Bosco · Poesie

Come il lamento di un bosco, Cesare Pavese

Il pensiero di Emanuele Severino nell'ambito dell'intero pensiero contemporaneo

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Come il lamento di un bosco,
come il trillo non udito di un usignolo,
si spande l’armonia
ed empie l’aria
e per l’aria ti va nelle orecchie
e nelle cervella e nel cuore.
Vibra vibra l’aria
commossa dal trillo dell’usignolo!
Poi possente completa
la melodia ti domina
e tu la domini
e tutti
gli atomi vibrano di una gioia divina.

Poi quando saturo
di musica lo spirito riposa
come la terra che raccoglie un seme
germoglia e sboccia in mille
immense costruzioni d’armonia.

Frattanto il trillo non era finito.

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Bosco · Uccelli

“In mezzo a un bosco , chiudere gli occhi e ascoltare gli uccelli: impossibile pensare che il loro canto sia un cicaleccio , e che non siano consapevoli della loro felicità”, E.M. Cioran, Quaderni 1957-1972, Adelphi, 2001, p. 172

TRACCE e SENTIERI

In mezzo a un bosco , chiudere gli occhi e ascoltare gli uccelli: impossibile pensare che il loro canto sia un cicaleccio , e che non siano consapevoli della loro felicità

cio915

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Bosco · GENIUS LOCI

Andrea Pozzi: Cosa si cela in ogni scenario che ammiriamo durante il nostro cammino? Entrare in sintonia con un paesaggio ci permette di conoscerne lentamente ogni aspetto, vagabondando fra i suoi misteri, circondati da un mutevole mondo di forme, NodoLibri editore, Como, 2016

FORESTA
L’idea di foresta ha sempre suscitato in me una forte attrazione, con un potere quasi magnetico.
Smarrirsi volontariamente tra i suoi meandri rappresenta un atto di avvicinamento verso la libertà assoluta.
Nonostante essa, con la sua entropia, tenda a confondere il viandante, è in grado di infondere infinita armonia, stimolando la completa interazione con il mondo naturale.
Gli alberi sono il simbolo della linfa vitale dell’universo e della grandiosa capacità rigenerativa della Natura. Sono dei libri scritti con un difficile linguaggio, ma aperti all’interpretazione di ognuno di noi. Raccontano anni, decenni, secoli e millenni. Nelle loro ramificazioni è scritta la storia più affascinante, che nonostante le statiche apparenze può raccontare un qualcosa che nemmeno possiamo immaginare.
A volte basta ascoltare, solo passeggiando senza fretta e senza meta si possono assaporare i grandi misteri che in essa sono custoditi.
Per via dell’intrico della vegetazione e dell’oscurità che la pervade, la foresta è spesso stata considerata dimora di creature ibride o mostruose ed identificata con l’ignoto, con la Natura selvaggia e caotica.
La luce che nelle narrazioni arcaiche penetra attraverso le fronde degli alberi rappresenta invece la []

30
titolo 30
autore Andrea Pozzi
editore NodoLibri
formato Libro
pagine 216
pubblicazione 2015
ISBN/EAN 9788871852799
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Cosa si cela in ogni scenario che ammiriamo durante il nostro cammino? Entrare in sintonia con un paesaggio ci permette di conoscerne lentamente ogni aspetto, vagabondando fra i suoi misteri, circondati da un mutevole mondo di forme.

Là dentro, però, c’è di più. Se ci fermeremo ad ascoltare più attentamente, potremo avvertire un profondo richiamo ancestrale. Tastando il suolo, la sua geomorfologia, potremo scoprire storie che le nostre convinzioni farebbero apparire irreali. Quando saremo in procinto di sognare, ci strofineremo invece gli occhi riuscendo a scorgere la Via: quell’impalpabile e sinuoso sentiero che si perde verso l’infinito, pronto a guidarci alla scoperta del nostro spirito.

Nel mondo naturale è rinchiuso il senso stesso della vita, e ogni giorno abbiamo la grande occasione di avvicinarci sempre di più alla verità.

Con zaino in spalla, un foglio di carta e una penna, Andrea Pozzi racconta i suoi primi trent’anni come figlio di Madre Terra, provando a comprenderne i suoi messaggi più nascosti…


L’audiolibro del volume è disponibile gratuitamente su richiesta: info@forgottenlands.it.

QUARTA DI COPERTINA

“Andare per terre selvagge significa marciare alla scoperta del terreno più ostico da comprendere: la conoscenza di noi stessi…”

Andrea

INDICE TESTUALE

Prefazione

1. Solitudine
2. Primordi
3. Foresta
4. Colossi
5. Oceani
6. Canyon
7. Notte
8. Ghiaccio
9. Paura
10. Linfa
11. Revontulet
12. Sciamana
13. Fiordo
14. Incontri

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Andrea Pozzi nasce a Bormio, in Alta Valtellina, nell’autunno del 1984.
È maestro di sci dal 2005 e si laurea in architettura nel 2009.
Avventuriero, fotografo paesaggista e naturalista, da anni si dedica all’esplorazione di terre remote, luoghi in cui entrare in sintonia con la Natura, che per lui è rigorosamente da scriversi con la lettera maiuscola, come fosse un’entità superiore alla quale avvicinarsi con trasporto ma anche estremo rispetto.
Il suo disegno di vita è chiaro: l’obiettivo è quello di esplorare ogni ecosistema del nostro pianeta per poterne testimoniare le straordinarie dinamiche attraverso immagini e scritti, meditando ed entrando in completa simbiosi con essa.

www.forgottenlands.it

Sorgente: 30 – Andrea Pozzi – NodoLibri – Libro NodoLibri Editore

Bosco · Canzo · Fuoco

Canzo, il Cornizzolo è stato dato alle fiamme – Como – Il Giorno – Quotidiano di Milano, notizie della Lombardia

Canzo (Como), 4 aprile 2015 – Un incendio venerdì sera ha divorato almeno due ettari di prato e pascoli sul Monte Cornizzolo.

Le fiamme, che si sono sviluppate a circa mille metri di quota nei pressi del rifugio Marisa Consigliere, sono state appiccate di proposito

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Canzo, il Cornizzolo è stato dato alle fiamme – Como – Il Giorno – Quotidiano di Milano, notizie della Lombardia.

Bosco · Fiumi · GENIUS LOCI

Alberi, boschi, fiumi, IX Edizione del Premio Nazionale “Antonio Cerruti” e la VII Edizione del Premio Nazionale “Ariodante Marianni”

La Biblioteca Civica ed il Comune di Borgo Ticino bandiscono per l’anno 2014 la IX Edizione del Premio Nazionale  “Antonio Cerruti” e la VII Edizione del Premio Nazionale “Ariodante Marianni”, con il seguente Regolamento:

1.    La partecipazione è aperta a tutti. I testi inviati devono essere inediti e, alla data di scadenza del bando, non essere stati premiati in altri concorsi.
 2. Il Premio “Antonio Cerruti” è istituito per ricordare il poeta latino nato a Borgo Ticino all’inizio del XVI secolo e verrà assegnato a racconti o fiabe sul tema Alberi, boschi, fiumi (una sola opera per ciascun partecipante, con lunghezza massima di tre cartelle dattiloscritte: 30 righe per 60 battute circa). I concorrenti dovranno aver compiuto la maggiore età al momento della scadenza del premio (15 febbraio 2014).
3. Il Premio “Ariodante Marianni” è istituito per ricordare Ariodante Marianni (1922 – 2007), poeta, pittore, traduttore, che trascorse a Borgo Ticino gli ultimi anni della sua vita; è dedicato alla poesia e prevede le seguenti sezioni:
a. poesia in lingua italiana o in lingua inglese sul tema Alberi, boschi, fiumi (per un massimo di tre poesie di lunghezza non superiore a 30 versi; il testo in lingua inglese dovrà essere accompagnato dalla traduzione italiana). I concorrenti dovranno aver compiuto la maggiore età al momento della scadenza del premio (15 febbraio 2014). Non potranno concorrere i vincitori del 1° Premio nella precedente edizione (2013).
b. poesia visiva (esperienza di contaminazione fra linguaggi nella quale è simultanea la presenza di scrittura e di immagini su di un foglio) sul tema “Alberi, boschi, fiumi” una sola opera realizzata con qualsiasi tecnica, compresa quella digitale. I partecipanti a questa sezione dovranno dichiarare se appartengono alla categoria adulti (18 anni compiuti alla scadenza del premio), ragazzi (da 11 a 17 anni), o bambini (da 6 a 10 anni).
Gli elaborati dovranno pervenire, entro e non oltre il 15 febbraio 2014, (farà fede la data del timbro postale) a:
Biblioteca Comunale – Via Gagnago 2 – 28040 Borgo Ticino NO; Tel. 0321 90582
oppure  
Comune di Borgo Ticino – Uff. Segreteria – Via Vittorio Emanuele II, 5828040 Borgo Ticino NO; Tel. 0321 90271 int.2 
in sei copie anonime se poesie, racconti, fiabe; in un’unica copia, sempre anonima, se opere di poesia visiva. All’esterno della busta di spedizione dovrà essere indicata la categoria di appartenenza. All’interno di questa verrà inserita una busta chiusa contenente: un CD con il testo (o la scansione, se poesia visiva) dell’opera partecipante al premio; la categoria di appartenenza; i dati dell’autore (nome, cognome, data di nascita, categoria di appartenenza e titolo dell’opera inviata, indirizzo completo, numero di telefono, indirizzo di posta elettronica, consenso al trattamento dei dati personali per le sole finalità del concorso).
La partecipazione è gratuita. I testi non saranno restituiti e si intende autorizzata la eventuale pubblicazione senza scopo di lucro nell’ottavo quaderno del Premio, che verrà donato a vincitori e finalisti. Il giudizio della giuria sarà insindacabile.
I risultati saranno comunicati tramite lettera ai vincitori ed ai finalisti e verranno diffusi mediante organi di stampa e siti web. I premi consisteranno in libri ed in eventuali altri riconoscimenti messi a disposizione da Enti o privati. La cerimonia di premiazione si terrà domenica 6 aprile 2014.
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GENIUS LOCI: variazioni su una mappa

Alberi · Bosco · sentieri

trovati nella notte e nel giorno di Natale

Bosco

Andar per nocciole di William Wordsworth

Andar per nocciole

di William Wordsworth

Sembra un giorno

(parlo di uno solo, scelto fra tanti),

uno di quei giorni celesti e imperituri –

che uscii di casa correndo

con una bisaccia a tracolla,

e la pertica da nocciole, e m’incamminai

verso i boschi lontani, bizzarramente agghindato,

fiero del mio travestimento cencioso,

indossato per l’occasione, su consiglio

ed esortazione della mia padrona parsimoniosa;

tenuta variopinta per poter sorridere

di rovi, spini e sterpi, e in verità

più rattoppata del necessario. Tra i boschi

e gli spuntoni fuori sentiero mi apersi un varco

e finalmente arrivai al punto prediletto

e inesplorato, dove non c’era ramo spezzato

a penzolare con le foglie appassite,

segnale di devastazione; anzi, stavano i noccioli

alti e schietti, carichi di lattei frutti a grappolo:

una scena vergine! Stetti un poco

trattenendo il respiro e l’emozione

d’una gioia beata, e con moderazione saggia

e voluttuosa,senza temer rivali, adocchiai

il banchetto, e, sedendo sotto le piante,

tra i fiori coi fiori giocavo:

sentimento familiare a chi dopo lunga

noiosa attesa ha avuto la grazia

di una felicità improvvisa e insperata.

Era forse un riparo di fogliame

dove rispuntano le viole da cinque stagioni

e appassiscono celate ad occhio umano –

dove amene cascatelle gorgogliano ancora

e sempre; e vidi la schiuma ribollire,

e con la guancia su quelle pietre verdi

del velo di muschio sotto le piante ombrose,

sparse intorno a me come un gregge,

sentii il murmure suono –

in quel dolce stato in cui il piacere

ama render omaggio alla quiete: placido nella gioia,

il cuore di un nonnulla si diletta,

e spreca la sua generosità per cose inanimate

e l’aria vana. Poi mi alzai,

trassi a terra ramo e fronda sbattendoli

fino a farne scempio – e il luogo ombroso

di noccioli, e il verde muschioso riparo,

sfigurati e insozzati – rassegnati,

esalarono lo spirito quieto. E se non confondo

il mio sentimento presente col passato,

anche allora, allontanandomi da quell’ombra,

esultante e ricco, più ricco di un re,

ebbi una fitta al cuore nel mirare

gli alberi muti e il cielo intruso.

E allora, fanciulla cara, queste ombre accosta

con cuore tenero, e con tenera mano

sfiora, perché c’è uno Spirito nei boschi.


Alberi · Bosco · foglie · Terra

… al di là del parco, al di sopra dei campi fumiganti, scivolò dentro il paesaggio un arcobaleno …. , Vladimir Nabokov, lettura di Domenico Pelini

Al di là del parco, al di sopra dei campi fumigan­ti, scivolò dentro il paesaggio un arcobaleno; i cam­pi finivano sul limitare oscuro e dentellato di un lontano bosco di abeti dove si inarcava una parte dell’arcobaleno, e in quel tratto il bordo della fore­sta scintillava magicamente attraverso il velo iride­scente verde pallido e rosa che lo schermava: una dolcezza e uno splendore tali da ridurre al rango di parenti poveri i colorati riflessi romboidali che il ri­torno del sole aveva proiettato sul pavimento del pa­diglione.

Un attimo dopo cominciava la mia prima poesia. Che cosa la scatenò? Credo di saperlo. In assenza di vento, il semplice peso di una goccia di pioggia che brillava, godendosi il suo parassitico lusso, su una foglia cordata, ne aveva inclinata la punta, e quello che pareva un globulo di mercurio aveva eseguito un improvviso glissando lungo la nervatura centra­le, quindi, ormai spoglia del suo lucente fardello, la foglia, sollevata, si era di nuovo distesa. Foglia, incli­nata, spoglia, sollevata – l’istante che ci volle perché questo accadesse non mi parve tanto una frazione di tempo quanto una fessura nel medesimo, una pulsazione omessa, subito compensata da un pic­chiettio di rime: dico volutamente «picchiettio» perché, quando arrivò una raffica di vento, gli albe­ri si diedero allegramente a gocciolare tutti insieme, in un’imitazione del recente rovescio di pioggia, rozza quanto lo era la strofa che già mormoravo se paragonata al mio brivido di meraviglia nell’istante in cui cuore e foglia erano stati una cosa sola.

da Vladimir Nabokov, Parla, Ricordo. Adelphi

Bosco · Terra

William Wordsworth, C’è stato un tempo che bosco, rivo e prato, la terra …

C’è stato un tempo che bosco, rivo e prato,
la terra e ogni vista consueta
a me davvero son sembrati
cinti di luce celestiale
del candore e sfolgorio di un sogno.