità viene ufficialmente riconosciuta dal Vescovo Teodoro Valfrè dei Conti di Bonzo a Como. Questo segna l’inizio dell’attività caritativa in città.
  • 1907: Viene istituita la “Casa di Misericordia”, avviando il servizio di distribuzione di pasti caldi per i poveri e gli ammalati.
  • 1926: Nasce la “Società delle Allieve della Carità e Damine di San Vincenzo”, focalizzata sull’assistenza agli anziani e ai poveri.
  • 1929: Apertura del nido “Culla Vincenziana” per bambini da pochi mesi fino a tre anni[1][2].

Espansione dei Servizi

Negli anni, la Casa Vincenziana ha ampliato i suoi servizi per rispondere alle crescenti necessità della comunità:

  • 1953: Creazione della Compagnia “Civili Decaduti” per supportare famiglie in difficoltà economica post-bellica.
  • 1979: Chiusura della scuola materna e ampliamento della mensa per i poveri; viene inaugurato un pensionato per studentesse.
  • 1986: Collaborazione con la Caritas per l’apertura del primo centro di ascolto cittadino[1][3].

Ristrutturazione e Nuove Iniziative

  • 1997-2001: La struttura di Via Tatti, 7 viene ristrutturata per adeguarsi ai requisiti sanitari. Nel 2001, viene inaugurata la nuova sede ristrutturata e viene costituita l’Associazione Casa Vincenziana ONLUS, come è conosciuta oggi[1][2][4].

Attività Attuali

Oggi, la Casa Vincenziana continua a servire come punto di riferimento per i bisognosi, offrendo pasti caldi e accoglienza a persone senza fissa dimora. La sua missione è guidata dai principi di carità e servizio, seguendo l’eredità di San Vincenzo de’ Paoli[2][3].


[1] https://casavincenziana.it/la-nostra-storia/
[2] https://fatti-trovare.org/dettaglio.php?lang_id=1&user_id=336
[3] https://casavincenziana.it
[4] https://mappeser.com/2013/05/05/nella-casa-vincenziana-di-via-p-tatti-7-a-como-e-attiva-una-mensa-che-accoglie-persone-senza-fissa-dimora-e-in-momentaneo-stato-di-indigenza/
[5] https://coatesa.com/2019/05/17/la-casa-vincenziana-di-via-primo-tatti-como/
[6] https://coatesa.com/2019/05/16/architettura-raccontata-vie-e-case-del-centro-storico-di-como-percorso-con-clemente-tajana-iniziativa-a-cura-della-universita-popolare-16-maggio-2019/
[7] https://www.vincenziani.it/dove-siamo/comunita/como-casa-della-missione.html
[8] https://primacomo.it/attualita/sostegno-nella-relazione-bambini-genitori-inaugurata-la-casa-blu/

vedi anche la scheda alle pagine 170-171 del libro:

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Appunti su: la Biblioteca Comunale Paolo Borsellino di Como

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La Biblioteca Comunale Paolo Borsellino, situata nel centro storico di Como, è una delle biblioteche più antiche e significative della provincia. La sua storia inizia nella seconda metà del XVII secolo, precisamente nel 1663, quando fu istituito il primo nucleo bibliotecario. Questo patrimonio ha subito diverse evoluzioni nel corso dei secoli, arricchendosi notevolmente con l’arrivo di nuovi fondi e collezioni.

Evoluzione e Patrimonio

Nel 1796, la biblioteca divenne proprietà della municipalità comasca dopo l’arrivo delle truppe francesi, e nel 1799 incorporò i fondi librari delle corporazioni religiose soppresse.

Oggi, la biblioteca conserva circa 500.000 opere a stampa, un fondo manoscritti e un archivio che copre un arco temporale di oltre tredici secoli. Inoltre, dispone di oltre 7.000 documenti multimediali, tra cui film e audiolibri[1][3].

Intitolazione a Paolo Borsellino

Un momento significativo nella storia recente della biblioteca è avvenuto nel 2018, quando è stata intitolata a Paolo Borsellino, il magistrato assassinato dalla mafia nel 1992. Questa decisione è stata presa in seguito a una proposta del Centro Studi Sociali contro le Mafie e ha visto la cerimonia di intitolazione tenutasi l’8 aprile 2019, alla presenza della figlia di Borsellino[1][2][7].

Servizi e Struttura

La biblioteca offre spazi e servizi per tutti i cittadini, con aree dedicate alla lettura, alla consultazione e allo studio.

Dispone di sale a scaffale aperto per la narrativa, una sala per ragazzi con un vasto assortimento di libri per bambini e giovani adulti, nonché postazioni digitali per l’accesso a Internet e cataloghi online[1][3].

È anche un importante centro di conservazione e ricerca storica, con cataloghi accessibili sia fisicamente che digitalmente.

Accessibilità

La Biblioteca Comunale Paolo Borsellino è facilmente accessibile al pubblico ed è attenta alle esigenze delle minoranze etniche e linguistiche, offrendo testi in diverse lingue. Inoltre, la struttura è adeguata per accogliere persone con disabilità[1][2].

Con la sua ricca storia e il suo impegno verso la comunità, la Biblioteca Comunale Paolo Borsellino continua a essere un punto di riferimento culturale importante per la città di Como.


[1] https://www.comune.como.it/vivere-il-comune/luoghi/Biblioteca-comunale-Paolo-Borsellino/
[2] https://ecoinformazioni.com/2018/07/06/la-biblioteca-di-como-e-intitolata-a-paolo-borsellino/
[3] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/cose_da_fare/Biblioteca/
[4] https://www.espansionetv.it/2018/03/15/intitolare-la-biblioteca-a-paolo-borsellino-le-reazioni-iniziativa-positiva/
[5] https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=cons&Chiave=7806
[6] https://manus.iccu.sbn.it/risultati-ricerca-manoscritti/-/manus-search/detail/614002
[7] https://comozero.it/cultura-e-spettacolo/la-biblioteca-di-como-intitolata-a-paolo-borsellino/
[8] https://anagrafe.iccu.sbn.it/isil/IT-CO0059

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Appunti su: i PORTICI PLINIO, nel centro di Como

I Portici Plinio, situati nel centro di Como, sono un’importante testimonianza architettonica e storica della città. Questi portici prendono il nome da Caio Plinio Secondo, noto come Plinio il Vecchio, e suo nipote Caio Plinio Secondo, entrambi figure illustri della letteratura e della scienza romana.

Storia e Architettura

I Portici Plinio furono realizzati negli anni ’20 del XX secolo, sebbene il loro stile architettonico richiami influenze più antiche. Il progetto è attribuito all’architetto Federico Frigerio, che ha saputo integrare elementi classici in una struttura moderna. L’area è caratterizzata da colonne di pietra che conferiscono un aspetto distintivo e monumentale[1][4].

Nel corso degli anni, i portici hanno ospitato diverse attività commerciali e sono stati un punto di ritrovo per i cittadini. Negli ultimi anni, l’area ha subito trasformazioni significative, con la chiusura di storiche istituzioni bancarie come la Banca Commerciale e Carige[1]. Attualmente, si prevede l’apertura di nuovi negozi e attività commerciali, contribuendo a rivitalizzare ulteriormente la zona[1].

Significato Culturale

I Portici Plinio non sono solo un elemento architettonico ma anche un simbolo della vita sociale a Como. Sono stati il luogo di incontro per generazioni di giovani, che si ritrovavano sotto le loro arcate per socializzare e divertirsi[4]. Inoltre, la loro storia è legata a eventi significativi della città, rendendoli un punto di riferimento culturale.

Conclusione

In sintesi, i Portici Plinio rappresentano una fusione di storia, architettura e vita sociale a Como. La loro evoluzione continua a riflettere i cambiamenti economici e culturali della città, mantenendo viva la memoria delle figure storiche da cui prendono il nome.


[1] https://comozero.it/attualita/ex-banca-carige-commerciale-como-negozi-piazza-duomo-portici-plinio/
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/fotografie/schede/IMM-1m190-0000699/

[4] https://www.quicomo.it/social/paninari-como-portici-plinio.html
[5] https://adrianadebernardo.wordpress.com/2015/05/13/quei-portici-del-lago-di-como/
[6] https://www.leccotoday.it/attualita/corenno-tuffo-storia-lake-como-plinio-il-vecchio-.html
[7] https://coatesa.com/2014/06/10/i-portici-plinio-di-como-senza-piu-il-passaggio-degli-autobus-10-giugno-2014/
[8] https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0301984375

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Appunti per una storia del Cineteatro POLITEAMA di Como

Il Cineteatro Politeama di Como è un’importante struttura culturale situata in piazza Cacciatori delle Alpi, la cui costruzione è avvenuta tra il 1909 e il 1910.

La sua realizzazione fu voluta dalla Società dei Palchettisti, proprietari del Teatro Sociale, con l’obiettivo di creare un teatro più popolare e versatile per la città[1][3].

Origini e Costruzione

L’idea di costruire un nuovo teatro emerse nel 1908, in un contesto di crisi per il Teatro Sociale, che monopolizzava la scena culturale comasca. Per evitare la concorrenza tra due teatri troppo vicini, si decise di costruire il Politeama in una nuova area[2][3]. La progettazione fu affidata all’architetto Federico Frigerio, noto per le sue competenze innovative nell’uso del calcestruzzo armato, che rese il Politeama il primo edificio della città a utilizzare questa tecnologia[1][2].

I lavori iniziarono il 1° luglio 1909 e, dopo poco più di un anno, il teatro fu inaugurato il 14 settembre 1910 con la rappresentazione de La Bohème di Giacomo Puccini.

La struttura era concepita per ospitare una varietà di eventi, dal teatro alla prosa, dai concerti alle proiezioni cinematografiche[2][3][4].

Funzioni e Attività

Il Politeama si distinse per la sua versatilità: oltre a ospitare spettacoli teatrali e musicali, divenne un luogo di ritrovo sociale, con spazi dedicati a ristoranti e caffè chantant.

La prima proiezione cinematografica avvenne il 15 aprile 1911, segnando l’inizio della sua attività come cinema[2][3]. Nel corso degli anni, ospitò anche spettacoli circensi fino al 1936.

Declino e Abbandono

Dopo un periodo florido, negli anni ’90 il Politeama iniziò a chiudere le sue porte al pubblico.

Sebbene ci siano stati tentativi di ristrutturazione e riapertura, l’edificio cessò definitivamente l’attività nel 2005 dopo la morte dell’ultimo proprietario, Alberto Gaffuri. Da allora, è rimasto abbandonato e in stato di degrado[3][6][7].

Riscoperta e Futuro

Negli ultimi anni, ci sono stati progetti per riportare in vita il Politeama come centro culturale multifunzionale. Attualmente si discute della possibilità di trasformarlo in un polo musicale e cinematografico, ma le speranze per una rinascita concreta rimangono incerte[4][6][7].

Il Politeama continua a rappresentare un simbolo della storia culturale di Como e della sua evoluzione nel panorama teatrale italiano.

scheda informativa nel volume 1 del libro:


[1] https://coatesa.com/category/cinema-e-teatro/teatri/politeama/
[2] https://musicalcafe.it/il-politeama-di-como-quando-il-capitale-umano-non-basta/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Politeama_(Como)
[4] https://comozero.it/attualita/aveva-5-anni-quando-chiuse-ora-beatrice-sogna-la-rinascita-dello-storico-politeama-di-como-il-mio-cinepolo/
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00035/
[6] https://www.quicomo.it/social/politeama-cultura-degrado.html
[7] https://www.espansionetv.it/2024/11/25/politeama-di-como-chiuso-dal-2005-lo-storico-cineteatro-ancora-senza-futuro/
[8] https://upel.va.it/it/upel-cultura/como/cinema-teatro-politeama

Il Cineteatro Politeama di Como ha ospitato nel corso della sua storia una vasta gamma di spettacoli e eventi che ne hanno caratterizzato l’identità culturale. Ecco alcuni dei principali:

Spettacoli Teatrali e Musicali

  • Inaugurazione con “La Bohème”: Il Politeama fu inaugurato il 14 settembre 1910 con la rappresentazione dell’opera La Bohème di Giacomo Puccini, un evento che segnò l’inizio della sua attività come teatro[1][3].
  • Luigi Pirandello: Il celebre drammaturgo italiano si esibì al Politeama, contribuendo a elevare il prestigio del teatro[1].
  • Duke Ellington: Il grande musicista jazz americano si esibì sul palco del Politeama, rendendolo un punto di riferimento anche per la musica internazionale[1].

Eventi Culturali e Sociali

  • Filippo Tommaso Marinetti: Il fondatore del Futurismo, originario di Como, tenne un famoso spettacolo-comizio al Politeama, sottolineando l’importanza del teatro come luogo di dibattito culturale[1].
  • Cabaret e Riviste: Il teatro ospitò numerosi spettacoli di cabaret, tra cui quelli di Erminio Macario, un importante comico italiano[1].

Concerti

  • Ornella Vanoni e Adriano Celentano: Questi due artisti iconici della musica italiana hanno tenuto concerti sold-out al Politeama, attirando un vasto pubblico e contribuendo alla sua fama[1][2].

Cinema

  • Proiezioni Cinematografiche: Dopo la sua inaugurazione, il Politeama divenne anche un importante cinema. La prima proiezione avvenne il 15 aprile 1911 con un film muto sull’Inferno di Dante. Negli anni successivi, il teatro continuò a proiettare film, diventando un punto di riferimento per il cinema a Como[2][3].

Spettacoli Circensi

  • Circo: Dal 1914 fino al 1936, il Politeama ospitò annualmente spettacoli circensi, diversificando ulteriormente la sua offerta culturale[1][2].

Questi eventi hanno reso il Politeama non solo un luogo di intrattenimento ma anche un centro vitale per la cultura e la socialità a Como, contribuendo a creare una comunità attiva attorno alle arti performative.


[1] https://musicalcafe.it/il-politeama-di-como-quando-il-capitale-umano-non-basta/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Politeama_(Como)
[3] https://www.espansionetv.it/2024/11/25/politeama-di-como-chiuso-dal-2005-lo-storico-cineteatro-ancora-senza-futuro/
[4] https://coatesa.com/category/cinema-e-teatro/teatri/politeama/
[5] https://iris.unipa.it/retrieve/handle/10447/71723/216298/3158-7621-3-PB.pdf
[6] https://www.quicomo.it/social/politeama-cultura-degrado.html
[7] https://www.quicomo.it/eventi/cultura/la-storia-del-politeama-un-documentario-proiettato-sulla-sua-facciata.html
[8] https://www.teatropoliteama.it/1/storia_del_politeama_463229.html

Il Cineteatro Politeama di Como ha visto esibirsi numerosi attori e musicisti di fama nel corso della sua storia. Ecco alcuni dei più noti:

Attori

  • Luigi Pirandello: Il celebre drammaturgo italiano ha portato la sua arte sul palcoscenico del Politeama, contribuendo a elevare il prestigio del teatro.
  • Valeria Bruni Tedeschi: L’attrice e regista ha recitato in produzioni che hanno coinvolto il Politeama, rendendolo parte della sua carriera.
  • Fabrizio Gifuni: Un altro attore di spicco che ha contribuito a portare il nome del Politeama nel panorama teatrale italiano.

Musicisti

  • Duke Ellington: Il leggendario musicista jazz americano si esibì al Politeama, segnando un momento significativo nella storia musicale del teatro.
  • Ornella Vanoni: La rinomata cantante italiana ha tenuto concerti sold-out, attirando un vasto pubblico e contribuendo alla fama del Politeama.
  • Adriano Celentano: Icona della musica italiana, ha avuto un grande successo con i suoi concerti al Politeama.
  • Erminio Macario: Famoso comico italiano, le sue esibizioni di cabaret hanno intrattenuto il pubblico comasco.

Questi artisti non solo hanno arricchito la programmazione del Politeama, ma hanno anche contribuito a creare un legame profondo tra il teatro e la cultura popolare italiana.


[1] https://musicalcafe.it/il-politeama-di-como-quando-il-capitale-umano-non-basta/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Trio_Lescano
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Politeama_(Como)
[4] https://www.quicomo.it/social/politeama-cultura-degrado.html
[5] https://www.weboggi.it/Spettacolo/gli-storici-musicisti-di-pino-daniele-al-politeama-per-ricordare-il-piu-grande-bluesman-italiano/
[6] https://comozero.it/attualita/il-sogno-per-il-politeama-di-como-sala-da-800-posti-teatro-cinema-concerti-ma-il-restauro-costa-30-50-milioni/
[7] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/LHistoire-du-Soldat/
[8] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Editoriali/riaprire-il-politeama-ecco-come-si-e-gia-fatto_1225832_11/

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Appunti su: Il Palazzo delle Poste di Como, situato in via Gallio

Il Palazzo delle Poste di Como, situato in via Gallio, è un edificio emblematico che ha una storia ricca e significativa. Inaugurato nel 1925, il palazzo è stato progettato per ospitare l’ufficio postale della città e si distingue per la sua imponente struttura che comprende due corti laterali e un ampio salone centrale[2][3][4].

Architettura e Design

Il progetto del Palazzo delle Poste è attribuito a Cesare Bazzani, un architetto noto per il suo contributo all’architettura durante il periodo fascista. La struttura combina elementi di design classico con funzionalità moderna, riflettendo le esigenze del servizio postale dell’epoca. La facciata presenta dettagli architettonici distintivi, come colonne e decorazioni che richiamano stili tradizionali, reinterpretati in chiave contemporanea[3][8].

Funzione e Importanza

Sin dalla sua apertura, il Palazzo delle Poste ha svolto un ruolo cruciale nella vita quotidiana di Como, fungendo non solo da centro per i servizi postali ma anche come punto di riferimento architettonico nella città. Con il passare degli anni, ha subito vari interventi di restauro per preservarne l’integrità e la bellezza[2][4].

Celebrazioni Recenti

Nel 2017, il Palazzo ha celebrato il suo 92° anniversario, un’occasione che ha visto l’organizzazione di eventi e mostre per commemorare la sua storia e il suo significato per la comunità locale[3][4]. Questi eventi hanno messo in evidenza l’importanza del palazzo non solo come struttura funzionale, ma anche come simbolo della storia urbana di Como.

In sintesi, il Palazzo delle Poste di Como rappresenta un esempio significativo di architettura pubblica del XX secolo in Italia, con una storia che continua a influenzare la vita della città.

scheda a pagina 90 del volume 1 del libro:

https://coatesa.com/2025/01/20/fabio-cani-larchitettura-del-xx-secolo-in-provincia-di-como-volume-1-1900-1945-volume-2-1945-2000-nodolibri-editore-2016/

[2] https://www.quicomo.it/eventi/anniversario-poste-via-gallio-como.html
[3] https://www.espansionetv.it/2017/09/27/como-via-gallio-il-palazzo-delle-poste-compie-92-anni-viaggio-tra-passato-e-futuro/
[4] https://www.quicomo.it/eventi/mostre/mostra-poste-italiane-via-gallio.html
[5] https://www.youtube.com/watch?v=5UK_QGinc8A

[7] https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g187835-d23682653-r813164126-Palazzo_Delle_Poste-Como_Lake_Como_Lombardy.html

Il Palazzo delle Poste di Como, situato in via Gallio, è un esempio significativo di architettura pubblica del XX secolo, progettato dall’architetto Cesare Bazzani e inaugurato nel 1925. Le sue caratteristiche architettoniche principali includono:

Caratteristiche Architettoniche

  • Stile Architettonico: Il Palazzo è realizzato in uno stile che combina elementi classici e moderni, con influenze del Rinascimento italiano. La facciata presenta linee eleganti e proporzioni armoniose, tipiche dell’architettura pubblica dell’epoca.
  • Struttura: L’edificio si compone di tre piani, con un ampio salone centrale e spazi dedicati agli uffici. La pianta è caratterizzata da un layout funzionale che ottimizza l’uso degli spazi interni.
  • Finiture e Decorazioni: La facciata è arricchita da decorazioni in stucco e dettagli ornamentali che riflettono il gusto dell’epoca. Elementi come cornici, fregi e finestre decorate contribuiscono all’estetica complessiva dell’edificio.
  • Materiali Utilizzati: L’uso di materiali di alta qualità, come il marmo e il ferro battuto, è evidente nelle finiture esterne e interne. Questi materiali non solo conferiscono un aspetto elegante ma garantiscono anche la durabilità dell’edificio.
  • Funzionalità: Il Palazzo è stato progettato per ospitare le operazioni postali in modo efficiente, con sportelli al piano terra accessibili al pubblico e uffici amministrativi ai piani superiori. Questa organizzazione spaziale riflette l’importanza dei servizi postali nella vita quotidiana della comunità.

In sintesi, il Palazzo delle Poste di Como non è solo un edificio funzionale, ma anche un’opera d’arte architettonica che rappresenta la storia e l’identità della città. La sua progettazione attenta alle esigenze pratiche, insieme alla cura per i dettagli estetici, lo rende un punto di riferimento significativo nel panorama architettonico comasco.



[4] https://www.quicomo.it/eventi/anniversario-poste-via-gallio-como.html

Il design del Palazzo delle Poste di Como è stato influenzato dallo stile Liberty, sebbene non sia un esempio puramente liberty. Questo stile, noto anche come Art Nouveau, è caratterizzato da linee sinuose, forme organiche e decorazioni ispirate alla natura. Di seguito sono evidenziate le principali influenze liberty nel Palazzo delle Poste:

Influenze dello Stile Liberty

  • Decorazioni Floreali: Il Palazzo presenta elementi decorativi che richiamano la natura, tipici dello stile Liberty, come motivi floreali e linee curve. Questi dettagli decorativi contribuiscono a un’atmosfera di eleganza e fluidità visiva[4].
  • Forme Sinuose: Anche se il Palazzo ha una struttura più rigida rispetto ad altri edifici in stile Liberty, alcuni dettagli architettonici mostrano l’uso di forme morbide e dinamiche, che riflettono l’estetica di questo movimento artistico[4][2].
  • Materiali e Finiture: L’uso di materiali pregiati e finiture elaborate è un’altra caratteristica condivisa con lo stile Liberty. Elementi come il ferro battuto e le vetrate decorate possono essere presenti nell’edificio, contribuendo a creare un senso di artigianalità e bellezza[4][7].
  • Contesto Culturale: Durante il periodo della costruzione del Palazzo, l’architettura liberty era in voga in molte città italiane, inclusa Como. Questo contesto culturale ha sicuramente influenzato le scelte progettuali, integrando elementi moderni con riferimenti storici[2][3].

In sintesi, sebbene il Palazzo delle Poste di Como non sia un esempio puramente liberty, presenta diverse influenze di questo movimento, manifestandosi attraverso decorazioni, materiali e un approccio estetico che riflette la bellezza e la funzionalità tipiche dell’epoca.



[2] https://www.peverellicode.com/it/design/il-liberty-su-lago-di-como/

[4] https://www.teknoring.com/guide/guide-architettura/stile-liberty-art-nouveau-definizioni/
[5] https://www.quicomo.it/eventi/anniversario-poste-via-gallio-como.html

[7] https://agatahomedesign.it/stile-liberty-storia-e-caratteristiche-dellart-nouveau/

A Como e nei suoi dintorni, ci sono diversi edifici che rappresentano lo stile Liberty, noto anche come Art Nouveau. Ecco alcuni dei più significativi:

Edifici Liberty a Como

  • Villa Bernasconi: Situata a Cernobbio, è uno degli esempi più emblematici dello stile Liberty nella zona. Oggi ospita un museo e presenta una ricca decorazione floreale e dettagli architettonici tipici di questo movimento [1].
  • Imbarcadero di Cernobbio: Questo pontile, situato in Piazza Risorgimento, combina elementi in stile Liberty con dettagli neogotici. È un luogo di imbarco per i battelli che navigano sul Lago di Como [1].
  • Villa Peduzzi: Situata a Pigra, questa villa è stata recentemente ristrutturata e unisce elementi moderni a quelli liberty, offrendo un esempio di come il design contemporaneo possa integrarsi con l’architettura storica [1].
  • Villa Erba: Questa storica villa si trova a Cernobbio ed è un altro esempio dell’architettura Liberty nella regione. È nota per i suoi giardini e la vista sul lago [5].
  • Casa del Fascio: Progettata da Giuseppe Terragni, sebbene non sia puramente liberty, presenta alcune influenze di questo stile nella sua decorazione e nelle proporzioni [2].

Altri Esempi

  • Villa Sucota: Situata lungo la strada per Cernobbio, questa villa ha subito ristrutturazioni nel corso degli anni, mantenendo però alcuni elementi liberty nel suo design [2].
  • Villa Zucchi: Un’altra villa che presenta caratteristiche dello stile Liberty, situata lungo il viale Geno [2].

Questi edifici non solo arricchiscono il panorama architettonico di Como ma rappresentano anche un’importante testimonianza della storia culturale e artistica della regione durante il periodo della Belle Époque.


[1] https://www.peverellicode.com/it/design/il-liberty-su-lago-di-como/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Ville_e_palazzi_di_Como
[3] https://www.pixeloose.it/liberty-lombardia/
[4] https://it.wikivoyage.org/wiki/Il_Liberty_a_Cernobbio,_Como_e_Brunate
[5] https://www.moranditour.it/it/viaggio/47-como-liberty-tour
[6] https://www.wikimedia.it/news/liberty-como-wikipedia-leditathon-villa-bernasconi/
[7] https://viaggi.corriere.it/itinerari-e-luoghi/cards/monumenti-liberty-in-italia-15-gioielli/?img=4
[8] https://www.quicomo.it/attualita/villa-aureggi-lake-como.html

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PALAZZO NATTA (costruito nel secondo Cinquecento), in Via Natta, nel centro storico di Como. Schede storico-informative e fotografie

schede storico-informative

pagine 136-139 del libro:

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Il Palazzo Natta è un edificio storico situato a Como n Via Natta.

Originariamente acquistato dalla famiglia Lambertenghi nel 1579, il palazzo ha subito diverse ristrutturazioni, probabilmente progettate da Giovanni Antonio Piotti[5][6].

Storia e Architettura

Il Palazzo Natta è un esempio significativo di architettura residenziale e terziaria a Como.

La sua costruzione risale al secondo Cinquecento e riflette lo stile dell’epoca, con dettagli architettonici che ne evidenziano il valore storico e culturale[1][6].

Dopo anni di utilizzo come sede degli uffici comunali, il palazzo è stato recentemente riconvertito in uno spazio per esposizioni e mostre temporanee, noto come Spazio Natta[2][3].

Recentemente, la giunta cittadina di Como ha approvato un progetto di ristrutturazione da mezzo milione di euro per trasformare il Palazzo Natta nella Casa della Cultura di Como[7]. Questo progetto mira a valorizzare ulteriormente l’edificio e a promuovere attività culturali nella città.

Importanza Culturale

Il Palazzo Natta non è solo un importante esempio di architettura storica, ma rappresenta anche un centro culturale emergente per la comunità di Como. La sua trasformazione in Casa della Cultura sottolinea l’impegno della città nel preservare il patrimonio storico mentre si promuovono nuove iniziative culturali[4][7].


[1] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00143/
[2] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/luoghi-della-cultura/spazio_natta/
[3] https://www.comune.como.it/vivere-il-comune/luoghi/Spazio-Natta/
[4] https://comozero.it/attualita/como-centro-storico-palazzo-natta/
[5] https://ebike-alpexperience.eu/it/b/382/palazzonattacomo
[6] https://www.ibs.it/palazzo-natta-architettura-a-como-libro-stefano-della-torre/e/9788871853741
[7] https://www.espansionetv.it/2024/12/24/mezzo-milione-per-palazzo-natta-diventera-la-casa-della-cultura-di-como/
[8] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO180-00143/

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Appunti su: l’ex ORFANOTROFIO di via Tommaso Grossi a Como

L’ex orfanotrofio di via Tommaso Grossi a Como è un complesso edilizio situato in una posizione centrale della città, all’angolo tra via Tommaso Grossi e via Dante. Questo immobile ha una storia significativa e ha recentemente attirato l’attenzione per le sue potenzialità di riqualificazione e vendita.

Storia e Situazione Attuale

L’ex orfanotrofio è stato oggetto di vari tentativi di vendita da parte dell’amministrazione comunale. Dopo due aste andate deserte, il Comune ha annunciato una terza asta con un ribasso del 25% rispetto ai tentativi precedenti[3][6][8]. Nonostante gli sforzi, il complesso non è ancora stato venduto, il che ha suscitato preoccupazioni riguardo alla sua valorizzazione e riutilizzo[4][6].

Progetti di Riqualificazione

Un progetto di riqualificazione è stato proposto per l’ex orfanotrofio, che prevede la creazione di un “polo strategico” con funzioni utili sia per l’università locale che per la comunità[1]. Questo progetto si inserisce in un contesto più ampio di miglioramento urbano, volto a integrare l’area con il tessuto urbano circostante e a promuovere la mobilità sostenibile attraverso la creazione di piste ciclabili e spazi verdi[1].

Importanza Culturale e Architettonica

Il complesso ha un valore architettonico significativo, essendo parte del patrimonio storico di Como. La sua riqualificazione potrebbe contribuire non solo all’economia locale ma anche al rilancio dell’immagine della città, valorizzando le sue caratteristiche storiche e paesaggistiche[1].

In sintesi, l’ex collegio di via Tommaso Grossi rappresenta una risorsa potenziale per Como, ma la sua valorizzazione continua a essere una sfida per le autorità locali.


[1] https://www.politesi.polimi.it/retrieve/a81cb05a-de32-616b-e053-1605fe0a889a/RELAZIONE%20TESI.pdf
[2] https://www.comune.como.it/.galleries/aste/via-grossi-via-alighieri/ALL.-3-perizia-di-stima.pdf
[3] https://www.quicomo.it/attualita/nuova-asta-ex-orfanotrofio-como-via-grossi.html
[4] https://www.youtube.com/watch?v=EtDFfYPD4KI
[5] https://coatesa.com/category/como-citta/ex-orfanotrofio-via-t-grossi/
[6] https://www.espansionetv.it/2024/12/18/ex-orfanotrofio-di-via-grossi-a-como-il-comune-ci-riprova-terza-asta-il-prezzo-scende-ancora/
[7] https://www.quicomo.it/attualita/terza-asta-ex-orfanotrofio-tommaso-grossi-como.html
[8] https://www.ilgiorno.it/como/cronaca/nuova-asta-per-lex-orfanotrofio-c1e7653c

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Appunti su: Luigi Porro Lambertenghi, 1780-1860

Luigi Porro Lambertenghi è stato una figura significativa della storia italiana, noto per il suo ruolo di patriota, imprenditore e politico.

Nacque a Como il 12 luglio 1780, figlio del marchese Giorgio Porro Carcano, un patrizio della città. Lambertenghi si distinse non solo per il suo impegno politico, ma anche per la sua passione per le scienze e le novità del suo tempo[1][2][4].

Attività Politica e Imprenditoriale
Lambertenghi fu attivamente coinvolto nei movimenti patriottici italiani e contribuì alla causa dell’unità nazionale. Oltre alla sua carriera politica, si dedicò anche all’imprenditoria, gestendo diverse attività economiche che riflettevano il suo interesse per l’innovazione e il progresso[1][2].

Eredità Culturale
La sua eredità è visibile non solo nel campo politico ma anche in quello culturale, poiché era un sostenitore delle scienze e delle arti. La sua influenza si estese oltre la sua vita, contribuendo a plasmare il contesto sociale e politico dell’Italia del XIX secolo[4].


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Porro_Lambertenghi
[2] https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-porro-lambertenghi_(Dizionario-Biografico)/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Porro_Lambertenghi
[4] https://www.divinamilano.it/casa-porro-lambertenghi/
[5] https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-stefano-lambertenghi_(Dizionario-Biografico)/
[6] https://www.combattentiliberazione.it/movm-grande-guerra-1915-1918/lambertenghi-italo
[7] https://www.beat-leukemia.org/it/news-beat-leukemia-info.asp?N=Prof.-Giorgio-Lambertenghi-Deliliers-riceve-l%E2%80%99Ambrogino-d%27oro%2C&Cod=103

Luigi Porro Lambertenghi è una figura di spicco della storia italiana, noto per il suo ruolo di patriota, imprenditore e politico. Nacque a Como il 12 luglio 1780 da una famiglia aristocratica, figlio del marchese Giorgio Porro Carcano e di Margherita Borromeo. Dopo aver studiato al Collegio Longone di Milano, entrò giovanissimo in politica.

Carriera Politica

Nel 1801, fu eletto deputato alla Consulta di Lione, un evento significativo che segnò l’inizio della sua carriera politica. Nonostante la giovane età, dal 1802 al 1807 fu membro del Corpo legislativo della Repubblica Italiana, ottenendo una dispensa per l’età[1][3]. Durante il periodo napoleonico, Lambertenghi divenne un sostenitore attivo della modernizzazione e della riforma in Italia, affermandosi come un liberale impegnato. Fu anche affiliato alla Massoneria e frequentò la corte di Eugenio di Beauharnais, ricevendo il titolo di conte nel 1810[1].

Dopo la caduta di Napoleone, Lambertenghi partecipò al Congresso di Vienna, dove sostenne la creazione di un regno indipendente nell’Italia settentrionale. Con l’arrivo della Restaurazione e il ritorno degli austriaci a Milano, si dedicò al movimento liberale e all’industrializzazione della Lombardia, promuovendo innovazioni come l’introduzione delle macchine a vapore nell’industria tessile e lo sviluppo dell’illuminazione a gas[1][3].

Attività Imprenditoriale e Sociale

Oltre alla sua carriera politica, Lambertenghi si distinse come imprenditore. Sostenne lo sviluppo dell’industria locale e avviò iniziative sociali come scuole di mutuo insegnamento. La sua visione per un’Italia moderna era caratterizzata da un forte impegno verso il progresso economico e sociale[1][3].

Vita Personale e Morte

Luigi Porro Lambertenghi sposò Anna Maria Serbelloni e ebbe quattro figli: Giberto, Elisabetta, Anna e Giacomo Giulio. Morì a Milano il 9 febbraio 1860 e fu sepolto nella stessa città[1][3]. La sua eredità rimane significativa nella storia italiana, rappresentando un ponte tra le aspirazioni liberali del XIX secolo e le trasformazioni sociali ed economiche che seguirono.

In sintesi, Luigi Porro Lambertenghi è ricordato non solo per il suo contributo politico ma anche per il suo ruolo nell’industrializzazione dell’Italia settentrionale e nel movimento liberale del suo tempo.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Porro_Lambertenghi
[2] https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-stefano-lambertenghi_(Dizionario-Biografico)/
[3] https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-porro-lambertenghi_(Dizionario-Biografico)/
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Lambertenghi
[5] https://famiglie.societastoricalombarda.it/index.php?title=Lambertenghi
[6] https://www.santiebeati.it/dettaglio/98519
[7] https://it.teknopedia.teknokrat.ac.id/wiki/Luigi_Porro_Lambertenghi
[8] https://www.asst-santipaolocarlo.it/documents/810281/0/LAMBERTENGHI+(2).pdf/21a60f97-7c69-f1a1-e160-ae58fdc8d823

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Appunti su: Biografia di Armando Diaz, 1861-1928

Armando Diaz, nato a Napoli il 5 dicembre 1861, è stato un illustre generale e uomo politico italiano, noto principalmente per il suo ruolo cruciale durante la Prima Guerra Mondiale. Proveniente da una famiglia di militari, Diaz intraprese la carriera militare all’Accademia Militare di Torino, dove si distinse come ufficiale d’artiglieria.

Carriera Militare

Durante la guerra italo-turca del 1911-1912, Diaz si distinse come colonnello e partecipò attivamente alla campagna in Libia. Con l’inizio della Prima Guerra Mondiale, fu nominato capo del reparto operazioni presso il Comando Supremo e successivamente comandante della 49ª divisione sul Carso. Dopo la disfatta di Caporetto nel 1917, fu scelto per sostituire il generale Luigi Cadorna come capo di stato maggiore dell’Esercito Italiano[1][3][4].

Sotto la sua guida, l’esercito italiano riuscì a fermare l’avanzata austro-ungarica sul fiume Piave e a ottenere vittorie decisive, tra cui la battaglia di Vittorio Veneto nel 1918, che contribuì a porre fine al conflitto sul fronte italiano. Per queste imprese, Diaz fu insignito del titolo di Duca della Vittoria e divenne un eroe nazionale, celebrato per le sue capacità di comando e per il suo approccio umano verso i soldati[1][2][3].

Ruolo Politico

Dopo la guerra, Diaz entrò in politica. Nel 1922 accettò l’incarico di Ministro della Guerra nel primo governo di Benito Mussolini. Nonostante le sue riserve riguardo alle politiche fasciste, assunse questo ruolo come garanzia per la monarchia e l’esercito. Durante il suo mandato, lavorò per riformare le forze armate italiane e si ritirò dalla vita politica nel 1924[1][2][4].

Vita Personale e Eredità

Diaz morì a Roma il 29 febbraio 1928. È sepolto nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. La sua figura rimane significativa nella storia militare italiana; strade e piazze in molte città portano il suo nome in onore delle sue gesta durante la Grande Guerra[1][3].


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Armando_Diaz
[2] https://www.turismofvg.it/it/111495/armando-diaz
[3] https://www.cronologia.it/storia/biografie/diaz.htm
[4] https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/persone/diaz-armando-vittorio
[5] https://www.centrostudibeppefenoglio.it/it/articolo/38-52-399/storia-locale/almanacco-storico/5-dicembre-1861

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Appunti su: Biografia di Vittorio Emanuele II, 1820-1878

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Appunti su: La Via Vittorio Emanuele II a Como

La Via Vittorio Emanuele II a Como è una delle strade principali e storiche della città, caratterizzata da un mix di architettura, negozi e attività commerciali. Ecco alcuni aspetti salienti:

Caratteristiche della Via Vittorio Emanuele II

  • Posizione: La via si estende nel centro storico di Como, collegando diverse aree significative della città.
  • Architettura: Lungo la via si possono ammirare edifici storici e architettonici, tra cui il Palazzo del Municipio situato al numero 97, che rappresenta un esempio di architettura per la residenza e i servizi[6].
  • Attività commerciali: La via ospita numerosi negozi, ristoranti e uffici, rendendola un punto di riferimento per residenti e turisti. Ad esempio, al numero 99 si trova un ufficio postale[1].

Importanza culturale

La Via Vittorio Emanuele II non è solo una arteria commerciale, ma anche un luogo di interesse culturale. È frequentemente utilizzata per eventi pubblici e manifestazioni locali, contribuendo alla vita sociale della città. Inoltre, è stata immortalata in opere d’arte, come un dipinto del 1967 che ne cattura l’essenza storica[7].


[1] https://ufficipostali.poste.it/como/via-vittorio-emanuele-ii-99
[2] https://www.tuttocitta.it/mappa/como/via-vittorio-emanuele-ii
[3] https://voicemap.me/tour/lake-como/como-with-context-a-guide-to-the-old-town-and-its-breathtaking-lakeside/sites/via-vittorio-emanuele-ii-2
[4] https://www.giuseppedimorabito.com/it/tessabit.html
[5] https://moovitapp.com/index/it/mezzi_pubblici-Via_Vittorio_Emanuele_II_97-Milano_e_Lombardia-site_22798276-223
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00007/
[7] https://catalogo.beniculturali.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0300177706
[8] https://coatesa.com/2013/03/04/como-centro-storico-via-vittorio-emanuele-ii/

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La Torre di San Vitale, a Como, in Viale Cesare Battisti

La Torre di San Vitale è una delle strutture più emblematiche delle mura medievali di Como, situata sul lato orientale della città. Costruita nel XIV secolo, la torre ha una pianta pentagonale e raggiunge un’altezza di circa 36 metri, con una base massiccia che presenta murature spesse oltre 3 metri alla base[1][5].

Storia e Architettura

Origine e Costruzione

La Torre di San Vitale fu eretta durante il periodo di ricostruzione della città sotto l’imperatore Federico Barbarossa, come parte delle difese contro la Lega Lombarda. Le mura furono completate nel 1192, e la torre rappresenta uno dei due bastioni pentagonali costruiti in quel periodo, insieme alla Torre Porta Nuova[3][4].

Caratteristiche Strutturali

  • Forma: Pentagona
  • Altezza: Circa 36 metri
  • Materiale: Pietre di Moltrasio, tipiche della regione, lavorate con cura per formare una tessitura ben definita[1][2].
  • Facciata: La facciata interna presenta diverse aperture ad arco, mentre l’esterno è caratterizzato da un aspetto più massiccio e meno articolato[5][6].

Importanza Culturale

La Torre di San Vitale non è solo un monumento storico, ma anche un simbolo della città di Como. Essa si trova vicino al Museo Archeologico e a un giardino che ospita reperti storici, rendendola un punto di riferimento culturale e turistico[3][4].

Recenti Interventi

Nel 2021, sono state effettuate indagini diagnostiche sulla torre a seguito del distacco di un frammento dalle murature. Questi interventi mirano a garantire la stabilità della struttura e la sicurezza dell’area circostante[1].

La Torre di San Vitale continua a essere un elemento chiave del patrimonio architettonico di Como, testimoniando la storia e l’evoluzione della città nel corso dei secoli.


[1] https://www.foppolimoretta.it/it/blog/news-1/indagini-diagnostiche-sulla-torre-di-s-vitale-a-como.htm
[2] https://www.camminacitta.it/comoo/dalla-convalle-al-monte-di-brunate/tappa-1-dalla-cattedrale-alla-torre-di-s-vitale/
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Mura_di_Como
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00305/
[5] https://upel.va.it/it/news/mura-medievali-como/
[6] https://www.quicomo.it/social/porta-torre-gloriosa-storia-malandato-custode-citta-murata.html
[7] https://digilander.libero.it/felice/Comomura.htm
[8] https://www.visititaly.it/info/954983-torre-di-san-vitale-como.aspx