“Immaginiamo il cervello come un giardino che, innaffiato a dovere, rimpiazzi con nuovi germogli le piantine rinsecchite, aggiunge foglie ai rami dei suoi alberi, veda sbocciare foglie che non c’erano”
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Un paesaggista giardiniere, Antonio Perazzi, tesse le lodi del giardino selvatico (La natura selvatica del giardino, Einaudi 2024).
Un antropologo, Adriano Favole, evoca un via selvatica lungo la quale muoversi (La via selvatica. Storie di umani e non umani, Laterza 2024).
E solo poco tempo fa un’architetta, Annalisa Metta, prospettava il modello di una città se,lvatica. (Il paesaggio è un mostro. Città selvatiche e nature ibride Deriveapprodi, 2022).
La nuova collana TERRA DI DOMANI arriva in edicola con la Repubblica!
L’Opera, a cura di Stefano Mancuso, vuole farci scoprire la meravigliosa ricchezza della Natura attraverso volumi scritti da studiosi di fama internazionale: studiamo l’ambiente in cui viviamo per preparare al meglio il nostro futuro!
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TERRA DI DOMANI in edicola! – Edicola Amica – Collezioni in Edicola


scheda dell’editore:
https://www.guidotommasi.it/guido-tommasi-editore/catalogo/perche-curiamo-il-giardino
Ci sono tanti motivi per non fare giardinaggio. È un lavoro duro. Richiede molto tempo. Può essere noiosamente ripetitivo. A volte è anche un po’ degradante. Quale altro passatempo richiede di starsene in ginocchio per ore? Di cosa è fatta quella strana attrazione che ci attira verso la terra? Perché abbiamo tanta voglia di sporcarci le mani?
La maggior parte di noi non ha bisogno di fare giardinaggio. Lo facciamo perché ci divertiamo. In effetti, lo amiamo così tanto che, come Vita Sackville-West, siamo disposti a soffrire e a sacrificarci per esso.
Avete notato che sempre più persone si dedicano al giardinaggio? Anche quelle che non possiedono un giardino, o quelle con una vita impegnata e frenetica, con pochissimo tempo o denaro. È perfetto anche per chi soffre di problemi di salute fisica o mentale. Questo libro esplora quell’enigma che è la nostra ossessione per le cose in crescita: una passione profonda e terrena che ci accomuna come esseri umani, una sorta di filo ininterrotto che ci tiene legati ai nostri antenati.
Nel giardinaggio c’è molto di più di quanto sembri. Non si tratta solo di avere fiori bellissimi o di raccogliere frutta e verdura. Proprio come il suolo su cui poggia, il giardino è ricco e vivificante, in molti più modi rispetto all’ovvio.
Organizzato in capitoli a tema, questo libro svela le molte, meravigliose e, a volte, contraddittorie ragioni per cui le persone si dedicano al giardinaggio e ne diventano dipendenti. Tra le sue pagine incontreremo un cast variegato di personaggi famosi: filosofi, artisti e scrittori…Un viaggio alle radici di una possessione, di un piacere e di una fatica incredibili, di un desiderio potente di isolamento dal resto del mondo.

“Il ritorno del giardiniere fa bene a tutte le piante e agli animali di quel giardino: sono tutti felicissimi che sei tornato”
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Un diario in cui si intrecciano storie diverse: quella del giardino dal 1821, quella della sua famiglia e quella sua personale di artista che, per tutto il 2020, ha studiato piante e animali, dal vero.
Tutto comincia con il primo ricordo di Jolivot nel giardino dei nonni: un convolvolo in fiore che sembra volergli parlare.
Consapevole che il giardino continuerà a vivere e cambiare, il libro si conclude con una dedica a quelli che verranno: nuovi bambini che faranno le loro prime scoperte del mondo e nuovi genitori che lo cureranno. Il suo compito di artista finisce qui: aver trasmesso il piacere di osservare la vita, la natura.
Un libro per tutti quelli che amano giardini e piante, per chi ama la natura, le storie e la Storia.
Duecento pagine di assoluta meraviglia, in cui animali, piante, insetti, fiori, persone, vivono e passano.



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