COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · Lettere

… in effetti ti senti in un posto magico …

Caro Paolo, vedo che sei sempre superinnamorato di Nesso e dintorni e ti capisco. Ci ho passato questo ultimo week end a casa di una amica e in effetti ti senti in un posto magico, girando verso sera tra i viottoli di sasso , tra le case in pietra che ogni tanto aprono lo sguardo verso il lago, con qualche signora seduta fuori l’uscio a rinfrescarsi e chiacchierare.
E’ un posto fuori dal mondo o è il nostro mondo (di cittadini metropolitani) che è fuori dalla dimensione dell’uomo? Che pace….

da una email di E.M.


COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI

Genius loci

L’uomo dell’antichità aveva un rapporto privilegiato con la natura, che per lui era animata e sacra, e definiva

genius loci
l’essenza, l’anima, la forza del luogo:


una forza percepibile al punto da indurlo ad interpretarla come una divinità, personificazione degli elementi naturali, monte, pianura, fonte o fiume che fossero. Si parlava quindi di genius montis, valli, fontis,fluminis.

C’era poi anche il genio delle terme, del teatro, delle stalle (genius thermarum, theatri, stabuli), del villaggio, della città (genius vici, oppiai). E c’era il genius huius loci, il genio di questo luogo, senza altra specificazione.
Il genius loci, che poteva avere carattere benevolo ma a volte anche malevolo, era quindi individuato sia in luoghi edificati sia in località naturali dalle quali emanava una particolare radiazione. A lui erano consacrate grotte naturali, boschetti, alture, che sovente venivano corredati di semplici altari e circoscritti con pietre per delimitarne l’accesso. Anche singoli alberi potevano essere oggetto di culto.
Col cristianesimo il genius loci perde importanza, ma la riacquista nel Medioevo sotto forma di luogo di pellegrinaggio; e resta comunque sempre presente nella mentalità popolare come credenza nelle fate, negli gnomi, negli spiriti benigni e maligni legati a determinati luoghi. Li ritroviamo nelle fiabe di tutto il mondo e nelle leggende locali.
Con l’avvento dell’illuminismo e del razionalismo tutto viene smitizzato e, diciamolo pure, privato di gran parte del suo lascino. Al genius loci non si crede più, lo si interpreta come proiezione della psiche primitiva. Diminuisce anche l’interesse per il paesaggio inteso come natura libera e animata; i giardini, pur splendidi, divengono creazioni dell’uomo, natura addomentata e deformata.

Con l’epoca romantica il genius loci, ingiustamente dimenticato. viene riscoperto: si ritorna al paesaggio naturale, si riscopre il fascino della natura incontaminata.

In Paola Giovetti, I luoghi di forza, Mediterranee, 2002, p. 9

COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · stare

Stare. Stare a Nesso frazione Coatesa, sul Lario


STARE
1. restare, rimanere in un luogo
2. restare, trattenersi in una posizione, in un luogo, in una situazione, in una condizione psichica
3. rimanere in una determinata condizione
4. sentirsi in una data condizione fisica
…
8. essere, consistere
…
12. restare immobile, fermarsi
…
15. stare con: abitare, vivere con qualcuno
…
21. star bene: sentirsi, essere in una buona condizione fisica o morale

COATESA: frazione di Nesso · DIARIO di Amaltea · GENIUS LOCI · meteo e terra

Notte di pioggia battente a Nesso Coatesa

Venerdì/sabato 17/18 luglio Una delle notti più inquietanti del periodo a Nesso Coatesa.

Notte di tremendo maltempo.

A Como, di pomeriggio si è abbattuta una grandine assassina. Temevo cheil lavoro di 4 mesi per l’orto se ne fosse andato a fondo. Dico “a fondo” e non “in fumo”, per via dell’acqua.. Ma la tempesta colpisce a strisce territoriali, e questa volta ha risparmiato questa zona.

Dalla casa sentiamoil vento che si mescola alla pioggia battente e si insinua nelle fessure delle finestre e delle porte.

Cigolii, rumori continui, pressioni sulle pareti a lago. E’ come se uno spirito cattivo si accanisse sulla natura e sugli artefatti umani di questo luogo.

La luce spesso va via, dopo un lampo particolarmente forte ed il successivo tuono.

Sibili, sferzate, ticchettii. C’è un vivente incattivito lì fuori.

Il sentimento è di essere ostaggi della furia del cielo e di una natura improvvisamente diventata ostile, perfida, prepotente

Flickr · FOTOGRAFIE · Mi ricordo · Vacanzine

Montreaux, 11 luglio 2009. Ricordi fotografici in Flickr

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COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · stare

Vorrei stare fermo. Qui, a Nesso/Coatesa c’è tutto l’universo, se vuoi vederlo

confine

Emmanuel Mounier, con Minkowski, riflette sullo spazio chiaro e sullo spazio nero


Il conflitto politico fra governo ed opposizione in tema di sicurezza mi sta portando a riflettere sulla “psicologia del confine“
.In questa ricerca arrivo ad un libro del 1942 e pubblicato in Italia nel 1949.
Fra le varie pagine adatte a rielaborare la questione, ne trovo una (nel capitolo “Spazio e durata vissuti: l’Io Qui-Adesso) che vi si avvicina per vie tangenziali.
E’ una pagina talmente carica di suggestione che mi devo fermare:


“Minkowski ha messo in rilievo, seguendo certi psicologi tedeschi, il contrasto fra uno spazio chiaro ed uno spazio nero nero, che interessa non più l’ampiezza, ma la materia stessa dello spazio.

Lo spazio chiaro è lo spazio della distanza.

Ci presenta gli oggetti dai contorni netti, separati da intervalli ben chiari. È come uno sfondo per le cose, meno materiali di quanto esse lo siano. Tutto vi è « chiaro, preciso, naturale, non problematico »: è lo spazio carte­siano per eccellenza. Tessendo questa tela attraverso l’universo in­quietante, io esorcizzo le sue minacce: e rimetto al suo posto qual­siasi cosa che, come si dice delle persone, prendesse troppa libertà con me. Ma mettendomici dentro, io mi assimilo alle cose, tendo a diventare un oggetto fra gli altri. Nel limite in cui la società è un ordine esteriore e sistemato, lo spazio chiaro è il luogo della socializ­zazione, il dominio pubblico dell’esistenza.

Invece lo spazio nero è lo spazio della profondità.

Tutto vi è oscuro e misterioso, persino la luce. Esso non analizza, non separa, non è che profondità e risonanza Qualitativa in tutte le direzioni. Non è una rappresentazione le cui parti si sovrappongono, ma una sintesi d’interiorità i cui elementi penetrano gli uni negli altri come le immagini d’un sogno. Esso si presenta più pesante e materiale delle cose stesse che vi sono sospese.

« O Notte, tu sei la notte.

E tutti questi giorni non fanno mai il giorno,

non sono che giorni seminati.

Questi giorni sono dubbie luci,

e tu, notte, sei la grande mia luce scura » (Ch. Peguy)

Non si stende più davanti a me, ma mi tocca, mi avvolge, mi stringe, mi penetra, tanto che l’io si fa permeabile alle profondità dello spazio chiaro. Non mi ci situo, mi ci perdo.

È lo spazio della musica e della poesia.

Non è socializzato, è unico per ciascuno, senza essere soggettivo. La vita normale si definisce con una specie di modus vivendi fra i due spazi: e lo spazio chiaro s’incastra nello spazio scuro, gover­nando gli atti calcolati e le utilità, mentre lo spazio oscuro si riserva l’irrazionale e le intimità dell’esistenza.

Taluni vivono solo nel primo: le anime di quegli ingegneri che aspirano ad essere anche ingegneri delle anime, quelli la cui vita non ha note come un foglio bianco, per musica, i ragionatori e i razionalisti — cugini fra loro — i calcolatori e gli spiriti positivi. Altri cercano le loro delizie e talora le loro manie nel secondo: i poeti, i mistici, i cuori semplici che sanno tacere di fronte a ciò che non capiscono.

Ma qualunque sia la realtà ultima di questi due spazi, l’equilibrio psichico chiede abitualmente che noi partecipiamo sia dell’uno che dell’altro. Se si rompe il loro legame, nascono sintomi morbosi di segno contrario.

in E. Mounier, Trattato del carattere, Edizioni Paoline, 1949, p. 275-276

Cielo e Nuvole

Brienno in un giorno di nuvole basse: vista da Nesso Coatesa

Acqua · Cigni · Lago

Cigni di lago

Succedeva qualche settimana fa, in una tarda e fredda mattina mentre camminavamo sul lungolago.

La bellezza annidata in un’ansa: 22 cigni.

Alcuni veleggiano con la sicurezza della loro eleganza  fra i riflessi del sole e altri, sulla battigia, sono intenti nella minuziosa pulizia di zampe ed ali e untamento (questa parola è rubata a Carlo Emilio Gadda) delle piume.

Si mescolano silenziosi i candidi adulti e i curiosi novellotti, le cui striature grigiastre rammentano il loro non lontano ingresso nel mondo.

I passanti, anche se frettolosi, volgono loro di striscio lo sguardo, qualche madre indugia trattenuta dal bambino che tiene per mano e che punta l’indice con esclamazioni di gioia.

Una clocharde sminuzza il suo pane, circondata da quella nuvola bianca impegnata ad afferrare i brandelli.

Per imitazione e per assecondare il ciclo della nutrizione entro in un bar e ne esco con qualche brioche e faccio gli stessi gesti, attento a ben distribuire i bocconi.

I cigni vengono e vanno e, infine, tuffano nel biancore il lungo collo e si cullano nel sonno.

Viviamo in un luogo di straordinaria geografia, cui fa da contrappeso una più modesta antropologia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Le pietre sono maestre mute, 7 settembre 2008

Le pietre sono maestre mute; esse rendono muto l’osservatore e la cosa migliore  che da esse si apprende non si può comunicare

Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, Teoria, 1983 Volume Primo, p. 165

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“In mezzo all’effimero che ci umilia e ci offende, come ha scritto Kafka, abbiamo bisogno di credere che possa sopravvivere qualcosa che abbia i caratteri dell’indistruttibile e dell’eterno”

Gabriele De Ritis

Giardini del lago di Como · Terra

Le pietre sono maestre mute …

Le pietre sono maestre mute; esse rendono muto l’osservatore e la cosa migliore che da esse si apprende non si può comunicare

Johann Wolfgang Goethe, Massime e riflessioni, Teoria, 1983 Volume Primo, p. 165

 

 

 

“In mezzo all’effimero che ci umilia e ci offende, come ha scritto Kafka, abbiamo bisogno di credere che possa sopravvivere qualcosa che abbia i caratteri dell’indistruttibile e dell’eterno” 

Gabriele De Ritis, in Commento 1


 

Acqua · COATESA: frazione di Nesso · FOTOGRAFIE · Lago · Tempo

Camera con vista: il ciclo dell’estate

Camera con vista:
variazioni su un tema solo

da: Il ciclo dell’estate | Tracce e Sentieri.