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GENIUS LOCI · montagna · Video (in cultura locale)

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ARTE · cimiteri · Eterni · Sculture · Silenzio · Simboli e Archetipi

GIULIO MONTEVERDE, L’angelo ambiguo

Sabato, 11 giugno 2011

Lo scultore Giulio Monteverde può essere considerato precursore del Simbolismo con il Monumento a Francesco Oneto che si trova nel cimitero monumentale di Staglieno a Genova. L’arte funeraria dell’Ottocento si compiace di esaltare le virtù del defunto sulle tombe o rappresenta i congiunti in lacrime, ma egli ha scacciato tutta questa folla per portare nei cimiteri la visione dell’Angelo della Morte: un angelo che medita il mistero e veglia sulle spoglie del defunto. L’angelo androgino rappresenta, sotto molti aspetti, il “punto di rottura” storico nel passaggio da una visione positivista della morte, che trovava nel realismo il linguaggio più congeniale, a quella dubbiosa che sfocerà nel clima decadente-simbolista. In questo processo di rinnovamento, l’angelo perde la connotazione cristiana di guida verso il Paradiso per divenire testimone del mistero del nulla. L’angelo Oneto non offre alcun gesto consolatorio, ma appare distaccato ed imperturbabile.

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 GIULIO MONTEVERDE, L’angelo ambiguo : Ai confini dello sguardo.

cimiteri

Venezia, l’isola di San Michele

 

Venezia, l’isola di San Michele

Venezia, l’isola di San Michele | Segni di Paolo del 1948.

cimiteri

La prima notte di quiete – Cimitero di Staglieno, Genova

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Anghiari · GENIUS LOCI

Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci, seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia – Libera Universita’ Autobiografia di Anghiari – 28 ottobre 2011

Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci, seminario di autoformazione a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia – Libera Universita’ Autobiografia – 28 ottobre 2011


Seminario a cura di Paolo Ferrario e Luciana Quaia 

SCRIVERE I LUOGHI DELLA VITA: ESPRESSIONI DEL GENIUS LOCI

I luoghi che abitiamo, assieme al tempo che stiamo percorrendo, sono elementi costitutivi di ogni esistenza.
Di essi abbiamo ricordi e rappresentazioni sensibili che si intrecciano con i diversi momenti delle nostre personali biografie.
Nella relazione che stabiliamo con un luogo si manifesta a livello individuale ed in modo ravvicinato il più ampio ed evolutivo rapporto fra la natura e la cultura, fra noi come soggetti e gli ambienti che ci hanno accolti ed ospitati.
Gli antichi elaboravano una forte immagine per evocare queste connessioni: quella del “Genius Loci”. Loro sapevano che ogni luogo custodisce un’anima. Genius Loci è il simbolo che la esprime ed è il genio protettore che, con forme e intensità storicamente e culturalmente variabili, racchiude la forza e lo spirito esistenti in ogni ambiente vissuto. Si tratta di un simbolo che rappresenta l’essenza, l’anima, la forza di un luogo. Per l’uomo greco accanto al Logos convive il Pathos: sono le emozioni che ci aiutano ad entrare in relazione con il mondo esterno e a farne esperienza vissuta.
Il nostro passaggio sulla terra, così affannosamente controllato dall’incalzante e rumoroso ritmo dei giorni e delle trasformazioni socioculturali, sta trascurando – se non cancellando – la capacità di scoprirlo, di percepirne la presenza, la magia ed essenza.
Eppure ci sono situazioni concrete nelle quali, improvvisamente, agisce dentro di noi il richiamo di qualcosa di profondo legato ad immagini provenienti dal nostro passato più antico. Una sollecitazione inattesa, un suono, un profumo, un’immagine, un sapore riportano alla luce ricordi e sensazioni della speciale relazione che ognuno di noi ha tra sé e il mondo.
È il segnale che il Genius Loci invia per rammentarci la sua presenza, affinchè la sua memoria non scompaia. Se perdiamo la facoltà di ascoltarlo, si allontanerà definitivamente, lasciandoci privi di un’identità e di una storia che da migliaia di anni attraversano il mondo e rendono fertili cultura e tradizioni.
I luoghi premono sui nostri sentimenti: ci emozionano, ci stupiscono, ci atterriscono, comunque ci cambiano.
La ricerca che il seminario propone è la ri-scoperta dei luoghi già dentro di noi, sopiti o un po’ dimenticati. Luoghi attraversati, esplorati, immaginati, vicini o lontani nel tempo. Una graduale marcia di avvicinamento alla nostra personale “topologia” con un cammino lento fatto di sguardo, ascolto e silenzio.
La scrittura autobiografica ci renderà possibile narrare e descrivere il nostro rapporto con lo spazio vissuto, sia esso quello più intimo legato alla risonanza delle percezioni sensoriali, sia esso quello più collettivo dato dal contatto e dal coinvolgimento con chi, come noi, abita la terra.
Costruiremo la nostra personale retrospettiva andando a cercare negli anfratti della memoria gli spazi significativi che disegnano la scenografia della nostra esistenza.
Un archivio di spazi-mondi metaforici o reali per raccontare punti di partenza, o di arrivo, o di svolta, ma comunque raffigurazioni dove la forza del Genius Loci, come scrive James Hillman, si lega alla profondità del sé e rende pertanto indimenticabili i passaggi salienti della nostra storia.
Ci aiuteranno a diventare “rabdomanti di luoghi” riflessioni e spunti evocativi suscitati da letture di brani letterari, immagini, frammenti di film, poesie, recite espressive, esempi di scritture creative.
Per sostenere le nostre narrazioni converrà portarci a corredo fotografie, stralci di diario, scritti sepolti nei cassetti, vecchie mappe di luoghi che ci hanno visto protagonisti della vita.

Per informazioni dettagliate vai a: Libera Universita’ Autobiografia – 28 ottobre 11 – P. Ferrario e L. Quaia – Scrivere i luoghi della vita: espressioni del Genius Loci

MEDITAZIONE nel Tempo · Psiche e Psicanalisi · Silenzio

Riscoprire il Silenzio. Ad Anghiari si scrive il Manifesto del Silenzio, 10/11 giugno 2011

Riscoprire il Silenzio. Ad Anghiari si scrive il Manifesto del Silenzio

 

Un premio a Città Slow e la presenza di Elena Loewenthal sono alcuni tra i momenti fondamentali del convegno che si svolgerà venerdì 10 e sabato 11 Giugno

 

Il silenzio. Per le strade di Anghiari, come di altri antichi borghi,  è possibile percepirlo e sostare ad assaporarne ogni aspetto. Non poteva nascere che ad Anghiari l’Accademia del Silenzio, all’interno della Libera Università dell’ Autobiografia. Nata da un’idea di Duccio Demetrio e Nicoletta Polla-Mattiot, in pochi mesi dal suo lancio in rete, l’Accademia ha ottenuto oltre 600 adesioni e ha già visto un folto pubblico nei primi appuntamenti di Marzo a Milano e Aprile a Torino. Ora apre ufficialmente i battenti ad Anghiari, venerdì 10 e sabato 11 Giugno.

Il progetto nasce come conseguenza dell’esperienza più che decennale dedicata alla cultura della memoria e della scrittura autobiografica, con lo scopo di diffondere la cultura del silenzio, del piacere di re-imparare a riascoltare suoni, voci, natura,
e di promuovere attività che hanno bisogno di silenzio: creare, comporre, scrivere, camminare, leggere, pensare, dipingere, fare giardinaggio.
Infine per sperimentare un “linguaggio del silenzio” come strumento di dialogo, di reale integrazione e comprensione reciproca, e quindi come percorso di relazione.

Il convegno Per un Manifesto del Silenzio, aprirà venerdì 10 nel pomeriggio al Castello di Sorci, con il saluto del neosindaco di Anghiari, Riccardo La Ferla e con interventi di scrittori e giornalisti, sul tema delle Voci del silenzio: il silenzio nella cultura, nell’arte, nella meditazione, nella preghiera e proseguirà con gruppi di approfondimento sul silenzio personale, sociale, relazionale. La notte sarà occasione per osservare il silenzio delle stelle, dimensione cantata da poeti, artisti, scrittori.

Sabato 11  invece appuntamento al teatro di Anghiari, con tre eventi fondamentali: la performance poetica “Il Silenzio eloquente”, il conferimento del I Premio Accademia del Silenzio a Città Slow per il suo impegno anti rumore e infine una lezione di Elena Loewenthal su “Le parole del Silenzio”. La scrittrice, ha di recente pubblicato La vita è una prova d’orchestra (Einaudi), nato dall’esperienza di un anno come volontaria negli ospedali, entrando delicatamente nel mondo della malattia e dell’isolamento silenzioso nel quale la società ha relegato il dolore e la sofferenza.

Una riflessione a tutto tondo dunque sul Silenzio, inteso come necessità dell’uomo, oggi da riscoprire e valorizzare.

 

Per informazioni Libera Università dell’Autobiografia 0575788847

Anghiari · GENIUS LOCI

Anghiari, luogo e mappa

Acqua · Cineforum · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi

spezzoni dal film “UNA VITA DIFFICILE” (1961) girati in alcuni paesi del Lago di Como tanti anni fa

spezzoni dal film “UNA VITA DIFFICILE” (1961) girati in alcuni paesi del Lago di Como tanti anni fa

CASA di Coatesa · Silenzio

LA CASA ERA SILENZIO, di Stevens Wallace – letta da Domenico Pelini

Ascolta —>  La casa era silenzio, di Stevens Wallace – Lettura di Domenico Pelini

La casa era silenzio

e il mondo era calma

Il lettore divenne il libro

e la notte estiva

era il sentire del libro

La casa era silenzio

e il mondo era calma

Le parole furono dette

come se il libro non ci fosse

ma il lettore rimaneva  chino sulla pagina

Voleva stare chino,

voleva

molto

tanto

essere lo studioso a cui il suo libro dice il vero,

a cui la notte estiva

è come una perfezione del pensiero.

La casa era silenzio

perchè così doveva essere.

Il silenzio era parte del senso,

parte della mente:

il passaggio che conduce la perfezione alla pagina.

E il mondo era calmo.

La verità in un mondo calmo.

In cui non c’è altro senso,

essa stessa è calma,

essa stessa è estate e notte,

essa stessa

è il lettore che a tarda ora chino

legge.

GENIUS LOCI

La casa era silenzio, di Stevens Wallace – Lettura di Domenico Pelini

—>La casa era silenzio, di Stevens Wallace – Lettura di Domenico Pelini<—

LA CASA ERA SILENZIO, di Stevens Wallace

La casa era silenzio e il mondo era calma
Il lettore divenne il libro; e la notte estiva

Era il sentire del libro
La casa era silenzio e il mondo era calma

Le parole furono dette come se il libro non ci fosse
Se non che il lettore era chino sulla pagina,

Voleva stare chino, voleva molto tanto essere
Lo studioso a cui il suo libro dice il vero, a cui

La notte estiva è come una perfezione del pensiero.
La casa era silenzio perchè così doveva essere.

Il silenzio era parte del senso, parte della mente:
Il passaggio che conduce la perfezione alla pagina.

E il mondo era calmo. La verità in un mondo calmo.
In cui non c’è altro senso,essa stessa

E’ calma, essa stessa è estate e notte, essa stessa
E’ il lettore che a tarda ora chino legge.

Acqua · GENIUS LOCI · Noi · Psiche · Silenzio

un invito a riflettersi dentro le acque del lago, camminando e sostando nel giardino

resta il mio contributo per i silenziosi: un invito sempre aperto a te e a chi vuoi (anche un piccolo gruppo) a riflettersi dentro le acque del lago camminando e sostando nel giardino

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da una Email a D.D.