Villa Saporiti, conosciuta anche come “La Rotonda”, è una storica villa situata a Como, sulla sponda occidentale del Lago di Como, precisamente in Via Borgovico, 150. Costruita tra il 1790 e il 1793 su commissione della marchesa Eleonora Villani, la villa è un esempio significativo di architettura neoclassica lombarda.
Architettura e Design
La villa presenta una struttura a forma rettangolare sviluppata su due piani, con un imponente corpo centrale tondeggiante che si affaccia sul lago. Questo elemento distintivo è accompagnato da un salone d’onore di forma ellittica, che rappresenta il cuore dell’edificio e riflette l’influenza del rococò[1][2][3]. La facciata rivolta verso il lago è caratterizzata da decorazioni elaborate, tra cui colonne doriche e statue di divinità classiche, mentre il prospetto su Via Borgovico appare più sobrio[1].
Storia
L’area su cui sorge la villa era originariamente parte dei beni dell’Ordine dei padri Filippini e delle monache di S. Agostino. Dopo le riforme religiose del XVIII secolo, i marchesi Villani acquistarono il terreno per costruire una residenza estiva[1][2]. Nel 1858, la villa passò alla famiglia Rocca Saporiti, da cui deriva il nome attuale. Durante la sua storia, Villa Saporiti ha ospitato personaggi illustri come Napoleone Bonaparte nel 1797[2][3].
Uso Attuale
Oggi, Villa Saporiti è di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Como ed è utilizzata come sede per uffici amministrativi. Nonostante ciò, mantiene gran parte del suo aspetto originale e alcuni spazi sono accessibili al pubblico[1][4]. La villa è circondata da un ampio giardino all’inglese che si estende fino al lago, offrendo splendide viste e spazi per eventi pubblici.
Accessibilità
Villa Saporiti è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici. È situata vicino alla stazione ferroviaria di Como San Giovanni e dispone di un molo per l’accesso via lago[3][4].
Villa Gallia è una storica villa situata a Como, precisamente in Via Borgovico 154. Costruita tra il 1615 e il 1622, è considerata la villa più antica del quartiere Borgovico e fu commissionata dal prelato Marco Gallio come residenza estiva. La villa sorge sulle rovine del Museo Gioviano, fondato dall’umanista Paolo Giovio nel XVI secolo[1][2].
Architettura e Design
La struttura di Villa Gallia presenta un impianto a blocco, con un ampio salone che occupa due piani dell’edificio. Attorno a questo salone si trovano diverse salette minori, mentre le facciate sono caratterizzate da profonde logge a triforio con colonne doriche binate. Il tetto è a padiglione e gli ingressi sono adornati da logge a triplice fornice[1].
Affreschi e Decorazioni
All’interno, la villa è decorata con affreschi di grande valore artistico. Il salone principale è coperto da un magnifico soffitto ligneo a lacunari e presenta un caminetto in marmo di Varenna. Al piano nobile, cinque sale conservano cicli di affreschi che risalgono all’epoca della costruzione, anche se l’attribuzione degli autori rimane incerta[1][2].
Storia e Ristrutturazioni
Villa Gallia ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli. Nel 1815, l’architetto Simone Cantoni curò un ampliamento neoclassico per conto di Carolina di Brunswick. Ulteriori modifiche furono apportate alla fine dell’Ottocento dall’ingegner Robecchi, mentre l’ultima ristrutturazione significativa avvenne negli anni ’60 per ospitare gli uffici dell’Amministrazione provinciale di Como[1].
Uso Attuale
Oggi, Villa Gallia funge da sede per uffici amministrativi ed è di proprietà della Provincia di Como. La villa è aperta al pubblico in determinati orari, offrendo l’accesso gratuito ai visitatori[2].
La Villa Olmo, situata sulla riva occidentale del Lago di Como, è un’importante residenza storica progettata dall’architetto ticinese Simone Cantoni. La costruzione iniziò nel 1782 e fu completata nel 1797, commissionata da Innocenzo Odescalchi, marchese di Fino Mornasco, appartenente a una nota famiglia romana[1][3]. La villa fu concepita come residenza estiva per i marchesi Odescalchi e si distingue per il suo stile neoclassico, caratterizzato da un corpo centrale prominente con colonne ioniche e archi d’ingresso[3][4].
Architettura e Design
L’architettura della villa riflette un elegante equilibrio geometrico, seguendo le teorie della “bellezza ideale” di Johann Joachim Winckelmann. L’imponente edificio è circondato da un ampio giardino affacciato sul lago, che è stato ristrutturato nel corso degli anni[2][3]. Il nome “Olmo” deriva dalla presenza storica di un grande albero di olmo nell’area, che non esiste più[1].
Ospiti Illustri e Eventi Storici
Nel corso della sua storia, Villa Olmo ha ospitato molte figure illustri. Nel 1797, il marchese Odescalchi invitò il generale Bonaparte e sua moglie Giuseppina, anche se la coppia scelse di alloggiare in un’altra villa[1][2]. Altri ospiti notabili includono Ugo Foscolo e membri della famiglia imperiale austriaca[2][3]. Dopo la morte di Odescalchi nel 1824, la villa passò alla famiglia Raimondi, che continuò a ospitare eventi di rilievo.
Passaggio al Comune di Como
Nel 1925, Villa Olmo fu ceduta al Comune di Como, che la trasformò in un centro per manifestazioni culturali e mostre d’arte. Nel 1927, la villa ospitò l’Esposizione Internazionale in onore di Alessandro Volta, dedicata alle innovazioni tecnologiche[1][4]. Da allora, ha continuato a essere un importante spazio espositivo, accogliendo mostre significative e eventi culturali.
Il Parco e l’Uso Attuale
Oltre alla villa, il parco circostante è considerato uno dei più importanti della provincia. Presenta una varietà di alberi secolari e strutture storiche come serre in ferro risalenti al XIX secolo. Oggi, Villa Olmo è aperta al pubblico e continua a fungere da sede per eventi culturali e mostre d’arte, contribuendo alla vita culturale di Como[3][4].
Cambiamenti nella Configurazione dei Giardini di Villa Olmo
Origini e Progettazione Iniziale
La configurazione dei giardini di Villa Olmo ha subito notevoli cambiamenti sin dalla sua costruzione tra il 1782 e il 1787, progettata dall’architetto Simone Cantoni. Inizialmente, il parco si estendeva per quasi cinque ettari, caratterizzato da un giardino all’italiana con aiuole regolari e una balaustra che si affacciava sul lago. Il giardino era ornato da statue di divinità pagane e una fontana centrale, creando un ambiente elegante e armonioso[2][3].
Ristrutturazioni e Modifiche
Dopo la morte del marchese Odescalchi nel 1824, la villa passò alla famiglia Raimondi, che apportò modifiche significative al giardino. Nel 1829, l’architetto paesaggista Luigi Sada ristrutturò il parco in stile inglese, introducendo nuove piante e alberi monumentali, tra cui ippocastani secolari. Queste modifiche hanno contribuito a creare un paesaggio più naturale e panoramico[2][4].
Nel corso del XIX secolo, furono aggiunti elementi come un tempietto neoclassico e nuove fontane, che arricchirono ulteriormente la bellezza del parco. Tuttavia, la costruzione della Strada statale 340 Regina negli anni ’60 del Novecento compromisse parte della configurazione originale, isolando alcune aree del giardino dalle serre ornamentali[2][3].
Restauro Contemporaneo
Negli ultimi anni, a partire dal 2016, il Comune di Como ha avviato un’importante ristrutturazione del parco. Questo restyling ha mirato a ripristinare i parterres storici e a migliorare l’accessibilità per i cittadini. L’intervento ha incluso la creazione di un nuovo orto botanico nella parte nord del parco, dedicato alla coltivazione di piante storiche locali[1][4].
Oggi, Villa Olmo ospita uno dei parchi pubblici più grandi di Como, con una varietà di alberi monumentali e arbusti, mantenendo al contempo un forte legame con la sua storia. La ristrutturazione ha reso il parco non solo un luogo di bellezza naturale ma anche uno spazio culturale attivo, con eventi e manifestazioni che richiamano visitatori da tutta la regione[1][2].