Gin Angri ha scattato e mette in mostra una serie di 60 immagini (esposte stampate in bianco e nero su pannelli 50×70 centimetri) che interpretano, con occhio critico e con un punto di vista speciale, la Tintostamperia Val Mulini e le aree limitrofe nelle sue dinamiche di sviluppo recenti.24 lug 2021
Cento foto, cento eventi, cento storie. Una galleria di personaggi noti e semplici cittadini, migliaia di protagonisti. Attivi nell’immagine, passivi nell’esercito di chi quelle foto le ha viste, ammirate, gustate quando furono realizzate. “Vent’anni di cronaca a Como. 100 foto di Carlo Pozzoni” è il film della migliore storia di Como e dei comaschi, anche quando le immagini documentano un dramma, un problema, un dolore. Perché la vita di una comunità segue la complessità e le difficoltà di coloro che la animano. Non potrebbe non essere così. Soprattutto laddove c’è chi è chiamato a raccontarla, questa esistenza collettiva. Come Carlo Pozzoni che, in questo libro, riavvolge la pellicola di tanti fatti finiti per lo più sulle pagine de “La Provincia”, in una sequenza che vuole essere anche la scrittura di un mondo, il piccolo mondo antico del lago sconvolto dalle mutazioni travolgenti dei tempi moderni. Proprio per non essere fagocitati dal prorompente incedere della quotidianità, Pozzoni restituisce ai comaschi gli spezzoni necessari per una memoria locale. Lo fa usando il “colore” della cronaca, il bianco e nero, potente nella sua essenzialità, nella sua nuda affermazione al di là dei filtri della quotidianità, perfino crudele laddove sbalza personaggi e avvenimenti dal contesto per consegnarli, nella loro dimensione visiva, alla narrazione del futuro. “La nostra è un’epoca nostalgica e i fotografi sono promotori attivi della nostalgia. La fotografia è un’arte elegiaca, un’arte crepuscolare. Quasi tutti i suoi soggetti, per il solo fatto di essere fotografati, sono tinti di pathos” scriveva nel 1977 Susan Sontag. Carlo Pozzoni fa sua questa lezione e la regala ai comaschi. E non solo.
Un progetto curato dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Como percorre i territori del Lario individuandovi punti rilevanti e raccontandoli attraverso testi, disegni e soprattutto sequenze fotografiche. I materiali di «Fisionomie lariane» sono poi presentati in un libro, un sito, una mostra formato cartolina e una serie di visite guidate