Giovedì 20 novembre 2014 alle 18.30 presso la sede della Fondazione Antonio Ratti, si inaugura la nuova mostra del Museo Studio del Tessuto “Ikat/Chiné, decorare il tessuto”, a cura di Margherita Rosina e Francina Chiara.
Ikat e chiné sono due termini forse enigmatici per un pubblico non specializzato, che identificano disegni bellissimi dai contorni “sfumati”. Questo particolare effetto trae origine da un’antica tecnica di tintura dei tessuti utilizzata in Paesi lontani tra loro. (…)
“Ikat/Chiné, decorating textiles” is the new exhibition of Museo Studio del Tessuto, opening on November 20th 2014 at 6.30 pm, curated by Margherita Rosina and Francina Chiara.
Ikat and chiné are perhaps two enigmatic words for a non-specialist audience. They identify beautiful designs with blurred-contour. This particular effect originates from an ancient dyeing technique used in many countries far away one from another. (…)
GIORNATA NAZIONALE DEL CANE GUIDAArriva a Bergamo, in occasione della Giornata Nazionale del Cane Guida, la Corri Dog promossa dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
La Giornata Nazionale del Cane Guida è stata istituita per la prima volta nel 2006, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, le istituzioni e tutti coloro che sono disponibili a comprendere le difficoltà che le persone non vedenti incontrano quotidianamente.
Un’occasione importante per far capire quanto i cani guida siano gli occhi di chi vive nel buio.
Il cane guida è un vero “compagno di libertà”, sempre pronto ad assecondare le necessità di autonomia e di mobilità.
ORGANIZZAZIONE
Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
LA CORRI DOG TORNA NEL CENTRO DI BERGAMO
PIAZZA DANTE – 12 APRILE 2015
Il prossimo 12 aprile la città sarà protagonista di una vera e propria festa dedicata al migliore amico dell’uomo: un’occasione per assaporare il piacere di una corsa in libertà, per trascorrere insieme una giornata all’aria aperta e soprattutto per prendersi cura della salute del proprio cane, attraverso un momento di allegria, di confronto e di condivisione nello sport.
La Corri Dog è aperta a cani di tutte le taglie e tutte le razze in buona salute e ai loro padroni. Il percorso, breve e non impegnativo, rende la manifestazione adatta a tutti e offre l’opportunità di trascorrere del tempo all’aria aperta facendo della sana attività fisica non agonistica.
Durante la manifestazione è previsto l’allestimento di un’area expo, uno spazio in cui gli amanti dei cani potranno trovare tutto quello che riguarda i loro beniamini.
Dal cibo agli accessori, dai prodotti specifici ai servizi, l’area si configurerà come una piccola esposizione fieristica completamente dedicata all’universo canino. Alimentazione, salute, benessere e, grazie all’intervento di esperti e associazioni, anche educazione ed informazione, per far sì che il rapporto tra il padrone e il proprio cane diventi sempre più consapevole e speciale.
Domenica 19 ottobre abbiamo imparato che i luoghi assumono una intensità diversa se vengono visitati con l’intenzione di “leggerli” dal punto di vista storico oltre che paesaggistico.
A rendere possibile questo obiettivo è l’accompagnamento dello storico Fabio Cani, il cui lavoro di analitico studio documentale gli permette di fornirci informazioni a cavallo di diversi secoli di storia locale ed europea.
Partenza da Piazza Cavour attorno alle 9 in aliscafo all’interno di un gruppo che, pur nella sua eterogeneità, condivide interesse e voglia di conoscere. L’utilizzo dell’aliscafo consente inoltre una vista complessiva delle sponde del lago, poiché i diversi “passaggi acquei” vengono attraversati velocemente.
Arriviamo allo scalo di Tremezzo attorno alle 10 e 30 e, prima dell’inizio della camminata, ci viene sottolineata la riflessione che è solo da pochi decenni che le rive del nostro lago vengono percorse con l’automobile.
Per lungo tempo infatti la vera “autostrada” è stata il lago stesso e gli abitanti lacustri erano ben abituati a percorrenze “ad U”, con partenza da un punto del lago, penetrazione dell’entroterra e ritorno da un diverso punto d’approdo. Questo permetteva di fare esperienza della straordinaria doppiezza dei nostri luoghi, costituita dalla profonda integrazione fra la linea dell’acqua e la ripida pendenza dei monti.
La giornata è bellissima. Sole, caldo e cielo terso costituiscono uno scenario abbastanza insolito per essere a ottobre avanzato. Il percorso inizia con una ripida erta lungo i tipici sentieri acciottolati che talvolta dividono in due giardini e orti delle case. Lungo la salita sono distribuiti qua e là archi di pietra che collegano i vari appezzamenti.
L’arrampicata è impervia, ma il risultato ne vale la pena: al cospetto della torre medievale di Rogaro è possibile rimirare una stupenda visione del lago.
Giunti a mezza costa il cammino è più rilassato e tranquillo e ci porta abbastanza rapidamente alla frazione di Bonzanigo, dove di fronte al palazzo Rosati apprendiamo che questi luoghi sono stati tutt’altro che isolati e chiusi, visto che i loro abitatori intrattenevano intensi collegamenti commerciali e artistici con le regioni del Nord Europa.
Attraversiamo questo straordinario borgo che alterna agglomerati di case addossate l’un l’altra ad archi di pietra affacciati sul panorama delle montagne che contornano il lago. Visita della chiesa di Sant’Abbondio con breve relazione di Fabio Cani sugli aspetti storici e artistici e rapida escursione nel vicino cimitero.
L’incantevole caratteristica di questo luogo è il paesaggio dolcemente digradante in cui spiccano ampi terrazzamenti di centinaia di ulivi e cipressi.
Attorno alle 13 giungiamo all’imbarcadero di Lenno.
Qui è il lungolago ad imporsi grazie alla spaziosa curvatura verso il promontorio di Villa Balbianello.
Nella piazza ascoltiamo la descrizione dell’architettura romanica del Battistero e, con un notevole balzo in avanti del tempo, la storia più recente rappresentata dal monumento di caduti che si erge a pochi metri dalla chiesa di Santo Stefano.
E’ davvero bella la possibilità di camminare in viottoli paralleli al percorso delle automobili. Appare alla nostra vista la villa Balbiano, stupenda anche nella veduta retrostante, il cui giardino nulla ha da invidiare a quello ben più famoso di Versailles.
Breve sosta davanti alla chiesa di Sant’Eufemia e poi imbocchiamo il sentiero che passando davanti a Villa Monastero ci porterà verso Ossuccio, la cui principale attrattiva è la chiesa di Santa Maria Maddalena, dove ci viene ricordata la sua collocazione vicino a un antico “hospitium”. Il luogo è di profonda suggestione dovuta anche alla prospettiva sull’isola Comacina. Da qui l’ultimo tratto di strada previsto dalla gita ci conduce a Spurano dove, a strapiombo sul lago sorge la chiesa di San Giacomo e Filippo.
Termina qui il nostro “cammino nella conoscenza”.
Alcuni torneranno a Como in corriera e altri in aliscafo, con la netta percezione di avere trascorso una giornata indimenticabile.
Lezione di Paolo Ferrario su: INDIRIZZI E LINEE DI WELFARE LOMBARDO PER IL FUTURO DELLE CURE DOMICILIARI E L’ASSISTENZA AL MALATO IN FASE AVANZATA,
al Convegno formativo “Famiglia, casa e cura. La centralità degli aspetti sociali e familiari delle cure palliative domiciliari, organizzato dalle associazioni: Accanto, A.Ma:TE, Ancora, Il Mantello, Antonio e Luigi Palma, Como, 11 Novembre 2014
Salone di Confcooperative, via Anzi 8, ore 21, ingresso libero
Presentazione della ricerca diGiorgio CavalleriCroci vicine terre lontane. In occasione del 4 novembre e del centenario del primo conflitto mondiale, l’Istituto di storia contemporanea Pier Amato Perretta ha pubblicato, in collaborazione con le Acli di Como, la ricerca di Cavalleri dedicata all’ossario del cimitero di Camerlata, dove sono tumulati i resti mortali di tutte le persone morte negli ospedali militari di Como durante la guerra, compresi – caso piuttosto raro – anche i soldati “nemici”, cioè i prigionieri dell’esercito austro ungarico.
La ricerca ricostruisce questa interessante vicenda mettendo l’accento soprattutto sulle tracce delle storie personali di questi soldati provenienti dalle più diverse regioni dell’impero asburgico.
Il volume viene presentato stasera in un consiglio provinciale delle Acli di Como aperto a tutti. Saranno presenti l’autore della ricerca, Fabio Cani eGiovanni Bianchi, presidente dei Partigiani Cristiani.
Giorgio Cavalleri fa memoria dei morti dell’impero austro-ungarico negli ospedali di Como durante la prima guerra mondiale e tumulati nell’ossario di Camerlata