“Villa Beccaria a Sala Comacina” è un volume scritto da Laura Zagnoli Meda e pubblicato dalla casa editrice Dominioni nel giugno 2025. Conta 120 pagine, ha ISBN 9788898911868 e costa circa 35 euro, disponibile presso librerie online come Feltrinelli, IBS e Hoepli.libreriauniversitaria+3
Dettagli editoriali
Il libro rientra nella categoria della storia locale e delle foto d’epoca, focalizzandosi su Villa Beccaria nel contesto di Sala Comacina, località vicino a Como. Uscito il 5 giugno 2025, è reperibile con spedizione gratuita in diversi siti italiani.lafeltrinelli+2
Contesto locale
Essendo ambientato a Sala Comacina, il testo si collega alla ricca storia delle ville lariane, tema di interesse per chi studia il territorio comasco come nel tuo blog mappeser.com. Non emergono recensioni dettagliate, ma appare come opera specialistica su architettura e patrimonio storico.books.google+1
“Casabianca” a Como è un progetto culturale inaugurato da Paolo e Antonella De Santis, noto collezionista e famiglia impegnata culturalmente.
Si tratta di una residenza d’arte situata in un edificio storico lungo il lungolago di Como, rivestito di marmo botticino, che ospita una collezione permanente di opere d’arte di alto profilo, tra cui capolavori di Arte Povera e maestri internazionali.
Questo spazio è pensato non solo come luogo espositivo ma anche come polo multifunzionale che comprende una caffetteria d’arte chiamata “Cova Casabianca,” spazi per eventi, e tre suite per ospiti che desiderano un’esperienza immersiva tra arte e bellezza.
Il progetto è stato realizzato con un forte senso civico e il desiderio di rendere l’arte accessibile a tutti, con particolare attenzione ai bambini e ai giovani, prevedendo iniziative educative.
La villa è stata restaurata con cura per mantenere intatto il suo fascino storico, unendo arte, ospitalità e cultura in un’unica esperienza.
L’apertura al pubblico è avvenuta o avverrà il 27 novembre 2025, offrendo alla città di Como un nuovo importante polo culturale sul lungolago.laprovinciadicomo+1
La sede di Casabianca a Como si trova esattamente in Lungo Lario Trento 47, 22100 Como.
Questo è l’edificio storico rivestito di marmo chiaro, sul lungolago di Como, dove Paolo e Antonella De Santis hanno realizzato il progetto culturale di Casabianca, che include la residenza d’arte, spazi espositivi e una caffetteria d’arte.mylakecomo+1
Carlotta è la primogenita della duchessa Marianne Nassau e del principe Alberto di Prussia, e la sua vita è appena crollata: Marianne ha lasciato il marito, creando uno scandalo senza precedenti, e ha stabilito di abbandonare Potsdam alla volta di Tremezzo, sul Lago di Como, per trascorrere l’estate con le figlie.
Carlotta la segue, riluttante, ma quando arriva alla villa che sua madre ha acquistato resta senza fiato: non ha mai visto un luogo tanto magnifico.
Siamo nel 1848, e il lago è la meta più esclusiva d’Europa. Vi si danno appuntamento nobili, principi, dame per organizzare ricevimenti, rafforzare amicizie, combinare matrimoni.
È il destino anche di Carlotta, che dovrà debuttare in società e trovare un buon partito. Ma fra queste costrizioni lei si sente soffocare, e la sera del suo primo ballo abbandona lo stuolo di corteggiatori per fuggire nel parco, dove si scontra con un uomo bellissimo: è Giorgio, duca di Sassonia Meiningen.
Lui sembra l’unico a capire la sua sete di vita, eppure è insolente e scontroso, e per qualche oscuro motivo fa di tutto per evitarla.
Questo non è l’unico enigma della villa. Vagando fra le stanze, Carlotta scova il diario di Elena, una domestica che anni addietro abitava nella soffitta ed è stata protagonista di una storia tragica.
E si convince che, di notte, una bambina vaghi per i corridoi in cerca di sua madre.
È solo suggestione o c’è un mistero da svelare?
E perché Giorgio, da cui si sente sempre più attratta e respinta, sembra saperne qualcosa?
Il primo volume della saga Le Ville sul Lago di Como: da una storia vera, le passioni e i segreti di Carlotta di Prussia nell’incantevole dimora che ancora oggi porta il suo nome.
Villa Gallia è una storica villa situata a Como, precisamente in Via Borgovico 154. Costruita tra il 1615 e il 1622, è considerata la villa più antica del quartiere Borgovico e fu commissionata dal prelato Marco Gallio come residenza estiva. La villa sorge sulle rovine del Museo Gioviano, fondato dall’umanista Paolo Giovio nel XVI secolo[1][2].
Architettura e Design
La struttura di Villa Gallia presenta un impianto a blocco, con un ampio salone che occupa due piani dell’edificio. Attorno a questo salone si trovano diverse salette minori, mentre le facciate sono caratterizzate da profonde logge a triforio con colonne doriche binate. Il tetto è a padiglione e gli ingressi sono adornati da logge a triplice fornice[1].
Affreschi e Decorazioni
All’interno, la villa è decorata con affreschi di grande valore artistico. Il salone principale è coperto da un magnifico soffitto ligneo a lacunari e presenta un caminetto in marmo di Varenna. Al piano nobile, cinque sale conservano cicli di affreschi che risalgono all’epoca della costruzione, anche se l’attribuzione degli autori rimane incerta[1][2].
Storia e Ristrutturazioni
Villa Gallia ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli. Nel 1815, l’architetto Simone Cantoni curò un ampliamento neoclassico per conto di Carolina di Brunswick. Ulteriori modifiche furono apportate alla fine dell’Ottocento dall’ingegner Robecchi, mentre l’ultima ristrutturazione significativa avvenne negli anni ’60 per ospitare gli uffici dell’Amministrazione provinciale di Como[1].
Uso Attuale
Oggi, Villa Gallia funge da sede per uffici amministrativi ed è di proprietà della Provincia di Como. La villa è aperta al pubblico in determinati orari, offrendo l’accesso gratuito ai visitatori[2].
La Villa Darsena Capranica, situata sul Lago di Como, è un esempio significativo di architettura storica progettata tra il 1903 e il 1905. Il progetto fu realizzato dall’ingegnere Luigi Catelli, che collaborò con l’architetto Federico Frigerio per dare vita a questa villa, che riflette le tendenze architettoniche dell’epoca.
Caratteristiche Architettoniche
Stile: La villa presenta un mix di elementi classici e innovativi, tipici del periodo in cui fu costruita.
Struttura: Si sviluppa su più livelli, con una particolare attenzione ai dettagli architettonici e agli spazi esterni, inclusi giardini e aree di darsena.
Contesto Storico
La costruzione della Villa Darsena avvenne in un periodo di grande sviluppo per il Lago di Como, dove molte ville furono erette come residenze estive per l’aristocrazia e la borghesia. La villa non solo rappresenta un’importante testimonianza storica ma è anche un esempio della bellezza naturale e culturale della regione.
Riferimenti
Per ulteriori dettagli sulla villa e il suo significato architettonico, si possono consultare fonti come i lavori di Fabio Cani, che analizzano l’opera di Catelli e Frigerio[1][2].
Villa La Cassinella è una delle proprietà più esclusive e affascinanti situate sul Lago di Como, precisamente nel comune di Lenno.
Questa villa storica, costruita alla fine del XIX secolo, è stata recentemente ristrutturata per offrire ai suoi ospiti il massimo del comfort moderno, mantenendo però il fascino tradizionale delle ville lariane.
Caratteristiche principali
Accesso esclusivo: Villa La Cassinella è raggiungibile solo via acqua, con un pontile che conduce direttamente al giardino e alla piscina. Questo la rende un’oasi di tranquillità e privacy[1][2].
Dimensioni e strutture: La villa occupa un’area di 30.000 m² e comprende diverse strutture, tra cui quattro abitazioni, un campo da tennis, una piscina riscaldata, una palestra e un cinema. Può ospitare fino a 17 persone in 9 camere da letto[2][3].
Servizi di lusso: Gli ospiti possono contare su uno staff completo che include chef privati, maggiordomi e personale di pulizia. Il servizio offerto è paragonabile a quello di un hotel a cinque stelle[2][3].
Design e arredamento
La villa presenta interni eleganti con pavimenti in marmo antico e arredi d’epoca. Il salone principale è dotato di un grande camino e offre una vista spettacolare sul lago. La sala da pranzo può accogliere fino a 20 persone, rendendola ideale per eventi e cene eleganti[2][3].
Notorietà
Villa La Cassinella è stata riconosciuta come una delle ville più belle al mondo per le vacanze da Forbes, attirando l’attenzione di celebrità e persone facoltose. Sebbene si sia speculato sulla sua proprietà da parte di figure celebri come Richard Branson, la vera identità del proprietario rimane sconosciuta[2][4].
Villa Guardia è un comune situato nella provincia di Como, in Lombardia, con una popolazione di circa 7.900 abitanti. È stato istituito nel 1928 attraverso l’accorpamento dei comuni di Maccio e Civello. La sua posizione strategica lungo la strada che collega Como a Varese ha contribuito alla sua crescita e sviluppo nel corso degli anni.
Parco e Villa Comunale
Una delle principali attrazioni di Villa Guardia è il parco comunale, che si estende su una superficie di circa 50.000 m². Questo parco è stato originariamente parte della proprietà Sacco Videmari, acquistata nel 1939 dall’industriale Giovanni Balestrini. Il parco ospita diversi elementi di interesse:
Lago artificiale: Un pittoresco lago di circa 600 m², abitato da cigni e dotato di un’isola centrale raggiungibile in barca.
Voliera: Una storica voliera per pavoni.
Giardini: Il giardino è caratterizzato da una varietà di specie botaniche rare e pregiate, distribuite su più livelli grazie alla pendenza del terreno.
Strutture ricreative: Il parco include anche un campo da tennis, campi da bocce e un’area giochi per bambini.
La villa comunale è stata ristrutturata dall’architetto Osvaldo Borsani, che ha progettato anche alcuni mobili speciali per l’area, rendendo il parco un luogo suggestivo e ben curato.
Storia e Cultura
Villa Guardia ha una storia ricca che risale a secoli fa, con influenze architettoniche e culturali visibili nelle ville ottocentesche presenti nel parco. La ristrutturazione del parco ha mantenuto l’integrità storica del luogo, integrando elementi moderni con il patrimonio esistente.
In sintesi, il Parco di Villa Guardia rappresenta un’importante risorsa per la comunità locale, offrendo spazi verdi per il relax e attività ricreative, nonché un’importante testimonianza della storia e della cultura della regione.
Villa Saporiti, conosciuta anche come “La Rotonda”, è una storica villa situata a Como, sulla sponda occidentale del Lago di Como, precisamente in Via Borgovico, 150. Costruita tra il 1790 e il 1793 su commissione della marchesa Eleonora Villani, la villa è un esempio significativo di architettura neoclassica lombarda.
Architettura e Design
La villa presenta una struttura a forma rettangolare sviluppata su due piani, con un imponente corpo centrale tondeggiante che si affaccia sul lago. Questo elemento distintivo è accompagnato da un salone d’onore di forma ellittica, che rappresenta il cuore dell’edificio e riflette l’influenza del rococò[1][2][3]. La facciata rivolta verso il lago è caratterizzata da decorazioni elaborate, tra cui colonne doriche e statue di divinità classiche, mentre il prospetto su Via Borgovico appare più sobrio[1].
Storia
L’area su cui sorge la villa era originariamente parte dei beni dell’Ordine dei padri Filippini e delle monache di S. Agostino. Dopo le riforme religiose del XVIII secolo, i marchesi Villani acquistarono il terreno per costruire una residenza estiva[1][2]. Nel 1858, la villa passò alla famiglia Rocca Saporiti, da cui deriva il nome attuale. Durante la sua storia, Villa Saporiti ha ospitato personaggi illustri come Napoleone Bonaparte nel 1797[2][3].
Uso Attuale
Oggi, Villa Saporiti è di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Como ed è utilizzata come sede per uffici amministrativi. Nonostante ciò, mantiene gran parte del suo aspetto originale e alcuni spazi sono accessibili al pubblico[1][4]. La villa è circondata da un ampio giardino all’inglese che si estende fino al lago, offrendo splendide viste e spazi per eventi pubblici.
Accessibilità
Villa Saporiti è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici. È situata vicino alla stazione ferroviaria di Como San Giovanni e dispone di un molo per l’accesso via lago[3][4].
Villa Gallia è una storica villa situata a Como, precisamente in Via Borgovico 154. Costruita tra il 1615 e il 1622, è considerata la villa più antica del quartiere Borgovico e fu commissionata dal prelato Marco Gallio come residenza estiva. La villa sorge sulle rovine del Museo Gioviano, fondato dall’umanista Paolo Giovio nel XVI secolo[1][2].
Architettura e Design
La struttura di Villa Gallia presenta un impianto a blocco, con un ampio salone che occupa due piani dell’edificio. Attorno a questo salone si trovano diverse salette minori, mentre le facciate sono caratterizzate da profonde logge a triforio con colonne doriche binate. Il tetto è a padiglione e gli ingressi sono adornati da logge a triplice fornice[1].
Affreschi e Decorazioni
All’interno, la villa è decorata con affreschi di grande valore artistico. Il salone principale è coperto da un magnifico soffitto ligneo a lacunari e presenta un caminetto in marmo di Varenna. Al piano nobile, cinque sale conservano cicli di affreschi che risalgono all’epoca della costruzione, anche se l’attribuzione degli autori rimane incerta[1][2].
Storia e Ristrutturazioni
Villa Gallia ha subito diverse modifiche nel corso dei secoli. Nel 1815, l’architetto Simone Cantoni curò un ampliamento neoclassico per conto di Carolina di Brunswick. Ulteriori modifiche furono apportate alla fine dell’Ottocento dall’ingegner Robecchi, mentre l’ultima ristrutturazione significativa avvenne negli anni ’60 per ospitare gli uffici dell’Amministrazione provinciale di Como[1].
Uso Attuale
Oggi, Villa Gallia funge da sede per uffici amministrativi ed è di proprietà della Provincia di Como. La villa è aperta al pubblico in determinati orari, offrendo l’accesso gratuito ai visitatori[2].
Villa Revel Parravicini è una storica dimora situata sulle sponde del Lago di Como, nota per la sua bellezza architettonica e il suo affascinante giardino all’italiana. Costruita nel 1770 per volere del Conte Alessandro della Torre di Rezzonico, la villa è stata successivamente acquistata nel 1902 dal generale Genova Thaon de Revel e, nel 1950, è passata agli attuali eredi, i Conti Parravicini Sossnovsky[1].
Caratteristiche della Villa
Architettura: La villa presenta uno stile neoclassico con affreschi pregiati e pavimenti in mosaico che arricchiscono gli interni. Dispone di quattro ampi saloni, il più grande dei quali, la Sala delle Colonne, può ospitare fino a 90 persone[1].
Giardino: L’ampio giardino è ideale per eventi all’aperto e offre una vista spettacolare sul lago. È dotato di salottini intimi circondati da siepi di bosco, perfetti per momenti di relax[1].
Darsena privata: La villa possiede una darsena che consente arrivi scenografici via lago, aggiungendo un tocco romantico agli eventi[1].
Servizi Offerti
Villa Revel Parravicini è particolarmente apprezzata per l’autonomia che offre nella pianificazione degli eventi, permettendo ai clienti di scegliere fornitori esterni per catering e musica. Inoltre, uno staff altamente qualificato è disponibile per assistere nella realizzazione di matrimoni e altri eventi[1].
Recensioni
Le recensioni degli ospiti lodano frequentemente la location per la sua bellezza e l’ottimo servizio ricevuto. Molti sottolineano l’atmosfera romantica e intima della villa, rendendola una scelta ideale per matrimoni non troppo numerosi[1].
In sintesi, Villa Revel Parravicini rappresenta una delle location più affascinanti sul Lago di Como, combinando storia, eleganza e un servizio personalizzato che la rende perfetta per eventi speciali.
La Villa Olmo, situata sulla riva occidentale del Lago di Como, è un’importante residenza storica progettata dall’architetto ticinese Simone Cantoni. La costruzione iniziò nel 1782 e fu completata nel 1797, commissionata da Innocenzo Odescalchi, marchese di Fino Mornasco, appartenente a una nota famiglia romana[1][3]. La villa fu concepita come residenza estiva per i marchesi Odescalchi e si distingue per il suo stile neoclassico, caratterizzato da un corpo centrale prominente con colonne ioniche e archi d’ingresso[3][4].
Architettura e Design
L’architettura della villa riflette un elegante equilibrio geometrico, seguendo le teorie della “bellezza ideale” di Johann Joachim Winckelmann. L’imponente edificio è circondato da un ampio giardino affacciato sul lago, che è stato ristrutturato nel corso degli anni[2][3]. Il nome “Olmo” deriva dalla presenza storica di un grande albero di olmo nell’area, che non esiste più[1].
Ospiti Illustri e Eventi Storici
Nel corso della sua storia, Villa Olmo ha ospitato molte figure illustri. Nel 1797, il marchese Odescalchi invitò il generale Bonaparte e sua moglie Giuseppina, anche se la coppia scelse di alloggiare in un’altra villa[1][2]. Altri ospiti notabili includono Ugo Foscolo e membri della famiglia imperiale austriaca[2][3]. Dopo la morte di Odescalchi nel 1824, la villa passò alla famiglia Raimondi, che continuò a ospitare eventi di rilievo.
Passaggio al Comune di Como
Nel 1925, Villa Olmo fu ceduta al Comune di Como, che la trasformò in un centro per manifestazioni culturali e mostre d’arte. Nel 1927, la villa ospitò l’Esposizione Internazionale in onore di Alessandro Volta, dedicata alle innovazioni tecnologiche[1][4]. Da allora, ha continuato a essere un importante spazio espositivo, accogliendo mostre significative e eventi culturali.
Il Parco e l’Uso Attuale
Oltre alla villa, il parco circostante è considerato uno dei più importanti della provincia. Presenta una varietà di alberi secolari e strutture storiche come serre in ferro risalenti al XIX secolo. Oggi, Villa Olmo è aperta al pubblico e continua a fungere da sede per eventi culturali e mostre d’arte, contribuendo alla vita culturale di Como[3][4].
Cambiamenti nella Configurazione dei Giardini di Villa Olmo
Origini e Progettazione Iniziale
La configurazione dei giardini di Villa Olmo ha subito notevoli cambiamenti sin dalla sua costruzione tra il 1782 e il 1787, progettata dall’architetto Simone Cantoni. Inizialmente, il parco si estendeva per quasi cinque ettari, caratterizzato da un giardino all’italiana con aiuole regolari e una balaustra che si affacciava sul lago. Il giardino era ornato da statue di divinità pagane e una fontana centrale, creando un ambiente elegante e armonioso[2][3].
Ristrutturazioni e Modifiche
Dopo la morte del marchese Odescalchi nel 1824, la villa passò alla famiglia Raimondi, che apportò modifiche significative al giardino. Nel 1829, l’architetto paesaggista Luigi Sada ristrutturò il parco in stile inglese, introducendo nuove piante e alberi monumentali, tra cui ippocastani secolari. Queste modifiche hanno contribuito a creare un paesaggio più naturale e panoramico[2][4].
Nel corso del XIX secolo, furono aggiunti elementi come un tempietto neoclassico e nuove fontane, che arricchirono ulteriormente la bellezza del parco. Tuttavia, la costruzione della Strada statale 340 Regina negli anni ’60 del Novecento compromisse parte della configurazione originale, isolando alcune aree del giardino dalle serre ornamentali[2][3].
Restauro Contemporaneo
Negli ultimi anni, a partire dal 2016, il Comune di Como ha avviato un’importante ristrutturazione del parco. Questo restyling ha mirato a ripristinare i parterres storici e a migliorare l’accessibilità per i cittadini. L’intervento ha incluso la creazione di un nuovo orto botanico nella parte nord del parco, dedicato alla coltivazione di piante storiche locali[1][4].
Oggi, Villa Olmo ospita uno dei parchi pubblici più grandi di Como, con una varietà di alberi monumentali e arbusti, mantenendo al contempo un forte legame con la sua storia. La ristrutturazione ha reso il parco non solo un luogo di bellezza naturale ma anche uno spazio culturale attivo, con eventi e manifestazioni che richiamano visitatori da tutta la regione[1][2].