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L’episcopio di Como, in Piazza Grimoldi

Palazzo del Vescovado - complesso, Piazza Guido Grimoldi, 5 ...

L’episcopio di Como si trova in Piazza Guido Grimoldi, 5, ed è costituito dal Palazzo del Vescovado, una struttura storica che ha subito numerosi ampliamenti e ristrutturazioni nel corso dei secoli148.

Caratteristiche principali

  • Palazzo del Vescovado: edificio di epoca medievale (fine XII – XV secolo), con tracce di architettura gotica come la loggia a bifore e finestrelle originali nell’atrio. All’interno si trovano affreschi del Quattrocento, ritratti dei vescovi di Como e arazzi del Seicento45.
  • Cappella del Palazzo Vescovile: situata al primo piano, dedicata a San Michele, è il cuore romanico dell’episcopio. Sotto di essa si trova un vano probabilmente del XII secolo. La cappella ha avuto una doppia funzione: battistero al piano inferiore e cappella palatina al piano superiore, comunicanti tra loro. Questa struttura è rara e importante, simile ad altri battisteri della zona come quelli di Mariano Comense e Galliano15.
  • Storia e funzione: l’episcopio è stato la residenza del vescovo di Como e ha avuto un ruolo centrale nella vita religiosa e amministrativa della diocesi. La cappella di San Michele, inizialmente usata anche per il battesimo, perse questa funzione dopo la costruzione della vicina chiesa di San Giacomo15.
  • Giardini segreti: il palazzo dispone di un giardino nascosto sul retro, rialzato rispetto alla strada2.
  • Uso attuale: l’intero complesso è ancora utilizzato come palazzo vescovile e sede di attività ecclesiastiche, come il Consiglio Episcopale34.

In sintesi, l’episcopio in Piazza Grimoldi a Como è un complesso storico di grande valore architettonico e religioso, che conserva elementi medievali e rinascimentali, con una cappella romanica di rilievo e un ruolo tuttora centrale nella vita della diocesi di Como145.

  1. https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-01001/
  2. https://www.bellezzeinteriori.it/2024/05/15/episcopio-piazza-grimoldi-5/
  3. https://www.diocesidicomo.it/?post_type=wd-appuntamenti&p=1604852343
  4. https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00049/
  5. https://ebike-alpexperience.eu/de/b/723/palazzodelvescovadocomplesso
  6. https://economato.chiesacattolica.it/referenti-territoriali/
  7. https://www.youtube.com/watch?v=k9lwpvsfwVM
  8. https://coatesa.com/2025/01/30/il-palazzo-vescovile-di-como-in-piazza-guido-grimoldi/

GENIUS LOCI · Giardini (in genius loci) · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · LUOGHI D'ITALIA

Il giardino della Fondazione Minoprio, a Vertemate con Minoprio, in provincia di Como

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La Fondazione Minoprio, situata a Vertemate con Minoprio, in provincia di Como, è un ente no-profit dedicato al florovivaismo e alla formazione nel settore del verde. La fondazione è circondata da un vasto parco botanico di 7 ettari, che ospita oltre 300 essenze arboree principali e circa 1600 arbusti e alberi minori, rendendolo un luogo di grande interesse per appassionati e studiosi[1][2].

Storia e Struttura

La fondazione ha sede nella storica Villa Raimondi, costruita nel XVIII secolo. Questo complesso, di proprietà della Regione Lombardia, comprende anche un centro scolastico e un’azienda agricola didattico-sperimentale[2][3]. La villa presenta affreschi e pavimenti a mosaico, ed è circondata da giardini ben curati che attraggono circa 30.000 visitatori all’anno[1][2][4].

Il Parco Botanico

Il parco botanico è una vera e propria biblioteca vegetale, dove si possono ammirare esemplari monumentali come la Magnolia grandiflora, un Tiglio centenario e la Sophora japonica “Pendula”. Durante la primavera, il parco si riempie di colori grazie alla fioritura dei tulipani, mentre in autunno si possono vedere i crisantemi coreani[1][3][5].

Collezioni Speciali

All’interno del parco sono presenti anche collezioni di azalee e rododendri, con circa 105 cultivar di azalee messe a dimora nel 1991. Inoltre, l’azienda agricola sperimentale coltiva una varietà di fruttiferi, tra cui pomacee e drupacee[3][4].

Attività e Visite

La Fondazione Minoprio offre visite guidate al parco, permettendo ai visitatori di esplorare le diverse collezioni vegetali con l’assistenza di personale esperto. Le aperture al pubblico sono programmate durante tutto l’anno, con eventi speciali che attirano un gran numero di visitatori[2][6].

In sintesi, la Fondazione Minoprio rappresenta un’importante risorsa per la formazione nel campo del florovivaismo e un luogo ideale per gli amanti della natura e delle piante.


[1] https://www.apgi.it/organizzazione/fondazione-minoprio/
[2] https://www.fondazioneminoprio.it/home/chi-siamo-minoprio/
[3] https://www.fondazioneminoprio.it/home/chi-siamo-minoprio/azienda-agricola-minoprio/
[4] https://www.fondazioneminoprio.it
[5] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g2281474-d8128434-Reviews-Fondazione_Minoprio-Vertemate_con_Minoprio_Province_of_Como_Lombardy.html
[6] https://www.fondazioneminoprio.it/aperture-al-pubblico/

Cernobbio · Giardini (in genius loci) · Giardini del lago di Como

Il Giardino della Valle, a Cernobbio, sul lago di Como

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Il Giardino della Valle è un incantevole giardino botanico situato a Cernobbio, sul lago di Como, precisamente nell’alveo del torrente Garrovo. Questo spazio verde è nato negli anni Ottanta grazie all’impegno di Ida Lonati Frati, affettuosamente conosciuta come “Nonna Pupa”, che ha trasformato una discarica abusiva in un’oasi di bellezza naturale.

Storia e Trasformazione

La storia del Giardino della Valle inizia con la visione di Nonna Pupa, che, infastidita dalla presenza di rifiuti nella zona, ha chiesto al Comune di Cernobbio il permesso di “adottare” l’area. Dopo anni di duro lavoro e con l’aiuto della nipote Giulia e di altri volontari, la discarica è stata bonificata e trasformata in un giardino ricco di flora e fauna. Oggi, il giardino ospita oltre 130 specie diverse di piante, sculture artistiche e spazi per la lettura e il relax[1][2].

Importanza Culturale

Il Giardino della Valle non è solo un luogo di bellezza naturale ma anche un centro culturale attivo. L’associazione “Il Giardino della Valle”, fondata da Nonna Pupa e dai suoi collaboratori, si occupa della manutenzione e dell’organizzazione di eventi. Questo spazio è diventato un punto d’incontro per la comunità locale e per i turisti che visitano il lago di Como[5][6].

La storia di questo giardino è stata anche raccontata nel documentario Il Giardino di Nonna Pupa, che ha ricevuto riconoscimenti a livello internazionale, evidenziando l’importanza del progetto nel contesto ambientale e sociale[1].

In sintesi, il Giardino della Valle rappresenta un esempio straordinario di riqualificazione ambientale e comunitaria, dove la passione per la natura si unisce all’arte e alla cultura.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Giardino_della_Valle
[2] https://www.in-lombardia.it/it/turismo-in-lombardia/lago-di-como-turismo/il-giardino-della-valle
[3] https://mylakecomo.co/it/attrazioni/giardino-della-valle-cernobbio/
[4] https://ilgiardinodellavalle.it
[5] https://lariusway.com/ville-e-giardini/il-giardino-della-valle/
[6] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g194728-d3545485-Reviews-Il_Giardino_della_Valle-Cernobbio_Lake_Como_Lombardy.html

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Rizzetto Riccardo, Quello che le piante non dicono, Sonzogno, 2024. Illustrazioni di Martina Pellecchia. Indice del libro

scheda dell’editore:

https://www.sonzognoeditori.it/libro/scheda-libro/4542685/quello-che-le-piante-non-dicono

Vi è mai capitato di chiedervi cosa direbbero le piante se potessero parlare? Cosa mai passerà per la chioma di un gruppo di tigli alla minaccia di essere abbattuti e quanto sarà contento un pioppo a fare da supporto all’edera? In questo libro sono proprio loro a raccontarvelo (con il mio modesto contributo come interprete, divulgatore e dottore forestale). Mi sono messo nelle loro radici perché mi hanno sempre affascinato: sembrano statiche e silenziose ma sono in realtà incredibilmente duttili. Non potendo muoversi, hanno dovuto sviluppare modi originalissimi di superare le pressioni ambientali trasformando gli svantaggi in opportunità. Prendete le sciafile che vivono bene dove scarseggia la luce, le eleganti acquatiche che fanno la fotosintesi a pelo d’acqua (e a volte sotto), oppure la capacità di alcune di avvelenare (letteralmente) predatori e competitor o di sfruttare le risorse altrui.

Pur avendo dato la parola alle dirette interessate, su una cosa mi sono imposto di restare serissimo: non ho mai rinunciato alla correttezza delle informazioni scientifiche. Anche perché dinamiche sofisticate come quelle messe a punto dalla natura per adattarsi, riprodursi e integrarsi in ecosistemi sempre mutevoli (e persino per «addomesticarci»), non avrei saputo inventarmele. Spero che queste pagine siano l’inizio di un viaggio sorprendente alla scoperta delle piante – che siano al mare, in montagna, in un prato o su una mensola di casa –, augurandovi di non ridurvi mai come me, a origliare di nascosto i loro discorsi per spifferare tutto in un libro.

Giardini (in genius loci) · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa · Psiche · Psiche e Psicanalisi

“Immaginiamo il cervello come un giardino …”, in Matteoli Michela, La fioritura dei neuroni. Come far sbocciare la nostra intelligenza tutta la vita, Sonzogno, 2024, pagina 16

“Immaginiamo il cervello come un giardino che, innaffiato a dovere, rimpiazzi con nuovi germogli le piantine rinsecchite, aggiunge foglie ai rami dei suoi alberi, veda sbocciare foglie che non c’erano”

in

vai alla scheda del libro:

Giardini (in genius loci) · Giardini del lago di Como · Orticolario

Moritz Mantero, fondatore di Orticolario: Vivere “in verde”, tra lago e collina, articolo di Silvia Nani, in Liberi tutti/Corriere della Sera, 5 ottobre, pagina 35

rileggi in:

https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20241005/282462829353159?srsltid=AfmBOoov_R0cneIiYb_4jLxNDN0phQlPI5iDm9nXjZ-eHcu6mBLtIczo

BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Demetrio Duccio · GENIUS LOCI · Giardini (in genius loci) · Lua- Libera Università Autobiografia · tentativi di esaurimento del luogo

Demetrio Duccio, La natura è un racconto interiore. Scrivere il filo verde della propria vita, Mimesis editore, 2024. Indice del libro

scheda dell’editore:

https://www.mimesisedizioni.it/libro/9791222312514

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Sguardi dal lago sugli alberi del giardino

Giardini (in genius loci) · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa

Anche le erbacce sono positive. Il nuovo fascino del “selvatico”, articolo di Paolo D’Angelo in Domani 22 agosto 2024

vai a:

https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/anche-le-erbacce-sono-positive-il-nuovo-fascino-del-selvatico-uokjwru9

…

Un paesaggista giardiniere, Antonio Perazzi, tesse le lodi del giardino selvatico (La natura selvatica del giardino, Einaudi 2024).

Un antropologo, Adriano Favole, evoca un via selvatica lungo la quale muoversi (La via selvatica. Storie di umani e non umani, Laterza 2024).

E solo poco tempo fa un’architetta, Annalisa Metta, prospettava il modello di una città se,lvatica. (Il paesaggio è un mostro. Città selvatiche e nature ibride Deriveapprodi, 2022).

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collana TERRA DI DOMANI, a cura di Stefano Mancuso, in edicola con la Repubblica, 2024

La nuova collana TERRA DI DOMANI arriva in edicola con la Repubblica!

L’Opera, a cura di Stefano Mancuso, vuole farci scoprire la meravigliosa ricchezza della Natura attraverso volumi scritti da studiosi di fama internazionale: studiamo l’ambiente in cui viviamo per preparare al meglio il nostro futuro!

vai a:

TERRA DI DOMANI in edicola! – Edicola Amica – Collezioni in Edicola

https://www.edicolaamica.it/terra-di-domani/

Giardini (in genius loci) · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa

Antonio Perazzi, La natura selvatica del giardino. Elogio delle erbacce, Einaudi, 2024

Giardini (in genius loci) · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Masset Claire, Perchè curiamo il giardino. L’arte, la scienza, la filosofia e la gioia del giardinaggio, Guido Tommasi editore, 2023. Indice del libro

scheda dell’editore:

https://www.guidotommasi.it/guido-tommasi-editore/catalogo/perche-curiamo-il-giardino

Ci sono tanti motivi per non fare giardinaggio. È un lavoro duro. Richiede molto tempo. Può essere noiosamente ripetitivo. A volte è anche un po’ degradante. Quale altro passatempo richiede di starsene in ginocchio per ore? Di cosa è fatta quella strana attrazione che ci attira verso la terra? Perché abbiamo tanta voglia di sporcarci le mani?

La maggior parte di noi non ha bisogno di fare giardinaggio. Lo facciamo perché ci divertiamo. In effetti, lo amiamo così tanto che, come Vita Sackville-West, siamo disposti a soffrire e a sacrificarci per esso.

Avete notato che sempre più persone si dedicano al giardinaggio? Anche quelle che non possiedono un giardino, o quelle con una vita impegnata e frenetica, con pochissimo tempo o denaro. È perfetto anche per chi soffre di problemi di salute fisica o mentale. Questo libro esplora quell’enigma che è la nostra ossessione per le cose in crescita: una passione profonda e terrena che ci accomuna come esseri umani, una sorta di filo ininterrotto che ci tiene legati ai nostri antenati.

Nel giardinaggio c’è molto di più di quanto sembri. Non si tratta solo di avere fiori bellissimi o di raccogliere frutta e verdura. Proprio come il suolo su cui poggia, il giardino è ricco e vivificante, in molti più modi rispetto all’ovvio.

Organizzato in capitoli a tema, questo libro svela le molte, meravigliose e, a volte, contraddittorie ragioni per cui le persone si dedicano al giardinaggio e ne diventano dipendenti. Tra le sue pagine incontreremo un cast variegato di personaggi famosi: filosofi, artisti e scrittori…Un viaggio alle radici di una possessione, di un piacere e di una fatica incredibili, di un desiderio potente di isolamento dal resto del mondo.