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La chiesa di San Provino, dietro Piazza Roma, a Como

La chiesa di San Provino, situata in Piazza Roma a Como, è un importante edificio di culto cattolico dedicato a San Provino, il secondo vescovo della diocesi comense. La sua costruzione risale al periodo medievale, con elementi romanici visibili nel campanile e nella struttura dell’edificio. Originariamente, la chiesa era conosciuta come Sant’Antonio e subì una dedicazione a San Provino nel 1096, quando le sue reliquie furono trasferite qui dal vescovo Guido Grimoldi[1][2].

Storia e Architettura

La chiesa presenta una storia ricca e complessa. Nel corso dei secoli, ha subito numerosi rimaneggiamenti e ampliamenti. La parte inferiore del campanile è di epoca romanica, mentre l’ampliamento con una seconda navata avvenne nel Quattrocento. Durante il Seicento, la chiesa fu decorata in stile barocco e il campanile fu elevato[1][3]. Nel 1794, la chiesa ospitò le nozze tra Alessandro Volta e Teresa Peregrini[1].

Opere Conservate

All’interno della chiesa si possono ammirare diverse opere d’arte significative, tra cui:

  • Un crocifisso ligneo del XV secolo.
  • Un dipinto seicentesco raffigurante San Rocco.
  • Un’opera attribuita ai fratelli Recchi, il Martirio di San Giacomo, situato nel presbiterio[1][2].

Importanza Culturale

La chiesa di San Provino non è solo un luogo di culto ma anche un punto di riferimento per la comunità locale. Dopo un restauro significativo nel 1972, è diventata anche un centro per la comunità ortodossa rumena, che ha stabilito una parrocchia dedicata a San Gerarca Gregorio Palamas[1][4].

In conclusione, la chiesa di San Provino rappresenta un’importante testimonianza storica e artistica della città di Como, con una storia che si intreccia profondamente con quella della diocesi e della comunità locale.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Provino_(Como)
[2] https://www.minube.it/posto-preferito/chiesa-san-provino-a188811
[3] https://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/3102071/?view=toponimi&hid=0
[4] https://www.ciaocomo.it/video/pillola-di-archeologia-scopriamo-la-chiesa-di-san-provino-in-piazza-roma-a-como/
[5] https://www.santiebeati.it/dettaglio/91194
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00043/
[7] https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-san-provino
[8] https://www.loquis.com/it/loquis/2903855/Chiesa+di+San+Provino


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Il Palazzo delle Scuole Elementari “Francesco Baracca”, in via Brambilla, a Como

Il Palazzo delle Scuole Elementari in via Brambilla a Como ha una storia ricca e significativa, essendo un punto di riferimento educativo nella città.

Storia dell’edificio

  • Costruzione e inaugurazione: L’edificio è stato inaugurato nel 1915, quindi ha recentemente celebrato il suo centenario nel 2015. In quell’occasione, la comunità ha organizzato eventi festivi per commemorare questo importante traguardo, incluso un libro illustrato curato dalla giornalista Sara Della Torre, intitolato “Un secolo di storia” [1][7].
  • Architettura e struttura: La scuola primaria “F. Baracca”, che occupa parte di questo storico edificio, è una struttura a tre piani con ampi spazi per attività didattiche, tra cui aule moderne dotate di lavagne multimediali e una biblioteca [3][6]. L’istituto è parte dell’Istituto Comprensivo Como Lago, che include anche altre scuole nella zona.

Importanza culturale

La scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma rappresenta anche un presidio culturale per la comunità comasca. Le autorità scolastiche e locali hanno sottolineato l’importanza della scuola come simbolo della cultura e della storia della città [1].

In conclusione, il Palazzo delle Scuole Elementari in via Brambilla è un edificio con una lunga storia educativa che continua a svolgere un ruolo cruciale nella formazione delle nuove generazioni a Como, nonostante le sfide legate alla sua manutenzione e conservazione.


[1] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/como-maxi-girotondo-per-i-100-anni-della-scuola-video-e-fotogallery_1151447_11/
[2] https://www.laprovinciadicomo.it/stories/como-citta/sopralluogo-nella-scuola-via-brambilla-edificio-107-anni-serramenti-o_1443148_11/
[3] https://icscomolago.edu.it/struttura/scuola-primaria-f-baracca-como/
[4] https://comozero.it/attualita/via-magenta-la-scuola-in-giallo-larchitetto-brambilla-sacrificata-alla-moda-di-oggi-colorare-ogni-istituto-in-modo-infantile/
[5] https://iccomocentro.edu.it/tipologia-luogo/edificio-scolastico/
[6] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Anche-Plinio-e-stato-bambino-00003/
[7] https://icscomolago.edu.it/la-scuola/la-storia/
[8] https://www.isc-como.org


Il Palazzo delle Scuole Elementari in via Brambilla a Como ha vissuto diversi eventi storici significativi dalla sua inaugurazione nel 1915 fino ad oggi. Ecco i principali:

Inaugurazione e primi anni

  • Inaugurazione (1915): L’edificio è stato inaugurato nel 1915, diventando un importante centro educativo per la comunità comasca. Questo periodo segna l’inizio della sua funzione come scuola elementare, in un contesto di riforme scolastiche che miravano a migliorare l’istruzione pubblica in Italia.

Riforme e sviluppi

  • Legge Daneo-Credaro (1911): Anche se la legge è stata approvata prima dell’apertura del palazzo, essa ha avuto un impatto significativo sull’istruzione elementare, trasformando le scuole comunali in istituzioni statali e garantendo finanziamenti per gli stipendi degli insegnanti. Questo ha contribuito a una maggiore stabilità e qualità nell’istruzione che il palazzo ha offerto[1].
  • Riforme del Novecento: Negli anni successivi, il sistema educativo italiano ha subito diverse riforme, come quelle promosse da Giovanni Gentile e altri, che hanno influenzato anche le scuole elementari. Queste riforme hanno cercato di modernizzare l’insegnamento e di renderlo più accessibile a tutti i bambini[1].

Eventi recenti

  • Centenario (2015): Nel 2015, il palazzo ha celebrato il suo centenario con eventi commemorativi che hanno coinvolto la comunità locale. Durante queste celebrazioni, è stata evidenziata l’importanza storica e culturale dell’edificio nella formazione delle generazioni passate[1].

Questi eventi delineano un quadro della storia del Palazzo delle Scuole Elementari in via Brambilla, evidenziando il suo ruolo cruciale nell’educazione della comunità comasca attraverso i decenni.

scheda alla pagina 40 del volume 1 del libro:


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell’istruzione_in_Italia
[2] https://www.academia.edu/34696032/Mostra_delle_Scuole_Storiche_Napoletane
[3] https://istitutocomprensivocastellanza.edu.it/la-scuola/la-storia
[4] https://www.icslavallettabrianza.edu.it/la-scuola/la-storia
[5] https://www.ic18bo.edu.it/pagine/quando-la-scuola–storia
[6] https://www.bergamoscienza.it/media/d5lnvu5i/240807_bergamoscienza_programma-a4-web.pdf
[7] https://www.varesenews.it/2023/06/gli-alunni-della-de-amicis-di-castellanza-alla-scoperta-di-palazzo-brambilla/1632542/
[8] https://www.ic2castelfranco.edu.it


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Il Palazzo Olginati Rovelli, in Piazza Volta, a Como

Il Palazzo Olginati Rovelli si trova in Piazza Volta, a Como.

Questo edificio storico è noto per la sua architettura e per il suo legame con eventi significativi della storia italiana.

Storia e Architettura

Origini e Famiglia Olginati
Il palazzo risale al XVII secolo ed è stato di proprietà della famiglia Olginati, una delle famiglie aristocratiche più influenti di Como. I membri di questa famiglia hanno ricoperto ruoli importanti nel governo locale sin dal 1449.

La struttura è caratterizzata da un’estetica sobria all’esterno, ma ricca di decorazioni interne, tra cui affreschi che adornano le stanze principali.

Collegamento con Garibaldi
Un aspetto notevole del Palazzo Olginati Rovelli è il suo legame con Giuseppe Garibaldi, che vi trascorse la notte dopo la vittoria nella battaglia di San Fermo nel maggio del 1859. Questo evento ha conferito al palazzo un’importanza storica significativa, rendendolo un luogo di interesse per i visitatori.

Dettagli Architettonici

Affreschi e Decorazioni
All’interno, il palazzo presenta un salone principale con un fregio affrescato in stile tardo-barocco o rococò. Le decorazioni includono scene elaborate incorniciate da strutture architettoniche dipinte, realizzate da artisti come Salvatore Bianchi[1][2]. Le stanze conservano anche elementi storici che riflettono l’importanza della famiglia Olginati nella società comasca.

Scheda informativa alle pagine 76-77 del libro Cani Fabio, Monizza Gerardo (a cura di), Como e la sua storia: la città murata, NodoLibri, 1994:

fonti informative:

[1] https://comocompanion.com/2024/11/20/comos-hidden-gems-palazzo-rusca-palazzo-olginati-rovelli-and-palazzo-vietti-rovelli/
[2] https://www.oggiacomo.it/eventi/dettaglio/it/events/2024/10.2giornate-fai-autunno
[3] https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-olginati-rovelli
[4] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Palazzo-Vietti-Rovelli/
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO160-00007/
[6] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00054/
[7] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/luoghi-della-cultura/museo-storico/palazzo-olginati/
[8] https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-vietti-rovelli

[1] https://www.comune.como.it/export/sites/comune-di-como/.galleries/Settore-07/Museo-storico-G.-Garibaldi-di-Como-Inventario-del-fondo.pdf
[2] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/luoghi-della-cultura/museo-storico/etnografia/
[3] https://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Palazzo-Vietti-Rovelli/
[4] http://www.turismo.como.it/museo-garibaldi.php
[5] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MI100-02390/
[6] https://fondoambiente.it/luoghi/palazzo-olginati-rovelli
[7] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede-complete/MI100-02390/
[8] http://www.comoeventi.org/visitacitta.asp


dai commenti al post:

Sono il Prof. Tiziano Ramagnano, Vicecapo Delegazione FAI di Como e collaboratore alle pagine di cultura de La Provincia di Como.

Le scrivo dal momento che ho seguito personalmente lo studio e l’inedita apertura al pubblico dei palazzi ai civici 54 e 56 di piazza Volta e volevo cogliere qui l’occasione per condividere con lei alcune importanti correzioni o integrazioni in merito a questi autentici gioielli del nostro centro città.

Il suo blog fa genericamente riferimento a un unico palazzo Olginati-Rovelli di piazza Volta, 56, ma in realtà mescola indebitamente informazioni che pertengono a ben tre diverse strutture presenti a Como, ovvero palazzo Vietti-Rovelli al no. 54, palazzo Olginati-Rovelli al no. 56 di piazza Volta, e palazzo Olginati al no. 6 di piazza Medaglie d’Oro.

Per quanto si riferiscano alla medesima famiglia si tratta di strutture che subirono trafile catastali e storico-artistiche molto differenziate. Mi spiego brevemente.

I due palazzi di piazza Volta, per intenderci quello giallo e quello rosa, costituirono dalla metà del XVII secolo fino alla metà del XIX un’unica proprietà della famiglia Olginati, poi Olginati-Rovelli. Più o meno a questa altezza cronologica le due unità, in mano ai Rovelli, subiranno destini diversi.

1. Palazzo Vietti-Rovelli (quello giallo) è quello che al suo interno preserva tre spazi della cui indagine iconografica mi sono occupato in prima persona, ovvero la Sala dell’Acqua di Pietro Bianchi, il Corridoio delle Rovine e la Sala dei Telamoni di Francesco Torchio (ultimo ventennio del XVII secolo).

2. In Palazzo Olginati-Rovelli (quello rosa in cui soggiornò Garibaldi il 27 maggio 1859) sopravvivono due stanze: la piccola alcova in cui fu ospitato l’eroe dei due mondi e una sala del piano nobile in cui troviamo un fregio a tema femminile che io e il Prof. Alberto Rovi attribuiremmo a Salvatore Bianchi di Velate (inizio XVIII secolo).

3. Le “sale tematiche” a cui lei fa riferimento si trovano, infine, a palazzo Olginati di piazza Medaglie d’Oro, no. 6, dal 1932 Museo G. Garibaldi, ovvero la Sala Olginati (sala verde), Sala Manzi e Sala Masier (sala rossa).

Proprio perché materiale bibliografico disponibile su questi palazzi è quasi inesistente ho dedicato mesi di ricerca per stilare da zero una dettagliata scheda storica che spero possa trovare prossima pubblicazione a livello locale. Progetto per il quale mi sono già attivato.

Nel frattempo si trovano online alcuni cenni – che lei giustamente cita – sui canali ufficiali del FAI di Como e sul blog inglese The Como Companion gestito da un mio caro amico e collaboratore, Julian Coleman: rileggendo quest’ultimo osserverà, ad esempio, come i due palazzi di Piazza Volta siano citati e descritti separatamente e, non da ultimo, come il nome del sottoscritto sia menzionato più volte proprio nell’intento di valorizzare l’intenso lavoro di scavo che ho svolto al riguardo, soprattutto in merito alle attribuzioni pittoriche di palazzo Vietti-Rovelli.

La invito gentilmente a non tralasciare questo dettaglio.


ex Ticosa · urbanistica

nel 2007 iniziava la demolizione della tintostamperia TICOSA. Articolo di Gisella Roncoroni, in la Provincia 27 gennaio 2025 e rimando a un post di Michela Vitale in Espansione TV

vedi anche Area Ticosa, 18 anni fa la demolizione. Il rilancio sognato non è mai partito, articolo di Michela Vitale:

Centro Storico di Como · Duomo di Como

Portici di Piazza del Duomo, a Como

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Palazzo in Via Volta (angolo Via 5 Giornate), nel centro di Como

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Palazzo in Via 5 Giornate (fra Via Volta e Viale Varese), a Como

schede informative su questa zona di Como in:

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La chiesa di Sant’Eusebio, edificio religioso situato nel centro storico di Como, Via Volta

fonti informative alle pagine 84 – 86 del libro

La chiesa di Sant’Eusebio, ufficialmente conosciuta come chiesa dei Santi Eusebio e Carlo, è un importante edificio religioso situato nel centro storico di Como. Le sue origini risalgono al XII secolo, come dimostrano i resti di strutture antiche e una pergamena del 1186 che la menziona esplicitamente[1][2].

Architettura e Storia

Struttura e Design
L’attuale chiesa presenta un muraglione perimetrale tipico delle costruzioni romaniche, con pietre squadrate e aperture a feritoia. Originariamente, la facciata era orientata verso le mura della città, ma nel XVII secolo fu riposizionata per affacciarsi su via Volta[1]. Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito numerosi rimaneggiamenti; nel Settecento furono rifatti gli altari e nel primo Ottocento fu aggiunto un pronao in stile neoclassico[1].

Eventi Storici
Nel 1805, durante il periodo napoleonico, la parrocchia fu soppressa e la chiesa divenne vicaria della Cattedrale. Fu solo nel 1931 che la parrocchia di Sant’Eusebio fu ricostituita[1][2]. La torre campanaria, progettata dall’architetto Zanchetta, fu completata nel 1933[1].

Decorazioni e Arte

L’interno della chiesa è caratterizzato da decorazioni che spaziano dal XVII al XX secolo. Gli affreschi della volta centrale sono di epoca neoclassica e includono opere di artisti come Mario Albertella e Carlo Innocenzo Carloni[1]. Le cappelle laterali ospitano dipinti significativi, tra cui opere dedicate a San Giuseppe e San Carlo, risalenti al XVIII secolo[1][2].

Importanza Culturale

La chiesa di Sant’Eusebio non è solo un luogo di culto ma anche un importante sito storico che riflette l’evoluzione architettonica e artistica della città di Como. La sua ricca storia e le sue opere d’arte la rendono un punto di riferimento per residenti e visitatori.


[1] http://www.parrocchiasanfedelecomo.it/home/wp-content/uploads/2014/04/SantEusebio_BreveGuida.pdf
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_dei_Santi_Eusebio_e_Carlo
[3] https://www.parrocchiasanfedelecomo.it/home/chiese-della-parrocchia/chiesa-di-santeusebio/
[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00171/
[5] https://upel.va.it/it/upel-cultura/como/chiesa-di-santeusebio-e-san-carlo-citta-murata
[6] https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=prodente&Chiave=20652
[7] https://fondoambiente.it/luoghi/chiesa-di-sant-eusebio-e-vittore
[8] https://www.northlakecomo.net/187-Arte-e-Cultura-Chiesa-dei-Santi-Eusebio-e-Vittore

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Palazzo Cocquio Gaggio, in Via Volta, nel centro storico di Como

edificio del Cinquecento, rinnovato nel 1790

scheda informativa alle pagine 87/88 (dedicata a Via Volta) del libro:

Il Palazzo Cocquio Gaggio si trova a Como in via Volta ed è un esempio significativo di architettura storica legata a famiglie nobiliari locali. La sua storia è intrecciata con quella della famiglia Cocquio, che ha avuto un ruolo importante nella nobiltà comasca.

Storia del Palazzo

  • Origini: Il palazzo rappresenta un accorpamento di diverse unità immobiliari. La famiglia Cocquio, che possedeva già una certa rilevanza sociale, ha contribuito alla sua realizzazione e successiva ristrutturazione.

Importanza Culturale

Il Palazzo Cocquio Gaggio non solo rappresenta un esempio di architettura storica a Como, ma è anche un simbolo della ricca eredità culturale e sociale della città.


[1] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO160-00002/


[4] https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO180-00053/
[5] https://www.comune.como.it/export/sites/comune-di-como/.galleries/Settore-06/inventari-fondi-storici/ASCo_-_Inventario.pdf


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Storia degli edifici dell’Istituto delle Orsoline a Como, fra Viale Varese e Via Volta. Nei secoli tra Seicento e Ottocento fu sede di istituzioni per l’assistenza

scheda informativa a pagina 82/83 di:

L’Istituto Orsoline di San Carlo a Como ha una storia che risale al 1881, quando fu fondato dalle Suore Orsoline. Questo istituto è stato creato con l’intento di fornire un’educazione di qualità, integrando valori cattolici e un forte impegno verso la crescita personale degli studenti. La sua missione educativa si è evoluta nel tempo, mantenendo sempre un legame con la tradizione e l’identità culturale della comunità locale.

Evoluzione dell’Istituto

  • Fondazione: L’istituto è stato fondato nel 1881 e ha rappresentato un punto di riferimento per l’educazione femminile a Como.
  • Rinnovamento: Nel 1997, l’istituto ha subito un rinnovamento sotto la guida di Dedalo onlus, che ha raccolto l’eredità delle Suore Orsoline, continuando a promuovere una scuola libera e paritaria[1][2].
  • Offerta Formativa: Oggi, l’Istituto Orsoline San Carlo offre un percorso educativo che va dall’infanzia fino ai licei, con un forte focus su competenze linguistiche e scientifiche[3][4].


[1] http://como.scuolededalo.it/images/ptof-liceoscientifico-SCARLO.pdf
[2] https://como.scuolededalo.it/chi-siamo
[3] https://como.scuolededalo.it
[4] https://como.scuolededalo.it/le-scuole/liceo-europeo/liceo-linguistico-moderno.html
[5] https://www.tempi.it/listituto-orsoline-di-san-carlo/
[6] https://como.scuolededalo.it/mostramemorial
[7] https://www.youtube.com/watch?v=w0NUyIY8gHs
[8] https://www.facebook.com/orsolinecomo/?locale=it_IT

L’Istituto delle Orsoline a Como, noto come Istituto Orsoline di San Carlo, offre un’ampia gamma di opportunità formative. La struttura comprende:

  • Scuola dell’Infanzia
  • Scuola Primaria
  • Scuola Secondaria di I grado
  • Liceo Scientifico
  • Liceo Europeo Giuridico Economico e Linguistico Moderno[1][3][5].


[1] https://como.scuolededalo.it
[2] https://residenzaorsoline.it
[3] https://unica.istruzione.gov.it/cercalatuascuola/istituti/COPS055009/istituto-orsoline-di-san-carlo/
[4] https://www.facebook.com/orsolinecomo/?locale=it_IT
[5] https://www.instagram.com/orsoline_como/
[6] https://unica.istruzione.gov.it/cercalatuascuola/istituti/CO1A15800E/scuola-dellinfanzia-dedalo-orsoline-san-carlo/
[7] https://www.youtube.com/playlist?list=PLgNFUyP1BZxZWrJyoYk5-ivjMvmva2mzo

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Palazzo Albricci Peregrini, in Via Giuseppe Rovelli, nel centro storico di Como. Scheda informativa

scheda storica e informativa alla pagina 142 del libro:

Palazzo Albricci Peregrini, situato in Via Giuseppe Rovelli nel centro storico di Como, è un elegante edificio nobiliare risalente al XV secolo. Questo palazzo è stato recentemente trasformato in un boutique hotel, offrendo sei suite che variano da 20 a 55 metri quadrati, ognuna con una storia unica e arredata con oggetti da viaggio della famiglia proprietaria[1][2].

Storia e Architettura

L’edificio presenta forme tipicamente tardo medievali e ha subito una ristrutturazione significativa a partire dal 2018. Durante questa ristrutturazione, sono stati preservati elementi storici come un affresco del 1503 che rappresenta la Madonna con San Pietro e San Matteo[1][2]. Il palazzo deve il suo nome alla famiglia del vescovo Albricio Peregrino, di cui si conserva una stele funeraria nel cortile[2][3].

Palazzo Albricci Peregrini è noto per la sua eleganza sobria e il design che combina elementi storici con modernità. Gli architetti Maximiliano Galli, Giovanni Cavalcabò ed Ester Elena Galli hanno creato spazi che riflettono una “bellezza imperfetta”, utilizzando materiali naturali e locali[2][3].


[1] https://wonderlakecomo.com/it/items/palazzo-albricci-peregrini
[2] https://living.corriere.it/indirizzi/hotel/hotel-como-palazzo-albricci-peregrini/
[3] https://www.palazzoalbricciperegrini.it/it/storytelling/

[5] https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g187835-d13360833-Reviews-Palazzo_Albricci_Peregrini-Como_Lake_Como_Lombardy.html
[6] https://www.quicomo.it/economia/palazzo-albricci-peregrini-nuovo.html
[7] https://www.booking.com/hotel/it/palazzo-albricci-peregrini.it.html
[8] https://www.agoda.com/it-it/palazzo-albricci-peregrini/hotel/como-it.html
[9] https://www.palazzoalbricciperegrini.it/it/home/

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Casa Meda, in Via Grassi/angolo Via Garibaldi, a Como. Realizzata nel 1937 su progetto dell’architetto Luigi De Conturbia. Davanti all’edificio: la fontana progettata da Mario Di Salvo nel 2001

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Casa Meda, situata all’incrocio tra Via Garibaldi e Via Grassi a Como, è stata realizzata nel 1937 su progetto dell’architetto Luigi De Conturbia. Questo edificio rappresenta un esempio significativo dello stile architettonico razionalista italiano, che si è sviluppato in quel periodo.

Caratteristiche Architettoniche

  • Stile: La Casa Meda si distingue per il suo approccio razionalista, caratterizzato da forme semplici e funzionali, che riflettono i principi del Movimento Moderno.
  • Materiali: L’uso di materiali moderni e tecniche costruttive innovative è evidente nella progettazione, con una particolare attenzione alla luce naturale e alla funzionalità degli spazi interni.

Contesto Storico

Luigi De Conturbia, attivo in un periodo di grande fermento per l’architettura italiana, ha contribuito a definire l’estetica razionalista attraverso opere che enfatizzavano la chiarezza delle forme e la relazione con l’ambiente circostante. Casa Meda si inserisce in un contesto urbano in evoluzione, dove l’architettura moderna cercava di rispondere alle nuove esigenze abitative e sociali dell’epoca.

Importanza Culturale

L’edificio non solo rappresenta un esempio di architettura razionalista, ma è anche un simbolo della trasformazione sociale e culturale che ha caratterizzato l’Italia negli anni ’30. La sua progettazione rispondeva a un ideale di modernità e funzionalità, in linea con le tendenze europee del tempo.

In sintesi, Casa Meda è un’importante testimonianza dell’architettura del XX secolo a Como, riflettendo sia le innovazioni stilistiche che le dinamiche sociali dell’epoca.

fonti informative

pagina 69 di:

pagina 204 del volume 1 di :