I quattro luoghi simbolo di Como documentati nel libro Memorie presenti. Como, luoghi da rigenerare sono Politeama, San Donnino, ex Orfanotrofio e Ticosa.fieralibrocomo+2
Descrizione dei luoghi
Questi spazi, fotografati da Gin Angri con circa 160 immagini e narrati da Michele Roda, rappresentano esempi di abbandono e potenziale rigenerazione urbana.instagram+1
cineteatro Politeama: ex cinema-teatro in stato di degrado, simbolo di un passato culturale cittadino.instagram
carcere San Donnino: complesso storico sospeso, con tracce di funzioni sociali e religiose.instagram
Ex Orfanotrofio, Via Tommaso Grossi: struttura un tempo dedicata all’infanzia, oggi fragile e in attesa di riuso.instagram
Tintostamperia Val Mulini
Significato nel progetto
I luoghi fungono da atlante visivo per riflettere su memoria collettiva e città pubblica, collegandosi a iniziative come il programma “Gener-Azioni” di Confcooperative.fieralibrocomo
L’ex orfanotrofio di via Tommaso Grossi a Como è un complesso edilizio situato in una posizione centrale della città, all’angolo tra via Tommaso Grossi e via Dante. Questo immobile ha una storia significativa e ha recentemente attirato l’attenzione per le sue potenzialità di riqualificazione e vendita.
Storia e Situazione Attuale
L’ex orfanotrofio è stato oggetto di vari tentativi di vendita da parte dell’amministrazione comunale. Dopo due aste andate deserte, il Comune ha annunciato una terza asta con un ribasso del 25% rispetto ai tentativi precedenti[3][6][8]. Nonostante gli sforzi, il complesso non è ancora stato venduto, il che ha suscitato preoccupazioni riguardo alla sua valorizzazione e riutilizzo[4][6].
Progetti di Riqualificazione
Un progetto di riqualificazione è stato proposto per l’ex orfanotrofio, che prevede la creazione di un “polo strategico” con funzioni utili sia per l’università locale che per la comunità[1]. Questo progetto si inserisce in un contesto più ampio di miglioramento urbano, volto a integrare l’area con il tessuto urbano circostante e a promuovere la mobilità sostenibile attraverso la creazione di piste ciclabili e spazi verdi[1].
Importanza Culturale e Architettonica
Il complesso ha un valore architettonico significativo, essendo parte del patrimonio storico di Como. La sua riqualificazione potrebbe contribuire non solo all’economia locale ma anche al rilancio dell’immagine della città, valorizzando le sue caratteristiche storiche e paesaggistiche[1].
In sintesi, l’ex collegio di via Tommaso Grossi rappresenta una risorsa potenziale per Como, ma la sua valorizzazione continua a essere una sfida per le autorità locali.
Sarà il Politecnico di Como, su proposta dell’assessore al Patrimonio Marcello Iantorno, ad effettuare la perizia di stima su quattro grossi compendi di proprietà comunale che saranno ceduti dall’amministrazione. Gli immobili sono l’ex orfanotrofio di via Tommaso Grossi, lo stabile di via Volta (occupato fino a qualche mese fa dalla Cà d’Industria), l’ex scuola di via Binda e l’ex scuola di Garzola.
“L’ipotesi di vendita riguarda solo via Grossi, via Binda e Garzola – spiega Iantorno – Per quanto riguarda via Volta la perizia ci serve solo in vista di una valorizzazione dell’immobile che continuerà ad avere un utilizzo sociale”
Collegio universitario in via Grossi, il consiglio comunale dice sì. La seduta di lunedì sera – la seconda dedicata al tema – è proseguita a oltranza e il disco verde è arrivato 26 minuti dopo mezzanotte. Trentadue consiglieri sui 33 presenti hanno votato a favore della delibera che approva il protocollo d’intesa tra Comune e Univercomo finalizzato al recupero dell’ex orfanotrofio, oggi in gran parte abbandonato e divenuto rifugio per i senzatetto.
L’accordo prevede la concessione gratuita del compendio, per 30 anni, a Univercomo, che ha predisposto un progetto per realizzare il collegio e lo invierà al ministero sperando di ottenere un finanziamento al 50% grazie a un bando dedicato all’edilizia universitaria.