(Renno é una renna peluche nata nel dicembre 2017. Indossa la maglietta della Roma. Sin dal suo apparire ha manifestato il desiderio di favole prima di addormentarsi).
IL LAGO
C’era una volta un lago molto profondo, circondato da montagne di altezza diversa che fungevano da barriera all’ingresso degli intrusi.
Su quel lago circolavano molte teorie che vantavano il privilegio di conoscerne i segreti. C’era chi parlava della presenza di luci improvvise che danzavano sull’acqua nelle notti più buie. Alcuni erano certi di aver visto fate e folletti che si rincorrevano scivolando sulla superficie senza mai riuscire a toccarsi. La voce più diffusa ed accreditata sosteneva che nel profondo delle acque s’intravedeva Atlantide scomparsa, abitata da gente vestita di bianco che celebrava riti dedicati al Sole e alla Luna.
Nel corso degli anni si era intensificata l’attività di ricerca per scoprire il segreto del lago. C’era un motivo. Una profezia di…
Abbandonare un gatto di Murakami Haruki (Einaudi). «Nei suoi romanzi e racconti Murakami ha creato un’infinità di mondi, e ne ha svelato ogni segreto ai lettori. Ma c’è una dimensione in cui la sua penna non si è quasi mai avventurata: la sua vita. Con Abbandonare un gatto, Murakami scrive per la prima volta della sua famiglia, e in particolare di suo padre. Ne nasce un ritratto toccante, il racconto sincero del “figlio qualunque di un uomo qualunque”. E forse proprio per questo speciale. A tradurre in immagini questo delicato racconto autobiografico, le invenzioni di uno dei più importanti illustratori contemporanei, Emiliano Ponzi, che con i suoi colori aggiunge poesia alla poesia in un’edizione unica al mondo. Il primo memoir del grande autore giapponese: un racconto inedito per un Murakami inedito» (dalla presentazione).
Cento foto, cento eventi, cento storie. Una galleria di personaggi noti e semplici cittadini, migliaia di protagonisti. Attivi nell’immagine, passivi nell’esercito di chi quelle foto le ha viste, ammirate, gustate quando furono realizzate. “Vent’anni di cronaca a Como. 100 foto di Carlo Pozzoni” è il film della migliore storia di Como e dei comaschi, anche quando le immagini documentano un dramma, un problema, un dolore. Perché la vita di una comunità segue la complessità e le difficoltà di coloro che la animano. Non potrebbe non essere così. Soprattutto laddove c’è chi è chiamato a raccontarla, questa esistenza collettiva. Come Carlo Pozzoni che, in questo libro, riavvolge la pellicola di tanti fatti finiti per lo più sulle pagine de “La Provincia”, in una sequenza che vuole essere anche la scrittura di un mondo, il piccolo mondo antico del lago sconvolto dalle mutazioni travolgenti dei tempi moderni. Proprio per non essere fagocitati dal prorompente incedere della quotidianità, Pozzoni restituisce ai comaschi gli spezzoni necessari per una memoria locale. Lo fa usando il “colore” della cronaca, il bianco e nero, potente nella sua essenzialità, nella sua nuda affermazione al di là dei filtri della quotidianità, perfino crudele laddove sbalza personaggi e avvenimenti dal contesto per consegnarli, nella loro dimensione visiva, alla narrazione del futuro. “La nostra è un’epoca nostalgica e i fotografi sono promotori attivi della nostalgia. La fotografia è un’arte elegiaca, un’arte crepuscolare. Quasi tutti i suoi soggetti, per il solo fatto di essere fotografati, sono tinti di pathos” scriveva nel 1977 Susan Sontag. Carlo Pozzoni fa sua questa lezione e la regala ai comaschi. E non solo.