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Percorso:
- Brienno
- Crotto dei Platani
- Argegno
- Isola Comacina e Zoca de l’Oli
- Punta Balbianello
- Lenno
- nubi verso Bellagio
- punta della Cavagnola e ritorno
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Percorso:
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Percorso:
La primavera 2007 si apre con un nuovo titolo che completa, assieme al ‘Viandante’ e alla ‘Regina’, i sentieri costieri del Lago di Como. La ‘Strada Regia’ è la mulattiera che seguiva la sponda orientale del ramo di Como, dal capoluogo fino a Bellagio. Sostituita nei primi anni del Novecento dalla strada rotabile, la Regia è stata riscoperta dagli esperti della Società Archeologica Comense, con il contributo della Comunità Montana del Triangolo Lariano, che hanno rispolverato, prima sulle mappe catastali e poi sul terreno, il vecchio percorso rendendolo agibile. Oggi è possibile ripercorrere il vecchio tracciato per il piacere degli escursionisti con la compagnia fedele di questa guida. Dai belvedere di Brunate alle ‘sette città’ di Blevio, dalle chiese di Torno ai pittoreschi borghi montani di Faggeto, dai ‘monti’ di Careno all’orrido di Nesso, dai boschi di Lezzeno alle ville e agli splendori di Bellagio.Ogni pagina di questo raffinato volumetto è accompagnata da cartografia, foto e acquarelli realizzati dall’autore durante i sopralluoghi effettuati per fornire al lettore la maggior attenzione possibile. L’introduzione è stata curata da Giancarlo Frigerio, studioso della Società Archeologica Comense e da Sergio Tajana sugli aspetti tecnici del recupero di questa via. Albano Marcarini, La Strada Regia, Lyasis, Sondrio 2007, pag. 124, Euro 14.



Comune di Nesso
in ricordo del Sindaco Sebastiano D’Amico
1939-2006

da La Provincia, 1 dicembre 2006
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Pietro Guzzetti, Claudio Pestuggia, Silvia Vaccani
Cinquant’anni sulle ali della vittoria
Como, 2006
Edizione: NodoLibri
Pp. 135, Illustrazioni: 92il, F.to cm. 30×21
Confezione: Brossura filo refe
ISBN: 88-7185-118-8
FABIO CANI, RODOLFO VACCARELLA,
NESSO, il lavoro dell’acqua. L’insediamento urbano e gli opifici a forza idraulica
Comune di Nesso/biblioteca comunale, Nodo Libri, 2005
vai alla scheda del libro: http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/fabio-cani-rodolfo-vaccarella/nesso-il-lavoro-dellacqua-9788871851068-156069.html
ricostruisce la storia degli opifici dalla fine del XV alla metà del XX secolo. Oltre alle rilevazioni fiscali ed economiche sul territorio, non mancano ampi squarci di vita quotidiana, agganci alla vita familiare e informazioni sulla diffusione della tecnologia e delle consuetudini commerciali. Per contestualizzare queste vicende è inserito un capitolo introduttivo sullo sviluppo urbanistico del paese, con una serie di carte

Fabio Cani, Rodolfo Vaccarella
L’insediamento urbano e gli opifici a forza idraulica
Como, 2004
Collana: Territorio storia e arte
Edizione: NodoLibri
Pp. 128, Illustrazioni: 37il, F.to cm. 24×17
Confezione: Brossura filo refe
ISBN: 88-7185-106Euro: 12.0
Cuatesa [Coatesa]
Coatesa, Coattesa [Lomb-Ven 1861],
Coattesa [Ter 1721],
Alla Coatese [Notarile 1257, 1599-09-28],
In la Choatexia [Notarile 937, 1584-02-08],
In contrata appellata la Choatexia [Notarile 937, 1582-11-02],
In la Covatesia [Estimo 1578],
In loco de la Coatexia [Estimo 1558],
Coatexa [Notarile 2, f. 4, 1419-09-13]
Ad Campos della Covatesia [Estimo 1578];
In cima la Choatexia [Notarile 943,1597-03-13],
In cima de la Choatexia [Notarile 940, 1588-03-10];
Strada di Coattesa [Cess 1899]
Ubicato sul versante settentrionale della stretta valle dell’orrido, è uno dei nuclei fondamentali del paese, per quanto in posizione subordinata rispetto alla triade Borgo – Castello – Vico.
Nei secoli passati (e fino alla metà del Novecento) fu sede di numerose manifatture, soprattutto folle da panno, e mulini.
II nome viene fatto derivare da Coa (“striscia “) della Tesa (“bosco recinto “), oppure nel senso di “coda rettilinea ” [Olivieri 1961, p. 181; Boselli 1993, p. 105].
La dizione riportata nelle citazioni cinquecentesche potrebbe però far pensare anche a Cova, nel senso di “luogo riparato dai venti “.
In Fabio Cani, Nesso: i nomi dei luoghi. Atlante della toponomastica storica, Comune di Nesso, Biblioteca comunale, Nodo Libri, 2003, p. 83
“ … nelle comunità tradizionali si può scorgere una fortissima identificazione tra luogo e persone (singoli, ma soprattutto gruppi familiari) e tra queste ultime e il loro ruolo sociale (in primo luogo la professione). Non è difficile imbattersi – scorrendo gli elenchi – nella “selvetta dell’Anna” o nella “casa del prete Agostino”. Il paese è la comunità che lo abita; particolarmente evidente è – per questo aspetto – la coincidenza tra nomi di famiglia e nomi locali: Lissogno e Lissogni, Nesso e Nessi, Castello e Castelli. Allo stesso modo la casa coincide con la famiglia residente (o proprietaria): quale riferimento migliore per trovare una casa che conoscere chi ci abita? Ma è bene sottolineare che queste due operazioni non sono diverse, bensì appartengono allo stesso orizzonte culturale: conoscere le persone è conoscere i luoghi, non c’è l’una cosa senza l’altra. Ancora oggi, nelle chiacchiere di paese la data persona è sempre “quella che abita lì, figlia del tale e della tal’altra, sposata con, impiegata a, proveniente da”, in un intreccio che non è possibile (e non ha senso) cercare di districare. Analogamente, al forestiero alla ricerca di un luogo in un paese del lago, conviene quasi sempre chiedere non dove si trovi la data via, ma la data persona.
Riflessi di una società chiusa, votata all’autoreferenzialità? Può darsi, ma certamente riflessi di una cultura basata sulla condivisione delle conoscenze e delle esperienze”
In op. cit. pag 19
