Paesaggio

Erminia Irace, Manuel Vaquero Piñeiro, I paesaggi dell’Italia moderna . Da Petrarca a Napoleone, Carocci, 2023

Erminia Irace, Manuel Vaquero Piñeiro, I paesaggi dell’Italia moderna . Da Petrarca a Napoleone


Campi coltivati, boschi, sentieri della transumanza, corsi d’acqua, ma anche territori devastati dalle guerre e dai terremoti. Nei secoli dell’età moderna l’Italia era costituita per la maggior parte da aree ubicate al di fuori dei centri urbani. Esse diventarono l’oggetto del crescente interesse delle autorità politiche degli Stati, che si proposero di gestire le risorse ambientali. 
4 Vialetto del CACO dei MIRTILLI e dell'ARANCIO · Giardini (in genius loci) · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa · MEDITAZIONE nel Tempo

Un altro “angolo del giardino” per sguardi e pensieri, fine maggio 2023

vicino alla Scala del Gioba, sotto a una Palma e all’Albicocco, guardando il pontile dei battelli … e là, sullo sfondo, il Faro di San Maurizio che mi ricorda Como, Milano, Venezia, Trieste … (i luoghi della mia vita lavorativa). E anche Luciana apprezza

Lago · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · Lago di Pusiano · Lugano · Montorfano

LOMBARDIA: I laghi dell’INSUBRIA

Muri a secco · Paesaggio

Carlo Tosco, Gabriella Bonini (a cura di), Il paesaggio agrario italiano: sessant’anni di trasformazioni da Emilio Sereni a oggi (1961-2011), Viella editore, 2023

scheda dell’editore:

https://www.viella.it/libro/9791254692950

Gli studi sul paesaggio agrario di Emilio Sereni restano tuttora di grande attualità. La storia dei territori, nel loro intrinseco rapporto tra uomo e natura, è la storia del suolo modellato dal lavoro dei contadini, delle trasformazioni fondiarie, degli ordinamenti colturali, degli insediamenti e delle infrastrutture, ma anche dei rapporti di produzione, con esiti che si caricano di valenze sociali, culturali e visive.

I contributi qui presenti raccolgono l’eredità di Emilio Sereni e dimostrano l’attualità della sua lezione, la robustezza delle sue argomentazioni e il fascino che il mondo delle campagne non smette di esercitare. Riprendere oggi a studiare Emilio Sereni ha un significato forte, che richiama i valori dell’antifascismo, della resistenza e le lotte per la giustizia sociale.

  • Presentazione
  • I. Studi e ricerche
    • Carlo Tosco, L’eredità di Emilio Sereni tra storia e politica
    • Anna Sereni, Non era una semplice “scampagnata”. I paesaggi privati di Emilio Sereni
    • Emilio Martín Gutiérrez, Il paesaggio in evoluzione: riflessioni sul libro di Emilio Sereni Storia del paesaggio agrario italiano
    • Franco Cambi, Emilio Sereni e l’archeologia. La costruzione di una globalità, delle fonti e degli approcci
    • Giuliana Biagioli, Catasti e toponomastica come fonti per la storia del paesaggio agrario
    • Carlo Alberto Gemignani, Sereni in Liguria (settembre 1951). Fonti e osservazioni di terreno per la storia del paesaggio agrario
    • Mauro Agnoletti, L’approccio di Emilio Sereni nello studio del paesaggio e nelle politiche di tutela
    • Tiziano Tempesta, La legge di inerzia del paesaggio agrario di Emilio Sereni
    • Giuseppe Barbera, «Razionalmente curato, modernamente sviluppato»: l’auspicio di Emilio Sereni per il paesaggio delle nuove generazioni
    • Marco Marchetti, Transizione ecosistemica e diversità negli usi del suolo del paesaggio italiano nel XXI secolo
    • Jan Douwe van der Ploeg, La rinascita dell’agricoltura contadina e il suo impatto paesaggistico
  • II.a. Le trasformazioni del paesaggio agrario da Sereni a oggi. Italia settentrionale e centrale
    • Emiro Endrighi, Presentazione
    • Carmen Angelillo, Nicola Balboni, Carlo Peraboni, Leggere le trasformazioni del paesaggio a partire dal riconoscimento del valore delle permanenze
    • Walter Baricchi, Paesaggio e case rurali. Il caso della Regione Emilia-Romagna: tra distruzione e rigenerazione del patrimonio storico-culturale
    • Sara Cipolletti, Alessia Guaiani, Trasformazioni del paesaggio agrario. Dalle organizzazioni mezzadrili alle nuove produzioni vitivinicole nel Medio Adriatico
    • Davide Donatiello, Valentina Moiso, Il paesaggio vitivinicolo nei territori del Moscato bianco. Immaginari, tradizione, retorica della qualità
    • Chiara Lanzoni, Paesaggio agrario e sostenibilità. Le aree di transizione della Riserva MAB UNESCO Po Grande
    • Raffaella Laviscio, Permanenze e trasformazioni del paesaggio agrario di villa: esperienze di Lombardia
    • Simona Messina, Susanna Passigli, Francesco Spada, Persistenza di una pastorizia tradizionale nella Campagna Romana
    • Stefano Piastra, Apogeo, declino, riconversione di un paesaggio. Geostoria dello zucchero in Romagna nell’ultimo sessantennio
    • Pietro Giovanni Pistone, Federico Rossi, I mutamenti nei paesaggi agrari delle “sistemazioni montane” a partire dall’opera di Sereni
    • Alessandro Raffa, Per un paesaggio-laboratorio climate-resilient nel sito UNESCO delle Colline del Prosecco
    • Roberto Ricci, Il paesaggio agrario in Abruzzo tra mutamenti e persistenze: l’aristocrazia contadina di Camillo Montori a Controguerra
    • Bianca M. Seardo, Non è (solo) un paesaggio del vino. Forme della viticoltura promiscua fra specializzazione e abbandono: il Canavese
  • II.b. Le trasformazioni del paesaggio agrario da Sereni a oggi. Italia meridionale e insulare
    • Saverio Russo, Presentazione
    • Beatrice Agulli, Paesaggi serricoli mediterranei: spazi in attesa tra innovazione e obsolescenza. Il caso della Piana di Vittoria
    • Marina Arena, Paesaggi della smallness. Piccoli centri e patrimonio rurale nel sistema ambientale e paesaggistico messinese
    • Roberto Banchini, La pianificazione paesaggistica di fronte alle dinamiche di trasformazione del paesaggio agrario italiano
    • Patrizia Burlando, “Italian” Countryside. A Report
    • Maria Rossana Caniglia, L’architettura del paesaggio del Marchesato di Crotone dopo la Riforma agraria degli anni Cinquanta
    • Giuseppe Carlone, Maddalena Scalera, I paesaggi della riforma agraria in Basilicata nel Piano Paesaggistico Regionale
    • Marco Cillis, Il paesaggio della piana di Monastero a Pantelleria: permanenze, trasformazioni, scenari
    • Maurizio Di MarioAger-saltus: per una ritrovata armonia tra ritmi della natura e bisogni dell’uomo
    • Ilaria Falconi, I paesaggi rurali: il ruolo dell’agricoltura, le agroenergie, la sostenibilità ambientale e il ruolo della PAC
    • Nicola Galluzzo, Ruolo dei distretti e delle produzioni di qualità certificata nella tutela e valorizzazione del paesaggio agrario italiano
    • Giuseppe Lo Pilato, Laura Sarti, Il Giardino della Kolymbethra nel Parco della Valle dei Templi: il paesaggio agrario nell’era del turismo esperienziale
    • Davide Marino, Lorenzo Nofroni, Serena Savelli, Per una lettura “paesaggistica” delle trasformazioni e delle permanenze di uso del suolo
    • Barbara Pizzo, Alessandra Valentinelli, Alle radici del dibattito Post-Growth: la lezione di Emilio Sereni
    • Daniela Stroffolino, Il paesaggio irpino dall’Inchiesta di Emilio Sereni e Manlio Rossi Doria per l’Inea ai giorni nostri
  • III.a. Fonti e metodi per la storia del paesaggio. Archeologia, geostoria e patrimonio intangibile
    • Anna Sereni, Presentazione
    • Durdica Bacciu, Marcello Cabriolu, Il paesaggio agropastorale del nord Sardegna: la Gallura e l’habitat disperso
    • Paola Branduini, Mauro Varotto, «L’essenziale è invisibile agli occhi»: il paesaggio rurale storico tra evidenze tangibili e intangibili
    • Serena Caroselli, Augusto Ciuffetti, Memorie di luoghi e paesaggi. Per una storia ambientale dell’Appennino centrale
    • Maurizio Coccia, La vite maritata in Valle Umbra e sull’Appennino: da “coltura colonizzatrice” a patrimonio culturale. Appunti per la tutela
    • Annalisa Colecchia, Patrimonio paesaggistico e forme di gestione comunitaria nell’Abruzzo montano
    • Valentina De Santi, Luisa Rossi, Metodologie per lo studio del paesaggio agrario di un sito UNESCO: il caso dell’Isola Palmaria
    • Alessia Morigi, Filippo Fontana, Francesco Garbasi, Inter Amnes: ricognizioni di superficie, lettura integrata e restituzione digitale del paesaggio parmense antico
    • Roberto Ibba, Paesaggi immaginati. Visioni del paesaggio rurale sardo nel Settecento
    • Andrea Marçel Pidalà, Il paesaggio dei Nebrodi in Sicilia come “giardino del Mediterraneo”
    • Manuel Vaquero Piñeiro, Paesaggi agrari in trasformazione. Le bonifiche pontine nell’Archivio Gelasio Caetani di Roma
  • III.b. Fonti e metodi per la storia del paesaggio. Sistemazioni agrarie, tradizione e sviluppo
    • Mauro Agnoletti, Presentazione
    • Pier Luigi Dall’Aglio, Paolo Storchi, Comprendere il paesaggio attuale nella sua complessità. Riconoscere l’eredità del passato attorno a noi
    • Viviana Ferrario, La coltura promiscua della vite nei catastici e nelle mappe peritali di area veneta (XVI-XIX secolo)
    • Nicola Gabellieri, Pietro Piana, Fonti odeporiche per la storia del paesaggio tra epistemologie sereniane e nuove prospettive metodologiche
    • Hessam Khorasani Zadeh, Appunti per una storia congiunta del paesaggio agrario e della riproduzione sociale delle famiglie contadine
    • Achille Lodovisi, Alla ricerca di un difficile equilibrio: il fiume Panaro tra media collina e alta pianura. Fonti per la storia di un paesaggio
    • Andrea Longhi, Mauro Volpiano, Paesaggi agrari, dall’interpretazione storica alla pianificazione paesaggistica: il Piano Paesaggistico Regionale del Piemonte
    • Frida Occelli, Denise Rusinà, Simone Vallero, Torino, linea 2 della metropolitana: analisi archeologica tramite la lettura storica del paesaggio
    • Alessandra Panicco, La crisi del paesaggio tradizionale della piantata padana nel Piemonte meridionale
    • Giovanna Pezzi, Marco Conedera, Enrico Muzzi, Patrik Krebs, Utilizzo del Dizionario corografico di Serafino Calindri per ricostruire i sistemi agro-forestali del XVIII secolo
ARTE · Bergamo · GENIUS LOCI · LUOGHI D'ITALIA

Claudia Losi presenta un’installazione permanente sulla Via della Sorelle, il cammino di 130 chilometri che collega Brescia e Bergamo: un invito lento alla riscoperta del paesaggio

Alberi

David Hockney, “No.180”, 11 apr 2020, Ipad painting

casa · SERVIZI SOCIALI e SANITARI

“Castello Bello” è un progetto di cohousing per giovani dai 18 ai 30 anni, a Cantù (Como)

Il Castello Bello è un progetto di cohousing per giovani dai 18 ai 30 anni nato nel 2017 grazie a GAP, associazione che si occupa da anni di emergenza abitativa.

L’obiettivo del progetto è da una parte quello di facilitare i ragazzi e le ragazze all’uscita di casa grazie ad un affitto accessibile e dall’altra quello di permettere ai giovani con un trascorso di vita di fragilità un percorso di autonomia abitativa, trasformando questi due bisogni in una forza.

La vita dell’appartamento prevede un percorso di condivisione con gli altri abitanti del Castello: momenti di vita quotidiana, di attività comuni di progetto e di aiuto reciproco.

vai al sito IOABITOSOCIAL:

ioabito: trova la tua soluzione abitativa di Social Housing
Alberi · Pognana

i due PLATANI al pontile di Pognana. Mi ricordano i giri in barca con Joe Falchetto

Lago · LAGO DI COMO-LARIO: Luoghi · MUSEI · Pianello del Lario

Il Museo della Barca Lariana riapre e si arricchisce di nuovi scafi. 7 maggio 2023. Pianello del Lario (Co)

Alberi · AMBIENTE, ECOLOGIA, AREE URBANE · Biografie di persone

Daniele Rielli, Il fuoco invisibile. Storia umana di un disastro naturale, Rizzoli, 2023

scheda del libro:

https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/il-fuoco-invisibile/

Si può raccontare un dramma ecologico e sociale come se fosse un incalzante romanzo a più voci?

È quello che fa Daniele Rielli in questo libro in cui, cercando di capire cosa sta uccidendo gli ulivi della sua famiglia, ricostruisce le vicende legate all’arrivo in Puglia di Xylella, un batterio che ha causato la più grave epidemia delle piante al mondo.

Tutto inizia a Gallipoli, quando gli ulivi cominciano a seccare e morire in un modo mai visto prima. Si mette in moto un vortice di avvenimenti che prende velocità fino a diventare inarrestabile. L’ulivo è l’albero simbolo della civiltà mediterranea ed è ritenuto immortale, le piazze si riempiono di manifestanti che protestano contro le misure di contenimento e la magistratura mette sotto accusa gli scienziati che hanno scoperto la malattia: è la tempesta perfetta.

Oggi almeno 21 milioni di ulivi – tra cui molti alberi secolari e millenari, un patrimonio insostituibile – sono morti, è come se l’intera provincia di Lecce fosse stata bruciata da un gigantesco fuoco invisibile.

L’epidemia si muove inesorabile verso Nord e rimane aperta una domanda: come è stato possibile?

Daniele Rielli segue questa vicenda sin dall’inizio, per anni parla con gli scienziati che studiano il batterio, incontra i negazionisti che non credono alla malattia, ascolta gli agricoltori e i frantoiani che cercano di salvare le loro aziende, studia i documenti, interroga le persone, percorre migliaia di chilometri dentro un territorio che da paradiso terrestre si sta trasformando in un gigantesco cimitero vegetale, perdendo così la sua identità più profonda.

Durante questo lungo viaggio Rielli indaga l’antico legame con gli ulivi della sua famiglia, scopre i segreti dell’industria dell’olio, riflette sugli aspetti più paradossali del nostro rapporto con la natura e sull’enorme potere delle storie. Il fuoco invisibile è assieme un romanzo famigliare e il resoconto di un processo alle streghe di Salem nell’era dei social.

ANIMALI · BIOGRAFIA, biografie · GENIUS LOCI · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie

Franco Antonelli, Il merlo svizzero. Scappo vado a vivere in un bosco. Segnalato nel blog francoantonelli.com/

“Si ricorda quando le dicevo che stavo bene camminando per i boschi? Ebbene, sono andato nel parco del Villone Puccini; seduto a una panchina in riva al lago, in quella pace, ho visto un merlo che beccava e razzolava in mezzo a un prato verdissimo: ho avvertito serenità, una dimenticata tranquillità addosso… per fargliela corta, ho deciso, ho proprio deciso di vivere “dentro” alla natura, costruire una casetta in mezzo ad un bosco, che le devo dire, sarò tornato ragazzo? speriamo, così ricomincio…”

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Franco Antonelli

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · GENIUS LOCI

Siamo soli nell’universo? Alla ricerca della vita, fra mito e realtà, Convegno nazionale, Como, 6 maggio 2023

Ti aspettiamo il 6 maggio dalle 8.30 presso l’Aula Magna dell’Università dell’Insubria (Como, via Valleggio 11) per il convegno “SIAMO SOLI NELL’UNIVERSO? Alla ricerca della vita, fra mito e realtà” organizzato dal CICAP e dall’Università dell’Insubria. L’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti.
Il convegno si avvale del patrocinio del Comune di Como, della Provincia di Como, del Gruppo Amici del Cielo, dell’Osservatorio Astronomico di Sormano e del contributo di Taroni S.p.A. e di Interreg.

VAI AL SITO E AL PROGRAMMA:

https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=1800892