autunno · Colori · rosso

Il colore rosso: ultime foglie d’autunno

 

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autunno · ORTO: lavori, cure, manutenzione · primavera

Lettera fotografica al tecnico degli oggetti

 

caro C.

ancora una volta ho bisogno delle tue abilità tecniche.

Come sai ogni anno devo portare fra Coatesa e Como e Como Coatesa circa 5 piante in vaso di medio-piccole dimensioni.

La soluzione del pollaio non va bene: troppo freddo (misurato col termometro)

Allora vorrei vedere con te se è possibile un’altra possibilità.

Come sai ho questo contenitore (abbastanza sottoutilizzato) da giardino:

Cosa ne dici di creare delle bretelle, tipo zaino (usando, ad esempio una corda per tapparelle)?

Non so come si potrebbe fare. Magari bucare la parte posteriore del contenitore. Ma tu, di certo avrai qualche buona idea.

Il contenitore diventerebbe così una specie di zaino da trasporto per i 500 passi che ci sono dal giardino al posteggio.

Se hai tempo e voglia di fare questo aggiustamento ti porto il contenitore, cogliendo anche l’occasione per portarti cachi e kiwi.

Un caro saluto

Paolo

Alberi · Bosco · foglie · Terra

… al di là del parco, al di sopra dei campi fumiganti, scivolò dentro il paesaggio un arcobaleno …. , Vladimir Nabokov, lettura di Domenico Pelini

Al di là del parco, al di sopra dei campi fumigan­ti, scivolò dentro il paesaggio un arcobaleno; i cam­pi finivano sul limitare oscuro e dentellato di un lontano bosco di abeti dove si inarcava una parte dell’arcobaleno, e in quel tratto il bordo della fore­sta scintillava magicamente attraverso il velo iride­scente verde pallido e rosa che lo schermava: una dolcezza e uno splendore tali da ridurre al rango di parenti poveri i colorati riflessi romboidali che il ri­torno del sole aveva proiettato sul pavimento del pa­diglione.

Un attimo dopo cominciava la mia prima poesia. Che cosa la scatenò? Credo di saperlo. In assenza di vento, il semplice peso di una goccia di pioggia che brillava, godendosi il suo parassitico lusso, su una foglia cordata, ne aveva inclinata la punta, e quello che pareva un globulo di mercurio aveva eseguito un improvviso glissando lungo la nervatura centra­le, quindi, ormai spoglia del suo lucente fardello, la foglia, sollevata, si era di nuovo distesa. Foglia, incli­nata, spoglia, sollevata – l’istante che ci volle perché questo accadesse non mi parve tanto una frazione di tempo quanto una fessura nel medesimo, una pulsazione omessa, subito compensata da un pic­chiettio di rime: dico volutamente «picchiettio» perché, quando arrivò una raffica di vento, gli albe­ri si diedero allegramente a gocciolare tutti insieme, in un’imitazione del recente rovescio di pioggia, rozza quanto lo era la strofa che già mormoravo se paragonata al mio brivido di meraviglia nell’istante in cui cuore e foglia erano stati una cosa sola.

da Vladimir Nabokov, Parla, Ricordo. Adelphi

marrone · Nespolo germanico

Il COLORE MARRONE, racconto di Luciana

 

L’esuberanza e la passionalità del rosso-oro lentamente perdono intensità per abbandonarsi alla tonalità più morbida e rassicurante del colore marrone.

E’ questo il colore che mi induce all’introspezione, alla regressione.

Forse perché la terra nuda è di questa tinta, quella stessa terra che elargisce e raccoglie, dispensatrice di vita e depositaria di ciò che vita non è più. 


 

C’è ancora spazio per gettare i semi di spinacio ed interrare i bulbi di tulipano, mentre il resto dell’orto deve essere spogliato dagli avanzi delle piantagioni estive, affinchè il terreno possa ricevere il nutrimento appropriato per ributtare generosamente nel prossimo ciclo riproduttivo.

 

 

Il marrone aranciato tinge anche gli ultimi frutti della stagione, già preludio dell’intimo piacere di rompere il guscio di noci e nocciole al crepitio di un ciocco di legno che brucia e dello smuovere la paglia per verificare, al tatto, l’avvenuta maturazione di nespole e kiwi.

 

 

E’ tempo di tagliar legna per rinnovare il magico momento dispiare il  fuoco ardente dal portellone del forno, grembo accogliente per indorare la pasta della pizza o avvizzire la buccia delle mele renette.

 

 

I raggi obliqui del sole giocano con le ombre e le volute del fumo che sbuffano dal camino. C’è silenzio nell’aria. Tra breve le sedie della terrazza dovranno essere riposte in casa per il letargo invernale.

 

Le fotografie sono di Luciana

Acquisti · ORTO: lavori, cure, manutenzione

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Zucche

abbiamo raccolto la Zucca gialla Musquée de Provence. Una è semigialla: raccolta troppo presto, forse?

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Alberi · Sensi

Il pioppo nero e Papavera di campo

Alberi

Il Rovere Il vecchio rovere; la sua ferita, le viscere, il suo cuore: l’edera eroica, come vene aggrappate alla linfa della vita!, Miguel De Unamuno

Il  Rovere
Il vecchio rovere; la sua ferita, le viscere, il suo cuore: l’edera eroica, come vene aggrappate alla linfa della vita!

5 Settembre 1910
Ieri vagavo per la montagna conversando silenziosamente con gli alberi, ma è inutile che io fugga dagli uomini: li incontro ovunque; i miei alberi sono alberi umani. E non solo perché sono stati piantati e curati dagli uomini, ma anche per qualche cosa di più. Tutti questi alberi sono alberi addomesticati e domestici.
Sono diventato amico di un vecchio rovere. Se lo vedessi, Filippo, se lo vedessi! Che eroe! Dev’essere molto vecchio! Ed è in parte morto. Pensa, morto in parte,
non morto completamente.
Ha una profonda ferita che lascia vedere le sue viscere allo scoperto. E queste viscere sono vuote.
Mostra il cuore. Ma sappiamo, per le nostre sommarie nozioni di botanica, che il suo vero cuore non è questo; la linfa circola fra l’alburno del legno e la corteccia.
Però, come mi ha impressionato quell’ampia ferita con le sue labbra tondeggianti! L’aria vi entra e ventila l’interno del rovere dove, se sopraggiungesse una tormenta, potrebbe rifugiarsi un viandante, o
dove potrebbe dimorare un anacoreta od un Diogene della selva. Però la linfa
corre tra la corteccia ed il legno e dona il succo della vita alle foglie che verdeggiano al sole: verdeggiano fino a quando, gialle ed arse, turbineranno e si affolleranno al suolo, e marcite ai piedi del vecchio eroe del bosco, fra le forti braccia delle radici, formeranno il mantello nutriente che alimenterà le nuove foglie della futura primavera. E se tu vedessi le braccia delle sue radici
che immergono migliaia di dita sotto la terra!
Braccia che afferrano la terra come gli alti rami afferrano il cielo.
Passato l’autunno, il vecchio rovere rimarrà nudo e silenzioso, penserai tu; ed invece no, perché lo abbraccia un’edera anch’essa eroica. Fra i più superficiali ceppi delle radici e sul tronco del rovere, sono evidenti le robuste vene dell’edera che si arrampica sul vecchio albero e lo riveste con le sue foglie
d’un verde brillante e perenne. E quando le foglie del rovere si saranno lasciate cadere a terra, il vento sussurrerà canti invernali fra le foglie dell’edera. Ed anche se morto, il rovere verdeggerà al sole, e forse uno sciame di api costruirà l’alveare in quell’ampia ferita del suo seno.
Non so per quale ragione, mio caro Filippo, mi pare che questo vecchio rovere cominci a farmi riconciliare con l’umanità. Inoltre perché non dovrei confessartelo? Da molto tempo non sento una stupidaggine!
E così, infine, non si può vivere. Ho timore che mi lascerò vincere.
pagg.450, 451 da Il Romanzo del Signor Sandalio, Miguel De Unamuno, “Romanzi e Drammi ” Ed.Casini 1964
segnalato da Simona
casa · CASA di Coatesa · COATESA: frazione di Nesso · GENIUS LOCI · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa

Il Luogo del Destino

2014-08-29_162131

Alberi

Alberi di Amaltea | da Coatesa sul Lario e dintorni

Lagestrenia, 2005

Età: circa 30 anni

Acero Platanoides, 2005

piantato nel 1989

Melo Renetta, 2005

piantato nel 1992

Ciliegio, 2005

età: forse 25 anni

Noce, 2005

età: forse 30 anni

Caco, 2005

età: forse 30 anni

Acero giapponese, 2005

piantato nel 1989

Alberi · COATESA: frazione di Nesso

Alberi di Amaltea

Lagestrenia, 2005

Età: circa 30 anni

Acero Platanoides, 2005

piantato nel 1989

Melo Renetta, 2005

piantato nel 1992

Ciliegio, 2005

età: forse 25 anni

Noce, 2005

età: forse 30 anni

Caco, 2005

età: forse 30 anni

Acero giapponese, 2005

piantato nel 1989

Zucche

Zucca Musquee de Provence

La “Musquee de Provance” è un’eccellente zucca dalla polpa nettamente arancione e dalla scorza ocra adatta a tutti i piatti. È tardiva, ma matura anche se staccata ancora verde dalla pianta a patto che sia giunta al suo massimo sviluppo.



Allegati:
Commento file: SEZIONE E SCORZA MATURA OCRA.
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Commento file: POLPA ARANCIONE.
ZUCCA2.JPG
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Commento file: DIMENSIONI FINO A 10 KG. NOTARE CHE IN QUESTO MOMENTO (DICEMBRE) NON AVEVANO ANCORA LA BUCCIA OCRA.
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tratto da:  Regalo/scambio semi di zucca “Musquee de Provence”. : Cerco/Offro semi.