Mi dispiace molto per Chat Noir.
I nostri micioni gli sono vicino vicino. Specialmente Gigio.
Un abbraccio forte a te e Luciana ed un bacio a Chat Noir

“Forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago”, Wallace Stevens
Mi dispiace molto per Chat Noir.
I nostri micioni gli sono vicino vicino. Specialmente Gigio.
Un abbraccio forte a te e Luciana ed un bacio a Chat Noir


MERCOLEDI 1 MARZO 2017
LIBROSTERIA VIA C. CESARIANO 7 MILANO
ORE 19.30Presentazione del Libro “Nina Simone – Il piano, la voce e l’orgoglio nero” di Gianni Del Savio.
L’arte di Eunice “Nina Simone” Waymon, sfugge a ogni classificazione di genere.
In pochi anni, a partire dalla seconda metà dei ’50, quella timida, talentuosa ragazzina, pianista e poi anche cantante, nata nel ’33 a Tryon, North Carolina, diviene una delle figure più importanti e carismatiche della storia della black music, ma non solo. Dato il suo impegno per i diritti civili e razziali, per alcuni anni è anche la “voce del Movimento”, poco propensa a porgere l’altra guancia (“non sono non violenta” dirà a Martin Luther King), più vicina alle idee di Malcolm X e Stokeley Carmichael.
Grande talento e passione per la musica classica, messi al servizio di un’arte che tocca temi quali amore, solitudine, spiritualità, dignità, diritti, fino alla reincarnazione. Compone molto anche in proprio, e rielabora con grande inventiva alcune scritture di autori di diverso rango e stile, piegate alle sue esigenze espressive.
Passa dall’esaltazione e sicurezza di sé, allo sconforto, al senso di solitudine, costretta a difendersi dagli attacchi di paranoia e del frenetico e famelico mondo dello showbiz. Lascia una lunga scia di gioielli e qualche capolavoro, all’insegna dell’inimitabilità: eredità di una grande artista, scomparsa nel 2003.Gianni Del Savio
Scopre la musica nera negli anni ’50.
Prima recensione nel ’58, sul ciclostilato di classe. Catturato poi da soul e r&b, e loro radici gospel, blues, doo wop, e dai fermenti rock. Nel ’67 scrive il suo primo articolo professionale (Musica & Dischi) in omaggio a Otis Redding. Continua a diffondere quella passione: fanzine, schede enciclopediche per vari editori, collaborazioni giornalistiche (redattore del Buscadero), anche di festival (Porretta, Sestri Levante, Pesaro), titolare di trasmissioni radio (Radio Popolare, Milano), presentazioni e letture in materia.
Non pensa di fermarsi.
L’artista Bruno Luzzani al Museo
Inaugurazione della mostra Come Seta
1 marzo 2017 ore 18.00

RiVolta è il blog degli studenti del Liceo Alessandro Volta di Como
Breve chiacchierata con due docenti di storia e filosofia del nostro liceo: Dario Zucchello e Paolo Ceccoli.
Com’era da ragazzo e qual è stato il suo percorso formativo?
P.C.: Al liceo mi piaceva studiare, e avendo fatto lo scientifico ho scoperto che mi piacevano di più le materie umanistiche (forse se avessi fatto il classico mi sarebbero piaciute di più quelle scientifiche). Ho voluto un mestiere che mi avrebbe consentito di studiare tutta la vita e quindi mi sono dato all’insegnamento dopo aver scelto la facoltà di filosofia al posto di storia. Dopo la laurea sono entrato subito nella scuola e ho iniziato ad insegnare lettere e dopo il concorso anche filosofia.
D.Z.: Al liceo ho sempre fatto sport, ero regolare nello studio e con buoni risultati, avevo molti interessi, oltre allo sport le uscite a teatro e il cinema. All’università mi sarebbe piaciuto fare ingegneria meccanica e i miei…
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un’esigenza di spazi adeguati è continuamente manifestata, e non sempre soddisfatta, da parte di associazioni, gruppi e anche di alcuni dei principali festival culturali cittadini, costretti nel tempo ad errare da una sede all’altra (ParoLario passata da piazza Cavour a Villa Olmo, quindi a Villa Gallia e di nuovo all’Olmo; Europa in versi che alla settima edizione lascia il Grumello per la Gallia; il Lake Como Film Festival in procinto di lasciare l’arena del Sociale, troppo onerosa, per girare nelle piazze, cedendo il passo proprio alle automobili che stanno tornando ad abitare per la stragrande maggioranza dell’anno il “lato b” della massima sala cittadina, anche dopo il “lifting” milionario).
Se non ci riusciremo noi, a riscattare il Politeama e la sua storia, un’altra vocazione che Como sta riscoprendo, quella ad essere “porta d’Europa”, città capace di attrarre turisti e investitori, potrebbe venirci in soccorso: cerchiamo, allora, di giocarci bene l’accoglienza e di non far scappare il gruppo russo che si è fatto avanti nei giorni scorsi,
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Sorgente: Riaprire il Politeama Ecco come si è già fatto – Editoriali Como
























