elezioni Comune di Como · Politica regionale e locale · urbanistica

Può un’associazione che ha tra i suoi obiettivi quello di “comunicare ai suoi abitanti (donne e uomini, adulti e bambini, giovani e anziani) gioia di abitare, piacere di appartenere a un luogo e a una comunità, possibilità reali di scegliere il proprio ritmo“ essere indifferente alla costruzione-redazione del PGT Piano di Governo del Territorio della sua città?Mario Lucini, il paziente presidente della Commissione Urbanistica, ora tra i candidati alle Primarie del centro-sinistra di Como, ne parlerà lunedì 24 ottobre, ore 18:00 all’Osteria del Gallo, via Vitani 16, Como


Può un’associazione che ha tra i suoi obiettivi quello di “comunicare  ai suoi abitanti (donne e uomini, adulti e bambini, giovani e anziani) gioia di abitare, piacere di appartenere a un luogo e a una comunità, possibilità reali di scegliere il proprio ritmo“ essere indifferente alla costruzione-redazione del PGT della sua città? No, non può e a dimostrazione  che non può,

La Città Possibile ha a suo presentato nei termini e nelle modalità previste,  tre proposte (Interventi a favore della mobilità ciclistica, istituzione del Parco della Valle del Cosia, valorizzazione del sistema dei lavatoi comaschi: v.http://www.cittapossibilecomo.org/pgt/pgt.htm). Data di presentazione: 28 settembre 2009 …

Da allora siamo stati in paziente attesa ben sapendo che un PGT non si forma dall’oggi al domani. A marzo 2011 abbiamo ascoltato con attenzione, durante l’incontro organizzato da Confedilizia  le promesse del Prof. Paolillo che dava per imminente il completamento del suo lavoro: “Entro due mesi il nostro lavoro sarà finito“. Maggio è passato, anche l’estate , siamo in autunno e cosa scopriamo?

Scopriamo, da un articolo de La Provincia di Como che il PGT é stato stampato, é un libro e se vogliamo lo possiamo acquistare! Mario Lucini, il paziente presidente della Commissione Urbanistica, ora tra i candidati alle Primarie del centro-sinistra di Como, ne  parlerà lunedì 24 ottobre, ore 18:00  all’Osteria del Gallo,  via Vitani 16, Como.

Possiamo mancare l’appuntamento? Direi di no!
Link: http://cittapossibile.blogspot.com/2011/10/como-con-mario-lucini-alla-ricerca-del.html
Pubblicato da Cesara Pavone a mercoledì, ottobre 19, 2011 

nota bene:  Il Piano di Governo del Territorio (P.G.T.) è lo strumento attraverso il quale l’Amministrazione comunale pianifica lo sviluppo urbanistico

Architettura · Chiave di volta · Storia e Economia

IDEE GIOVANI Tesi di laurea e di dottorato, studi e ricerche sul territorio comasco, sabato 22 ottobre 2011, ore 14.30 Biblioteca comunale di Como, Piazzetta Venosto Lucati, CHIAVE DI VOLTA associazione culturale

Questo slideshow richiede JavaScript.


**************************
LUOGHI ARTE VITA

NEWSLETTER del 18 ottobre 2011

 

L’attività autunnale dell’Associazione ha previsto visite culturali di cui
ci sembra di poter dire che tutti i partecipanti siano stati contenti.
Per sabato 22, al pomeriggio, si propone un incontro in Biblioteca
in cui, di nuovo, le risorse dei luoghi che ci sono vicini vengono
presentate in modo inedito.
Si tratta di studi e ricerche elaborati nell’ambito universitario attinenti
a specificità del nostro territorio.
Studenti e ricercatori mettono in evidenza bellezze, interessi e novità
della inesauribile “miniera” naturalistica storica e culturale
rappresentata dal nostro territorio

 

Nell’ambito degli interventi di “Formazione/Educazione”

sabato 22 ottobre, ore 14.30
Biblioteca comunale di Como, Piazzetta Venosto Lucati
IDEE GIOVANI
Tesi di laurea e di dottorato, studi e ricerche sul territorio comasco

distruzioni urbane · Lungolago · Politica regionale e locale

A parte le cementificazioni selvagge nei paesi sul lago, Anna Giussani, il capo delegazione Fai di Como, vede proprio il lungolago di Como tra le situazioni peggiori

…

Finiscono in disgrazia ancora una volta tutti gli altri: il sindaco Stefano Bruni e tutti i dirigenti, gli assessori e i progettisti che «profumatamente pagati», hanno distrutto il lungolago con la scusa di arginare le piene.
Perfino il capo delegazione del Fai Como, Anna Giussani, applaude e rimpiange l’erba sintetica con la quale il calciatore ha salvato almeno una parte del lungolago. «Ce ne vorrebbero di persone come lui – dice l’esperta di beni ambientali -. Si è speso in prima persona, mettendo anche tanti soldi e ha fatto quel che dovrebbero fare i politici. È inutile criticare sempre. Bisogna mettersi a fare qualcosa di concreto».
Secondo la Giussani sarebbe stato meglio anche lasciare il lungolago così com’era una volta piuttosto che lo scempio che ne è stato fatto.
«È una questione di rispetto ai turisti – spiega -. Le gru, per esempio, se io vado in Sardegna non mi aspetto di trovare le gru. Le fanno sparire d’estate e poi le ritirano fuori quando i turisti se ne vanno. A Como no».
In questo modo, secondo la Giussani, si leva tutto il fascino della città.
«Ci sono posti come Bellagio dove quando arrivi sembra subito vacanza. Anche a Varenna è così, ma basta raggiungere Cernobbio per respirare un’aria diversa da quella che c’è a Como».

A parte le cementificazioni selvagge nei paesi sul lago, il capo delegazione Fai di Como vede proprio il lungolago di Como tra le situazioni peggiori.

….

da Paratie, sei anni di cantiere Vergogna, i turisti scappano – Cronaca – La Provincia di Como.

a: da classificare

Andrea Zanzotto è stato davvero il “Genius Loci” maggiore del nostro Veneto, poeta locale e universale insieme, uomo dalle radici ben piantate e al tempo stesso dall’apertura mentale e culturale verso ogni orizzonte

“Non si spegnerà la voce di Andrea Zanzotto, mancato a novant’anni appena compiuti e meravigliosamente spesi. Resteranno le sue parole, in pagine e versi fra i più alti del Novecento e di questo inizio di millennio, e resterà il ricordo della sua umanità ironica e mite, della sua profondità intellettuale.

Zanzotto è stato davvero il “genius loci” maggiore del nostro Veneto, poeta locale e universale insieme, uomo dalle radici ben piantate e al tempo stesso dall’apertura mentale e culturale verso ogni orizzonte. Un critico lucido del “progresso scorsoio” che degrada e strangola il paesaggio e l’anima del nostro territorio e del nostro tempo e un difensore tenace e consapevole di ciò che, qui e ora, resiste a queste derive e rigenera la vita, la natura, la cultura.

Di Venezia, in particolare, è stato un amico fedele e un interprete critico e appassionato, consapevole dell’impatto snaturante che la modernità le infliggeva e solidale e partecipe dello sforzo della città di non farsi stravolgere, della sua lotta per non perdersi definitivamente. In questo senso, Zanzotto, uomo della Marca e della sua Pieve, è stato anche un autentico, un grande, un estremo veneziano. La città, come ha saputo in questi suoi anni ultimi e gloriosi, festeggiarne e celebrarne la lunga vita, saprà degnamente ricordarlo.”

Gianfranco Bettin

Venezia, 18 ottobre 2011

da Città di Venezia – Bettin: “Zanzotto: genius loci del Veneto, e grande, estremo veneziano nell’anima”.

Anche Massimo Cacciari ricorda con una toccante testimonianza una duplice dimensione di Zanzotto – «il male di vivere e il bene di scrivere, perché Andrea era la resistenza del linguaggio» – e poi chiarisce, senza se e senza ma: «Non esiste poeta che nella sua vita e nella sua opera non abbia a che fare con la religiosità o altri temi universali. Ma onestamente non vedo alcuna traccia o ipotesi verosimile per parlare di una conversione di Andrea Zanzotto». Eppure che per Zanzotto lo spirito e la fede fossero temi centrali nella sua riflessione quotidiana, lo conferma non solo la rivisitazione critica della sua opera ma anche Luciano De Giusti, docente di Storia del cinema e di Teorie del linguaggio cinematografico all’università di Trieste, che ha appena pubblicato per Marsilio un originale volume su Zanzotto, Il cinema brucia e illumina. Intorno a Fellini e altri casi. Ora De Giusti ricorda, con garbo: «Certo che c’era un interesse di Zanzotto verso i temi religiosi. Posso confermarlo dopo una frequentazione di quarant’anni e assidua proprio per la stesura del volume da me curato. Di più. Andrea era onnivoro, s’interessava a tutte le forme di conoscenza, dalla scienza ad altre discipline meno razionali. Per quanto riguarda il suo rapporto con il cinema – riflette lo studioso – le rivelo un retroscena emblematico su Zanzotto e la religione. Il poeta espresse un forte rammarico verso Pier Paolo Pasolini che come ultimo suo film avrebbe dovuto fare san Paolo e non Salò. Anche questo è un indizio dell’interesse del poeta per la religione, vissuto, e ci tengo a sottolinearlo, sempre con un forte spirito laico che del resto lo ha accompagnato per tutta la vita».

da: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2011/20-ottobre-2011/andrea-zanzotto-parola-dio-1901881010620.shtml

Acquisti · ORTO: lavori, cure, manutenzione

ANTIKA OFFICINA BOTANIKA – Via Delle Vigne, 54 – 65010 Collecorvino (Pe) – Italia -tel 0858207099 – www.antikaofficinabotanika.it – www.lapropolis.net – www.saponemolle.net

Se hai un Garden oppure un’agraria, organizza anche tu l’angolo del giardinaggio Naturale.
Ti offriamo:
  1. gamma completa di prodotti;
  2. addestramento ed aggiornamento del personale;
  3. assistenza commerciale;
  4. espositori in legno personalizzati;
  5. guide applicative e materiale informativo;
  6. campagna pre-stagionale.
Chiamaci, troveremo la soluzione più adatta alla tua attività. Tel 0858207099 oppure 3284849924
risponderà un’operatore che ti aiuterà nella scelta migliore.
 ANTIKA OFFICINA BOTANIKA – Via Delle Vigne, 54 – 65010 Collecorvino (Pe) – Italia -tel 0858207099 –
Se hai bisogno di aiuto o hai commenti da lasciarci contatta il nostro Customer Service Team
distruzioni urbane · Lungolago · Politica locale - Como · Politica regionale e locale

l’attuale sindaco di Como Stefano Bruni fa il punto sulla vicenda PARATIE SUL LUNGOLAGO

Zucche

abbiamo raccolto la Zucca gialla Musquée de Provence. Una è semigialla: raccolta troppo presto, forse?

Questo slideshow richiede JavaScript.

Alberi · Sensi

Il pioppo nero e Papavera di campo

Alberi

Il Rovere Il vecchio rovere; la sua ferita, le viscere, il suo cuore: l’edera eroica, come vene aggrappate alla linfa della vita!, Miguel De Unamuno

Il  Rovere
Il vecchio rovere; la sua ferita, le viscere, il suo cuore: l’edera eroica, come vene aggrappate alla linfa della vita!

5 Settembre 1910
Ieri vagavo per la montagna conversando silenziosamente con gli alberi, ma è inutile che io fugga dagli uomini: li incontro ovunque; i miei alberi sono alberi umani. E non solo perché sono stati piantati e curati dagli uomini, ma anche per qualche cosa di più. Tutti questi alberi sono alberi addomesticati e domestici.
Sono diventato amico di un vecchio rovere. Se lo vedessi, Filippo, se lo vedessi! Che eroe! Dev’essere molto vecchio! Ed è in parte morto. Pensa, morto in parte,
non morto completamente.
Ha una profonda ferita che lascia vedere le sue viscere allo scoperto. E queste viscere sono vuote.
Mostra il cuore. Ma sappiamo, per le nostre sommarie nozioni di botanica, che il suo vero cuore non è questo; la linfa circola fra l’alburno del legno e la corteccia.
Però, come mi ha impressionato quell’ampia ferita con le sue labbra tondeggianti! L’aria vi entra e ventila l’interno del rovere dove, se sopraggiungesse una tormenta, potrebbe rifugiarsi un viandante, o
dove potrebbe dimorare un anacoreta od un Diogene della selva. Però la linfa
corre tra la corteccia ed il legno e dona il succo della vita alle foglie che verdeggiano al sole: verdeggiano fino a quando, gialle ed arse, turbineranno e si affolleranno al suolo, e marcite ai piedi del vecchio eroe del bosco, fra le forti braccia delle radici, formeranno il mantello nutriente che alimenterà le nuove foglie della futura primavera. E se tu vedessi le braccia delle sue radici
che immergono migliaia di dita sotto la terra!
Braccia che afferrano la terra come gli alti rami afferrano il cielo.
Passato l’autunno, il vecchio rovere rimarrà nudo e silenzioso, penserai tu; ed invece no, perché lo abbraccia un’edera anch’essa eroica. Fra i più superficiali ceppi delle radici e sul tronco del rovere, sono evidenti le robuste vene dell’edera che si arrampica sul vecchio albero e lo riveste con le sue foglie
d’un verde brillante e perenne. E quando le foglie del rovere si saranno lasciate cadere a terra, il vento sussurrerà canti invernali fra le foglie dell’edera. Ed anche se morto, il rovere verdeggerà al sole, e forse uno sciame di api costruirà l’alveare in quell’ampia ferita del suo seno.
Non so per quale ragione, mio caro Filippo, mi pare che questo vecchio rovere cominci a farmi riconciliare con l’umanità. Inoltre perché non dovrei confessartelo? Da molto tempo non sento una stupidaggine!
E così, infine, non si può vivere. Ho timore che mi lascerò vincere.
pagg.450, 451 da Il Romanzo del Signor Sandalio, Miguel De Unamuno, “Romanzi e Drammi ” Ed.Casini 1964
segnalato da Simona
Brienno

NELLE FOTO DI CARLO POZZONI LA BRIENNO DEVASTATA


Una mostra fotografica dedicata al paese di Brienno devastato dalla frana
del sette luglio scorso. Ad allestirla è il fotografo comasco Carlo
Pozzoni non nuovo …
<http://www.nadirpress.net/briennopozzonicernobbio.html>

DIARIO di Amaltea · memoria

Sergio Zavoli: senza memoria un paese non sa chi è, che cosa vuole, dove sta andando

L’intervista realizzata da Ilaria Lorenzini per Teletruria a Sergio Zavoli, Premio Città del diario 2011 Pieve Santo Stefano, 11 settembre 2011 (riprese di Giuliano Sodi). “Io sono dell’idea che senza memoria un paese non sa chi è, che cosa vuole, dove sta andando, come si suole dire. Penso che questa iniziativa di Pieve Santo Stefano sia veramente non solo singolare ma piena di significato e che meriti un grande riconoscimento da parte delle istituzioni. Il Paese deve sapere che in questa località si svolge qualcosa di interesse nazionale. La cultura italiana si deve occupare di questo Premio”.

Durata: ‎4:59
Libri su Como e il Lario · Storia e Economia

Roberto Manfredi: I ragazzi della Celera. Memorie comasche NodoLibri, 102 pagine, 12 €

Immagine

News Nodo

I ragazzi della Celera. Memorie comasche

I ragazzi della Celera: dietro un affettuoso e divertito acronimo si raggruppano alcuni dei principali esponenti del mondo imprenditoriale comasco degli anni Ottanta e Novanta del Novecento, protagonisti di iniziative fondamentali per lo sviluppo della città e anche clamorose per i risvolti politici e comunicativi.

Queste memorie “personali” proposte da uno di quei protagonisti raccontano quelle iniziative dall’interno, mettendone in evidenza il clima e le intenzioni progettuali: è un contributo fondamentale, proprio per la sua esplicita soggettività, alla conoscenza di un periodo della recente storia della città e del territorio che ha avuto ripercussioni essenziali sulla situazione attuale.

Comodepur, Villa Erba Spa, il “nuovo corso” del quotidiano “La Provincia” sono questioni di cui si è molto discusso, spesso senza avere informazioni di prima mano; le “memorie comasche” dell’avvocato Roberto Manfredi cominciano a colmare questa lacuna.

L’autore le propone alla città, oltre che agli amici della Celera, anche come contributo al futuro: «Mi hanno spinto a scriverne il declino della mia città, sempre più evidente, e le riflessioni che ho fatto sulle cause di tale declino. Certo, ad esso ha contribuito il generale ri­pie­gamento dell’economia a principiare dall’inizio del nuovo secolo, che non aiutò il formarsi di nuove iniziative né tantomeno la loro realizzazione. Ma vi ha anche contribuito una classe imprenditoriale non così unita e motivata, come nel passato, da alti e forti ideali comuni. Anche se in essa, certo, operarono nel tempo degne e capaci persone ma alle quali fece difetto l’energia forse, l’inventiva forse, lo slancio vitale forse, che solo il destino riserva, nella casualità che lo governa o nel disegno che esso traccia – si scelga –, a una cerchia di persone accomunate da speciali e intensi legami».

Roberto Manfredi: I ragazzi della Celera. Memorie comasche
NodoLibri, 102 pagine, 12 €.