NESSO · Storia e Economia

Nesso. L’economia della terra, Sabato 29 ottobre – Careno Alle 18.30 presso lo Sporting Club Auser di Careno

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Nesso. L’economia della terra
Sabato 29 ottobre – Careno

Alle 18.30 presso lo Sporting Club Auser di Careno (via Del Pero 38) verrà presentato il libro Nesso. L’economia della terra di Fabio Cani, edito da NodoLibri per il Comune di Nesso.

Il volumetto è una trattazione di 80 pagine sulla storia delle diverse forme di economia nel Comune di Nesso e nella frazione di Careno. Questo testo è frutto delle interviste agli abitanti del luogo, grazie alle quali è possibile apprendere particolari e curiosità. Dopo l’introduzione, che svolge la funzione di sintesi e commento, nei seguenti tre capitoli vengono spiegate le attività svolte dalle persone della zona: l’allevamento e il sistema della monticazione, il lavoro in cava dei “picasass” o scalpellini e la fabbrica di “pedù”, cioè le scarpe in stracci e gomma realizzate artigianalmente.

Da molti anni Fabio Cani segue il recupero e la promozione delle vicende storiche di Nesso; NodoLibri ha pubblicato nella stessa collana: Nesso. I nomi dei luoghi, Nesso. Il lavoro dell’acqua,Nesso. I consumi e il ritrovo, Nesso. Una scuola per i figli del popolo.

Ponte della Civera

Il Ponte della Civera – da Le più belle foto dell’Italia

 

da : Il Ponte della Civera – Le più belle foto dell’Italia.

GENIUS LOCI · Venezia

Venezia | Segni di Paolo del 1948

LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024)

Ferrero e Némirovsky Un incontro lezzenese – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

A volte il bisogno di ricordare la lezione di un grande scrittore, non nasce solo dalla ricorrenza di un anniversario, ma da un’occasione, da un ricordo, dal sentirne viva la mancanza. In questi giorni ho pensato con grande nostalgia a Sergio Ferrero, il grande scrittore, morto proprio a Lezzeno, tre anni fa, legato alla nostra città nella quale aveva vissuto per alcuni anni dopo la guerra e per quel senso della “famiglia” che aveva trovato a Lezzeno, nella forte amicizia che lo legava a Basilio Luoni.
Una delle ultime volte che l’avevo visto era stato proprio a Lezzeno, un inizio d’estate, per la festa molto cordiale in riva al lago per l’inaugurazione di una mostra. Era un Sergio Ferrero, già un po’ stanco, ma sempre curiosissimo e acutissimo nel giudizio sui libri e sugli scrittori.

Lettore raffinatissimo, anche se non aveva scelto di fare il critico di professione, lo era “per natura” e preferiva stare nell’ombra, lontano dai riflettori. 

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vai all’intero articolo: Ferrero e Némirovsky Un incontro lezzenese – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como.

Carate Urio · Faggeto · Villa Pliniana

vista fotografica di Carla e Anna sulla Villa Pliniana e Faggeto, da Carate Urio

  • la fotografia è di Carla
a: da classificare

Il taglio dell’ OLEANDRO sotto il muro

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Bosco

Andar per nocciole di William Wordsworth

Andar per nocciole

di William Wordsworth

Sembra un giorno

(parlo di uno solo, scelto fra tanti),

uno di quei giorni celesti e imperituri –

che uscii di casa correndo

con una bisaccia a tracolla,

e la pertica da nocciole, e m’incamminai

verso i boschi lontani, bizzarramente agghindato,

fiero del mio travestimento cencioso,

indossato per l’occasione, su consiglio

ed esortazione della mia padrona parsimoniosa;

tenuta variopinta per poter sorridere

di rovi, spini e sterpi, e in verità

più rattoppata del necessario. Tra i boschi

e gli spuntoni fuori sentiero mi apersi un varco

e finalmente arrivai al punto prediletto

e inesplorato, dove non c’era ramo spezzato

a penzolare con le foglie appassite,

segnale di devastazione; anzi, stavano i noccioli

alti e schietti, carichi di lattei frutti a grappolo:

una scena vergine! Stetti un poco

trattenendo il respiro e l’emozione

d’una gioia beata, e con moderazione saggia

e voluttuosa,senza temer rivali, adocchiai

il banchetto, e, sedendo sotto le piante,

tra i fiori coi fiori giocavo:

sentimento familiare a chi dopo lunga

noiosa attesa ha avuto la grazia

di una felicità improvvisa e insperata.

Era forse un riparo di fogliame

dove rispuntano le viole da cinque stagioni

e appassiscono celate ad occhio umano –

dove amene cascatelle gorgogliano ancora

e sempre; e vidi la schiuma ribollire,

e con la guancia su quelle pietre verdi

del velo di muschio sotto le piante ombrose,

sparse intorno a me come un gregge,

sentii il murmure suono –

in quel dolce stato in cui il piacere

ama render omaggio alla quiete: placido nella gioia,

il cuore di un nonnulla si diletta,

e spreca la sua generosità per cose inanimate

e l’aria vana. Poi mi alzai,

trassi a terra ramo e fronda sbattendoli

fino a farne scempio – e il luogo ombroso

di noccioli, e il verde muschioso riparo,

sfigurati e insozzati – rassegnati,

esalarono lo spirito quieto. E se non confondo

il mio sentimento presente col passato,

anche allora, allontanandomi da quell’ombra,

esultante e ricco, più ricco di un re,

ebbi una fitta al cuore nel mirare

gli alberi muti e il cielo intruso.

E allora, fanciulla cara, queste ombre accosta

con cuore tenero, e con tenera mano

sfiora, perché c’è uno Spirito nei boschi.


Alberi · Bosco · foglie · Terra

… al di là del parco, al di sopra dei campi fumiganti, scivolò dentro il paesaggio un arcobaleno …. , Vladimir Nabokov, lettura di Domenico Pelini

Al di là del parco, al di sopra dei campi fumigan­ti, scivolò dentro il paesaggio un arcobaleno; i cam­pi finivano sul limitare oscuro e dentellato di un lontano bosco di abeti dove si inarcava una parte dell’arcobaleno, e in quel tratto il bordo della fore­sta scintillava magicamente attraverso il velo iride­scente verde pallido e rosa che lo schermava: una dolcezza e uno splendore tali da ridurre al rango di parenti poveri i colorati riflessi romboidali che il ri­torno del sole aveva proiettato sul pavimento del pa­diglione.

Un attimo dopo cominciava la mia prima poesia. Che cosa la scatenò? Credo di saperlo. In assenza di vento, il semplice peso di una goccia di pioggia che brillava, godendosi il suo parassitico lusso, su una foglia cordata, ne aveva inclinata la punta, e quello che pareva un globulo di mercurio aveva eseguito un improvviso glissando lungo la nervatura centra­le, quindi, ormai spoglia del suo lucente fardello, la foglia, sollevata, si era di nuovo distesa. Foglia, incli­nata, spoglia, sollevata – l’istante che ci volle perché questo accadesse non mi parve tanto una frazione di tempo quanto una fessura nel medesimo, una pulsazione omessa, subito compensata da un pic­chiettio di rime: dico volutamente «picchiettio» perché, quando arrivò una raffica di vento, gli albe­ri si diedero allegramente a gocciolare tutti insieme, in un’imitazione del recente rovescio di pioggia, rozza quanto lo era la strofa che già mormoravo se paragonata al mio brivido di meraviglia nell’istante in cui cuore e foglia erano stati una cosa sola.

da Vladimir Nabokov, Parla, Ricordo. Adelphi

Svizzera

Città svizzere

meteo e terra

Meteo Nesso, Previsioni del Tempo Nesso Oggi, | Class Meteo

Criminalità e microcriminalità · Politica regionale e locale

La camorra sul lago di Como: Beni sequestrati per 40 milioni a un imprenditore – Il Giorno – Como

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Ammontano a una quarantina di milioni di euro, tra cui una piccola abitazione affacciata sul lago di Como – un edificio di misura ridotta sulla sponda di fronte a quella dell’attore George Clooney – ma anche le quote societarie e il patrimonio aziendale della società «Construenda» di Capiago Intimiano, i beni sequestrati dalla polizia all’imprenditore Giuseppe Felaco, ritenuto un esponente di primo piano del clan camorristico Polverino, della zona di Marano, comune a nord di Napoli.

Il provvedimento è stato eseguito dalla polizia di Giugliano, in Campania: si tratta di una misura di prevenzione emessa dal Tribunale di Napoli, presieduto da Carlo Alemi, che ha portato al sequestro anche di altre abitazioni e terreni in Campania e di due conti correnti. Giuseppe Felaco, soprannominato Peppe Nazzaro, attivo nel settore dell’edilizia, risulta legato al boss Angelo Nuvoletta, attualmente detenuto in quanto mandante dell’omicidio del giornalista Giancarlo Siani.

Di recente è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione per associazione camorristica in quanto «organicamente inserito nel clan Nuvoletta». Al momento non sono chiari i motivi della sua presenza nel territorio comasco, e i legami con le proprietà societarie e immobiliari individuate dalla polizia. La casa posta sotto sigilli a Faggetto risulta essere di piccole dimensioni, ma in posizione appartata e affacciata direttamente sul lago.

Felaco ha precedenti per associazione mafiosa, violazione della legge sugli stupefacenti, ricettazione, furto, falso ed emissione di assegni a vuoto. Per conto del clan, avrebbe investito – in particolare nell’attività edilizia – i proventi dei traffici di droga, armi e delle estorsioni, seguendo uno schema ormai diffuso e consolidato all’interno delle associazioni di stampo mafioso. Felaco, negli anni, si è rivelato una presenza intermittente sul territorio italiano: dopo essere stato a lungo latitante, fu catturato a Santa Cruz di Tenerife nel 2004, e successivamente estradato in Italia.

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da Villa sul lago di Como Beni sequestrati per 40 milioni a un imprenditore – Il Giorno – Como.

marrone · Nespolo germanico

Il COLORE MARRONE, racconto di Luciana

 

L’esuberanza e la passionalità del rosso-oro lentamente perdono intensità per abbandonarsi alla tonalità più morbida e rassicurante del colore marrone.

E’ questo il colore che mi induce all’introspezione, alla regressione.

Forse perché la terra nuda è di questa tinta, quella stessa terra che elargisce e raccoglie, dispensatrice di vita e depositaria di ciò che vita non è più. 


 

C’è ancora spazio per gettare i semi di spinacio ed interrare i bulbi di tulipano, mentre il resto dell’orto deve essere spogliato dagli avanzi delle piantagioni estive, affinchè il terreno possa ricevere il nutrimento appropriato per ributtare generosamente nel prossimo ciclo riproduttivo.

 

 

Il marrone aranciato tinge anche gli ultimi frutti della stagione, già preludio dell’intimo piacere di rompere il guscio di noci e nocciole al crepitio di un ciocco di legno che brucia e dello smuovere la paglia per verificare, al tatto, l’avvenuta maturazione di nespole e kiwi.

 

 

E’ tempo di tagliar legna per rinnovare il magico momento dispiare il  fuoco ardente dal portellone del forno, grembo accogliente per indorare la pasta della pizza o avvizzire la buccia delle mele renette.

 

 

I raggi obliqui del sole giocano con le ombre e le volute del fumo che sbuffano dal camino. C’è silenzio nell’aria. Tra breve le sedie della terrazza dovranno essere riposte in casa per il letargo invernale.

 

Le fotografie sono di Luciana