Dialetto · Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024) · PERSONE e DESTINI · Teatri

Il Parlamento e Bilora di Ruzante, con Basilio Luoni diventano El Parlament e El Berola.

Lezzeno (lago di Como), 25 settembre 2010

Gustosa serata a Casa Martinelli o Villa Laura, nella frazione di Pescaù a Lezzeno, dove in una ambientazione davvero molto bella (di spalle il lago e di fronte un palcoscenico ricavato sotto un colonnato di pietra) sono state rappresentate due farse di Angelo Beolco, detto il Ruzante, ritrascritte in dialetto locale: Il Parlamento e Bilora (1528/1529).

(fotografia ripresa da: El Parlament del Ruzante, in Compagnia teatrale lezzenese)

L’opera e la trasposizione la si deve a Basilio Luoni, che ha rielaborato i due testi teatrali e diretto alcuni bravissimi attori i quali , a loro volta, hanno divertito con  il loro sapiente e ricco linguaggio e la gestualità  i cento spettatori presenti.

Le operette dialettali del Ruzante sono veementi ritratti di tipi e situazioni contadine che nella storia letteraria dell’epoca si rivelano come storie realistiche di un mondo forte e povero di fronte alle difficoltà e traversie della vita.

Nel Parlamento, Ruzante, reduce di guerra profondamente segnato dai patimenti subiti, cerca la moglie Gnua, sperando anche nell’aiuto del compare Menato, che gli rivela come Gnua sia diventata la compagna di un bravo. La donna lo tratta con sprezzante freddezza . Il marito, allora, tenta di sottrarla con la forza al bravo, che però lo riempie di legnate.

Gli attori di El Parlament: Omar Luppi, Simone Ceresa, Plinia Lezzeni, Alessandro Pertusini

Nell’altra farsa, il contadino Bilora, anche lui reduce di guerra, aiutato dallo zio Pitaro cerca la sua moglie Dina, fuggita presso il vecchio usuraio Andronico. Dina è incerta se seguirlo o restare  e – impietosita – dà a Bilora i soldi per ristorarsi. L’uomo torna ubriaco e chiede ad Andronico, tramite Pitaro la restituzione di Dina. La donna rifiuta e preferisce la sicurezza della ricchezza. Il contadino, dopo aver atteso che Andronico esca di casa di notte lo accoltella a morte.

Queste sono le trame succinte. Tuttavia rese nel ricco e fluente dialetto del lago (versione Lezzeno) diventano divertentissime, come si può ascoltare dai successivi brevi frammenti audio registrati la stessa sera.

Attori de El Berola: Marco Molinari, Nicola Boleso, Alessandro Marasco, Oreste Pertusini, Alessandro Pertusini

Entra in scena Andronico:

(fotografia tratta da Compagnia teatrale lezzenese)

Pitaro tenta di convincere Andronico a lasciar tornare Dina:

Bilora impreca e uccide Andronico:


Vai al sito della Compagnia teatrale lezzenese

Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024) · PERSONE e DESTINI · Teatri

Intervista a Basilio Luoni, professore, drammaturgo, traduttore, attore, pittore …, a cura di Katia Trinca Colonel

Teatro in “lezzenese”. 30 anni di passione che varca i confini, Intervista a Basilio Luoni, professore, drammaturgo, traduttore, attore, pittore …, a cura di Katia Trinca Colonel

in Genio Donna n. 11, settembre 2010, pagg.30-32

mensile delle pari opportunità di Como, Varese e del Canton Ticino

Dialetto · Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024) · Teatri

EL BALOSS L’Odissea in dialetto laghée di Basilio Luoni, PRIMA TEATRALE A COMO 23 OTTOBRE 2010 ORE 21 TEATRO NUOVO REBBIO VIA LISSI 9, COMO

EL BALOSS L’Odissea in dialetto laghée

di Basilio Luoni

UNA PRIMA TEATRALE A COMO

Sabato 23 ottobre 2010 ore 21.00

Teatro Nuovo Rebbio Via Lissi 9, Como

Info: tel. 0312759236 – info@geniodonna.it

El Baloss, uno spettacolo da non perdere per quattro ragioni:

• Ripercorrerai il mito omerico reso vivo da gente di paese.
• Si parla il dialetto laghée, lingua vera e libera in un epoca in cui l’italiano è svaccato e servile.
• El Baloss è anche il forestiero, lo sconosciuto e può apparire un pericolo, come a tanti appare anche oggi.
• è un’opera scritta e diretta da un grande nostro autore dialettale.

tratto da:  GenioDonna, El Baloss

Un profilo biografico di Basilio Luoni qui:

Teatro in “lezzenese”. 30 anni di passione che varca i confini, Intervista a Basilio Luoni, professore, drammaturgo, traduttore, attore, pittore …, a cura di Katia Trinca Colonel

in Genio Donna n. 11, settembre 2010, pagg.30-32

mensile delle pari opportunità di Como, Varese e del Canton Ticino

Basilio Luoni:

fotografia di Attilio Marasco , tratta da Compagnia teatrale lezzenese

Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024) · PERSONE e DESTINI · Teatri

Basilio LUONI

Basilio LUONI

Basilio Luoni

Basilio Luoni è nato a Como nel 1948. Vive e lavora a Lezzeno, sul lago ( ramo comasco, riva orientale ). Ha tradotto dal francese per vari editori. Sempre dal francese ha tradotto nel dialetto lezzenese commedie di Molière, Regnard e Beau Marchais che ha messo in scena con la compagnia lezzenese. Ha tradotto e rappresentato anche commedie di Aristofane e Plauto. Ha pubblicato liriche in dialetto nell’Almanacco dello Specchio del 1993 ( con presentazione di Dante Isella ) e in edizioni fuori commercio. Presso Nodo Libri di Como ha pubblicato un “mistero” in versi: El Natal. Sta ultimando un nuovo lavoro teatrale, El Baloss, ispirato all’Odissea di Omero.

LaboratorioComo – Basilio LUONI.

Dialetto · Lezzeno · Luoni Basilio (1941-2024) · PERSONE e DESTINI · Teatri

Ruzante e i suoi personaggi sul palcoscenico di Basilio Luoni – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

Dopo gli annunci estivi è arrivata l’ora del debutto per l’atteso, nuovo lavoro teatrale di Basilio Luoni, studioso di lingue ma anche autore e regista della Compagnia teatrale lezzenese. Venerdì 24 settembre e domenica 25, alle 21, a Casa Martinelli o Villa Laura, nella frazione di Pescaù a Lezzeno, il gruppo di attori proporrà un nuovo allestimento per il quale Luoni si è rifatto al Ruzante, autore del XVI secolo che da molti è considerato non  solo una delle voci più alte della scena italiana ma anche un autore in grado di rivaleggiare con i più grandi del Rinascimento in tutta Europa. Amante di Molière e più in generale molto attento alla rilettura di classici del teatro in dialetto lezzenese,  questa volta Luoni si rivolge ad un autore che ha scritto le sue opere in volgare padovano antico.

l’intero articolo qui:

Ruzante e i suoi personaggi sul palcoscenico di Basilio Luoni – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

COATESA: frazione di Nesso · FOTOGRAFIE · Mino Di Vita

Coatesa, fotografata da Mino Di Vita, Alte visuali: sorvolando le rive del Lago di Como, 2010

COATESA: frazione di Nesso · Leonardo da Vinci · Orrido di Nesso

Orrido di Nesso


Nesso,
terra dove cade uno fiume con grande empito,
per una grandissima fessura di monte.
Leonardo
Località: Comune di Nesso (frazione Coatesa)
Fonte: confluenza dei torrenti Touf e Nosè
Origine: naturale
Architettura storica: ponte romano
Utilizzo: fonte energetica per cartiere, seta, mulini, magli

E’ una cascata imponente che scorre in una forra rocciosa scavata dalle acque che sgorgano dal Pian del Tivano (torrente in cui confluiscono le acque del Touf e del Nosè), che prosegue anche sotto quelle del lago. E’ resa ancora più suggestiva se ammirata di notte dal lago stesso. E’ visibile dal piazzale lungo la provinciale, ma la forra è talmente stretta che a volte si passa via quasi senza aver potuto scorgere questa bellezza della natura.
Si può penetrarvi dal lago in barca. Lo spettacolo è notevole soprattutto in primavera o dopo recenti e abbondanti piogge che arricchiscono le acque del Tuf e del Nosè. Bianche e spumeggianti cascate si incontrano all’inizio della gola con un gioco d’acqua veramente scenografico; poi, unite le loro forze, le acque si gettano verso il vicino lago saltando nell’abisso, mostrando lo spettacolo della roccia nuda incisa dalla furia dell’acqua.

Storia
Il ponte della “Civera” – forse romano- scavalca la forra collegando la frazione Coatesa con Riva del Castello, altra borgata di Nesso. Il Comune di Nesso ebbe, una storia importane, ma in epoche recenti questa e il buon livello economico fu proprio raggiunto grazie a queste impetuose acque: fornivano, infatti, energia per alcune cartiere e per due stabilimenti per la lavorazione della seta, oltre che per mulini, magli e torchi. Anche il nome del Comune è legato all’acqua: sembra derivi dalla divinità celtica delle acque chiamata “Ness”.

Sistemi verdi e Paesaggio :: Orrido di Nesso

COATESA: frazione di Nesso · FOTOGRAFIE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Mino Di Vita · Orrido di Nesso

Mino di Vita, ALTE VISUALI Sorvolando le rive del lago di Como, edizione LAB63, Milano, www.lab63.it








Mino di Vita, ALTE VISUALI Sorvolando le rive del lago di Como, edizione LAB63, Milano, http://www.lab63.it

Un modo emozionante di ammirare o riscoprire le caratteristiche località bagnate dal lago di Como è quello di salire a bordo di un idrovolante e sorvolarle. Patrocinato dalle provincie di Lecco e di Como, il progetto prevede la realizzazione di un libro fotografico e, nella primavera del 2010, di una mostra all’aperto, itinerante lungo tutto il territorio lariano

FOTOGRAFIE · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Mino Di Vita

Mino di Vita, Alte visuali. Sorvolando le rive del lago di Como, edizione LAB63, Milano, www.lab63.it

Mino di Vita, ALTE VISUALI Sorvolando le rive del lago di Como, edizione LAB63, Milano, http://www.lab63.it

Un modo emozionante di ammirare o riscoprire le caratteristiche località bagnate dal lago di Como è quello di salire a bordo di un idrovolante e sorvolarle. Patrocinato dalle provincie di Lecco e di Como, il progetto prevede la realizzazione di un libro fotografico e, nella primavera del 2010, di una mostra all’aperto, itinerante lungo tutto il territorio lariano




Lago di como alte visuali sorvolando le rive

Lago di como alte visuali sorvolando le rive

Illustrato

Lab63
di

Mino Di Vita

Disponibilità: immediata
€ 40,00Iva Inclusa
Commento e descrizione
Un modo inusuale e sorprendente di visitare le località che si affacciano sul lago di Como è quello di sorvolarle a bordo di un idrovolante. Dall’alto l’insolito punto di vista propone visuali inesplorate di architetture e paesaggi, esaltandone la complessità e fornendo una chiave di lettura più profonda del rapporto magico esistente fra il costruito e la natura circostante. Il libro contiene una sintesi delle immagini più significative realizzate durante il sorvolo della costa lariana, un perimetro di circa centocinquanta chilometri. Da Bellagio a Como, su poi fino a Colico, per ridiscendere l’altra riva e terminare a Lecco; un vero e proprio giro del lago condensato in un centinaio di scatti.

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GENIUS LOCI · Paesaggio · Poesie · Pozzi Antonia

Grazia Apisa Gloria, Sedici aprile Genius Loci

Sedici aprile   Genius Loci  
                                         
Lei fu solo l’annuncio
Improvvisa la decisione
di vedere l’Angelo del luogo
Necessità  di nuovo sguardo
necessità di nuovi percorsi
nuovi spazi nello Spazio
Fu l’amore a condurmi
Fu l’amore a guidarmi
Qualcosa in me chiedeva
di vedere
Si vede sempre la seconda volta
Antonia
tu mi hai indotta all’incontro
con il tuo con il suo cielo
Tu hai cercato l’abbraccio di luce
il tuo adorato lago
Sulla Valsassina
verso Pasturo
la montagna innevata
abbracciata dai manti verdi
di colline e monti
si spalancò nel sole mattutino
Paesaggio campestre
sogno della tua infanzia
che mi ha guidato alla tua casa
al luogo della vita
al luogo della morte
Al luogo d’amore
Fu il tuo amore a condurmi
e le parole tue mi parlavano
di perdute tenerezze
E tu Amico
eri ad ogni mio passo
presente
con il tuo sguardo dolce
di poeta
mi hai aperto all’amore del luogo
al Genius Loci
al ritrovamento di un nuovo spazio
nello spazio
Per questo stamattina
la tua mano mi ha destata
ne ho percepito il tocco soave
ho udito ancor più forte
il tuo pensiero:
“Quando non ci sarò più…”
Sei tu     in me
oggi “l’angelo che qui
vicino a me sorride”
 
Grazia Apisa Gloria
(Dedicata a Paolo Ferrario e ad Antonia Pozzi) 
 
Genova, 20 aprile 2010
 
Scopriremo in autunno da dove arriva il riferimento al Genius Loci, a cui Grazia fa riferimento nella sua poesia.
Per ora posso solo ringraziare per questo pensiero poetante che molto mi conferma nel mio “culto del luogo”
Paolo Ferrario
Elementi materiali · Fuoco · Severino Emanuele · Terra

L’eruzione vulcanica di Eyjafjallajokull: il dominio della Tecnica al cospetto della Natura | Tracce e Sentieri

Eyjafjallajokull significa “Ghiacciaio dei monti sulle isole”.
Questo vulcano del Nord era rimasto silenzioso per 187 anni.
Ma in questi giorni si è risvegliato e ha paralizzato il traffico aereo europeo.
L’umanità, che è ospite sulla terra che le pre-esiste, ha dovuto prendere atto dei suoi limiti e soggiacere ai suoi ritmi geologici.
E’ stato un grande insegnamento.
Anche se presto la specie umana dimenticherà, purtroppo.

Emanuele Severino trova in questo evento una conferme ai fondamenti del suo immenso pensiero:

Quando la tecnica si arrende alla natura

Secondo la scienza l’Universo è incominciato con un’immane catastrofe, il big bang che ha squarciato i «sovrumani silenzi», e terminerà con un’altra non meno gigantesca catastrofe, l’entropia, la degradazione dell’energia, che a quei silenzi riconduce. Nel frattempo altre catastrofi devastano l’Universo e la Terra. Tra l’una e l’altra, intervalli che all’uomo sembrano lunghissimi e nei quali, d’altra parte, e frequenti, altre «minori» catastrofi si producono, quelle che uccidono migliaia di persone e di cui danno notizia i mass media. Il potenziale tecnico dell’uomo non è ancora in grado di fronteggiarle. Come sta accadendo con l’eruzione del vulcano islandese. Quel potenziale è invece in grado di gareggiare con la distruttività del fenomeno entropico: se scoppiasse un conflitto nucleare tra Stati Uniti e Russia la terra sarebbe distrutta tanto quanto potrebbe esser distrutta dalla «Natura». Sul piano della distruttività Tecnica e Natura si combattono alla pari.

E dire che la Natura «si ribella» ha senso solo in relazione ai progetti dell’uomo. La sua ribellione, inoltre, può essere ben più radicale di quelle a cui ci è dato di assistere. A volte ci si trova di fronte ad affermazioni che sembrano inoffensive. Ad esempio questa, che le leggi della scienza (da cui la Tecnica è guidata) sono ipotetiche, cioè non sono verità assolute. Spesso gli scienziati se ne dimenticano. Ma l’ipoteticità delle leggi scientifiche significa ad esempio che un corpo, abbandonato a sé stesso, da un momento all’altro, invece di cadere verso il basso potrebbe andare verso l’alto. Qui la ribellione possibile della Natura è ben più radicale. La provvisorietà della destinazione della Tecnica al dominio del mondo è ancora più marcata.

Si fa avanti, in tutta la sua gravità, il problema della salvezza dell’uomo. Chi ci pensa? Quelli che si danno da fare per uscire dalle crisi economiche e politiche?
Sì, a quel problema le religioni si rivolgono. Ma con la fede. E la fede è ipotetica come le leggi della scienza. Ma l’uomo è destinato ad aver a che fare soltanto con ipotesi e a soppesare soltanto con ipotesi il pericolo da cui è circondato?

in Il Corriere della sera 18 aprile 2010


 

da: L’eruzione vulcanica di Eyjafjallajokull: il dominio della Tecnica al cospetto della Natura | Tracce e Sentieri.

Pozzi Antonia

Grazia Apisa Gloria, Pasturo, 18 aprile 2010

Grazia Apisa Gloria vive a Genova.
Le è successo di conoscere l’arte poetica di Antonia Pozzi e ha voluto conoscere il Luogo animico dove lei ha vissuto il suo breve tratto di vita.
Grazia ha il dono della scrittura poetica e questo è un frutto del suo viaggio nella nostra intensa geografia:

A Pasturo 
Sono stata nella sua terra
a Pasturo
Ho toccato i suoi amati
“non ti scordar di me”
Il sole il cielo
ci ha vedute insieme
Ed anche te
ho sentito con noi
anche senza saperlo
Ma forse anche tu
l’hai sentito
Grazia Apisa Gloria
Genova 18 aprile 2010