Il quotidiano L’Ordine di Como ha una storia ricca e complessa che si estende per oltre un secolo. Ecco una panoramica delle sue principali fasi:
Storia Iniziale (1879-1984)
Fondazione: L’Ordine fu fondato nel 1879 da Pietro Carsana, vescovo di Como, come organo ufficiale della Diocesi di Como[1].
Evoluzione: Inizialmente pubblicato come trisettimanale, divenne quotidiano nel 1885 sotto la direzione del vescovo Carsana[1].
Direttori Storici: Tra i direttori storici vi furono Pietro Carsana e Giuseppe Brusadelli, che guidò il giornale dal 1943 al 1977[1].
Chiusura e Rinascita (1984-2008)
Chiusura: Il giornale cessò le pubblicazioni nel 1984.
Rinascita: Nel 2008 Alessandro Sallusti rilanciò L’Ordine come quotidiano di opinione con un’impronta laica, diversamente dalle sue origini cattoliche[1].
Crisi Finanziaria e Nuova Forma (2008-Oggi)
Crisi Finanziaria: A causa di tre bilanci in perdita consecutivi, la società editrice fu messa in liquidazione nel 2012.
Supplemento Culturale: Dal luglio del 2013 L’Ordine è diventato un supplemento culturale settimanale de La Provincia, uscendo con le edizioni di Como e Sondrio ogni domenica. Recentemente è stato aggiunto anche alla versione per Lecco a partire dal gennaio del 2024[1][2].
Attualmente si concentra su tematiche culturali variegate con firme autorevoli.
Direttori Attuali
Diego Minonzio è menzionato come figura chiave nella gestione de L’Ordine dopo il suo passaggio a supplemento culturale de La Provincia[1].
Scrive Luciana B. (il 13 febbraio 2025, tramite facebook):
“Gli uffici del quotidiano L’Ordine avevano sede nel palazzo alla sua sinistra. C’erano anche i macchinari per la stampa: le rotative si accendevano intorno alle 22.30, ne ricordo ancora il rumore. (Al loro posto, oggi si trova la sede di Spazio Natta)
Una cara amica, Gabriella Pesenti, iniziò la sua carriera giornalistica proprio lì, nei primi anni 80, seguendo la cronaca giudiziaria.
A piano terra invece, negli anni 70 avevano sede gli uffici della Olivetti – successivamente sostituiti dagli uffici sede della Democrazia Cristiana.”
Casa Sambenedetto, poi Cassina e Ciceri, è un edificio storico situato in Via Volta a Como. Fu progettata nel 1875 dall’ingegnere Eugenio Linati. Tuttavia, prima della sua attuale forma, l’edificio era sede della ditta serica Casnati dal 1832 al 1868[3][4]. Questo cambiamento di destinazione d’uso riflette l’evoluzione economica e culturale della città di Como durante il XIX secolo.
Storia e Architettura
Progetto: L’edificio fu progettato da Eugenio Linati nel 1875.
Sede Ditta Serica Casnati: Prima del suo rinnovamento architettonico, era la sede della ditta serica Casnati per oltre trentacinque anni.
Ubicazione: Situata in Via Volta a Como.
Importanza Culturale
L’edificio rappresenta un esempio dell’integrazione tra tradizione industriale e sviluppo urbanistico nella città di Como. La sua storia è legata alla produzione serica locale e all’influenza delle famiglie imprenditoriali dell’epoca.
Il Palazzo degli Inzaghi, successivamente divenuto residenza della famiglia Della Torre di Rezzonico, è stato ricostruito nel 1864 dall’ingegnere Ramponi per Cesare Fusoni. Questo edificio si trova in via Volta a Como, una strada che prende il nome da Alessandro Volta, il famoso fisico italiano nato proprio a Como[2][4][5].
Storia e Caratteristiche
Ricostruzione: La ricostruzione del palazzo avvenne nel 1864 su progetto dell’ingegnere Ramponi. Questo intervento fu commissionato da Cesare Fusoni, un personaggio locale che decise di rinnovare l’edificio per la famiglia Della Torre di Rezzonico[2][5].
Ubicazione: Il palazzo si trova in via Volta, una zona storica e significativa della città di Como, legata alla figura di Alessandro Volta[8].
Importanza Locale: L’edificio rappresenta un esempio dell’architettura ottocentesca comasca e contribuisce al patrimonio culturale della città.
Nel cortile ci sono quattro statue dello scultore Pietro Clerici raffiguranti le stagioni.
L’Hotel San Gottardo di Como ha una storia ricca e variegata che inizia nel 1920, quando venne inaugurato come un piccolo albergo con 18 posti letto. Nel corso degli anni, la struttura è stata ampliata e migliorata, diventando un punto di riferimento importante per il turismo nella città.
Storia Iniziale
Inaugurazione: L’hotel aprì ufficialmente nel 1926 con Antonio Passera e Antonio Taiana come pionieri del turismo sul Lario[2].
Ampliamento: Venne ampliato a 110 camere negli anni successivi, diventando famoso per il suo ristorante con veranda su via Cairoli[2].
Periodo di Massimo Successo
Seconda Guerra Mondiale: Durante la guerra, l’hotel fu requisito dai tedeschi come comando di presidio[2].
Dopoguerra: Dopo la guerra, la gestione passò ai figli di Antonio Passera (Gianni e Corrado), iniziando un periodo di grande successo tra gli anni Cinquanta e Settanta. Era noto per i suoi banchetti e cerimonie[2].
Declino e Abbandono
Chiusura: L’hotel chiuse definitivamente nell’ottobre del 1986 dopo che i tentativi della famiglia Passera di riproporre lo schema originale fallirono[2].
Abbandono Prolungato: Rimase abbandonato per quasi quarant’anni.
Rilancio Attuale
Acquisto da Pessina Immobiliare: Recentemente è stato acquistato dalla società comasca Pessina Immobiliare, che intende trasformarlo in un hotel a cinque stelle con 72 camere. I lavori sono previsti terminare entro il 2025[1][3].
Progetto Architettonico: La facciata esterna sarà mantenuta integra grazie al vincolo storico; saranno aggiunti servizi moderni come piscina e spa. Un bar-bistrò sarà presente al piano terra ed un ristorante panoramico all’ultimo piano[1][6].
FONTI INFORMATIVE:
scheda alle pagine 75 /76 del libro: Cani Fabio, Monizza Gerardo (a cura di), Como e la sua storia: la città murata, NodoLibri, 1994, vai al link:
La palestra Negretti di Como è un luogo storico e simbolico per lo sport nella città. Ecco una panoramica della sua storia:
Origini e Architettura
La palestra Negretti è un edificio eclettico di fine Ottocento, progettato in uno stile che si inserisce nel contesto architettonico locale[7][8]. Non ci sono informazioni specifiche sulla data esatta della sua costruzione, ma è menzionata come parte delle vicende storiche locali.
Storia Sportiva
La palestra Negretti è stata la “casa” della Comense, una delle più antiche e prestigiose società sportive italiane.
La Società Comense di Ginnastica e Scherma fu fondata il 24 novembre 1872[4].
La Comense ha avuto un impatto significativo su diverse discipline sportive come pallacanestro, atletica, scherma, ginnastica ritmica e pugilato[5].
Atleti Famosi
Tra gli atleti che hanno fatto la storia della Comense ci sono Antonio Spallino (medaglia d’oro alle Olimpiadi del 1956) e Arianna Errigo (medaglia d’argento alle Olimpiadi del 2012), entrambi provenienti dalla sezione scherma[3][5].
Altri nomi importanti includono Liliana Ronchetti nel basket femminile.
Crisi Economica e Rinascita
Nel 2012 la Ginnastica Comense fallì a causa di problemi economici gravi. Tuttavia, nuove società nacquero per continuare le attività sportive: AG Comense SSDrl per atletica e ginnastica, Comense Scherma SSDrl per la scherma, e Polisportiva Comense per il basket[5].
Attualità
Negli ultimi anni la palestra ha affrontato sfide legate alla gestione pubblica. Nel 2019 fu annunciato un bando per affidare la gestione della struttura al miglior offerente[1].
Nonostante queste sfide amministrative, durante l’emergenza COVID-19 nel giugno del 2020 si verificò una riapertura simbolica con allenamenti limitati dei giovani atleti della sezione scherma[2].
Oggi continua ad essere importante sia dal punto di vista storico che culturale; tuttavia richiede interventi di ristrutturazione per garantire condizioni ottimali agli atleti locali[3].