Biografie di persone · Brunialti Alessio · Politica locale - Como · Spallino Antonio (1925-2017) · STORIA LOCALE E SOCIETA' · urbanistica

Mostra fotografica dell’ex Sindaco di Como ANTONIO SPALLINO e inaugurazione dell’archivio sulla sua attività, venerdì e sabato 21-22 giugno 2019. Articolo di Stefano Ferrari in La Provincia 7 giugno 2019 e di Alessio Brunialti in La Provincia del 20 giugno 2019. La mostra sarà liberamente visitabile dalle ore 15:00 fino alle 18:30 di venerdì 21 giugno e dalle 10:00 alle 12:30 di sabato 22 giugno

2019-06-19_173146

SPALL1799SPALL1800

 


MOSTRA FOTOGRAFICA E PRESENTAZIONE ARCHIVIO ANTONIO SPALLINO

21/22 giugno 2019

Antonio Spallino

Dopo un anno di lavoro, nella mattinata di venerdì 21 giugno presenteremo alla stampa l’archivio “Antonio Spallino“.

Contenendo l’archivio anche numerose immagini, con Enzo Pifferi abbiamo colto l’occasione per organizzare una mostra fotografica che ne ripercorre il sentiero di vita, mentre in salone sarà proiettato un video di circa 200 immagini digitalizzate.

La mostra sarà liberamente visitabile dalle ore 15:00 fino alle 18:30 di venerdì 21 giugno e dalle 10:00 alle 12:30 di sabato 22 giugno.

Risorse:

Biografie di persone · Milano

Massimo Gramellini: «Io, torinese in via Gluck: Milano ha realizzato i miei sogni a occhi aperti» – in Corriere.it, 7 maggio 2019

vai a

Massimo Gramellini: «Io, torinese in via Gluck: Milano ha realizzato i miei sogni a occhi aperti» – Corriere.it

Biografie di persone

ex studente del Liceo Classico Volta di Como studia in Danimarca, dove ha fondato il movimento europeista VOLT, in La Provincia di Como, 7 gennaio 2019

europeista748

BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Biografie di persone · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival

FRANCO GEROSA ha presentato il suo libro: Essere innamorati è bello, doloroso, necessario. Biografia, New Book edizioni. Alla Università popolare/Auser, 6 dicembre 2018. AUDIO dell’incontro, 1 ora e 17 minuti

AUDIO dell’incontro


VAI ALLA SCHEDA DEL LIBRO

FRANCO GEROSA, Essere innamorati è bello, doloroso, necessario. Biografia. L’amore di una donna lombarda e di un medico trentino nei loro diari in zona di guerra negli anni 1942-43. New Book edizioni, Rovereto, 2018

amici nei giorni di Coatesa · AUTORI · BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Biografie di persone

Per il ciclo “Scrivere è comprendere”  Franco Gerosa presenta il suo libro: Essere innamorati è bello, doloroso, necessario. All’Istituto Carducci, Viale Cavallotti 7, 6 dicembre 2018, ore 15,30

INCONTRI DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE
Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 15.30, ingresso libero

Per il ciclo Scrivere è comprendere il 6 dicembre pomeriggio  l’appuntamento è con Franco Gerosa e l’incontro dal titolo Essere innamorati è bello, doloroso, necessario. L’autore dopo aver ritrovato i diari dei genitori scritti negli anni della guerra in un libro ne ha narrato la loro storia, i loro progetti, i loro sogni

Biografie di persone

MORINI ADELE, Un viaggio tra i ricordi, a cura di GianVittorio Ortelli, Book Sprint editore, 2018. Indice del libro

morini3808morini3809morini3810

a: da classificare · BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · Biografie di persone · SERVIZI SOCIALI e SANITARI

RIVA GIANPIERO, La scuola siamo noi. Pagine, ricordi e confronti dalla scuola di montagna del Lago di Como, Lariologo editore, 2017

SCUOLA SIAMO NOI2019SCUOLA SIAMO NOI2020SCUOLA SIAMO NOI2021

SCUOLA SIAMO NOI2019

BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · BIOGRAFIA, biografie · Biografie di persone · Demetrio Duccio · Librerie · Lua- Libera Università Autobiografia · Luciana Quaia · Paolo Ferrario

DUCCIO DEMETRIO, INGRATITUDINE, La memoria breve della riconoscenza, Raffaello Cortina Editore, 2016. Presentazione con Paolo Ferrario e Luciana Quaia alla LIBRERIA UBIK, Como, 28 Marzo 2017. AUDIO dell’incontro

AUDIO dell’incontro del 28 Marzo 2017

  1. qui il   file audio in formato mp3:

https://coatesa.com/wp-content/uploads/2017/03/demetrio-ubik-28mar17.mp3


  1.  Qui il link alla   recensione del libro da parte di Luciana Quaia:

https://tartarugosa.com/2017/03/27/tartarugosa-ha-letto-e-scritto-di-duccio-demetrio-2016-ingratitudine-la-memoria-breve-della-riconoscenza-raffaello-cortina-editore/

  1. Qui le   schede della presentazione di Paolo Ferrario:

https://mappeser.com/2017/03/29/paolo-ferrario-schede-per-la-presentazione-del-libro-duccio-demetrio-ingratitudine-la-memoria-breve-della-riconoscenza-raffaello-cortina-editore-2016-libreria-ubik-como-28-3-2017/?preview_id=74740&preview_nonce=cc44f7ad8b


Vai alla scheda dell’editore:

DUCCIO DEMETRIO, Ingratitudine, La memoria breve della riconoscenza, Raffaello Cortina Editore, 2016

2017-03-26_120355

17626593_1288738247882802_9066382739144490193_n

demetrio4747demetrio4745demetrio4746

ingratitudine-2488

Biografie di persone · Porta Musa Carla

CARLO POZZONI, Le stanze di Carla, Carlo Pozzoni Fotoeditore, 2009

pozzoni5025pozzoni5026pozzoni5027pozzoni5028

ARTE · Biografie di persone

Ricordando ELI RIVA, dieci anni dopo: restauro dello studio in cui l’artista operò per trent’anni, in via Masaccio a Como

L’ultimo dei Maestri comacini, così fu definito Eli Riva in occasione della mostra antologica allestita a Villa Olmo, in concomitanza con l’avvio di Expo 2015. Ora, per un’altra occasione importante, il decennale della morte dello scultore, avvenuta il 12 febbraio 2007, l’Associazione a lui intitolata, nata per volontà della moglie Enza Coratolo e della figlia Giovanna, ha portato a termine il restauro dello studio in cui l’artista operò per trent’anni, in via Masaccio 2 a Como (località Casate, vicino alla piscina). Domenica 12 febbraio alle 16 verrà aperta una nuova sala che va a completare l’allestimento della collezione museale permanente, in cui sono raccolte in un percorso ragionato tutte le fasi della ricerca artistica di Riva attraverso l’insieme delle sue opere – sculture e disegni – rimaste in possesso della famiglia.

La Sala Riva è stata concepita dall’associazione e dagli eredi dello scultore come luogo per eventi culturali o per giornate di studio e di riflessione, un luogo, dunque, da mettere al servizio della comunità culturale cittadina, secondo una linea di servizio che tiene vivo idealmente anche lo spirito umanista dello scultore.

segue qui:

Sorgente: BiBazz | Ricordando Eli Riva, dieci anni dopo

a: da classificare · Biografie di persone · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Teatri

Mostra, il TEATRO FAMILIARE DEI ROSSI e Libro: Donata e Enrica Rossi, Il teatro di casa. Filodrammatiche comasche fra le due guerre. La scena a tutto campo dei fratelli Rossi, Edizioni della Famiglia Comasca, 2016

IL  TEATRO  FAMIGLIARE  DEI  FRATELLI  ROSSI

Tutto cominciò sul finire del secolo scorso, nel periodo compreso tra il 1880 e il 1915 detto Belle Epoque, quando in Europa s’andavano imponendo nuovi miti e modelli di vita più spregiudicati e la Donna si batteva con sempre maggior successo per la sua emancipazione.

Erano anni di grande trasformazione economica e culturale, politicamente e socialmente molto inquieti, a cavallo tra le guerre coloniali e il conflitto che si approssimava all’orizzonte, ancor più devastante perché si sarebbe mutato per la prima volta in guerra mondiale.

Durante questo periodo i costumi e le esigenze cambiarono. Con “vergognose” condotte si cercava di sedurre, additando lo scandalo come modello da imitare. Erano da noi i tempi del criminologo Ombroso, dell’Oriani scrittore di passioni oscure, dei pittori Cominetti e Mariani e delle loro inquietudini.

Si aprivano i salotti della buona società per accogliere amici, artisti, letterati e politici. A Como anche la casa di Clemente Rossi spalancava le sue modeste porte per accogliere amici e forestieri che recavano progetti per i nuovi lavori. Oltre ai fregi decorativi per le ville nel nuovo stile definito Liberty e al restauro delle chiese, bisognava creare scenografie per i teatri, imitando l’atmosfera frizzante e disinibita del cabaret parigino.

I quattro figli di Clemente, uomo estroso, pittore e decoratore, amante dell’arte e della musica, assorbivano come spugne l’incandescenza di quel periodo. Insieme al pane masticavano le battute del “Tecoppa”, famoso personaggio del noto attore dialettale milanese Ferravilla. La sera non si andava a dormire se prima non si aveva nelle orecchie un’aria della Tosca o della Boheme.

Eugenio e Giovanni lavoravano nella bottega paterna, Lisetta manifestava un certo talento per il teatro e il bel canto. Il piccolo Lodovico Virgilio era l’orgoglio di tutta la famiglia per le sue sorprendenti doti nella recitazione.

Nel frattempo stava mutando lo scenario politico. L’eredità funesta del conflitto 1915-18 e la morte improvvisa di Clemente, avvenuta pochi anni più tardi dalla fine della guerra, ridimensionarono tanti sogni e tante speranze. Bisognava cominciare da capo.

Con l’avvento del Fascismo, nel 1925 si instaurò l’Opera Nazionale Dopolavoro (OND), per “ l’organizzazione del tempo libero” dei lavoratori. Per definizione statutaria curava “ l’elevazione morale e fisica del popolo, attraverso lo sport, l’escursionismo, il turismo, l’educazione artistica, la cultura popolare, l’assistenza sociale, igienica, sanitaria, ed il perfezionamento professionale”.    Anche il tempo libero doveva essere organizzato e monitorato dal regime, che vigilava in ogni campo. A tal proposito il teatro delle compagnie filodrammatiche, come lo spettacolo in genere, era considerato uno degli ambiti culturali da incentivare e sostenere con particolare impegno.

Nel 1938 i Rossi conobbero la famiglia Maraja. La figura del giornalista drammaturgo Francesco Maraja iniziò ad esercitare un’importante influenza sulla loro vita. Nei quattro fratelli Rossi egli individuò quel talento che stava cercando, trovò in loro una voce nuova che si elevava con originalità sopra il conformismo culturale.

Nel 1939 cominciarono le prime avvisaglie del nuovo conflitto: il 10 Giugno 1940 l’Italia entrò ufficialmente in guerra. Doveva essere una “guerra-lampo”, invece durò cinque anni.

Il Teatro diventò per i Rossi il luogo di libero dialogo con la gente.

I Rossi, l’abbiamo già detto, erano soprattutto decoratori e pittori formatisi alla bottega del padre. Le vicende dolorose imposte dalla guerra precedente avevano

contribuito a sviluppare in loro una straordinaria propensione alla fantasia, unita all’ironia e all’ansia d’uscire dalla mediocrità.

Ripensando alle parole di Ferravilla: “ Siete fatti per il teatro”, cominciarono a voler porre in atto l’idea di sviluppare questo sogno antico, riposto per necessità nel cassetto.

Era il momento adatto! Ma bisognava accontentarsi dei piccoli teatri spesso allestiti con mezzi di fortuna, ed era già molto! Le scenografie di Giovanni, futuristiche per l’audacia dei disegni, dei colori, delle luci, supplivano alla mancanza di un grande palcoscenico, anche se in seguito la Compagnia sarebbe approdata al Sociale di Como.

Virgilio si sentì attratto dalle opere di Pirandello e di Ugo Betti. Tra Virgilio e Betti nacque un’amicizia epistolare. Lo scrittore, in lotta contro i pregiudizi del suo tempo, confidò le sue amarezze   e le sue paure, trovando conforto nelle parole del giovane interprete.

Anche la sorella Lisetta calcava la scena con la maestria di una vera attrice; sapeva immedesimarsi totalmente nelle vicende e nei caratteri dei personaggi, e la sua passione per il teatro era per lei così vitale che l’accompagnò sempre nella sua lunga esistenza.

Uniti sulla scena i quattro fratelli erano una forza, ciascuno con un ruolo ben definito: Eugenio il regista, Giovanni lo scenografo, Lisetta e Virgilio gli attori.

In pochi anni poterono vantare una cinquantina di applaudite rappresentazioni, quasi tutte di grande successo.

Quando nel 1945 finì quest’altra guerra, i sipari calarono sui palcoscenici e si spensero le luci, decretando anche la fine delle recite. Tuttavia la Compagnia “Italia”- così si chiamava- non fu mai dimenticata: l’amicizia tra i suoi componenti restò sempre solida, uniti com’erano nel ricordo degli entusiasmi, delle fatiche e degli applausi. Ciascuno andò per la propria strada a interpretare la parte che la nuova vita imponeva. E bisognò ricominciare ancora!

I Rossi ricominciarono.

( D. E. Rossi )

teatro-rossi4876teatro-rossi4877teatro-rossi4878teatro-rossi4879teatro-rossi4880

 

Biografie di persone

ICOMOGRAFIE: Il Musichiere. Ristoratore in TV, segnalazione da http://www.jsc15.it/


iCOMOgrafie. Il comasco Antonio Galdini partecipa al Musichiere: ritorna trionfatore

…

Como (anzi Blevio) dà il suo contributo al successo con un personaggio già noto perché eccellente ristoratore allo “Smeraldo” di Blevio. Antonio Galdini, nel 1958 si presenta negli studi di Roma con tutta la simpatia (il suo famoso sorriso) che lo caratterizza e che ne fa il beniamino del pubblico. Va al Musichiere con l’intento di vincere – ovviamente – ma anche di destinare parte del ricavato all’asilo del suo paese. Vince

…

vai all’intero post:

Sorgente: ICOM_035. ICOMOGRAFIE: Il Musichiere. Ristoratore in TV