Peron Ettore e Dell'Acqua Davide · Seta e industria tessile comasca

Grand Tour Lake Como: ecco come nascono foulard in seta che sembrano quadri, articolo di Francesca Galbiati, in ilmondodifra.com

A Como, città della seta, per scoprire accessori moda che sono anche racconto culturale

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by FRANCESCA GALBIATI/1 MARZO 2023

Chiese in Como città · STORIA LOCALE E SOCIETA'

I Valdesi a Como e il loro Tempio, testi di Angela Cal, Andreas Köhn, Matteo Mornata, Valentina Rosso, Nodo Libri editore. Presentazione del libro: 4 marzo 2023

Il volume propone il percorso storico dei Valdesi nel territorio lariano, dal Medioevo alla contemporaneità: in evidenza l’insediamento all’inizio del Novecento del Tempio valdese al centro della città di Como, le principali figure della comunità e il lavoro pastorale.

Un itinerario che comprende anche la narrazione fotografica dei cambiamenti degli ultimi anni, con l’incontro di nuove culture e tradizioni, e approfondisce il recente, accurato restauro del Tempio, dell’aula per i riti e della sala per le attività comunitarie.

Un racconto che riporta all’attenzione della città una storia centrale nelle vicende del territorio comasco.
Testi di Angela Cal, Andreas Köhn, Matteo Mornata, Valentina Rosso.

Mostre · STORIA LOCALE E SOCIETA' · TURISMO

edizione 2023 della Giornata Internazionale della Guida Turistica. Visita gratuita alla Mostra “RI-trovamenti. 7000 anni di storia comense”, a cura della dell’Associazione Guide ed Accompagnatori Turistici di Como e Provincia, 25 febbraio 2023, Via Odescalchi, Como (ex chiesa san Pietro in Atrio)

SCUOLE e UNIVERSITA' a Como · STORIA LOCALE E SOCIETA'

La Castellini scuola del popolo, da l’archivio de l’Ordine, 5 dicembre 1948, in l’Ordine/la Provincia 19 febbraio 2023

letto in edizione cartacea

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Centro Storico di Como · Mura del centro storico · Muri a secco · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Dai romani al Medioevo. Il racconto delle mura di Como, articolo di Andrea Colagrande, in l’Ordine / la Provincia, 19 febbraio 2023

letto in ediziona cartacea

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LE MURA  DI COMO , DA QUELLE DI CESARE A QUELLE MEDIEVALI, di Sandro Boccia

Dai Romani al Medioevo si può innestare il racconto delle mura della città lariana posta appunto sul uno dei rami del lago di Como da non confondere con l’altro, quello che volge a mezzogiorno (ossia quello di Lecco) come citava il Manzoni nei Promessi Sposi: la cintura muraria è la testimonianza più importante della storia di Como, dall’ originale cesariana con torri aggiunte dal IV al VI secolo d.C. romane un solo lacerto visibile.

In molte città italiane e europee non è insolito imbattersi in monumenti e resti di gran edifici che permettono a chi li osserva di percepire il loro originario splendore e di immaginare come doveva essere la vita in quel luogo durante gli anni di uno dei più grandi imperi dell’ antichità come quello romano.

Anche Como che vanta un fondatore illustre dato che venne edificata nel 59 a.C. per voler di Giulio Cesare nella zona prospiciente il lago e dapprima bonificata in quanto paludosa alla confluenza dei fiumi e costruita  con strade parallele e perpendicolari a mo’ di accampamento militare, può offrire numerose attestazioni del suo passato: anche Novum Comum (che sostituì il borgo originario celtico di Spina Verde-Prestino sito in zona collinare a pochi km. dal lago) era dotata di numerose ville, infrastrutture stradali, un teatro e mura in grado di difenderla, come quelle visibili con le terme di viale Lecco o il Ninfeo della villa all’ incrocio tra via Zezio e via Grossi, oltre ai resti in città.

Alcuni di questi tesori come le mura e le sue torri che nel tempo han subito restauri, aggiunte, demolizioni. Grazie alla menzione della cortina muraria (Carme 35 di Catullo indirizzato al poeta comasco Cecilio, la cui statua marmorea abbellisce le mure esterne del locale Duomo lato verso il Teatro sociale che nella parte d’ entrata centrale mostrano le altrettante di Plinio il Vecchio (autore della celeberrima Naturalis Historia nonchè scienziato e ammiraglio della flotta romana e che perì per studiare il fenomeno dell’ eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e per dar soccorso alla gente di Pompei, Ercolano e Stabia che cercavano salvezza verso il mare) e di suo nipote Plinio il Giovane (che nelle sue Epistulae ci ha narrato l’evolversi della catastrofe).

Siamo a conoscenza che le difese vennero erette con pietra moltrasino e preziosa malta. Poi Porta Pretoria originariamente progettata con due torri ottagonali con accesso principali alla città. Dal quarto secoli in poi sotto la pressione dei popoli barbarici lungo la frontiera dell’ Impero, si decise di potenziare il fronte meridionale costruendo torri semicircolari mentre le strutture rettangolari son relative al VI secolo tanto che Como fu definita baluardo (munimen).

E che dire dell’ unico tratto di cortina muraria dell’ antica Novum Comum conservato sopraterra con resti di una torre rettangolare costruita nel VI secolo (via delle 5 Giornate). C’è da osservare che le mura nel corso dei secoli non furon oggetto di alcuna manutenzione ma che sotto gli imperatori del Sacro Romano Impero, Lotario e Ottone II, le mura furon donate dai regnanti a privati cittadini, poi divenute di proprietà del Vescovo, allora a capo della città. Solamente negli anni della guerra decennale contro Milano (1118-1127) le mura furono oggetto di risanamento con costruzione di un fossato difensivo attorno a esse.

Tuttavia furon indi distrutte come stabilito da Milano vincitrivce. Como rimase così senza difese per oltre 30 anni finchè Federico Barbarossa nel 1158 fece costruire un nuovo circuito murario. Quindi ormai prive di qualsiasi funzionbe difensiva le prime mura comasche vennero inglobate in nuovi edifici, interrate e utilizzate come fondamenta. L’ originario circuito murario è quasi è quindi l’ unico oltre a considerare non utopico il progetto di rendere visitabili i resti pur visibili delle mure divia Carducci al di sotto del liceo Ciceri, la torre di via Parini, perpetuando così e in special modo la storia e la memoria della città lariana che ha dato i natali ai Plini, Cecilio, Giovio e Volta.

Trattazione elaborata e integrata da chi scrive sulla base di un articolo di Andrea Colagrande, archeologo, come riportato dalla Provincia del 19 febbraio 2023 (segnalato da Auser/Unipop)

 

Peron Ettore e Dell'Acqua Davide · Seta e industria tessile comasca · Vie: Cesare Cantù, A. del Pero, P. Tatti, Vitani

GRAND TOUR LAKE COMO : il nuovo marchio dei foulard che nasce dal Lago di Como all’insegna della bellezza. Con un articolo di Serena Brivio, pubblicato su La Provincia, 19 febbraio 2023

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About – Grand Tour Lake Como

Grand Tour Lake Como é il nuovo marchio che nasce dal Lago di Como all’insegna della bellezza e dell’eccellenza.

È un viaggio che parte dalle meraviglie del nostro Lago e che, come nel passato, corre alla scoperta di che cosa rappresenta l’emozione del conoscere: le opere dell’uomo, le meraviglie della natura;

Forse un’architettura, magari un paesaggio, certamente un’unica emozione.

Con una raffinatezza del disegno e una cura del dettaglio che vi faranno viaggiare nei luoghi più belli del nostro paese cogliendone gli scorci più suggestivi.

Via Roma, 47, NESSO (COMO)

Via Adamo del Pero 21,  COMO

Articolo di Serena Brivio, pubblicato su La Provincia, 19 febbraio 2023:

Sondrio · Storia e Economia · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Rita Pezzola,  Tracce minime.   Le radici del Medioevo nel territorio di Sondrio, FrancoAngeli, 2023

cover libro
Rita Pezzola,  Tracce minime.   Le radici del Medioevo nel territorio di Sondrio

COLLANA: Varie – Open Access

La Valtellina non è contesto di grandi cattedrali medievali o di vasti giacimenti di pergamene. Eppure è terra ricca di fonti per ricostruirne la

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BIBLIOGRAFIE, LIBRI e EDITORI · BIOGRAFIA, biografie · CULTURA e CULTURA LOCALE · Storia e Economia · STORIA LOCALE E SOCIETA'

La Famiglia Comasca invita alla presentazione del libro SENZA PERDERE IL FILO  di Giuseppe Guin, giovedì 16 febbraio 2023 ore 17.30

BIOGRAFIA, biografie · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · MUSICA · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Università popolare

Università popolare/Auser, Programma culturale febbraio/maggio 2023

Politica e autobiografia · POLITICA e STORIA · Politica regionale e locale · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Elezioni Regionali del 12 e 13 febbraio 2023, Circoscrizione di COMO e provincia – in Ministero dell’Interno

Circoscrizione di COMO

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Eligendo: Regionali [Scrutini] Circoscrizione di COMO (Italia) – Regionali del 12 e 13 febbraio 2023 – Ministero dell’Interno
 
consiglio regionale
Lombardia Attilio Fontana
AMBIENTE, ECOLOGIA, AREE URBANE · LUOGHI D'ITALIA · POLITICA e STORIA · POLITICA ITALIANA · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Voglia di restare. Indagine sui giovani nell’Italia dei paesi – A cura di Andrea Membretti, Stefania Leone, Sabrina Lucatelli, Daniela Storti, Giulia Urso, Donzelli editore, 2023

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Voglia di restare. Indagine sui giovani nell’Italia dei paesi – A cura di Andrea Membretti, Stefania Leone, Sabrina Lucatelli, Daniela Storti, Giulia Urso

SCHEDA LIBRO

«Su quali competenze locali fare leva e quali politiche immaginare al fine di dare spazio reale al “desiderio di restanza” che si va sviluppando tra i giovani delle aree interne?».

Da decenni le aree interne italiane sono coinvolte in intensi processi di spopolamento, di rarefazione dei servizi pubblici essenziali, di impoverimento produttivo.

Si tratta di tendenze ormai croniche e alquanto diffuse, che il lavoro di analisi e di proposta dell’Associazione Riabitare l’Italia ha contribuito a riportare al centro del dibattito pubblico.

Nonostante il declino demografico, economico e di attenzione, le aree interne continuano ad essere luoghi vivi, dove quotidianamente si riproducono beni pubblici fondamentali per l’intero paese e dove milioni di cittadini hanno scelto di vivere e di investire le loro capacità.

L’abbandono umano non è l’unica cifra di queste terre; molti decidono consapevolmente di restare; altri, seppure in misura limitata, di ritornare; e altri ancora di provare a sperimentare in questi luoghi «lontani» nuovi stili di vita, più «lenti» e connessi con la natura. La voglia di radicamento è un aspetto inedito e ancora poco esplorato, che merita di essere messo in luce perché rivela una realtà fatta di giovani che non solo non hanno lasciato i loro paesi, ma che hanno scelto di restare – o di tornare – in modo attivo. Le storie raccontate in questo libro, raccolte attraverso un’ampia ricerca quanti- qualitativa condotta su un campione di oltre tremila giovani residenti nelle aree interne dell’intera penisola, fanno emergere il desiderio di «restanza», evidenziando tanto le opportunità quanto le difficoltà che la scelta di non partire comporta.

La ricerca, coordinata da Andrea Membretti e Sabrina Lucatelli, restituisce una lettura articolata del fenomeno, facendo emergere sia i fattori che minacciano le possibilità effettive dei giovani di vivere e lavorare nei propri territori di origine sia le opportunità legate a una vera e propria «capacità di restare», che richiede di essere coltivata e accompagnata da politiche in grado di rispondere alle esigenze e alle aspirazioni di chi resta.

 
AUTORI

Andrea Membretti
Andrea Membretti è professore di Sociologia del territorio all’Università di Pavia. 

Stefania Leone
Stefania Leone è professore associato di Sociologia generale all’Università di Salerno. 

Sabrina Lucatelli
Sabrina Lucatelli, direttrice dell’Associazione Riabitare l’Italia, è componente del Nucleo di valutazione del Dipartimento per la coesione della presidenza del Consiglio dei ministri ed è stata coordinatrice della Strategia nazionale per le aree interne. 

Daniela Storti
Daniela Storti è ricercatrice senior presso il Crea. 

Giulia Urso
Giulia Urso è ricercatrice in Geografia economico-politica per il Gran Sasso Science Institute. 

Associazione Riabitare l’Italia
L’Associazione Riabitare l’Italia, promossa da un gruppo di studiosi, esperti, operatori e policy makers, con diverse sensibilità culturali e disciplinari, ha l’obiettivo di stimolare riflessioni e conoscenze condivise per costruire una nuova rappresentazione d’insieme dell’Italia, in grado di raccontarne le contraddizioni e le disuguaglianze, i punti di forza e le potenzialità, alla ricerca di un migliore equilibrio tra le persone, le risorse e i luoghi, con particolare riguardo alle aree interne, marginalizzate e periferiche. L’Associazione, di cui fanno parte soci individuali e collettivi, è stata fondata nel 2020. Riabitare l’Italia promuove una rete di ricerche, seminari, incontri e dibattiti, e cura, d’accordo con l’editore Donzelli, la realizzazione di una serie di libri ispirata al suo nome. 

AMBIENTE, ECOLOGIA, AREE URBANE · CULTURA e CULTURA LOCALE · GENIUS LOCI · LUOGHI D'ITALIA · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Manifesto per riabitare l’Italia. Con un dizionario di parole chiave e cinque commenti, di: Tomaso Montanari, Gabriele Pasqui, Rocco Sciarrone, Nadia Urbinati, Gianfranco Viesti. – A cura di Domenico Cersosimo e Carmine Donzelli, Donzelli editore

Avatar di Paolo FerrarioMAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

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Manifesto per riabitare l’Italia. Con un dizionario di parole chiave e cinque commenti di Tomaso Montanari, Gabriele Pasqui, Rocco Sciarrone, Nadia Urbinati, Gianfranco Viesti. – A cura di Domenico Cersosimo e Carmine Donzelli

SCHEDA LIBRO

Nel dicembre del 2018 Donzelli pubblicava il volume Riabitare l’Italia, frutto dell’originale lavoro di studiosi di diverse discipline, di intellettuali e di decisori pubblici. L’idea di fondo era dare evidenza ai nuovi termini della questione territoriale nel nostro paese, spostando l’asse dalla tradizionale centralità del punto di vista metropolitano per porre al centro quelle fasce di popolazione e quei territori coinvolti in un processo di sofferenza demografica e di contrazione insediativa. L’uscita del volume ha suscitato un interesse e un dibattito così intensi da convincere il gruppo di progetto a dare continuità e organizzazione al cantiere originario. «Riabitare l’Italia» diventa così un’associazione, un progetto editoriale, un «marchio» che si impegna a condurre un…

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