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Gatti al sole di Ottobre

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ADDIO ALL’ESTATE

Quando le bacche del cotoneaster diventano rosso cupo vuol dire che l’estate volge al termine. Le calde ore del mezzo del giorno sono in contrasto col fresco mattutino e serale, così come il colore sempre più buio e i raggi più obliqui inesorabilmente annunciano l’ingresso autunnale.

Settembre è il mese che accomuna la tristezza della terminalità del ciclo riproduttivo al gaudio dei frutti maturi. Che pure questa è stata un’estate anomala: luglio molto freddo e piovoso, agosto molto caldo e secco, settembre caldo, afoso e con piogge brevi ma torrenziali.

Il giardino ne è stato sorpreso, ma ha saputo tener testa. Ora, a bilancio avvenuto, un diffuso “mal bianco” (come lo chiamano da queste parti) su molti degli alberi da frutto, soprattutto i meli, una precoce caduta di foglie dei pruni, una concentrazione massima di fruttificazione dei prodotti orticoli con anticipato arresto della produzione e rinsecchimento dei pomodori.

Qualcuno ha goduto, nonostante tutto: zucchine e zucche hanno accolto avidamente l’acqua piovana, gonfiandosi e allungandosi in misure sproporzionate per i nostri ricordi. Forse il godimento può essere generalizzato anche alla maturazione anzitempo dei frutti: mai era accaduto che le susine fossero pronte già ai primi di luglio. Idem per le mele royal gala, subito attaccate dai calabroni, e le pere nashi, che hanno ricevuto la stessa sorte. Ma in  fatto di competizione anche noi umani ce la sappiamo cavare. Un pacifico, anche se imposto, rapporto  60-40 a favore nostro. In fondo siamo sempre in debito verso la natura, essendo l’unica specie vivente che fa di tutto per espropriarla e distruggerla.

E ora che svoltiamo agli ultimi giorni settembrini, camminando per i sentieri guardiamo ai chiari segnali che invitano al riposo. Miciù sceglie le basi dei tronchi più esposti al sole per medicare la vecchiezza incombente; lo stesso dicasi per Silvestro e Luna, che, povera, soffre d’artrosi. Noelle invece preferisce la sedia sotto il cucù: la sua giovinezza le impone di dare ancora retta allo scandire delle ore. Belle, che si credeva scomparsa, ha fatto ritorno, restituendoci la speranza che abbia scelto questo luogo per farne la sua dimora.

Sotto le scarpe capita di schiacciare gusci di noci e nocciole. Anche in questo caso, qualcuno è spesso passato prima di noi, ma dopo l’incontro ravvicinato col musetto del ghiro sul fico, tutto si può perdonare. Anche perché il salvato non è indifferente.

Fervono già i preparativi di nuovi spazi. Paolo ha spiantato un pruno malato nell’orto verde: sarà la nuova casa delle patate, visto che anche quest’anno i sacchi non hanno mantenuto le promesse di blogettari entusiasti. La posa di nuovi cassoni, inoltre, mi permetterà di non fare il muso di fronte agli esili fusti dei fagioli e delle piantine di insalate, troppo impegnati a cercare pertugi fra sassi e radici, a discapito della loro crescita. Chissà che tengano pure lontane limacce e formiche! Al momento le insalate di Chioggia pare siano soddisfatte.

Sotto il pino dell’orto grande Giove sta lavorando alla preparazione della sua tana invernale. La terra smossa è esattamente nella posizione dell’anno scorso. Al piano superiore, fra i gambi dei cardi si aggira Ina (Ino?), mentre sotto il cedro abbiamo avvistato più insonnolita che mai Ucra. Per le  due tartarughe ucraine questo è il primo inverno ad Amaltea e la loro sopravvivenza è per noi ancora un’incognita.

Resistono sui rami alcune mele fuji e piccole golden. Una decina di mele cotogne pazientemente attende il destino di marmellata.

Che dire d’altro? Le brumose e umide mattine da tempo hanno scatenato un po’ di malinconia. Ma l’ancora vigorosa fioritura delle nuove guinea e il terrazzo fiorito di rosso e d’arancio illudono che non è tempo di ritirare le sedie.

E lo sbocciare dei fiori bianchi e rosa delle camelie invernali ingentiliscono il pensiero del freddo che verrà. Insomma, un addio all’estate, ma già col cuore alla primavera.

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Belle

Belle ieri è misteriosamente ricomparsa, dopo un mese di lontananza

Così come era misteriosamente scomparsa un mese fa, Belle è altrettanto misteriosamente ricomparsa.

Allora ha, ancora una volta, ragione Emanuele Severino “” … ritornano ….”

Ieri notte abbiamo (quasi) dormito assieme.

Voulez vous coucher avec moi?

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Gatti · GENIUS LOCI · LEGGERE e SCRIVERE · Lettere · Mammagatta · PERSONE e DESTINI · stare

… In casa mia un gatto fisso c’e sempre stato

 … In casa mia un gatto  fisso c’e sempre stato , in questi ultimi anni invece la mia mamma ha la compagnia di gatti “ospiti passeggeri”. cerca sempre di tenere scatolette di scorta  per non lasciarli a bocca asciutta.

Li dove hai visto la mia mamma  e’ la casa dove sono nata  56 anni fa  e dove ho trascorso un terzo della mia vita  e ancora adesso quando arrivo li:

ma sa slarga al coer ”  certo per lei quei gradini sono un po impegnativi speriamo che la forza  di arrivare  ogni giorno  fino a Castello  non l’abbandoni. 

Ma  per noi , amici di Coatesa, i gradini sono la nostra storia.

betty

Noelle Episteme

Noelle Epistéme … stà

Belle

Belle è scomparsa

Belle è scomparsa, probabilmente inseguita da Nerone.

Non voglio fare ipotesi sulla sua sorte. Ricordo quando l’ho accudita per una intera notte, dopo la sterilizzazione

Non voglio neppure riproporre qualche sua fotografia

Troppa sofferenza animale.

Gedeone

Gedeone: il gatto più bello di Coatesa


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Gatti

Bonne chance a Bice e Nino di Fermo nelle Marche

10 Largo del TIGLIO · 2 Vialetto della VITE DELL'UVA e dell'ACERO GIAPPONESE · 3 Vialetto del FRUTTETO, dell'ORTO e del Ciliegio · 6 Largo dei PESCHI all'ultimo piano · 7 Terrazza della PERGOLA · Belle · Orto Zen verde di Luciana · Terra e Clima

Passeggiando in un giardino a terrazze sul lago

Blue e Belle · Miciù · Noelle Episteme

Belle, Noelle e Miciù autenticamente festive

 

 

 

Gatti

Sono Gatto e dormo dove voglio ….

Brienno · Gatti

Brienno, la davano per morta ma la gatta spunta dalle macerie – Lago e Valli – La Provincia di Como

 La davano tutti per morta: per i soccorritori e la padrona, l’unica vittima delle sette frane che si erano abbattute giovedì sera a Brienno era la gatta della signora Francesca Canzani ma questa mattina, con grande sorpresa per tutti, è spuntata da sotto il letto di quello che rimane della camera della casa sventrata dalla frana.
Qualche minuto dopo mezzogiorno, il suo miagolio ha attirato l’attenzione dei vigili del fuoco e dei volontari e la notizia che la gatta fosse viva è presto arrivata alle orecchie della signora Francesca. L’anziana, reduce da un’operazione a un ginocchio, non ha esitato un secondo e, con le stampelle, ha raggiunto la piazza, incominciando a chiamare la sua adorata gatta (che non ha un nome, semplicemente gatta).
Intorno alla signora Canzani si è formato un capennello di pompieri, volontari e curiosi, fino a quando due vigili del fuoco sono entrati in quello che resta della palazzina sventrata per tentare di acchiappare il felino. La gatta, nella migliore tradizione di questi diffidenti animali, alla vista dei due pompieri è fuggita nuovamente, rintanandosi sotto il letto.
“Non si fa toccare da nessuno, solo da me, fatemi entrare in casa” diceva la signora Francesca, che ovviamente non è stata accontentata per motivi di sicurezza.
Per convincere la micia a uscire dal suo rifugio è stata messa una ciotola con latte e croccantini nel salotto, in modo che fosse lei stessa a decidere quando mettersi in salvo da sola.
La signora Francesca, che giovedì sera aveva portato con sé i sue due adorati cani quando si era salvata, ha potuto tirare un sospiro di sollievo anche per la sua gatta tricolore che si era semplicemente giocata una delle sue proverbiali sette vite.

da Brienno, la davano per morta ma la gatta spunta dalle macerie – Lago e Valli – La Provincia di Como.