Categoria: GENIUS LOCI
Cambia il paesaggio di Coatesa Bassa: il taglio delle piante nel giardino accanto al Pontile dei battelli
Giampaolo Nuvolati, L’INTERPRETAZIONE DEI LUOGHI, flanerie come esperienza di vita, Firenze University Press, 2013, p. 190
il sito dell’editore Firenze University Press: http://www.fupress.com/
uno stralcio per l’invito alla lettura di questo testo:
Tetti del centro storico di COMO: Via 5 Giornate



Canal Grande, di Evgenij Rejn
Da un palazzo all’altro, dondolando sul vaporetto,
guardando la ruggine spenta di un colore bruciato,
sotto la pioggia di vetro dell’Adriatico, made in Murano,
e nella scia della tranquilla carovana
mi aprivo un varco da San Marco a Rialto
per un pertugio di legno marcio e di basalto.
E i pilastri, i balconi, i frontoni, le palafitte intagliate,
le imposte, e i gradini nell’acqua bassa, le trine,
e gli altri arabeschi di pietra s’increspavano nel canale,
e i fianchi del vaporetto respingevano i frantumi.
Nell’umido crepuscolo l’imbarcadero
s’avanzava coi lampioni colorati, e sull’orlo il tavolato
irrequieto mandava bagliori di perla,
la città s’offuscava e lampeggiava, nell’aere torbido
della sera, d’increspatura veneziana,
e gravava con una ciocca tinta scompigliata;
come scostando dalla fronte un capello spezzato,
Venezia diceva, modulando la voce:
“Lasciatevi guardare, voi che accanto mi passate,
di faccia e di profilo, e di tutto il visibile,
nella luce che si spegne prima della vera notte,
lasciatevi guardare da vicino, coi miei occhi.
Voi girate con la giostra del Tempo,
dall’ombra uscite nella festa del mattino,
avanzando assieme all’acqua del canale
verso la barriera con cui m’incorniciò
la storia, moltiplicata per la pietra.
Punto e basta. E dico: Amen!
Voglio dire nella lingua del clamore
dalle feritoie del vecchio bastione,
dalle piazze, dai mercati, dalle torri campanarie,
che la legge veramente sta alla vostra volontà.
Io rimango. Voi passate. Così dev’essere,
non sono ancora un colonnato in rovina,
sono tutta intera e giungerò in capo al mondo,
come un mortaio che spara nell’eternità.
Passerete, ma San Marco resterà,
una barca deserta se ne andrà per il canale,
nessuno sui ponti, sul litorale,
e allora leverò lo sguardo al cielo e – O Dio! –
lassù, nella confusa lontananza, dove sfreccia un asteroide,
il mio ultimo spettatore socchiuderà gli occhi”.
Evgenij Rejn
Le fotografie di Mino Di Vita alla PlaceM Gallery di Tokyo: “The Spirit of a Place” e “Clothes hanging on wires”
MINO DI VITA
“The Spirit of a Place” e “Clothes hanging on wires”
a cura di Seto Masato
dal 7 al 13 ottobre 2013
PlaceM Gallery
Kindai BLD, 3F 1-2-11 Shinjuku Shinjuku-ku
Tokyo
A distanza di sei mesi l’artista italiano torna a Tokyo per presentare i progetti più recenti di cui uno ancora inedito. Con lo stile che lo distingue da sempre, Mino Di Vita, applica con perseveranza e rigore un metodo di ripresa che prevede, oltre a punti di vista inusuali, inquadrature notturne, prive della presenza umana, che catturano le atmosfere suggestive del patrimonio urbanistico dell’uomo.
La mostra curata da Seto Masato sarà ospitata in una location di prestigio qual è la PlaceM gallery una delle più importanti gallerie giapponesi specializzate in fotografia, fondata dal maestro Daido Moriyama.

La sedia dell’affaccio sul pontile. Ora: la sedia sotto l’Aspidistra
LEGNA E CENERE: l’apparire dell’esser sè di Emanuele Severino nella tavernetta con il camino acceso | da COATESA SUL LARIO … e dintorni
La legna sta bruciando. Dapprima appaiono i suoi contorni nella luce del fuoco; poi essi scompaiono e appare l’incandescenza delle braci; a sua volta, poi, questa incandescenza scompare e appare la cenere.
La legna spenta, la legna accesa, le braci, la cenere e il vento che la disperde si sono avvicendati nel cerchio luminoso dell’apparire. Al subentrare di ognuno di questi eventi, il precedente esce dall’apparire. Il cerchio dell’apparire non attesta che la legna si trasforma in cenere: appunto perché non attesta che la legna si annienta come legna. Per “trasformarsi”, o “diventare” cenere è infatti necessario che la legna si annienti come legna. Ma se l’annientamento della legna non appare, non può apparire nemmeno il suo “diventare” cenere.
All’interno di quel cerchio, la cenere non è la sorte toccata alla legna; essa non grida, ma tace la sorte della legna. In quel cerchio, la legna non diventa cenere, così come gli uomini non diventano polvere: la cenere è il successore della legna; la polvere dell’uomo. Ma l’annientamento di ciò che muore non appare.
da:
disegno di Nanà Dalla Porta in:
GALIMBERTI UMBERTO, MERLINI IRENE, PETRUCCELLI MARIA LUISA, PERCHÉ? 100
Affaccio verso il pontile e battello delle ore 18, all’8 settembre 2013
stampe di Nesso e Coatesa sul Lario. Come erano costruiti i TERRAZZAMENTI per la coltivazione e la sopravvivenza
saper vedere il paesaggio:
qui si vede bene come erano costruiti i TERRAZZAMENTI per la coltivazione e la sopravvivenza:


in:

antica stampa del centro storico di Como: dirittura via 5 Giornate – Duomo

IN:










