Lungolago

Il lungolago di Como, da Sant’Agostino ai giardini, è stato finalmente inaugurato dopo quasi 17 anni di lavori, 21 dicembre 2024

Il lungolago di Como, da Sant’Agostino ai giardini, è stato finalmente inaugurato dopo quasi 17 anni di lavori. Questo nuovo tratto, che collega piazza Sant’Agostino alla nuova biglietteria, è ora completamente percorribile e rappresenta un’importante riqualificazione per la città.

Dettagli dell’inaugurazione:

  • Cerimonia di apertura: Il taglio del nastro è avvenuto alla presenza di autorità locali, tra cui il sindaco Alessandro Rapinese e gli assessori Massimo Sertori e Alessandro Fermi. Hanno sottolineato l’importanza di questo progetto non solo per la bellezza estetica, ma anche per la sicurezza contro le esondazioni[1][3].
  • Stato dei lavori: Attualmente, il 70% dei lavori è completato e si prevede che entro dicembre verrà consegnata anche piazza Cavour. I lavori hanno incluso misure per contrastare le esondazioni e migliorare la gestione delle acque[1][2].

Impatto sul turismo:
Il nuovo lungolago ha già attratto un notevole afflusso di turisti, con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente. Le autorità locali sono ottimiste riguardo all’attrattività turistica della zona, che promette di diventare una delle passeggiate più belle al mondo[1][4].

Aspetti tecnici:
I lavori hanno comportato sfide significative, tra cui la necessità di mantenere il traffico e garantire la sicurezza dei pedoni. Sono state implementate strutture idrauliche per prevenire problemi legati alle esondazioni, rendendo l’intera area più sicura e accessibile[1][3].

In sintesi, l’inaugurazione del lungolago segna un momento significativo per Como, combinando bellezza paesaggistica e funzionalità urbana in un progetto atteso da molti anni.


[1] https://www.lombardianotizie.online/lungolago-como-inaugurato/
[2] https://www.laprovinciadicomo.it/publisher/Cronaca/section/
[3] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/como-citta/da-santagostino-ai-giardini-riecco-il-lungolago-dopo-17-anni-o_2715386_11/
[4] https://comozero.it/attualita/como-un-altro-pezzo-di-lungolago-ora-e-davvero-aperto-grande-emozione-16-anni-dopo-le-immagini/
[5] https://www.laprovinciadicomo.it/videos/Cronaca/da-santagostino-ai-giardini-riecco-lungolago-dopo-17-anni-o_1247372_44/
[6] https://www.quicomo.it/attualita/nuovo-lungolago-cantiere-paratie-stato-lavori.html
[7] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/premium/como-citta/nuovo-lungolago-arriva-il-porfido-o_2085553_11/
[8] https://www.quicomo.it/attualita/cantiere-paratie-nuovo-e-vecchio-lungolago-finalmente-uniti.html

Camminare in COMO città · mercati alimentari

Il MERCATO COPERTO di Como compie 90 anni, 21 dicembre 2024

Il Mercato Coperto di Como celebra quest’anno il suo 90° anniversario, un traguardo significativo per una struttura che ha rappresentato un punto di riferimento per la comunità locale sin dalla sua inaugurazione nel 1934.

Storia e Importanza

Il Mercato Coperto è stato inaugurato in un periodo di grande sviluppo urbano e sociale per Como, diventando un luogo centrale per la vendita di prodotti freschi e locali. Negli anni, ha visto una continua evoluzione, adattandosi alle esigenze della popolazione e mantenendo viva la tradizione del commercio alimentare[1][3].

Recenti Sviluppi

Negli ultimi tempi, il mercato ha affrontato sfide significative, inclusi problemi di degrado e preoccupazioni espresse dalle associazioni locali come Confesercenti. Queste hanno sottolineato la necessità di interventi per preservare e valorizzare il mercato, considerato un “tesoro” della città[5][6]. Inoltre, ci sono stati recenti lavori di ristrutturazione approvati, con l’intento di completare i lavori entro agosto 2024, per garantire che il mercato continui a servire la comunità in modo efficace[4].

Celebrazioni

Per festeggiare questo importante anniversario, sono previsti eventi speciali che mirano a coinvolgere la comunità e a rinnovare l’interesse verso il mercato. Queste iniziative non solo celebrano la storia del Mercato Coperto, ma cercano anche di rafforzare i legami tra produttori e consumatori, promuovendo la cultura del cibo locale[8].


[1] https://www.quicomo.it/attualita/mercato-coperto-agricoltori-ricorso-presidente-repubblica.html

[3] https://xxcoecoinformazioni.files.wordpress.com/2016/07/xxco-200.pdf
[4] https://www.laprovinciadicomo.it/publisher/Cronaca/section/
[5] https://www.quicomo.it/economia/mercato-coperto-como-allarme-di-confesercenti.html
[6] https://www.quicomo.it/attualita/chiude-mercato-coperto-como-sfratto-improvviso-html.html
[7] https://comozero.it/attualita/cuori-chiacchiere-e-lattuga-laltro-mercato-coperto-antico-teatro-di-como/
[8] https://comozero.it/attualita/eventi-cibo-e-omaggi-agli-anni-30-rinasce-lo-storico-padiglione-del-mercato-coperto-di-como-le-immagini/

ARTE · Broletto · COMO città · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Nodo Libri · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Carlo Galante, Pagine comasche. Vicende luoghi personaggi nella storia e nell’arte, NodoLibri, 2024

Carlo Galante, Pagine comasche. Vicende luoghi personaggi nella storia e nell’arte

scheda dell’editore:

https://www.nodolibri.com/home/305-carlo-galante-pagine-comasche-vicende-luoghi-personaggi-nella-storia-e-nellarte.html?fbclid=IwY2xjawHSG4JleHRuA2FlbQIxMQABHfl1eboIIGUhI6HFFcCs3sanCIpGTNH1c7FPDzYD1EfEdQP9_aCKILFzCw_aem_0kWgmo_MGHfyY3Jh-sYb_A

Un’articolata raccolta di contributi pubblicati tra 1981 e 2023 su “Economia lariana”, “Como”, “Broletto” e “La Provincia”, per la maggior parte dedicati ad argomenti di storia e di arte del territorio.

«Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, – scrive l’autore nella sua presentazione – un lavoro di questo genere sta a metà fra la storia e la letteratura. Lo spunto poteva venire da una lettura, da una mostra temporanea, da un’escursione sul territorio, da una conferenza ricca di contenuti.

In ogni caso era importante che io avvertissi, oltre uno speciale interesse per l’argomento, anche la necessità interiore di approfondire la sua conoscenza e di condividerla con altri attraverso la scrittura».



Bolognese di nascita, comasco di adozione, Carlo Galante ha insegnato materie letterarie nella scuola media, di cui è stato anche preside per diversi anni.

Nel periodo giovanile ha ricevuto riconoscimenti in concorsi letterari, e ha prestato servizio presso una casa editrice in qualità di redattore e correttore di bozze. Per qualche anno ha svolto attività di guida turistica nel territorio lariano, soprattutto al servizio della scuola. Ha collaborato con riviste locali scrivendo testi dedicati alla storia e all’arte di Como. Da alcuni anni collabora con le pagine culturali del quotidiano “La Provincia”, con articoli di carattere storico, e fa parte del direttivo dell’Istituto di Storia contemporanea “Pier Amato Perretta”.

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PINACOTECA Civica di Como, e storia del PALAZZO VOLPI, Via Diaz, angolo Via Giovio

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La Pinacoteca Civica di Como, situata nel Palazzo Volpi, ospita una ricca collezione di opere d’arte che coprono un ampio arco temporale, dal Medioevo al Novecento.

Questa pinacoteca è parte dei Musei Civici di Como e offre un’importante panoramica dell’arte lombarda, con particolare attenzione agli artisti attivi nella regione.

Collezioni e Opere Esposte

Sezione Medievale e Rinascimentale

  • Affreschi Gotici: Provenienti dal convento benedettino di Santa Margherita.
  • Ritratti di Uomini Illustri: Una collezione cinquecentesca di Paolo Giovio, che include ritratti significativi dell’epoca.
  • Opere Sacre: La Quadreria storica presenta opere come:
  • Caduta degli angeli ribelli di Pier Francesco Mazzucchelli.
  • Trionfo dell’arcangelo Michele di Carlo Francesco Nuvolone.
  • Dipinti di Cristoforo Caresana e Giovanni Paolo Ghianda[1][3][4].

Sezione Barocca e Settecentesca

  • Opere come:
  • Conforto del condannato e Samaritana al Pozzo di Agostino Santagostino.
  • Consacrazione del Cardinale Giuseppe Pozzobonelli di Giovanni Paolo Panini.
  • Vulcano di Pompeo Batoni e Ritratto di gentildonna di Alessandro Magnasco[1][2][3].

Collezione del Novecento

  • Questa sezione documenta l’arte del XX secolo a Como, con opere significative come:
  • Progetti dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia.
  • Lavori del “Gruppo Como”, che include artisti come Mario Radice e Manlio Rho, influenzati dal razionalismo e dal Bauhaus[2][5][6].

Importanza Culturale

La Pinacoteca non solo conserva opere d’arte, ma funge anche da centro di ricerca e valorizzazione della storia artistica della città. Le esposizioni sono organizzate in sale tematiche, rendendo la visita un’esperienza educativa e culturale[1][4][5].

In sintesi, la Pinacoteca Civica di Como è un luogo fondamentale per comprendere l’evoluzione dell’arte nella regione, con una collezione che riflette la ricca storia culturale locale.

scheda alle pagine 149-154 del libro:


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Pinacoteca_di_palazzo_Volpi
[2] https://www.milanoguida.com/visite-guidate/fuori-porta/como-pinacoteca-civica/
[3] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/musei/pinacoteca-civica/sezione-quadreria/index.html
[4] https://lakeaddicted.com/lago-di-como-musei-da-scoprire/
[5] https://artsandculture.google.com/partner/pinacoteca-civica-di-como?hl=it
[6] https://comozero.it/cultura-e-spettacolo/como-la-pinacoteca-delle-meraviglie-acquisite-300-nuove-opere-ci-sono-i-grandi-nomi-del-900/
[7] https://wonderlakecomo.com/it/items/pinacoteca-civica-como
[8] https://www.visitcomo.eu/it/vof/pinacoteca-video-sez-medievale.html

Storia di Palazzo Volpi a Como

Palazzo Volpi, situato in Via Armando Diaz a Como, è un edificio storico che rappresenta una fusione di stili architettonici comaschi e romani. La sua storia risale al XVII secolo.

Costruzione e Proprietà Iniziale

La costruzione del palazzo fu commissionata da Volpiano Volpi (1559-1629), un arcivescovo di Chieti residente a Roma. I disegni furono affidati all’architetto Sergio Venturi, senese ma attivo a Roma[1][2]. Il palazzo fu eretto tra il 1622 e il 1633 sotto la supervisione di Pietro Paolo Raimondi, nipote di Volpiano Volpi[1]. L’edificio presenta una pianta ad “U”, incompleta nella parte settentrionale, con un cortile interno aperto sul giardino terrazzato[3].

Utilizzo Successivo

Dopo essere stato proprietà della famiglia Volpi fino alla metà del XVIII secolo, passò ai Canarisi. Nel 1839 fu venduto allo Stato italiano, che lo utilizzò come sede del tribunale giudiziario fino al 1968. Durante questo periodo, il giardino originale fu sacrificato per costruire le carceri[1][3].

Restauro e Trasformazione in Museo

Negli anni Settanta del XX secolo, Palazzo Volpi fu acquistato dal Comune di Como e sottoposto a restauro per eliminare le aggiunte ottocentesche. Fu trasformato in museo nel 1989 come sede delle raccolte d’arte civiche della città[1][4]. La pinacoteca ospita opere d’arte dal Medioevo al Novecento ed è divisa in quattro sezioni principali: Medioevo, Rinascimento, Quadreria storica e Novecento[5][7].

Caratteristiche Architettoniche

Il palazzo si distingue per la sua imponenza rispetto all’edilizia circostante. Presenta un corpo ad “U” con un cortile centrale dotato di loggiato alla romana. Il prospetto principale è caratterizzato da forme semplici ma eleganti grazie al portale bugnato dell’ingresso principale[2].

Oggi Palazzo Volpi rappresenta uno dei luoghi culturalmente più significativi della città di Como grazie alla Pinacoteca Civica che ospita opere artistiche provenienti da tutto il territorio comasco.


Controllare sempre gli orari aggiornati sul sito ufficiale del museo.[4]

Citations:
[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Pinacoteca_di_palazzo_Volpi
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO160-00001/
[3] https://blog.comolake.com/monumenti-comaschi-pinacoteca-civica-palazzo-volpi/
[4] https://abbonamentomusei.it/spazio_espositivo/pinacoteca-civica-di-palazzo-volpi/
[5] https://catalogo.beniculturali.it/CulturalInstituteOrSite/1492536934111
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/CO160-00001/
[7] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/musei/pinacoteca-civica/
[8] https://visitcomo.eu/it/vof/pinacoteca-civica-video4.html

Ville · Ville sul Lario

Il Parco di Villa Guardia, nella provincia di Como, in Via Varesina


Parco Comunale Giuseppe Garibaldi a Villa Guardia: 1 opinioni e 5 foto


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Villa Guardia è un comune situato nella provincia di Como, in Lombardia, con una popolazione di circa 7.900 abitanti. È stato istituito nel 1928 attraverso l’accorpamento dei comuni di Maccio e Civello. La sua posizione strategica lungo la strada che collega Como a Varese ha contribuito alla sua crescita e sviluppo nel corso degli anni.

Parco e Villa Comunale

Una delle principali attrazioni di Villa Guardia è il parco comunale, che si estende su una superficie di circa 50.000 m². Questo parco è stato originariamente parte della proprietà Sacco Videmari, acquistata nel 1939 dall’industriale Giovanni Balestrini. Il parco ospita diversi elementi di interesse:

  • Lago artificiale: Un pittoresco lago di circa 600 m², abitato da cigni e dotato di un’isola centrale raggiungibile in barca.
  • Voliera: Una storica voliera per pavoni.
  • Giardini: Il giardino è caratterizzato da una varietà di specie botaniche rare e pregiate, distribuite su più livelli grazie alla pendenza del terreno.
  • Strutture ricreative: Il parco include anche un campo da tennis, campi da bocce e un’area giochi per bambini.

La villa comunale è stata ristrutturata dall’architetto Osvaldo Borsani, che ha progettato anche alcuni mobili speciali per l’area, rendendo il parco un luogo suggestivo e ben curato.

Storia e Cultura

Villa Guardia ha una storia ricca che risale a secoli fa, con influenze architettoniche e culturali visibili nelle ville ottocentesche presenti nel parco. La ristrutturazione del parco ha mantenuto l’integrità storica del luogo, integrando elementi moderni con il patrimonio esistente.

In sintesi, il Parco di Villa Guardia rappresenta un’importante risorsa per la comunità locale, offrendo spazi verdi per il relax e attività ricreative, nonché un’importante testimonianza della storia e della cultura della regione.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Guardia

Ville

Il parco di Villa Giulini, a Como, in via Lazzago

Il parco di Villa Giulini si trova a Como, precisamente in via Lazzago, ed è parte della storica tenuta di Lazzago, di proprietà della famiglia Giulini dal 1836. Questo parco è stato recentemente inserito nel network dei “Grandi Giardini Italiani”, un riconoscimento che sottolinea la sua importanza botanica e storica[1].

Storia e Caratteristiche

Origini e Struttura
Il complesso comprende una villa seicentesca con un giardino formale, una cappella gentilizia e un borgo di edifici settecenteschi. Un secondo nucleo include un castello che in passato fungeva da dogana per coloro che si dirigevano verso la Svizzera. Il giardino all’inglese, caratterizzato da percorsi sinuosi e una varietà di conifere monumentali, si estende nella parte occidentale del parco[1].

Flora e Fauna
Il parco è noto per la sua biodiversità, con ampi prati, boschi e filari monumentali. Tra le specie arboree si possono trovare gruppi di Cedrus deodara e Cedrus atlantica. Inoltre, il parco è attraversato da un tratto del fiume Seveso, mantenuto in ottime condizioni[1].

.


[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/cultura-e-spettacoli/villa_giulini_oltre_il_parco_storia_segreta_da_scoprire/
[2] https://www.visitcomo.eu/export/sites/default/it/scoprire/itinerari_escursioni/itinerari-in-citta/allegati/In-Como-Sud-Unesperienza-tra-cultura-e-natura.pdf
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_Giulini

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Villa Imbonati, a Cavallasca, in provincia di Como

Villa Imbonati si trova a Cavallasca, in provincia di Como, ed è un esempio significativo di architettura storica. Costruita tra il 1656 e il 1657 da Carlo Antonio Imbonati, un facoltoso uomo d’affari, la villa fu eretta in occasione delle sue nozze con Giulia Odescalchi, cugina del futuro Papa Innocenzo XI.

Storia e Cultura

Nel corso degli anni, Villa Imbonati ha ospitato numerosi scrittori ed eruditi. Tra questi, Alessandro Manzoni vi soggiornò e nel 1805 dedicò la sua lirica “In morte di Carlo Imbonati” al proprietario della villa, amico della madre. La villa è caratterizzata da uno stile che riflette le influenze Barocche, Rococò e Neoclassiche, visibili nelle sale e nei dipinti murali.

quindi non solo un luogo di interesse architettonico ma anche un’importante testimonianza della storia culturale italiana.


[1] https://www.villeaperte.info/ville-aperte/villa/305

Villa Olmo · Ville sul Lario

Villa Saporiti, a Como

Villa Saporiti, conosciuta anche come “La Rotonda”, è una storica villa situata a Como, sulla sponda occidentale del Lago di Como, precisamente in Via Borgovico, 150. Costruita tra il 1790 e il 1793 su commissione della marchesa Eleonora Villani, la villa è un esempio significativo di architettura neoclassica lombarda.

Architettura e Design

La villa presenta una struttura a forma rettangolare sviluppata su due piani, con un imponente corpo centrale tondeggiante che si affaccia sul lago. Questo elemento distintivo è accompagnato da un salone d’onore di forma ellittica, che rappresenta il cuore dell’edificio e riflette l’influenza del rococò[1][2][3]. La facciata rivolta verso il lago è caratterizzata da decorazioni elaborate, tra cui colonne doriche e statue di divinità classiche, mentre il prospetto su Via Borgovico appare più sobrio[1].

Storia

L’area su cui sorge la villa era originariamente parte dei beni dell’Ordine dei padri Filippini e delle monache di S. Agostino. Dopo le riforme religiose del XVIII secolo, i marchesi Villani acquistarono il terreno per costruire una residenza estiva[1][2]. Nel 1858, la villa passò alla famiglia Rocca Saporiti, da cui deriva il nome attuale. Durante la sua storia, Villa Saporiti ha ospitato personaggi illustri come Napoleone Bonaparte nel 1797[2][3].

Uso Attuale

Oggi, Villa Saporiti è di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Como ed è utilizzata come sede per uffici amministrativi. Nonostante ciò, mantiene gran parte del suo aspetto originale e alcuni spazi sono accessibili al pubblico[1][4]. La villa è circondata da un ampio giardino all’inglese che si estende fino al lago, offrendo splendide viste e spazi per eventi pubblici.

Accessibilità

Villa Saporiti è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici. È situata vicino alla stazione ferroviaria di Como San Giovanni e dispone di un molo per l’accesso via lago[3][4].


[1] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00014/
[2] https://www.visitcomo.eu/it/scoprire/parchi_ville/ville/villa_saporiti/
[3] https://lariusway.com/punti-di-interesse/ville-giardini/como/villa-saporiti/
[4] https://www.villeaperte.info/ville-aperte/villa/550

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Villa Gallia, a Como

Villa Gallia è una storica villa situata a Como, precisamente in Via Borgovico 154. Costruita tra il 1615 e il 1622, è considerata la villa più antica del quartiere Borgovico e fu commissionata dal prelato Marco Gallio come residenza estiva. La villa sorge sulle rovine del Museo Gioviano, fondato dall’umanista Paolo Giovio nel XVI secolo[1][2].

Architettura e Design

La struttura di Villa Gallia presenta un impianto a blocco, con un ampio salone che occupa due piani dell’edificio. Attorno a questo salone si trovano diverse salette minori, mentre le facciate sono caratterizzate da profonde logge a triforio con colonne doriche binate. Il tetto è a padiglione e gli ingressi sono adornati da logge a triplice fornice[1].

Affreschi e Decorazioni

All’interno, la villa è decorata con affreschi di grande valore artistico. Il salone principale è coperto da un magnifico soffitto ligneo a lacunari e presenta un caminetto in marmo di Varenna. Al piano nobile, cinque sale conservano cicli di affreschi che risalgono all’epoca della costruzione, anche se l’attribuzione degli autori rimane incerta[1][2].

Storia e Ristrutturazioni

Villa Gallia ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli. Nel 1815, l’architetto Simone Cantoni curò un ampliamento neoclassico per conto di Carolina di Brunswick. Ulteriori modifiche furono apportate alla fine dell’Ottocento dall’ingegner Robecchi, mentre l’ultima ristrutturazione significativa avvenne negli anni ’60 per ospitare gli uffici dell’Amministrazione provinciale di Como[1].

Uso Attuale

Oggi, Villa Gallia funge da sede per uffici amministrativi ed è di proprietà della Provincia di Como. La villa è aperta al pubblico in determinati orari, offrendo l’accesso gratuito ai visitatori[2].


[1] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00016/
[2] https://www.visitcomo.eu/en/discover/parks_villas/villas/villa_gallia/index.html

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Villa Revel Parravicini, sulle sponde del Lago di Como

Villa Revel Parravicini è una storica dimora situata sulle sponde del Lago di Como, nota per la sua bellezza architettonica e il suo affascinante giardino all’italiana. Costruita nel 1770 per volere del Conte Alessandro della Torre di Rezzonico, la villa è stata successivamente acquistata nel 1902 dal generale Genova Thaon de Revel e, nel 1950, è passata agli attuali eredi, i Conti Parravicini Sossnovsky[1].

Caratteristiche della Villa

  • Architettura: La villa presenta uno stile neoclassico con affreschi pregiati e pavimenti in mosaico che arricchiscono gli interni. Dispone di quattro ampi saloni, il più grande dei quali, la Sala delle Colonne, può ospitare fino a 90 persone[1].
  • Giardino: L’ampio giardino è ideale per eventi all’aperto e offre una vista spettacolare sul lago. È dotato di salottini intimi circondati da siepi di bosco, perfetti per momenti di relax[1].
  • Darsena privata: La villa possiede una darsena che consente arrivi scenografici via lago, aggiungendo un tocco romantico agli eventi[1].

Servizi Offerti

Villa Revel Parravicini è particolarmente apprezzata per l’autonomia che offre nella pianificazione degli eventi, permettendo ai clienti di scegliere fornitori esterni per catering e musica. Inoltre, uno staff altamente qualificato è disponibile per assistere nella realizzazione di matrimoni e altri eventi[1].

Recensioni

Le recensioni degli ospiti lodano frequentemente la location per la sua bellezza e l’ottimo servizio ricevuto. Molti sottolineano l’atmosfera romantica e intima della villa, rendendola una scelta ideale per matrimoni non troppo numerosi[1].

In sintesi, Villa Revel Parravicini rappresenta una delle location più affascinanti sul Lago di Como, combinando storia, eleganza e un servizio personalizzato che la rende perfetta per eventi speciali.


[1] https://www.matrimonio.com/ville-matrimoni/villa-revel-parravicini–e226135

Villa Olmo · Ville sul Lario

Villa Olmo, a Como

Origini e Costruzione

La Villa Olmo, situata sulla riva occidentale del Lago di Como, è un’importante residenza storica progettata dall’architetto ticinese Simone Cantoni. La costruzione iniziò nel 1782 e fu completata nel 1797, commissionata da Innocenzo Odescalchi, marchese di Fino Mornasco, appartenente a una nota famiglia romana[1][3]. La villa fu concepita come residenza estiva per i marchesi Odescalchi e si distingue per il suo stile neoclassico, caratterizzato da un corpo centrale prominente con colonne ioniche e archi d’ingresso[3][4].

Architettura e Design

L’architettura della villa riflette un elegante equilibrio geometrico, seguendo le teorie della “bellezza ideale” di Johann Joachim Winckelmann. L’imponente edificio è circondato da un ampio giardino affacciato sul lago, che è stato ristrutturato nel corso degli anni[2][3]. Il nome “Olmo” deriva dalla presenza storica di un grande albero di olmo nell’area, che non esiste più[1].

Ospiti Illustri e Eventi Storici

Nel corso della sua storia, Villa Olmo ha ospitato molte figure illustri. Nel 1797, il marchese Odescalchi invitò il generale Bonaparte e sua moglie Giuseppina, anche se la coppia scelse di alloggiare in un’altra villa[1][2]. Altri ospiti notabili includono Ugo Foscolo e membri della famiglia imperiale austriaca[2][3]. Dopo la morte di Odescalchi nel 1824, la villa passò alla famiglia Raimondi, che continuò a ospitare eventi di rilievo.

Passaggio al Comune di Como

Nel 1925, Villa Olmo fu ceduta al Comune di Como, che la trasformò in un centro per manifestazioni culturali e mostre d’arte. Nel 1927, la villa ospitò l’Esposizione Internazionale in onore di Alessandro Volta, dedicata alle innovazioni tecnologiche[1][4]. Da allora, ha continuato a essere un importante spazio espositivo, accogliendo mostre significative e eventi culturali.

Il Parco e l’Uso Attuale

Oltre alla villa, il parco circostante è considerato uno dei più importanti della provincia. Presenta una varietà di alberi secolari e strutture storiche come serre in ferro risalenti al XIX secolo. Oggi, Villa Olmo è aperta al pubblico e continua a fungere da sede per eventi culturali e mostre d’arte, contribuendo alla vita culturale di Como[3][4].


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Olmo
[2] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00068/
[3] https://mylakecomo.co/it/attrazioni/villa-olmo-como/
[4] https://www.in-lombardia.it/it/turismo-in-lombardia/como-turismo/monumenti-como/villa-olmo

Cambiamenti nella Configurazione dei Giardini di Villa Olmo

Origini e Progettazione Iniziale

La configurazione dei giardini di Villa Olmo ha subito notevoli cambiamenti sin dalla sua costruzione tra il 1782 e il 1787, progettata dall’architetto Simone Cantoni. Inizialmente, il parco si estendeva per quasi cinque ettari, caratterizzato da un giardino all’italiana con aiuole regolari e una balaustra che si affacciava sul lago. Il giardino era ornato da statue di divinità pagane e una fontana centrale, creando un ambiente elegante e armonioso[2][3].

Ristrutturazioni e Modifiche

Dopo la morte del marchese Odescalchi nel 1824, la villa passò alla famiglia Raimondi, che apportò modifiche significative al giardino. Nel 1829, l’architetto paesaggista Luigi Sada ristrutturò il parco in stile inglese, introducendo nuove piante e alberi monumentali, tra cui ippocastani secolari. Queste modifiche hanno contribuito a creare un paesaggio più naturale e panoramico[2][4].

Nel corso del XIX secolo, furono aggiunti elementi come un tempietto neoclassico e nuove fontane, che arricchirono ulteriormente la bellezza del parco. Tuttavia, la costruzione della Strada statale 340 Regina negli anni ’60 del Novecento compromisse parte della configurazione originale, isolando alcune aree del giardino dalle serre ornamentali[2][3].

Restauro Contemporaneo

Negli ultimi anni, a partire dal 2016, il Comune di Como ha avviato un’importante ristrutturazione del parco. Questo restyling ha mirato a ripristinare i parterres storici e a migliorare l’accessibilità per i cittadini. L’intervento ha incluso la creazione di un nuovo orto botanico nella parte nord del parco, dedicato alla coltivazione di piante storiche locali[1][4].

Oggi, Villa Olmo ospita uno dei parchi pubblici più grandi di Como, con una varietà di alberi monumentali e arbusti, mantenendo al contempo un forte legame con la sua storia. La ristrutturazione ha reso il parco non solo un luogo di bellezza naturale ma anche uno spazio culturale attivo, con eventi e manifestazioni che richiamano visitatori da tutta la regione[1][2].


[1] https://www.foodeviaggi.it/villa-olmo-a-como-quando-il-neoclassico-incontra-il-futuro/
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Olmo
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00068/
[4] https://www.quicomo.it/social/lago-como-villa-olmo-storia-parco.html

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Villa La Collina, a Griante, sul Lago di Como

Villa La Collina è una storica residenza situata a Griante, sul Lago di Como, che funge sia da luogo di villeggiatura che da centro congressi. Questa villa è stata l’ex dimora estiva di Konrad Adenauer, il primo Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, e ora è di proprietà della Fondazione Konrad Adenauer.

Caratteristiche principali

  • Posizione: Situata in un parco di 27.000 metri quadrati, Villa La Collina offre una vista panoramica sul Lago di Como, rendendola un luogo ideale per eventi e ritiri.
  • Funzione: La villa serve come centro congressi e ospita anche villeggiatori individuali. È attrezzata per accogliere eventi di vario genere, dalle conferenze ai ritiri aziendali.
  • Servizi: Il personale è composto da un team dedicato che si occupa dell’ospitalità e del benessere degli ospiti. La cucina è rinomata per la sua offerta mediterranea, preparata da chef esperti[1][2].

Storia

Villa La Collina non è solo un luogo di soggiorno, ma anche un’importante testimonianza storica. La villa è stata restaurata per mantenere il suo fascino originale e per fornire un ambiente confortevole e accogliente per tutti gli ospiti.


[1] https://www.kas.de/it/web/villalacollina/ulteriori-informazioni
[2] https://www.kas.de/it/web/villalacollina