GENIUS LOCI · Giardini (in genius loci) · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · LUOGHI D'ITALIA

Il giardino della Fondazione Minoprio, a Vertemate con Minoprio, in provincia di Como

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La Fondazione Minoprio, situata a Vertemate con Minoprio, in provincia di Como, è un ente no-profit dedicato al florovivaismo e alla formazione nel settore del verde. La fondazione è circondata da un vasto parco botanico di 7 ettari, che ospita oltre 300 essenze arboree principali e circa 1600 arbusti e alberi minori, rendendolo un luogo di grande interesse per appassionati e studiosi[1][2].

Storia e Struttura

La fondazione ha sede nella storica Villa Raimondi, costruita nel XVIII secolo. Questo complesso, di proprietà della Regione Lombardia, comprende anche un centro scolastico e un’azienda agricola didattico-sperimentale[2][3]. La villa presenta affreschi e pavimenti a mosaico, ed è circondata da giardini ben curati che attraggono circa 30.000 visitatori all’anno[1][2][4].

Il Parco Botanico

Il parco botanico è una vera e propria biblioteca vegetale, dove si possono ammirare esemplari monumentali come la Magnolia grandiflora, un Tiglio centenario e la Sophora japonica “Pendula”. Durante la primavera, il parco si riempie di colori grazie alla fioritura dei tulipani, mentre in autunno si possono vedere i crisantemi coreani[1][3][5].

Collezioni Speciali

All’interno del parco sono presenti anche collezioni di azalee e rododendri, con circa 105 cultivar di azalee messe a dimora nel 1991. Inoltre, l’azienda agricola sperimentale coltiva una varietà di fruttiferi, tra cui pomacee e drupacee[3][4].

Attività e Visite

La Fondazione Minoprio offre visite guidate al parco, permettendo ai visitatori di esplorare le diverse collezioni vegetali con l’assistenza di personale esperto. Le aperture al pubblico sono programmate durante tutto l’anno, con eventi speciali che attirano un gran numero di visitatori[2][6].

In sintesi, la Fondazione Minoprio rappresenta un’importante risorsa per la formazione nel campo del florovivaismo e un luogo ideale per gli amanti della natura e delle piante.


[1] https://www.apgi.it/organizzazione/fondazione-minoprio/
[2] https://www.fondazioneminoprio.it/home/chi-siamo-minoprio/
[3] https://www.fondazioneminoprio.it/home/chi-siamo-minoprio/azienda-agricola-minoprio/
[4] https://www.fondazioneminoprio.it
[5] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g2281474-d8128434-Reviews-Fondazione_Minoprio-Vertemate_con_Minoprio_Province_of_Como_Lombardy.html
[6] https://www.fondazioneminoprio.it/aperture-al-pubblico/

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Palazzo Perego, a Cremnago di Inverigo, in provincia di Como

Palazzo Perego, noto anche come Villa Perego, si trova a Cremnago di Inverigo, in provincia di Como, ed è una delle dimore storiche più affascinanti della Lombardia. Questa villa fu costruita tra il 1722 e il 1740 per volere del canonico Giovanni Perego, abate di San Nazaro e Celso di Milano. La struttura è stata eretta su una preesistente casa cinquecentesca della famiglia Perego e progettata dall’architetto Merlo, con successivi interventi di Piermarini che hanno aggiunto elementi neoclassici[1].

Storia e Architettura

Origini e Funzione
La villa serviva a scopi di rappresentanza, villeggiatura e gestione delle attività agricole. La sua architettura riflette il barocchetto lombardo, con un imponente giardino all’italiana che si estendeva a cannocchiale davanti alla villa. Nel corso dell’Ottocento, il giardino fu ampliato con aree in stile inglese. Oltre alla villa principale, sono presenti le scuderie progettate da Simone Cantoni e una cappella privata dedicata all’Immacolata, decorata con affreschi di Ambrogio da Fossano[1][2].

Interni
Gli interni della villa si sviluppano su due piani. Al piano terra si trovano i salotti di ricevimento e la sala da pranzo, mentre al primo piano ci sono l’appartamento privato, la biblioteca e le camere da letto, tutti arredati con mobili antichi in stile barocchetto[1].

Visite e Esperienze

Villa Perego è aperta al pubblico per visite guidate che offrono un’esperienza immersiva nel Settecento. I visitatori possono esplorare vari ambienti storici come la sala della musica, la sala del biliardo e la grande orangerie. Il percorso include anche il parco all’inglese e un roccolo di caccia[1][2].


[1] https://villago.it/product/villa-perego-di-cremnago-di-inverigo-co-xviii-secolo/
[2] https://villaperego.it/visite/

Il parco della Villa Perego a Cremnago di Inverigo ha subito diverse trasformazioni nel corso degli anni, riflettendo le mode e le esigenze del tempo.

Evoluzione del Parco

Origini e Progettazione Iniziale
Il parco originale fu concepito come un giardino all’italiana, caratterizzato da un disegno geometrico regolare e da una simmetria che rifletteva i principi estetici del Settecento. Questo giardino era progettato per essere un luogo di svago e rappresentanza per la famiglia Perego, con vialetti alberati e aiuole curate.

Trasformazioni Ottocentesche
Con l’arrivo dell’Ottocento, il parco subì un’importante evoluzione. Fu ampliato e ristrutturato per includere elementi romantici, seguendo le tendenze del giardino all’inglese, che enfatizzava la bellezza naturale e la spontaneità del paesaggio. Questa fase portò all’introduzione di prati, boschetti e sentieri sinuosi, creando un ambiente più informale e pittoresco[1][4].

Interventi Recenti
Nel corso del Novecento e nei primi anni Duemila, il parco ha continuato a essere oggetto di interventi di restauro e riqualificazione. Questi sforzi hanno mirato a preservare il patrimonio vegetale esistente e a ripristinare l’equilibrio ecologico del parco. Sono stati condotti studi botanici per monitorare la biodiversità presente nel parco, evidenziando la presenza di numerose specie vegetali e animali[3][4].


[1] https://www.parcomonza.org/storia.htm
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_La_Petraia
[3] https://thesis.unipd.it/retrieve/c2ffbff5-c3ef-4942-a8b1-f3ad2c0c18c2/Gesuato_Susanna.pdf
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/percorsi/ville-milano/1.5/

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Parco comunale di Fino Mornasco (ex Villa Mambretti), in provincia di Como

Il Parco Comunale di Fino Mornasco, noto anche come ex Villa Mambretti, è un’importante area verde situata nel comune di Fino Mornasco, in provincia di Como. Questa villa storica fu costruita all’inizio del XX secolo per volere dell’industriale Francesco Mambretti, che desiderava una dimora sontuosa per la sua famiglia.

Storia della Villa Mambretti

  • Origini: La villa fu realizzata tra il 1890 e il 1915, quando Mambretti acquisì diversi terreni per creare un grande giardino e una residenza estiva. L’architetto Federico Frigerio progettò la villa e il parco, che includevano elementi architettonici e naturali ben integrati[2][4].
  • Funzione storica: La villa servì come residenza estiva della famiglia Mambretti, che vi trascorreva il periodo estivo con personale al servizio. Il parco ospitava anche un canile e serre per la coltivazione di fiori[4][5].

Il Parco Oggi

Oggi, il parco è un’area pubblica accessibile a tutti. È stato recentemente ristrutturato e comprende attrezzature sportive per attività all’aperto, gestite dalla ASD Circolo Ricreativo Finese[2]. Il parco è un luogo di incontro per la comunità e ospita eventi e attività ricreative.

Caratteristiche del Parco

  • Area attrezzata: Il parco offre diverse attrezzature per il fitness e lo sport, tra cui step, bici per braccia e barre per esercizi[2].
  • Valore storico: La Villa Comunale è un esempio significativo di architettura storica e rappresenta una parte importante della storia locale[3][5].

Importanza Culturale

Il Parco Comunale di Fino Mornasco non è solo un luogo di svago ma anche un sito di interesse culturale, grazie alla sua storia legata alla famiglia Mambretti e alla sua architettura. La villa e il parco sono stati restaurati con l’intento di preservare la loro bellezza storica mentre si offre uno spazio utile alla comunità[4].


[1] https://www.halleyweb.com/c013102/zf/index.php/galleria-fotografica/index/album/album/2
[2] https://www.sportesalute.eu/sportditutti/parchi/areeattrezzate/fino-mornasco.html
[3] https://fondoambiente.it/luoghi/parco-comunale-fino-mornasco
[4] http://www.halleyweb.com/c013102/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/20253
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Fino_Mornasco

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Villa Carcano, ad Anzano del Parco, in provincia di Como

Villa Carcano, situata ad Anzano del Parco nella provincia di Como, è una storica residenza nobiliare progettata dall’architetto Leopoldo Pollack tra il 1794 e il 1796. Questa villa, in stile neoclassico, si erge su una collina che offre una vista panoramica sulla piana dell’erbese e sul vicino lago di Alserio. La villa è circondata da un vasto parco all’inglese di circa 40 ettari, caratterizzato da sentieri romantici, boschetti di piante esotiche e un laghetto privato[2][4][5].

Storia

La famiglia Carcano, originaria di Milano, ha avuto un ruolo significativo nella storia della villa. Carlo Camillo Carcano ricevette il feudo di Anzano nel 1684 e la villa fu costruita sopra una preesistenza più antica, utilizzata dalla famiglia per gestire le loro attività agricole. I lavori per la costruzione della villa furono interrotti a causa delle difficoltà economiche durante il periodo napoleonico, riprendendo solo nei primi decenni dell’Ottocento, ma senza mai completarsi completamente[2][3][4].

Architettura e Caratteristiche

La facciata della villa presenta elementi tipici del neoclassicismo, con colonne e decorazioni che richiamano l’architettura classica. All’interno, la villa è suddivisa in vari piani: il piano terra ospita le aree comuni, mentre il piano nobile è riservato alle camere da letto. Il parco offre diversi sentieri contrassegnati da colori che guidano i visitatori attraverso i vari aspetti del paesaggio[2][6].

Attività e Visite

Villa Carcano è aperta al pubblico in determinati periodi dell’anno e offre eventi speciali come visite guidate che permettono ai visitatori di esplorare la storia e l’architettura della villa. È consigliato prenotare i biglietti in anticipo per garantire l’accesso[1][5]. Il parco è anche adatto per famiglie e animali domestici, rendendolo un luogo ideale per passeggiate all’aperto[1].


[1] http://www.villacarcano.it
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Carcano
[3] https://villago.it/product/il-pleasure-garden-a-villa-carcano-di-anzano-del-parco/
[4] https://villago.it/product/villa-carcano-di-anzano-del-parco-co-xix-secolo/
[5] https://www.villeaperte.info/ville-aperte/villa/99
[6] https://villago.it/villa-carcano-di-anzano-del-parco-co/

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Villa Castello Durini, ad Alzate Brianza, in provincia di Como

Villa Castello Durini si trova ad Alzate Brianza, in provincia di Como, ed è una location storica rinomata per eventi e matrimoni. Questo castello, le cui origini risalgono a prima dell’anno 1000, è circondato da una vasta tenuta di 300 ettari e offre un parco secolare e un giardino pensile all’italiana, rendendolo un luogo incantevole per cerimonie e ricevimenti.

Caratteristiche della Villa

Architettura e Spazi
La villa si sviluppa attorno a una torre tardo romana, con interventi architettonici che si sono protratti fino al XIX secolo. All’interno, sono disponibili otto sale eleganti, capaci di ospitare fino a 150 persone per un ricevimento a buffet. Gli interni sono decorati con preziosi quadri antichi e arredi di pregio, tra cui il famoso tavolo Durini, realizzato dallo scultore Giuseppe Rusnati nel XVII secolo[1].

Servizi Offerti
Villa Castello Durini è attrezzata per offrire un servizio completo per matrimoni, inclusi catering e supporto per l’organizzazione dell’evento. Il personale è dedicato a garantire un’esperienza memorabile per gli ospiti. La location è ideale anche per cerimonie all’aperto grazie agli splendidi giardini e alla vista panoramica sulla campagna circostante[1].

Storia e Ospiti Illustri

Nel corso della sua lunga storia, Villa Castello Durini ha accolto numerosi ospiti illustri, tra cui il poeta Giuseppe Parini e il compositore Gioachino Rossini. La villa ha anche ospitato membri della famiglia reale dei Savoia, sottolineando il suo prestigio e la sua importanza storica[1].

Recensioni

Le recensioni degli sposi che hanno scelto questa location parlano di un’esperienza da sogno. Molti lodano l’atmosfera romantica e il servizio attento del personale, in particolare la responsabile Nancy Gagliani, che ha ricevuto elogi per la sua professionalità e disponibilità nell’assistere gli sposi durante i preparativi[1].


[1] https://www.matrimonio.com/castelli-matrimoni/villa-castello-durini–e32987

LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · LUOGHI D'ITALIA · Luoghi della Cura · SERVIZI SOCIALI e SANITARI

Villa San Benedetto Menni, a Albese con Cassano, in provincia di Como

Villa San Benedetto Menni è una struttura situata ad Albese con Cassano, in provincia di Como, dedicata alla riabilitazione psichiatrica e all’assistenza per anziani e disabili.

Questa villa è gestita dalle Suore Ospedaliere e offre servizi specializzati per persone con necessità assistenziali elevate[3][4].

Caratteristiche della Villa

  • Accoglienza: La villa si distingue per la professionalità e l’attenzione al benessere dei suoi ospiti, creando un ambiente favorevole alla riabilitazione e al recupero[3].
  • Servizi Offerti: Include programmi di riabilitazione psichiatrica, assistenza per anziani e supporto per disabilità[3].
  • Attività: Viene organizzata una serie di eventi e attività, come camminate e incontri, per promuovere l’integrazione sociale e il benessere degli ospiti[3].

Contesto Geografico

Albese con Cassano è un comune situato nell’Alta Brianza, ai piedi delle Prealpi Comasche. È caratterizzato da un paesaggio naturale ricco di sentieri e aree verdi, ideale per escursioni e attività all’aperto[2][4]. La comunità è composta da circa 4.237 abitanti e offre attrazioni storiche e culturali, come la chiesa di San Pietro e il Museo Etnografico[2][4].


[1] http://www.comune.albeseconcassano.co.it
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Albese_con_Cassano
[3] https://albese.ospedaliere.it
[4] https://www.viaggiareinbrianza.it/brianza-comasca/albese-con-cassano/che-cosa-fare-ad-albese-con-cassano-guida-per-turisti/
[5] https://www.in-lombardia.it/it/turismo-in-lombardia/como-turismo/albese-con-cassano

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Casa Santa Chiara, a Albese con Cassano, provincia di Como

Casa Santa Chiara si trova ad Albese con Cassano, un comune nella provincia di Como. Questo luogo è noto per la sua storia e la sua importanza culturale. La villa che ospita Casa Santa Chiara, originariamente conosciuta come Villa Odescalchi Greppi, risale al XVI secolo e attualmente funge da casa di cura[1].

Storia e Cultura

Albese con Cassano ha una storia ricca, con radici che risalgono all’epoca romana, quando la Via Regina attraversava la zona, rendendola strategica per il commercio. Nel XIX secolo, la mancanza di fertilità del suolo ha portato allo sviluppo di attività manifatturiere, in particolare nel settore della seta e del cotone, grazie alla disponibilità di acqua dai corsi d’acqua locali[1].

Attrazioni Locali

Il comune è anche sede del Museo Etnografico e dell’Acqua “Lavandée”, che racconta la storia dei lavatoi e dell’importanza dell’acqua nella vita quotidiana della comunità. Questo museo è stato inaugurato nel 2004 e ha recentemente trasferito la sua sede nel centro civico Fabio Casartelli[1].

Conclusione

Casa Santa Chiara rappresenta non solo un luogo di cura ma anche un punto di riferimento per la storia e la cultura di Albese con Cassano, contribuendo a preservare le tradizioni locali e a fornire assistenza a chi ne ha bisogno.


[1] https://www.in-lombardia.it/it/turismo-in-lombardia/como-turismo/albese-con-cassano
[2] https://albese.ospedaliere.it

Cernobbio · Giardini (in genius loci) · Giardini del lago di Como

Il Giardino della Valle, a Cernobbio, sul lago di Como

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Il Giardino della Valle è un incantevole giardino botanico situato a Cernobbio, sul lago di Como, precisamente nell’alveo del torrente Garrovo. Questo spazio verde è nato negli anni Ottanta grazie all’impegno di Ida Lonati Frati, affettuosamente conosciuta come “Nonna Pupa”, che ha trasformato una discarica abusiva in un’oasi di bellezza naturale.

Storia e Trasformazione

La storia del Giardino della Valle inizia con la visione di Nonna Pupa, che, infastidita dalla presenza di rifiuti nella zona, ha chiesto al Comune di Cernobbio il permesso di “adottare” l’area. Dopo anni di duro lavoro e con l’aiuto della nipote Giulia e di altri volontari, la discarica è stata bonificata e trasformata in un giardino ricco di flora e fauna. Oggi, il giardino ospita oltre 130 specie diverse di piante, sculture artistiche e spazi per la lettura e il relax[1][2].

Importanza Culturale

Il Giardino della Valle non è solo un luogo di bellezza naturale ma anche un centro culturale attivo. L’associazione “Il Giardino della Valle”, fondata da Nonna Pupa e dai suoi collaboratori, si occupa della manutenzione e dell’organizzazione di eventi. Questo spazio è diventato un punto d’incontro per la comunità locale e per i turisti che visitano il lago di Como[5][6].

La storia di questo giardino è stata anche raccontata nel documentario Il Giardino di Nonna Pupa, che ha ricevuto riconoscimenti a livello internazionale, evidenziando l’importanza del progetto nel contesto ambientale e sociale[1].

In sintesi, il Giardino della Valle rappresenta un esempio straordinario di riqualificazione ambientale e comunitaria, dove la passione per la natura si unisce all’arte e alla cultura.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Giardino_della_Valle
[2] https://www.in-lombardia.it/it/turismo-in-lombardia/lago-di-como-turismo/il-giardino-della-valle
[3] https://mylakecomo.co/it/attrazioni/giardino-della-valle-cernobbio/
[4] https://ilgiardinodellavalle.it
[5] https://lariusway.com/ville-e-giardini/il-giardino-della-valle/
[6] https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g194728-d3545485-Reviews-Il_Giardino_della_Valle-Cernobbio_Lake_Como_Lombardy.html

Alberi · Alberi · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · MEDITAZIONE nel Tempo

Mancuso Stefano, La versione degli alberi, Einaudi, 2024

scheda dell’editore:

Gli abitanti di Edrevia sono divisi in clan, e ognuno di loro abita in una zona ben precisa: le alture dei Gurra, la pianura dei Dorsoduro, la valle dei Cronaca, le colline dei Guizza e dei Terranegra.

È una società in pace, quella degli alberi, con le sue assemblee moderate e intelligenti, i suoi tempi millenari, i suoi rituali e i suoi continui scambi d’informazioni attraverso le radici.

Da qualche tempo, però, gli equilibri dei clan sono minacciati dalla crisi climatica: Laurin, Lisetta e Pino, i nostri amatissimi eroi, questa volta dovranno uscire da Edrevia e avventurarsi nel mondo di fuori, alla ricerca di una nuova casa per la tribú degli alberi.

Un viaggio avventuroso e spericolato, pieno di incontri e di imprevisti. Sarà l’occasione per scoprire nuove società e nuovi modelli di vita, per attraversare deserti e scalare montagne, per mangiare dolcetti deliziosi e farsi nuovi amici che parlano dialetti incomprensibili. In una parola, per abbracciare il diverso.

Perché se c’è una cosa che gli alberi sanno fare – e che provano a insegnarci – è adattarsi.

Con il suo secondo romanzo, Stefano Mancuso torna ad aprirci le porte del suo mondo verde, allargandone ancora i confini: alla divertentissima comunità della Macchia e a quella perfetta dei Fitonidi, alla cosiddetta Microvalle con la sua portentosa biblioteca-labirinto e pure alla cupa terra dei Valdora, dove gli alberi sono diventati materia prima degli «esseri dannosi».

Tra il romanzo picaresco e l’apologo, sempre con grande rigore scientifico, Mancuso ci racconta ciò che conosce meglio: la natura e le piante, il nostro piú grande patrimonio.

Berra Pietro · BIOGRAFIA, biografie · GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Berra Pietro (a cura di), Lettere sul Lago di Como. Il mito del Lario negli epistolari dei grandi autori da Plinio al Novecento, Sentiero dei Sogni editore, 2024. Indice del libro

GENIUS LOCI · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Ville sul Lario

Parco Teresio Olivelli, a Tremezzo, sul lago di Como

Il Parco Comunale Teresio Olivelli si trova a Tremezzo, sulla sponda occidentale del lago di Como. Questo parco è un esempio significativo di architettura e botanica, progettato originariamente dall’architetto razionalista Pietro Lingeri negli anni ’20. La sua creazione fu commissionata dalla famiglia Meier, proprietaria della villa adiacente, con l’intento di riflettere i canoni geometrici di Villa Colonna a Roma[1].

Storia e Restauro

Nel 2007, il Comune di Tremezzo ha avviato un progetto di recupero del parco, che era stato trascurato per lungo tempo. Il restauro, completato nel 2009, ha ricevuto riconoscimenti significativi, tra cui il primo premio ex aequo al concorso nazionale TDA nella sezione Aree Pubbliche. Questo intervento ha mirato a riportare alla luce il progetto originale di Lingeri, integrando elementi contemporanei per rendere il parco un centro culturale e sociale per residenti e turisti[1].

Il parco è caratterizzato da una monumentale scalinata e una fontana centrale, elementi distintivi del design di Lingeri. Il progetto di restauro ha incluso la creazione di nuovi spazi culturali per mostre e eventi, oltre all’apertura di un bar che funge da punto di ristoro. La darsena è stata trasformata da ricovero per piccole imbarcazioni in un lounge bar, mantenendo comunque il legame con il lago attraverso l’inserimento di una porzione vetrata nel pavimento[1].

In sintesi, il Parco Teresio Olivelli non è solo un luogo di bellezza naturale ma anche un importante centro per la cultura e la socialità nella comunità di Tremezzo.


[1] http://davidecorti.it/it/architettura/parco-teresio-olivelli-tremezzo/

Bellagio · BIOGRAFIA, biografie · Cadenabbia · GENIUS LOCI · Giardini del lago di Como · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Paesaggio del Lago di Como · Torno

Del Forno Paolo, Sul lago di Como con Mary Shelley. Note di viaggio, Colorshade edizioni/di Qua e di Là, Milano, 2022. Indice del libro