Oliver è un cane diventato protagonista di una commovente storia di solidarietà che lo ha portato dall’Ucraina all’Italia. [1, 2]
Ecco i dettagli principali della loro storia:
Il salvataggio: Oliver è un cane rimasto solo a Oleksiievo-Druzhkivka, un piccolo centro in Ucraina, dopo che i suoi proprietari erano stati costretti a fuggire portando con sé solo il gatto.
L’incontro: Roberto Falletti, volontario e fondatore dell’associazione La Memoria Viva di Castellamonte, ha incontrato il cane durante una missione umanitaria e ha deciso di adottarlo.
Il viaggio: Dopo aver ottenuto il passaporto sanitario e completato le pratiche burocratiche, Oliver ha affrontato un viaggio di circa 2.830 km per raggiungere la sua nuova casa.
La nuova vita: Il cane è stato portato a Castellamonte (Torino), dove vive ora con Falletti. [1, 2, 3]
Varenne è il cavallo trottatore italiano più leggendario della storia dell’ippica, soprannominato “Il Capitano” per le sue imprese straordinarie. Nato il 19 maggio 1995 nell’allevamento Zenzalino a Copparo (Ferrara), da Waikiki Beach e Ialmaz, ha dominato le piste mondiali vincendo oltre 6 milioni di euro in premi.sisal+1
Origini e primi passi
Fu acquistato a tre anni per 150 milioni di lire da Enzo Giordano e affidato al driver Giampaolo Minnucci. Il debutto nel 1998 a Bologna fu travagliato (squalifica per galoppo), ma rivelò subito il suo potenziale con un recupero eccezionale.biografieonline+1
Carriera e record
Dal 1999 al 2002 collezionò 38 vittorie su 44 corse, tra cui Derby Italiano, Grand Prix d’Amérique (2001, primo italiano dal 1946), Elitloppet, Lotteria di Agnano e Breeders Crown, tutti nel 2002. È considerato il migliore trottatore di sempre.editorialedomani+2
Dopo il ritiro
Ritiratosi nell’ottobre 2002, è stato stallone riproduttore in vari allevamenti (Vigone, Monteleone, Villanterio). Recentemente vive in pensione a Eboli, approssimandosi ai 31 anni nel 2026.sport.virgilio+1
una notizia che ha colpito molto la comunità di Rovigo e i tantissimi “fan” che lo seguivano sui social.
Parliamo di Rossini, il celebre gattone rosso diventato una vera e propria mascotte della città. La notizia della sua scomparsa è circolata proprio in questi giorni (metà febbraio 2026), lasciando un grande vuoto tra i cittadini.
Ecco perché Rossini era così speciale:
Il Re del centro: Rossini non era un semplice randagio, ma un gatto “di tutti”. Lo si trovava spesso sonnecchiare davanti ai negozi di via Laurenti, nelle piazze principali o addirittura all’interno degli uffici comunali e della redazione del “Gazzettino”.
Un simbolo di libertà: Nonostante avesse chi si prendeva cura di lui, Rossini ha sempre scelto la vita di strada, diventando un simbolo della città stessa.
Celebrità social: Aveva migliaia di follower su Facebook e Instagram, dove i cittadini pubblicavano quotidianamente i suoi “avvistamenti”.
Un ricordo per Rossini
Molti cittadini stanno proponendo di dedicargli una piccola statua o una targa nel suo angolo preferito di Rovigo, per onorare quella che era diventata a tutti gli effetti una presenza rassicurante e iconica per chiunque passeggiasse in centro.