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Il termine contrada ha diverse accezioni e origini etimologiche, legate principalmente alla geografia e all’urbanistica.
Il termine deriva dal latino contrata, che significa “contro” e indica un “paese o via che sta di fronte”[1][6]. Altre interpretazioni suggeriscono un’origine da cum-strata, riferendosi a località con strade proprie[2][5].
Le contrade possono essere classificate in:
In sintesi, il concetto di contrada è complesso e varia in base al contesto geografico e storico, assumendo significati che spaziano da rioni cittadini a porzioni di territorio più ampie.
Citations:
[1] https://www.treccani.it/vocabolario/contrada/
[2] https://www.teknoring.com/wikitecnica/storia-dell-urbanistica/contrada/
[3] https://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/C/contrada.shtml
[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Contrada_(geografia)
[5] https://iris.unica.it/retrieve/e2f56ed6-a2fb-3eaf-e053-3a05fe0a5d97/Cadinu%202014%20Wikitecnica%20CONTRADA.pdf
[6] https://it.wiktionary.org/wiki/contrada
[7] https://www.wordreference.com/definizione/contrada
[8] https://www.treccani.it/vocabolario/ricerca/contrada/




schede informative su questa zona di Como in:





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fonti informative alle pagine 84 – 86 del libro





La chiesa di Sant’Eusebio, ufficialmente conosciuta come chiesa dei Santi Eusebio e Carlo, è un importante edificio religioso situato nel centro storico di Como. Le sue origini risalgono al XII secolo, come dimostrano i resti di strutture antiche e una pergamena del 1186 che la menziona esplicitamente[1][2].
Struttura e Design
L’attuale chiesa presenta un muraglione perimetrale tipico delle costruzioni romaniche, con pietre squadrate e aperture a feritoia. Originariamente, la facciata era orientata verso le mura della città, ma nel XVII secolo fu riposizionata per affacciarsi su via Volta[1]. Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito numerosi rimaneggiamenti; nel Settecento furono rifatti gli altari e nel primo Ottocento fu aggiunto un pronao in stile neoclassico[1].
Eventi Storici
Nel 1805, durante il periodo napoleonico, la parrocchia fu soppressa e la chiesa divenne vicaria della Cattedrale. Fu solo nel 1931 che la parrocchia di Sant’Eusebio fu ricostituita[1][2]. La torre campanaria, progettata dall’architetto Zanchetta, fu completata nel 1933[1].
L’interno della chiesa è caratterizzato da decorazioni che spaziano dal XVII al XX secolo. Gli affreschi della volta centrale sono di epoca neoclassica e includono opere di artisti come Mario Albertella e Carlo Innocenzo Carloni[1]. Le cappelle laterali ospitano dipinti significativi, tra cui opere dedicate a San Giuseppe e San Carlo, risalenti al XVIII secolo[1][2].
La chiesa di Sant’Eusebio non è solo un luogo di culto ma anche un importante sito storico che riflette l’evoluzione architettonica e artistica della città di Como. La sua ricca storia e le sue opere d’arte la rendono un punto di riferimento per residenti e visitatori.
[1] http://www.parrocchiasanfedelecomo.it/home/wp-content/uploads/2014/04/SantEusebio_BreveGuida.pdf
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Eusebio_e_Carlo
[3] https://www.parrocchiasanfedelecomo.it/home/chiese-della-parrocchia/chiesa-di-santeusebio/
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00171/
[5] https://upel.va.it/it/upel-cultura/como/chiesa-di-santeusebio-e-san-carlo-citta-murata
[6] https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodente&Chiave=20652
[7] https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-sant-eusebio-e-vittore
[8] https://www.northlakecomo.net/187-Arte-e-Cultura-Chiesa-dei-Santi-Eusebio-e-Vittore
edificio del Cinquecento, rinnovato nel 1790
scheda informativa alle pagine 87/88 (dedicata a Via Volta) del libro:




Il Palazzo Cocquio Gaggio si trova a Como in via Volta ed è un esempio significativo di architettura storica legata a famiglie nobiliari locali. La sua storia è intrecciata con quella della famiglia Cocquio, che ha avuto un ruolo importante nella nobiltà comasca.
Il Palazzo Cocquio Gaggio non solo rappresenta un esempio di architettura storica a Como, ma è anche un simbolo della ricca eredità culturale e sociale della città.
[1] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO160-00002/
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00053/
[5] https://www.comune.como.it/export/sites/comune-di-como/.galleries/Settore-06/inventari-fondi-storici/ASCo_-_Inventario.pdf
scheda informativa a pagina 82/83 di:



L’Istituto Orsoline di San Carlo a Como ha una storia che risale al 1881, quando fu fondato dalle Suore Orsoline. Questo istituto è stato creato con l’intento di fornire un’educazione di qualità, integrando valori cattolici e un forte impegno verso la crescita personale degli studenti. La sua missione educativa si è evoluta nel tempo, mantenendo sempre un legame con la tradizione e l’identità culturale della comunità locale.
[1] http://como.scuolededalo.it/images/ptof-liceoscientifico-SCARLO.pdf
[2] https://como.scuolededalo.it/chi-siamo
[3] https://como.scuolededalo.it
[4] https://como.scuolededalo.it/le-scuole/liceo-europeo/liceo-linguistico-moderno.html
[5] https://www.tempi.it/listituto-orsoline-di-san-carlo/
[6] https://como.scuolededalo.it/mostramemorial
[7] https://www.youtube.com/watch?v=w0NUyIY8gHs
[8] https://www.facebook.com/orsolinecomo/?locale=it_IT
L’Istituto delle Orsoline a Como, noto come Istituto Orsoline di San Carlo, offre un’ampia gamma di opportunità formative. La struttura comprende:
[1] https://como.scuolededalo.it
[2] https://residenzaorsoline.it
[3] https://unica.istruzione.gov.it/cercalatuascuola/istituti/COPS055009/istituto-orsoline-di-san-carlo/
[4] https://www.facebook.com/orsolinecomo/?locale=it_IT
[5] https://www.instagram.com/orsoline_como/
[6] https://unica.istruzione.gov.it/cercalatuascuola/istituti/CO1A15800E/scuola-dellinfanzia-dedalo-orsoline-san-carlo/
[7] https://www.youtube.com/playlist?list=PLgNFUyP1BZxZWrJyoYk5-ivjMvmva2mzo
scheda storica e informativa alla pagina 142 del libro:






Palazzo Albricci Peregrini, situato in Via Giuseppe Rovelli nel centro storico di Como, è un elegante edificio nobiliare risalente al XV secolo. Questo palazzo è stato recentemente trasformato in un boutique hotel, offrendo sei suite che variano da 20 a 55 metri quadrati, ognuna con una storia unica e arredata con oggetti da viaggio della famiglia proprietaria[1][2].
L’edificio presenta forme tipicamente tardo medievali e ha subito una ristrutturazione significativa a partire dal 2018. Durante questa ristrutturazione, sono stati preservati elementi storici come un affresco del 1503 che rappresenta la Madonna con San Pietro e San Matteo[1][2]. Il palazzo deve il suo nome alla famiglia del vescovo Albricio Peregrino, di cui si conserva una stele funeraria nel cortile[2][3].
Palazzo Albricci Peregrini è noto per la sua eleganza sobria e il design che combina elementi storici con modernità. Gli architetti Maximiliano Galli, Giovanni Cavalcabò ed Ester Elena Galli hanno creato spazi che riflettono una “bellezza imperfetta”, utilizzando materiali naturali e locali[2][3].
[1] https://wonderlakecomo.com/it/items/palazzo-albricci-peregrini
[2] https://living.corriere.it/indirizzi/hotel/hotel-como-palazzo-albricci-peregrini/
[3] https://www.palazzoalbricciperegrini.it/it/storytelling/
[5] https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g187835-d13360833-Reviews-Palazzo_Albricci_Peregrini-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[6] https://www.quicomo.it/economia/palazzo-albricci-peregrini-nuovo.html
[7] https://www.booking.com/hotel/it/palazzo-albricci-peregrini.it.html
[8] https://www.agoda.com/it-it/palazzo-albricci-peregrini/hotel/como-it.html
[9] https://www.palazzoalbricciperegrini.it/it/home/