Ferrario Carlo · PERSONE e DESTINI

Carlo Ferrario compie ottant’anni

CARLO FERRARIO, AUGURI
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Oggi Carlo Ferrario compie ottant’anni.
Per quei pochi che non lo conoscono rinviamo alla sua breve biografia.

Carlo, per molti di noi, è stato un esempio, una guida, uno stimolo a ricercare sempre la novità. Della contemporaneità ci ha insegnato a cogliere il bello nella musica, nella letteratura, nella poesia e nell’arte; nella vita sociale ci ha mostrato che l’impegno culturale è anche e soprattutto un dovere di ogni cittadino.

Della sua disponibilità e del suo affetto lo ringraziamo; i nostri auguri sinceri lo accompagneranno nei prossimi e certamente molti anni di lavoro.

Sempre insieme: come quando tanti anni fa Carlo era già un giovane intellettuale comasco e noi solo dei ragazzini impertinenti e curiosi.

Auguri. Da NodoLibri, dall’Università Popolare di Como, da tutti gli amici.

Oggi, giorno del suo compleanno, gli regaliamo l’edizione del suo ultimo romanzo: Quattro porte

Carlo Ferrario ha pubblicato con NodoLibri:
Alfabeto Comasco
Andata e ritorno
Una piccola deviazione
Paganus
L’allegro e il pensieroso
Amici

 

da: http://www.nodolibri.it


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Architettura · ARTE · COMO città · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · PERSONE e DESTINI · Pifferi Enzo · Storia e Economia · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tajana Tino

Clemente Tajana – Le bellezze architettoniche di Como

PERSONE e DESTINI

Elena di Raddo, L’architettura di Pandakovic strumento di integrazione – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

Dieci musei per l’America latina dichiara l’autore – non è «mostrare soluzioni architettoniche di volta in volta adottate, ma comunicare che, all’interno di questi progetti Unesco, c’è stato un coinvolgimento di temi, programmi, iniziative, valorizzazione di potenzialità culturali latenti nei diversi paesi». Il libro, stilato sottoforma di intervista, racconta in modo molto personale e con un taglio umanistico, più che tecnico, l’esperienza vissuta dall’architetto Darko Pandakovic nei suoi trent’anni di consulenza per l’organizzazione internazionale che si occupa della valorizzazione del patrimonio culturale. Chiamato nel 1979, quasi per caso, a collaborare al Proyecto Regional de Patrimonio Cultural y Desarollo per l’America Latina e i Carabi diretto da Sylvio Mutal, personaggio di grande spicco nell’Unesco in America latina, giovane architetto del Politecnico di Milano, Pandakovic ha subito accettato la sfida, rinunciando a un viaggio estivo in Grecia per partire alla volta di Santiago del Cile.
Con piglio autobiografico e freschezza narrativa il volume descrive gli episodi, ma soprattutto le sensazioni e le emozioni vissute dall’architetto in questa sua esperienza

segue qui: L’architettura di Pandakovic strumento di integrazione – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como.

PERSONE e DESTINI · Semi

Dono di Carla e Anna: Jonathan Silvertown, La vita segreta dei semi

MUSICA · PERSONE e DESTINI

Van De Sfroos al festival di Sanremo: Yanez è un omaggio a mio padre, che non c’è più. Lui è cresciuto leggendo il Monello, il Vittorioso, Flash Gordon e i romanzi di Salgari

È già stato al Teatro Ariston di Sanremo, e diverse volte. Ha già affrontato il pubblico, già sperimentato quel palco. Ma per Davide Van De Sfroos le porte aperte erano quelle del Premio Tenco, manifestazione concepita da Artistide Rambaldi (il papà anche del “vero” Festival) per contrastare la sua creatura che gli era sfuggita di mano per diventare troppo… pop. Ora, invece, Bernasconi è in gara per la 61ª kermesse.

ParLiamo di «Yanez»?
Sì. Dico che è “non sanremese” semplicemente perché si tratta di una canzone per il nuovo disco senza nessuna gara in mente. L’ho fatta ascoltare a Morandi assieme ad altre e lui ha scelto questa. Tra l’altro mi ha stupito perché conosceva tutto quello che ho fatto, amo pensare che il pezzo sia piaciuto al Morandi musicista prima che al presentatore.
E l’ipotesi di metterci i sottotitoli?
Non dipende da me, ma se renderà più universale possibile la canzone ben venga. Non mi sembra un testo difficile anche se è quasi totalmente in dialetto però non ci vedo niente di male.
Ma Yanez è quello di Salgari, quello dei romanzi, o quello tv, con il volto di Philippe Leroy?
Anche quello, ma, soprattutto, Yanez è un omaggio a mio padre, che non c’è più. Lui è cresciuto leggendo il Monello, il Vittorioso, Flash Gordon e i romanzi di Salgari. Quando, poi, è nata la versione tv ho subito pensato che lo Yanez di Leroy gli assomigliava anche fisicamente. Lui ne era conquistato. Gli ultimi anni della sua vita li ha vissuti a Cesenatico trasformandosi lui, uomo di lago, in lupo di mare. Mi piace immaginarlo ancora sulla barca, come Yanez sul “praho”. Nella canzone immagino lui, ma anche altri personaggi di quei racconti, attualizzati e trasferiti in riviera. Mi sembrava un bell’omaggio a papà, con un sorriso.

l’intero articolo

ARTE · PERSONE e DESTINI · Storia e Economia · STORIA LOCALE E SOCIETA'

TARABARALLA su Libico Maraja


Su Libico Maraja dai siti:
Libico Maraja (1912-1983) pittore, disegnatore e illustratore, al tavolo luminoso durante la lavorazione del lungometraggio d’animazione La Rosa di Bagdad, a Bornato (BS) nel 1943. Illustratore, cartellonista, scenografo di nazionalità svizzera, la sua produzione esordisce dalla cartellonistica; nel 1941 fu ingaggiato nel cast de La Rosa di Bagdad e si trasferisce in Italia. Il film esce nel 1949, dopo la fine del secondo conflitto mondiale.
Trapiantato per sempre in Italia, diviene illustratore di favole e negli anni Sessanta raggiunge la celebrità con il suo stile inconfondibile; estremamente prolifico nella produzione, le sue illustrazioni oggi sono parte dell’immaginario collettivo di migliaia e migliaia “ex-bambini”… Fototeca distribuisce in esclusiva tutte le opere e immagini biografiche custodite nella Associazione Libico Maraja, tavole originali, fotografie, bozzetti, dipinti, prodotti editoriali, manifesti.
Nel 1938 illustra il suo primo libro per l’infanzia: “La storia di Cicc“, di Alma Chiesa, mentre l’anno dopo si sposa con Chiara Colombo, figlia di un noto musicista, che nel 1940 dà alla luce il primo figlio, Marzio.
Nello stesso anno si trasferisce a Milano. Collabora con la ditta IMA Pubblicità, per la quale illustra copertine di dischi e spartiti musicali per le Messaggerie Musicali nonché due fiabe per la casa editrice Alpe.
L’esperienza come grafico nello studio ALA, le sperimentazioni di scenografia e di costumi teatrali realizzate per la Casa d’Italia, sono per Libico Maraja un prezioso bagaglio di esperienze che gli tornerà utile quando, nel 1941, la IMA Pubblicità diventerà IMA Film per realizzare il primo lungometraggio a disegni animati a colori italiano: “La Rosa di Bagdad”, di Anton Gino Domeneghini. Maraja è nominato capo scenografo e cartoonista. Il contratto con la IMA sarà uno dei momenti più preziosi per il perfezionamento della professione e per quella che sarà la scelta di vita futura. La sua arte si arricchisce e si connota sempre più per una fantasiosa ingegnosità e per il progressivo evolversi e specializzarsi della tecnica.
Nel 1947, dopo un periodo di separazione conseguente alla fine della guerra, la famiglia Maraja, cui s’è aggiunto nel 1946 il piccolo Francesco, si trasferisce a Moltrasio sul Lario. Inizia ad illustrare le copertine dei quaderni Pigna.
Nel 1950 illustra “Il mio mondo”, primo sussidiario a colori pubblicato in Italia per conto della Società Editrice Cinematografica.
Due anni dopo, nel 1952, inizia la collaborazione con la casa editrice Fabbri. Tale rapporto durerà fino alla morte di Maraja e darà vita ad una produzione ricchissima, nella quale spiccherà, nel 1955, “Le avventure di Pinocchio”.
Sviluppa anche fumetti per la Mondadori nella serie delle avventure di “Faust e Mefistofele” ed i primi classici illustrati per l’Editore Conte, poi per Carroccio e per Aristea, quindi per Baldini & Castoldi, tutti del capoluogo lombardo.
Nel 1954 ritorna a Como, luogo in cui intensifica tra le varie attività anche quella di pittore da cavalletto approfondendo le sue ricerche nel campo dell’astrattismo comasco insieme a Rho, Radice, Badiali, Galli e Salardi. Si fa apprezzare per le caricature di satira politica su “Ol Tivan”, settimanale di Como e provincia (fondato e diretto da Ferrario Enrico Luigi, detto Fel).
Piccola contaminazione di Jorge Luis Borges
da Conversazioni Americane pagg. 91;.120
Borges: Credo di essere più interessato alle immagini
che alle idee. Non sono capace di pensare in modo astratto…
Anche quello che hanno fatto greci ed ebrei tendo a considerarlo non in termini
di logica ma di favole o di metafore.
Sono questi i miei ferri del mestiere. Naturalmente, ogni tanto devo ragionare.
Lo faccio in modo molto goffo. Preferisco sognare.
Preferisco le immagini.
O come ha detto Kipling, a uno scrittore dev’essere permesso
scrivere una favola ma, in quanto alla morale della favola,
questa gli può essere ignota, oppure ce ne possono essere diverse.
Per questo cerco di continuare a sognare,
cerco di usare metafore o favole invece di decise affermazioni.
Credo che sia sempre l’altro ad avere ragione.
Borges: Io non sono un lettore di romanzi, quindi non posso
nemmeno essere uno scrittore di romanzi, perché tutti i romanzi,
anche i più belli, implicano sempre dei riempitivi, mentre
un racconto deve sempre essere essenziale. Per esempio gli ultimi racconti
di Rudyard Kipling…

scritto da: TARABARALLA: Kim di Rudyard Kipling – Baldini e Castoldi illustrazioni di Maraja.

ARTE · Gianfranco Gentile detto Tato, e Luigi Piotti · PERSONE e DESTINI

Luigi Piotti dal 1992 si dedica definitivamente alla pittura del suo lago

Luigi Piotti è nato a Como nel febbraio del 1949 sul lago omonimo dove vive e lavora.

Ha frequentato l’Istituto Europeo di Design a Milano dove si è diplomato in Art Direction.

E’ passato dai più svariati mestieri artistici alle più distinte professioni quali il design tessile e la grafica pubblicitaria non disdegnando l’insegnamento in un Istituto d’arte della sua città.

Nel 1992 epoca in cui tiene la prima personale, si dedica definitivamente alla pittura del suo lago quella che più si conosce. La più ricca di emozioni e sapore umano e anche la più redditizia ai fini della sua pittura che descrive un penetrante, delicato, suggestivo e a volte cupe e stregante paesaggio lacustre con le sue dolci malinconie, i suoi venti, le rive silenziose, i misteri che si celano da sempre negli anfratti, nelle darsene, nei parchi umidi di pioggia delle ville restituendo sulle sue tele con pacata abilità, raffinato e sicuro mestiere l’intatta atmosfera solo in apparenza assopita del lago.

L’artista si disegna con un tratto nitido, inciso di sapore metà ‘900, dimostrando quell’amore per l’antico e per l’alto artigianato dell’arte che ne caratterizza tutta l’opera. Muovendoci nel suo mondo scopriamo un paesaggista di talento, nutrito di una tradizione metà novecento amata, rivissuta e reinterpretata alla sua maniera.

Definito dalla stampa lombarda ” l’ultimo ritrattista del lago” è rimasto solo lui a creare e descrivere il paesaggio lacustre e le sue atmosfere. Le sue opere sono presenti in varie collezioni private in Italia e Paesi esteri quali gli Stati Uniti, Austria, Australia, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Svizzera e Emirati Arabi.

Luigi Piotti (Luigi Piotti) on Myspace.

Novecento · PERSONE e DESTINI

INAUGURAZIONE CENTRO STUDI RAUL MERZARIO, Notizie NodoLibri

INAUGURAZIONE CENTRO STUDI RAUL MERZARIO
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Venerdì 3 dicembre2010 alle 17.30 presso Villa Bernasconi (Via Regina 7) il Comune di Cernobbiovi invita all’inaugurazione dell’AssociazioneCentro Studi e Ricerche Raul Merzario.

Programma

– Saluto del presidente e del sindaco di Cernobbio
– Presentazione dell’Associa
zione
Matteo Dominioni (storico)
– Intellettuali scomodi: Raul Merzario e Luciano Bianciardi
Giorgio Gandola (direttore La Provincia)

a seguire rinfresco curato dal Bar Gei

Non camminerai mai solo(NodoLibri 2009)

Il volume contiene una ricca raccolta degli interventi cheRaul Merzario, storico e ricercatore scomparso nel 2006, dedicò negli anni a Como: articoli scritti per quotidiani e settimanali, interviste concesse a numerosi giornalisti sui temi delle sue ricerche, polemiche edivertissements.

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da: Notizie NodoLibri – pamalteo@gmail.com – Gmail.

Dialetto · GENIUS LOCI · Luoni Basilio (1941-2024) · PERSONE e DESTINI · Teatri

Luoni al Nuovo di Rebbio con il suo Omero-Baloss – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

Il mito omerico interpretato da lezzenesi, in dialetto laghée, domani sera ne El Baloss, grazie a Geniodonna, alle 21 al Nuovo Rebbio (Como, via Lissi, 9; infotel.: 031/2759236). L’opera è scritta e diretta da Basilio Luoni, professore, drammaturgo e traduttore.
Basilio Luoni, le sue opere teatrali sono tutte in dialetto “lezzenese”. Perché?
Per comodità recitativa, poiché gli attori sono tutti di Lezzeno. Inoltre, specialmente in passato, l’italiano non era molto frequente e il dialetto aveva una maggiore scioltezza. E poi il mio amore per l’Odissea nacque quando ero bambino, la imparai più o meno a memoria, e dall’avere avuto sottomano un mio ex allievo che si sentiva molto Odisseo, poiché lo aveva già interpretato a scuola da ragazzo: facendolo recitare, ho voluto fargli un regalo.

…. segue

l’intero articolo/intervista qui: Luoni al Nuovo di Rebbio con il suo Omero-Baloss – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como.

Dialetto · Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024) · Mi ricordo · PERSONE e DESTINI · Teatri

su Basilio Luoni, Compagnia Teatrale Lezzenese fondata nel 1963

…..

la  voce incominciava a diffondersi, non soltanto tra gli amici, del professore forastico e ispirato – i suoi silenzi sconcertavano, intimidivano – che riusciva a convincere gli allievi, giovani e meno giovani, a lavorare con lui, dalla confezione dei costumi alla costruzione degli scenari, in modo che due, tre volte l’anno, il sipario del teatrino si aprisse su uno spettacolo d’eccezione. Si trattava infatti del’Avare, del George Dandin, o delle Fourberies de Scapin, passati dal francese classico al vivacissimo dialetto, che i membri della singolare compagnia e l’intero paese intorno a loro continuavano a parlare, ricco di antiche coloriture e insieme di continue innovazioni, quasi a sfida di un Paese che in quegli stessi anni incominciava a cambiare ottusamente l’oro dell’italiano contro la cartamoneta di uno pseudo linguaggio televisivo. Una volta posati gli attrezzi con i quali avevano lavorato come artigiani all’allestimento dello spettacolo, con lo stesso impegno, e un estro in più, che soltanto i veri attori riescono a salvaguardare dall’usura della routine, della disciplina di scena, gli allievi di Basilio smettevano di essere Ceci, Maria, Tiziana, Oreste, Paolo, Ivan o Roberto, per diventare “el Pioeucc” la “conta de Pissasegiana” il povero “Giorgii Rampega” o qualsiasi altro personaggio che, a turno, con esemplare professionalità, accettavano di interpretare, maggiore o minore che fosse

….

vai all’intero ricordo biografico qui:

PERSONE e DESTINI

CONCERTO IN RICORDO DI DON LUCIANO SALVADÈ, Notizie NodoLibri

CONCERTO IN RICORDO DI DON LUCIANO SALVADÈ

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Domenica 3 ottobre alle 17.30

la Stecca ’53 organizza un concerto

presso la chiesa di San Giacomo a Como.

L’ingresso a offerta libera contribuirà a finanziar

e la borsa di studio “Don Luciano Salvadè”

a favore di un giovane seminarista

che segue il corso di studi nello stesso seminario

della Diocesi di Como

dove Don Luciano è stato amatissimo insegnante.

I coetanei del ’53 e tanti suoi amici hanno voluto

con questa iniziativa che il testimone

lasciato da Don Luciano passasse alle nuove generazioni

e ne fosse il riferimento.

In programma il Coro Polifonico femminile Lareit

diretto da Alessandro Ruggeri

e il Quartetto “Classici in Jazz”

con musiche di Bach, Liszt, Schubert e Gounod.

Info: 348.2633781 / 335.5209942


Dialetto · Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024) · PERSONE e DESTINI · Teatri

Il Parlamento e Bilora di Ruzante, con Basilio Luoni diventano El Parlament e El Berola.

Lezzeno (lago di Como), 25 settembre 2010

Gustosa serata a Casa Martinelli o Villa Laura, nella frazione di Pescaù a Lezzeno, dove in una ambientazione davvero molto bella (di spalle il lago e di fronte un palcoscenico ricavato sotto un colonnato di pietra) sono state rappresentate due farse di Angelo Beolco, detto il Ruzante, ritrascritte in dialetto locale: Il Parlamento e Bilora (1528/1529).

(fotografia ripresa da: El Parlament del Ruzante, in Compagnia teatrale lezzenese)

L’opera e la trasposizione la si deve a Basilio Luoni, che ha rielaborato i due testi teatrali e diretto alcuni bravissimi attori i quali , a loro volta, hanno divertito con  il loro sapiente e ricco linguaggio e la gestualità  i cento spettatori presenti.

Le operette dialettali del Ruzante sono veementi ritratti di tipi e situazioni contadine che nella storia letteraria dell’epoca si rivelano come storie realistiche di un mondo forte e povero di fronte alle difficoltà e traversie della vita.

Nel Parlamento, Ruzante, reduce di guerra profondamente segnato dai patimenti subiti, cerca la moglie Gnua, sperando anche nell’aiuto del compare Menato, che gli rivela come Gnua sia diventata la compagna di un bravo. La donna lo tratta con sprezzante freddezza . Il marito, allora, tenta di sottrarla con la forza al bravo, che però lo riempie di legnate.

Gli attori di El Parlament: Omar Luppi, Simone Ceresa, Plinia Lezzeni, Alessandro Pertusini

Nell’altra farsa, il contadino Bilora, anche lui reduce di guerra, aiutato dallo zio Pitaro cerca la sua moglie Dina, fuggita presso il vecchio usuraio Andronico. Dina è incerta se seguirlo o restare  e – impietosita – dà a Bilora i soldi per ristorarsi. L’uomo torna ubriaco e chiede ad Andronico, tramite Pitaro la restituzione di Dina. La donna rifiuta e preferisce la sicurezza della ricchezza. Il contadino, dopo aver atteso che Andronico esca di casa di notte lo accoltella a morte.

Queste sono le trame succinte. Tuttavia rese nel ricco e fluente dialetto del lago (versione Lezzeno) diventano divertentissime, come si può ascoltare dai successivi brevi frammenti audio registrati la stessa sera.

Attori de El Berola: Marco Molinari, Nicola Boleso, Alessandro Marasco, Oreste Pertusini, Alessandro Pertusini

Entra in scena Andronico:

(fotografia tratta da Compagnia teatrale lezzenese)

Pitaro tenta di convincere Andronico a lasciar tornare Dina:

Bilora impreca e uccide Andronico:


Vai al sito della Compagnia teatrale lezzenese